La prostata: sintomi di tumore e altre condizioni (ingrossata, infiammata, …)

Ultima modifica 02.03.2020

La prostata

È sicuramente vero che i problemi alla prostata sono molto frequenti, soprattutto quando si superano i 50 anni, ma la buona notizia è che esistono diverse strategie utili a risolverli e talvolta anche a prevenirli.

La prostata è una piccola ghiandola delle dimensioni di una noce che avvolge il tubicino (uretra) che porta l’urina fuori dalla vescica; la sua funzione è quella di produrre ed espellere durante l’eiaculazione il liquido prostatico, uno dei costituenti dello sperma, che contiene le sostanze nutritive necessarie alla sopravvivenza e alla motilità degli spermatozoi.

Anatomia semplificata della prostata

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Con il passare degli anni le dimensioni di questa ghiandola aumentano e, se la prostata diventa molto più grande del normale, può arrivare a causare sintomi anche molto fastidiosi, ma nella maggior parte dei casi i disturbi non sono di natura tumorale e, soprattutto

avere problemi alla prostata NON significa automaticamente avere maggiori probabilità di ammalarsi di tumore alla prostata.

Si raccomanda in ogni caso si consultare immediatamente il medico o l’urologo in caso di comparsa di uno o più dei seguenti sintomi:

È molto importante chiarire che le diverse condizioni in grado di interessare la prostata NON sono collegate tra loro, ad esempio soffrire di prostatite o di prostata ingrossata non aumenta il rischio di sviluppare un cancro alla prostata; d’altra parte è anche possibile manifestare più di una condizione alla volta.

Sintomi e condizioni frequenti

Ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna è un disturbo così comune tra gli anziani che molti ricercatori lo considerano più un cambiamento fisiologico che non una vera e propria patologia; la prostata appare più grande del normale (ingrossata), ma non si tratta di un tumore.

Quando la prostata aumenta sensibilmente di volume possono comparire i seguenti sintomi:

  • minzione difficoltosa,
  • flusso debole dell’urina, lento, oppure che si ferma e re-inizia più volte,
  • presenza di perdite dopo la minzione,
  • necessità di urinare più frequentemente, soprattutto di notte,
  • sensazione di incompleto svuotamento della vescica,
  • piccole quantità di sangue nelle urine.

In presenza di uno o più di questi sintomi vi consigliamo di recarvi dal medico per effettuare un esame. Tra le terapie dell’ipertrofia prostatica benigna troviamo:

  • Sorveglianza attiva o attesa vigile. Se i sintomi non sono troppo gravi il medico vi potrebbe consigliare di attendere prima di iniziare una qualsiasi terapia, per vedere se il problema peggiora. Dovrete però effettuare controlli regolari, a cadenza annuale; poi se i sintomi peggiorano, potrete iniziare la terapia.
  • Farmaci. Per alleviare i sintomi esistono farmaci appositi che rilassano i muscoli vicino alla prostata o fanno diminuire le dimensioni della ghiandola. Chiedete al medico di illustrarvi gli eventuali effetti collaterali.
  • Intervento chirurgico. Se le soluzioni precedenti non si sono dimostrate efficaci il medico potrebbe consigliarvi un intervento chirurgico che ripristini il normale flusso dell’urina. Esistono diversi tipi di intervento. Chiedete al vostro medico quali sono i rischi, anche dopo l’intervento è importante effettuare controlli regolari.
  • Altre terapie. A volte si usano anche le radioonde, le microonde o il laser per curare i problemi causati dall’ipertrofica prostatica benigna.

Prostatite

La prostatite è un’infiammazione della ghiandola prostatica; colpisce almeno la metà degli uomini almeno una volta nella vita, ma non aumenta il rischio di altre malattie della prostata.

Tra i sintomi più comuni della prostatite ricordiamo:

  • difficoltà a urinare,
  • sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • frequente e impellente necessità di urinare, anche per piccole quantità di urina,
  • brividi e febbre alta,
  • dolore alla schiena o diffusi,
  • dolore al basso nel ventre, all’inguine o dietro lo scroto,
  • senso di peso al retto e/o dolore,
  • perdite di liquido dall’uretra (il canale dove esce la pipì) durante la defecazione,
  • disturbi sessuali (tra cui riduzione del desiderio),
  • eiaculazione dolorosa.

Ne riconosciamo tre forme principali:

  • Prostatite acuta. È un’infezione batterica che di solito si manifesta all’improvviso e può provocare febbre, brividi, dolore nella zona lombare della schiena o nella zona inguinale. La minzione potrebbe risultare dolorosa. Andate immediatamente dal medico che vi potrà prescrivere dei farmaci per farvi sentire subito meglio.
  • Prostatite batterica cronica. È un’infezione ricorrente che può essere difficile da curare. A volte può bastare l’assunzione di antibiotici per un lungo periodo. Chiedete al vostro medico quali altre soluzioni adottare per sentirvi meglio.
  • Prostatite cronica abatterica. Anche nota come sindrome dolorosa pelvica cronica, è un problema frequente della prostata e si verifica soprattutto nei giovani o nelle persone di mezza età. Causa dolore al fondo della schiena, nella zona inguinale o sulla sommità del pene. Gli uomini che soffrono di questo problema spesso provano dolore durante l’eiaculazione e hanno necessità frequente di urinare. In alcuni casi potrebbero rivelarsi utili gli antibiotici. Questa malattia è veramente difficile da curare e potrebbe richiedere più di una terapia.

Tumore alla prostata e sintomi

Il tumore alla prostata è una malattia comune nei Paesi sviluppati, ma in realtà il suo tasso di mortalità è molto basso. La terapia è tanto più efficace quanto più precoce è la diagnosi, soprattutto se il tumore non si è ancora diffuso in altre parti dell’organismo (metastasi).

Esistono diversi fattori che possono influire sulla probabilità di ammalarsi di cancro alla prostata, ad esempio:

  • Età. Gli uomini oltre i cinquant’anni hanno maggiori probabilità di ammalarsi di tumore alla prostata.
  • Etnia. Il tumore alla prostata colpisce con maggiore frequenza tra gli afroamericani.
  • Precedenti famigliari. Se vostro padre o vostro fratello si sono ammalati, voi avrete maggiori probabilità di ammalarvi di tumore alla prostata.
  • Dieta. Se la vostra alimentazione è ricca di cibi ad alto contenuto di grassi e povera di frutta e verdura, potreste essere maggiormente a rischio.

Sintomi

I sintomi che potrebbero instillare il dubbio di tumore alla prostata sono:

  • necessità frequente di urinare,
  • necessità di svegliarsi più volte durante la notte per urinare,
  • tracce di sangue nell’urina o nello sperma,
  • dolore o bruciore durante la minzione,
  • impossibilità di urinare,
  • dolore durante l’eiaculazione,
  • dolore o rigidità frequente in zona lombare, nei fianchi, nella zona pelvica, rettale o inguinale,
  • perdita di urina.

I disturbi sono in gran parte sovrapponibili a quelli delle altre condizioni descritte in precedenza, è quindi importante non allarmarsi e rivolgersi con fiducia al medico per una corretta diagnosi differenziale.

Diagnosi

Il tumore alla prostata, nelle fasi iniziali, non causa alcun sintomo: in seguito, quando il cancro si sviluppa, potreste avere dei problemi a urinare.

Potreste aver la necessità di urinare più del normale, soprattutto di notte. In alcuni casi, poi si prova dolore o bruciore durante la minzione, ci sono tracce di sangue nell’urina o nello sperma, si prova dolore alla schiena, alle cosce o nella zona pelvica e l’erezione risulta dolorosa.

Per scoprire se questi sintomi siano causati dal tumore alla prostata, il medico vi interrogherà su tutti i dettagli dei vostri precedenti clinici. Inoltre eseguirà un esame fisico, durante il quale introdurrà un dito nel retto per valutare se la prostata presenta indurimenti o protuberanze.

Il medico potrà anche prescrivervi un esame del sangue, per controllare il livello del PSA, l’antigene specifico prodotto dalla prostata. I livelli del PSA possono essere maggiori in quegli uomini che presentano un ingrossamento benigno od un tumore alla prostata; potrebbe anche essere necessario un esame ecografico per poter ottenere immagini computerizzate della ghiandola.

Se l’esame evidenzia una massa di sospetta natura tumorale, il medico vorrà confermare la diagnosi mediante una biopsia: durante questo esame vengono prelevati piccoli campioni di tessuto direttamente dalla ghiandola per poi essere analizzati al microscopio.

Un risultato positivo del test dopo una biopsia significa che il cancro alla prostata è realmente presente, per questa ragione l’esame rappresenta il gold standard per la sua diagnosi, con il grande lato negativo di un’invasività particolarmente rilevante.

Cura

Il tipo trattamento per il cancro alla prostata dipende da

  • aggressività e grado di diffusione del tumore,
  • età.
  • stato di salute.

A seconda dei casi è possibile procedere a uno o più dei seguenti approcci:

  • Vigile attesa: anche chiamata sorveglianza attiva, prevede un periodico controllo del tumore senza alcun tipo di trattamento, che inizierà solo nel caso di peggioramento. In molti uomini il tumore manifesta una progressione talmente lenta da non causare alcun pericolo per decenni.
  • Chirurgia. L’approccio chirurgico più comune prevede la completa asportazione della prostata.
  • Radioterapia. Questo trattamento utilizza radiazioni per uccidere le cellule tumorali e ridurre la dimensione dei tumori.
  • Terapia ormonale. In alcuni casi si procede alla somministrazione di farmaci in grado di ridurre o impedire la sintesi di testosterone.

Controllo annuale del PSA

Alcuni medici pensano che tutti gli uomini di età superiore ai 50 anni dovrebbero sottoporsi a controllo del PSA con cadenza annuale, ma altri non sono d’accordo. È praticamente certo che questo esame possa contribuire a diagnosticare il cancro anche in assenza di sintomi, ma non è sicuro che il controllo del PSA, da solo, possa salvare delle vite.

L’esame del PSA può individuare soltanto tumori piccoli, che ancora non si sono sviluppati né diffusi nel resto dell’organismo. Non tutti i tumori alla prostata hanno prognosi infausta e diverse terapie possono causare effetti collaterali, ecco perché a volte i medici preferiscono consigliare l’attesa vigile, finché non risulta evidente la necessità di una terapia. Inoltre in alcuni casi la progressione tumorale è così lenta che il paziente si trova ad andare incontro a morte per altre cause, a volte semplicemente per vecchiaia, molto prima di quando il tumore potrebbe risultare fatale.

Sono allo studio diversi modi per migliorare il test del PSA, che consentiranno di individuare solo i tumori per cui è necessaria una terapia.

Fonti principali

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    Cos’è la prostata?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      La prostata è una piccola ghiandola presente solo negli uomini; fa parte del sistema riproduttivo maschile e ha dimensioni e forma paragonabili a quelli di una noce; si trova appena sotto la vescica, proprio di fronte al retto. La prostata contribuisce a produrre il liquido spermatico, uno dei costituenti dello sperma.
      Circonda una parte dell’uretra, il canale che trasporta l’urina fuori dalla vescica e attraverso il pene.

  2. Domanda -

    Quali sono i sintomi della prostata?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      I disturbi che possono interessare la prostata sono numerosi e la probabilità di manifestarsi aumenta con l’età; tra i diversi sintomi indicativi di un problema alla ghiandola, non necessariamente tumore, figurano:

      • aumentata frequenza della necessità di urinare,
      • necessità di alzarsi molte volte durante la notte per urinare,
      • presenza di sangue nell’urina o nello sperma,
      • dolore o sensazione di bruciore durante la minzione,
      • eiaculazione dolorosa,
      • frequente comparsa di dolore nella parte inferiore della schiena, ai fianchi, nell’area pelvica, rettale,
      • perdita di gocce di urina.