Papilloma virus (HPV): vaccino, sintomi, test, uomo

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Cos’è il papilloma virus

Il papilloma virus umano (HPV) è la più diffusa tra le malattie sessualmente trasmissibili (MST).

Esistono più di quaranta tipi di papilloma virus in grado di colpire

  • gli organi genitali (maschili e femminili),
  • bocca,
  • gola.

Spesso l’infezione decorre in modo asintomatico, tanto che la maggior parte delle persone infettate non sa di essere stata contagiata, mentre in alcuni pazienti può invece avere pericolose conseguenze.

Il papillomavirus è diverso sia dall’herpes virus sia dall’HIV, il virus che causa l’AIDS: si tratta in tutti i casi di virus trasmissibili attraverso contatti sessuali, che però provocano manifestazioni e complicazioni diverse.

Si stima che oltre il 50% della popolazione sessualmente attiva venga a contatto con il virus contraendolo almeno una volta nella vita, con un picco di diffusione nel sesso femminile fino ai 25 anni di età.

L’HPV nella maggior parte dei casi non causa alcun sintomo; alcuni ceppi sono responsabili della comparsa di fastidiose verruche genitali, ma il vero rischio è legato alla possibile comparsa di tumori dell’area genitale e più raramente anche del cavo orale in caso di contagio attraverso rapporti orogenitali:

L’evoluzione del contagio dipende dalla risposta del sistema immunitario del soggetto infettato e può seguire essenzialmente tre strade:

  • regressione dell’infezione,
  • persistenza,
  • progressione.

La maggior parte delle infezioni HPV ad alto rischio viene superata spontaneamente nell’arco di 1-2 anni senza causare complicazioni, ma in alcuni casi l’infezione può persistere per molti anni e innescare cambiamenti cellulari in grado di diventare maligni. La persistenza dell’infezione rappresenta una tappa necessaria per l’evoluzione verso forme tumorali, cui si arriva attraverso lo sviluppo di lesioni precancerose.

L’elevata frequenza di contagio è segno che l’infezione da HPV è una condizione molto comune, mentre il carcinoma del collo dell’utero rappresenta un evento relativamente più raro, ma su cui tuttavia è importante non abbassare la guardia (il tumore al collo dell’utero è il quarto più frequente nel sesso femminile); nella donna un utilissimo strumento di screening è rappresentato da anni dal PAP-test, ormai progressivamente sostituito dall’HPV-test

L’uso corretto dei preservativi in lattice riduce notevolmente, anche se non elimina completamente, il rischio di contagio e/o di diffusione dell’HPV, ma è disponibile da qualche anno un efficace vaccino che permette un’elevata protezione verso questo temibile microrganismo.

Ricostruzione grafica del virus HPV

iStock.com/Dr_Microbe

Diffusione

Attualmente negli Stati Uniti circa 20 milioni di persone sono infette (su circa 312 milioni, ossia circa il 6%, paragonabile alla situazione italiana) e si registrano circa 6 milioni di nuovi contagi ogni anno. Il papillomavirus è talmente comune che circa la metà delle persone sessualmente attive viene contagiata almeno una volta nella vita.

  • Negli Stati Uniti l’1 per cento circa degli adulti sessualmente attivi è stato colpito almeno una volta nella vita dalle verruche genitali.
  • Tumore al collo dell’utero. Negli Stati Uniti ogni anno si registrano 12.000 nuovi casi di tumore al collo dell’utero.
  • Gli altri tipi di tumore causati dal papillomavirus sono meno diffusi rispetto al cancro del collo dell’utero. Ogni anno negli Stati Uniti si registrano:
    • 3.700 casi di tumore alla vulva
    • 1.000 casi di tumore alla vagina
    • 1.000 casi di tumore al pene.

Inoltre:

  • 2.700 donne e 1.700 uomini sono colpiti dal tumore all’ano
  • 2.300 donne e 9.000 uomini si ammalano di tumori della testa e del collo (attenzione: il papillomavirus è responsabile solo di alcuni tipi di tumore della testa e del collo; le altre forme sono connesse al fumo e al consumo eccessivo di alcoolici.)

La papillomatosi respiratoria ricorrente è molto rara, negli Stati Uniti si stima che meno di 2.000 bambini si ammalino ogni anno.

Gravidanza

Il rischio di trasmissione in gravidanza, da madre a figlio, è ritenuto limitato e generalmente l’infezione nella madre non presenta rischi specifici per la gestazione (ma eventuali trattamenti sono di norma rimandati a dopo il parto).

Cause

Il papilloma virus provoca anomalie nelle cellule delle mucose che riesce ad infettare, anche se nella maggior parte dei casi i cambiamenti cellulari non sono visibili ad occhio nudo e passano inosservati.

Quasi sempre l’organismo attiva le proprie difese contro l’HPV e quindi le cellule infette ritornano in breve tempo alla normalità. Quando l’organismo non è in grado di vincere la sfida contro il virus questo può provocare cambiamenti visibili, cioè le verruche genitali o il tumore.

Le verruche possono apparire dopo settimane o mesi dall’infezione, mentre il tumore il più delle volte impiega diversi anni per svilupparsi.

Tra i fattori di rischio principali ricordiamo:

  • giovane età,
  • giovane età al momento del primo rapporto sessuale,
  • rapporti sessuali con più partner e/o partner occasionali.

Sintomi

La maggior parte dei pazienti affetti dal papilloma virus non presenta né sintomi né problemi di salute ad esso collegati: nell’80% dei casi il sistema immunitario distrugge l’HPV in modo naturale nel giro di due anni.

In alcuni casi, al contrario, specifiche forme di papillomavirus possono causare verruche genitali, sia negli uomini sia nelle donne; più raramente si formano anche verruche nella gola (questo disturbo è detto papillomatosi respiratoria ricorrente).

Altri tipi di papilloma virus sono in grado di provocare il cancro del collo dell’utero ed anche altre forme di tumori, meno comuni ma gravi, che ad esempio colpiscono la vulva, la vagina, il pene, l’ano e alcune zone della testa e del collo (lingua, tonsille e gola).

I tipi di papillomavirus che provocano le verruche genitali sono diversi da quelli responsabili del tumore, dopo il contagio da HPV non è possibile prevedere che cosa succederà, cioè se si svilupperà un tumore o se si avranno altri problemi di salute.

Sintomi e problemi legati all’HPV

  • Le verruche genitali di solito si presentano come un piccolo rigonfiamento o come un gruppo di verruche nella zona genitale. Possono essere indifferentemente grandi o piccole, piatte, in rilievo o a grappolo. Per diagnosticarle è sufficiente una normale visita ginecologica o andrologica. Le verruche possono apparire settimane o mesi dopo il contatto sessuale con un partner infetto, anche se il partner non presenta alcun sintomo visibile. Se non vengono curate possono scomparire, rimanere come sono oppure aumentare di dimensione e di numero. In ogni caso non si trasformeranno in un tumore.
  • Il cancro del collo dell’utero di solito rimane asintomatico finché non è in fase avanzata, proprio per questo è fondamentale sottoporsi regolarmente ad esami di screening, utili per diagnosticare la malattia già nelle prime fasi, e per curarla con tempestività, addirittura prima che si trasformi in tumore.
  • Altri tipi di tumore connessi all’HPV possono rimanere asintomatici finché non sono in fase avanzata e più difficili da curare. Tra di essi ricordiamo i tumori della vulva, della vagina, del pene, dell’ano, della lingua, delle tonsille e della gola.
  • La papillomatosi respiratoria ricorrente causa la crescita di verruche nella gola, in alcuni casi può provocare raucedine o difficoltà respiratorie.

Trasmissione

Il papilloma virus si trasmette tramite contatto sessuale, soprattutto durante i rapporti vaginali e anali, ma può anche trasmettersi durante i rapporti orali o con il semplice contatto tra genitali. Il contagio può avvenire tra partner eterosessuali ed omosessuali, anche se il partner infetto non presenta alcun sintomo.

La trasmissione avviene prevalentemente attraverso i microtraumi che si verificano durante i rapporti sessuali; è tuttavia importante sottolineare che il contagio può avvenire anche in caso di:

  • rapporti non completi,
  • utilizzo del preservativo (riduce il rischio di infezione, ma non lo elimina).

L’HPV rimane attivo anche dopo anni dal contatto sessuale con un partner infetto, quindi una diagnosi di HPV non è necessariamente correlata all’attuale partner. La maggior parte delle persone che sono state contagiate non sanno di esserlo e nemmeno di trasmettere il virus al proprio partner. È inoltre possibile essere contagiati da diversi tipi di HPV.

In casi rarissimi una donna incinta portatrice di papillomavirus può contagiare il bambino al momento del parto, in tali situazioni il bambino rischia di essere colpito dalla papillomatosi respiratoria ricorrente.

Test

Le analisi per il papilloma virus attualmente in commercio sono usate soltanto per lo screening del tumore del collo dell’utero, non esiste infatti alcun test valido per entrambi i sessi ed in grado di fornire una risposta di “positività” o “negatività” all’HPV, e nemmeno esiste un esame in grado di individuare con certezza il virus sui genitali, nella bocca o nella gola.

Gli esami più diffusi nella pratica clinica sono:

  • Pap testDurante questo test il medico preleva un campione di cellule dal collo dell’utero, le cellule sono poi esaminati al microscopio per cercare eventuali cambiamenti anomali.
  • Colposcopia: Questo esame viene richiesto in genere in caso di positività al PAP-test; durante l’esame lo studio della cervice uterina avviene tramite un colposcopio, uno strumento che consente di esaminare la zona interessata. Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi che servono a visualizzare meglio eventuali anomalie cellulari.
  • Test DNA HPV: Questo test cerca direttamente il materiale genetico (DNA) di HPV in un campione di cellule. Il test può rilevare il tipo di HPV collegato al cancro cervicale. Il campione utilizzato per questo test è generalmente rimosso durante il PAP-test, o con modalità simili. Questo approccio viene sempre più spesso preferito al PAP-test, a seguito di diverse prove della sua maggior efficacia su larga scala.

Nel caso degli uomini non esistono altrettanti approcci, può in alcuni casi essere consigliata la peniscopia, una tecnica non invasiva per valutare approfonditamente eventuali anomalie cellulari sulla superficie esterna del pene.

Normalmente tuttavia il papilloma virus guarisce spontaneamente, senza causare alcun problema di salute. Se anche per ipotesi oggi fosse diagnosticata un’infezione, probabilmente entro un anno o due sarebbe scomparsa.

Cura e terapia

Per l’HPV in sé non esiste alcuna terapia, ma nella maggior parte dei casi l’infezione va incontro a risoluzione spontanea nell’arco di qualche anno.

Per le malattie e le manifestazioni causate dal virus sono invece disponibili terapie specifiche.

  • Le verruche genitali visibili possono essere rimosse dal medico oppure direttamente dal paziente, con farmaci appositi. Alcuni pazienti scelgono di non curarle e di aspettare che scompaiano spontaneamente: decidere di aspettare è un’alternativa all’approccio terapeutico.
  • Il tumore al collo dell’utero ha maggiori probabilità di guarigione se diagnosticato precocemente. Le donne che si sottopongono regolarmente al Pap test e, se necessario, agli esami di follow-up, possono identificare i problemi prima che il tumore si sviluppi. Prevenire è sempre meglio che curare!

Anche gli altri tipi di tumori connessi al papillomavirus hanno maggiori probabilità di guarigione se li si diagnostica precocemente e se li si cura subito con terapie adeguate.

La papillomatosi respiratoria ricorrente può essere curata farmacologicamente o per via chirurgica. In alcuni casi possono essere necessari diversi cicli di terapia o interventi chirurgici nell’arco di anni.

Vaccino

Il rischio di contagio può essere ridotto in diversi modi, ma la migliore arma di difesa che abbiamo a disposizione è sicuramente il vaccino; le attuali formulazioni proteggono sia l’uomo che la donna da alcune delle varietà più comuni di papilloma virus. Vengono somministrati in 2-3 dosi ed è importante riceverle tutte per essere protetti al meglio; sono più efficaci se ricevuti prima di iniziare ad avere rapporti, cioè prima della possibile esposizione al virus, per questo motivo in Italia viene offerto alle bambine adolescenti.

  • Ragazze e donne. Sono in commercio due vaccini (Cervarix® e Gardasil®) che proteggono le donne da quelle forme di HPV che causano la maggior parte dei casi di tumore al collo dell’utero. Uno di essi, il Gardasil®, è in grado di prevenire anche la maggior parte dei tipi di verruche genitali. Entrambi i vaccini sono consigliati per le ragazze, nell’undicesimo e dodicesimo anno di età, e per le donne dai 13 ai 26 anni che non si sono fatte vaccinare in precedenza o che non sono state completamente immunizzate. Questi vaccini possono anche essere somministrati alle bambine, addirittura a partire dai nove anni. Si consiglia di farsi vaccinare, se possibile, sempre con la stessa marca di vaccino.
  • Ragazzi e uomini. Il vaccino in commercio, il Gardasil®, protegge gli uomini dalla maggior parte dei tipi di verruche genitali e può essere somministrato dai 9 ai 26 anni d’età.

Poiché il vaccino non protegge da altre malattie sessualmente trasmesse, si raccomanda di prendere in considerazione anche queste precauzioni aggiuntive, che valgono a maggior ragione per i soggetti non vaccinati:

  • Per chi è sessualmente attivo, il preservativo può diminuire il rischio di contagio. Per una maggior efficacia si consiglia di indossarlo in tutti i rapporti e per l’intera durata del rapporto. Il papillomavirus, però, può contagiare le zone non coperte dal preservativo; proprio per questo, quindi, non si può parlare di protezione totale.
  • È anche possibile diminuire il rischio di contagio da papilloma virus rimanendo fedeli al proprio partner, diminuendo il numero dei partner e scegliendo un partner vergine o che ha avuto pochi partner in precedenza. Ricordiamo, però, che è comunque possibile contrarre il papillomavirus anche rimanendo fedeli per tutta la vita a un partner solo. Inoltre può essere impossibile capire se un partner che in passato è stato sessualmente attivo sia attualmente infetto. In conclusione, quindi, l’unico modo sicuro al 100 per cento di prevenire l’HPV è l’astinenza.

Prevenzione delle patologie connesse all’HPV

È possibile prevenire i problemi di salute causati dal papillomavirus, compresi i due più diffusi, le verruche genitali e il tumore al collo dell’utero.

  • Prevenzione delle verruche genitali. È in commercio un vaccino, il Gardasil®, che protegge sia le donne sia gli uomini dalla maggior parte dei tipi di verruche genitali.
  • Prevenzione del tumore al collo dell’utero. Sono in commercio due vaccini (Cervarix® e Gardasil®) in grado di proteggere le donne dalla maggior parte delle forme di tumore al collo dell’utero. È anche possibile prevenire il tumore al collo dell’utero con normali esami di screening e follow-up in caso di esiti anomali. Con il pap test è possibile individuare cellule anomale nel collo dell’utero, in modo da rimuoverle prima che il tumore si sviluppi. In alcuni casi, insieme al Pap test, è anche possibile usare un test del DNA apposito, in grado di individuare il papillomavirus nelle cellule del collo dell’utero. Anche le donne vaccinate in giovane età devono sottoporsi regolarmente ad esami di screening, perché il vaccino non è efficace per tutti i tipi di tumore al collo dell’utero.
  • Prevenzione del tumore all’ano e al pene. Per la diagnosi precoce di questi tipi di tumore non è ancora stato individuato né approvato alcun test di screening. Alcuni esperti consigliano di effettuare ogni anno il pap test anale nel caso di uomini gay o bisessuali e di pazienti sieropositivi, perché il tumore all’ano ha una maggiore incidenza tra queste categorie di persone. Questi test, però, non sono ancora consigliati come esami di routine per lo screening del tumore all’ano, perché non si sa ancora con esattezza se siano efficaci o meno.
  • Prevenzione dei tumori della testa e del collo. Non è stato approvato alcun esame per la diagnosi precoce dei tumori della testa e del collo, ma presso gli specialisti è possibile effettuare esami appositi, se si sospetta che i sintomi siano causati proprio da questi tipi di tumori.
  • Prevenzione della papillomatosi respiratoria ricorrente. Per le donne affette da verruche genitali non è consigliabile il parto cesareo per impedire che il bambino contragga la papillomatosi, non si conosce infatti ancora esattamente se questa scelta sia utile per prevenire la papillomatosi del neonato e del bambino.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Oltre al preservativo posso fare altro per proteggermi da questo virus?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Vaccino, è il metodo più efficace dopo l’astinenza.

  2. Anonimo

    Si può prendere anche attraverso l’utilizzo dei bagni pubblici?

  3. Anonimo

    Ma quindi in caso di rapporti occasionali è opportuno far indossare al partner il preservativo anche per i rapporti orali? O come per l’HIV in assenza di eiaculazione non ci sono rischi per chi lo pratica?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Assolutamente sì, preservativo; purtroppo il problema HPV è un po’ sottovalutato, ma può creare problemi grossi anche a livello del cavo orale.