Neo (o nevo) e melanoma: sintomi, foto, autodiagnosi e prevenzione

Ultima modifica 06.09.2020

Introduzione

I nei (o nevi) sono le macchie che compaiono sulla pelle quando specifiche cellule epiteliali (melanociti) si accumulano, formando una piccola massa insieme al tessuto circostante. Si presentano in genere di colore rosato, marrone chiaro, marrone scuro o dello stesso colore della pelle.

I melanociti sono cellule epiteliali distribuite sull’intera superficie corporea responsabili della produzione del pigmento responsabile del colore della pelle; quando prendiamo il sole i melanociti producono una maggior quantità di pigmento (melanina), facendoci abbronzare.

I nei sono molto frequenti, tanto che la maggior parte delle persone ne ha da dieci a quaranta. Di tanto in tanto, di solito fino ai quarant’anni, possono anche comparirne di nuovi.

Possono essere piatti oppure leggermente in rilievo; normalmente sono rotondi oppure ovali ed al massimo del diametro di una matita. Molti nei, all’inizio, sono piccoli e piatti, ma col tempo si ingrandiscono e diventano in rilievo. Con l’andare degli anni possono infine nuovamente appiattirsi, scolorire e talvolta scomparire.

Un neo che accidentalmente vada incontro a un taglio o un’abrasione, diventa pericoloso?

La risposta è no, un qualsiasi traumatismo su un neo benigno non ne cambia la natura e non aumenta quindi il rischio di trasformazione maligna. Sono invece da sottoporre con urgenza ad un dermatologo eventuali nevi che inizino a sanguinare senza apparente causa.

Si può rimuovere un neo per motivi estetici?

Se un melanoma è il problema più serio che può essere causato da un neo, quest’ultimo può diventare causa anche di altri fastidi per il paziente, come ad esempio:

  • può impigliarsi facilmente in vestiti o gioielli se in rilievo,
  • può irritarsi frequentemente se sottoposto a sfregamento in specifiche parti del corpo,
  • causare imbarazzo a causa delle dimensioni.

Anche in questi casi il dermatologo può procedere alla rimozione in totale sicurezza, senza il rischio di innescare la comparsa di tumori.

Posso coprire un neo con un tatuaggio?

Tatuare un neo non è una scelta consigliabile, perché se in seguito si sviluppasse un melanoma il tatuaggio potrebbe rendere più difficile accorgersi dei primi sintomi.

Fotografia di un dermatologo che analizza visivamente un neo sospetto

iStock.com/Wavebreakmedia

Nei displastici

Circa il 10 per cento delle persone ha almeno un neo insolito o atipico, con un aspetto diverso dagli altri: i dermatologi li definiscono nei displastici.

I medici ritengono che i nei displastici corrano un rischio maggiore rispetto a quelli normali di trasformarsi in una particolare forma di tumore alla pelle chiamata melanoma, proprio per questo è fondamentale farli controllare regolarmente dal dermatologo o da un medico, soprattutto se hanno un aspetto strano, si sono ingranditi o hanno cambiato colore, profilo o altre caratteristiche.

Nei normali Nei displastici
Colore
Colore neo normale

Colore neo normale

Abbastanza scuri, o di color marrone chiaro. Tutti i nei del paziente tendono ad avere un aspetto simile.

Colore neo displastico

Colore neo displastico

Scuri, marroni e di colore rosso/rosa. I nei del paziente tendono ad essere abbastanza diversi tra loro.

Forma
Forma neo normale

Forma neo normale

Rotonda o ovale, con un margine ben distinto che separa il neo dal resto della pelle.

Forma neo displastico

Forma neo displastico

I margini sono irregolari, in alcuni casi dentellati. Possono schiarirsi gradualmente, fino a confondersi con la pelle circostante. La zona piatta del neo può essere al livello della pelle.

Superficie
Superficie neo normale

Superficie neo normale

All’inizio sono puntini piatti (1a); poi possono diventare in rilievo (1b) e formare una piccola escrescenza liscia (1c).

Superficie neo displastico

Superficie neo displastico

L’aspetto può essere liscio, leggermente squamoso, oppure ruvido, irregolare e rugoso.

Dimensione
Dimensione neo normale

Dimensione neo normale

Di solito il diametro è inferiore ai 5 mm (diametro di una matita).

Dimensione neo displastico

Dimensione neo displastico

Spesso hanno un diametro superiore ai 5 mm, e a volte possono superare i 10 mm di diametro.

Numero
Numero nei normali

Numero nei normali

Sul corpo di un adulto di solito ci sono tra i 10 e i 40 nei.

Numero nei displastici

Numero nei displastici

Possono essere moltissimi (più di 100); tuttavia i nei displastici di solito sono pochi.

Posizione
Posizione nei normali

Posizione nei normali

Di solito si trovano nella parte superiore del corpo (sopra la vita), e sulle superfici esposte. Il cuoio capelluto, il seno e le natiche di solito non presentano nei normali.

Posizione nei displastici

Posizione nei displastici

Possono colpire tutte le zone dell’organismo, ma tipicamente compaiono sulla schiena e sulle zone esposte al sole. Possono anche comparire nella parte alta del corpo, sul cuoio capelluto, sul seno e sulle natiche.

(Fonte fotografie: NIH)

L’alfabeto dei nei (fonte: Humanitas Salute) è un modo semplice, veloce e facile da ricordare per riconoscere se una macchia, diciamo un neo, è sospetta. Si utilizzano le prime cinque lettere dell’alfabeto:

A come Asimmetria: se ipotizziamo di dividere il neo a metà con una linea verticale, dobbiamo verificare se le due parti sono uguali (simmetriche) oppure diverse tra loro (asimmetriche). Se la macchia è asimmetrica deve destare preoccupazione.
B come Bordi: i bordi di un neo non pericoloso sono regolari, mentre se sono irregolari e frastagliati è sospetto.
C come Colore: Se il colore si modifica nel tempo o vi sono più colori contemporaneamente si deve accendere una spia di allarme.
D come Dimensioni: i nei hanno dimensioni modeste, in media un diametro di 2-3 millimetri. Meglio approfondire, quindi, se la macchia è piuttosto grande, con un diametro oltre i 6 millimetri.
E come Evoluzione: se la macchia si modifica velocemente cambiando aspetto, quindi, forma, colore o dimensioni oppure se iniziasse a diventare pruriginosa, è bene allertarsi e rivolgersi al dermatologo.

Melanoma

Il melanoma è una forma di tumore della pelle: è uno dei tipi di tumore epiteliale più grave, perché negli stadi più avanzati è in grado di diffondersi in altre parti dell’organismo attraverso la formazione di metastasi. Può anche colpire l’occhio (melanoma uveale) o, più raramente, le altre parti dell’organismo in cui si trovano i melanociti.

Il melanoma ha origine quando i melanociti, le cellule che producono i pigmenti della pelle, subiscono una mutazione e iniziano a proliferare senza controllo, in modo disordinato. Le cellule del melanoma sono in grado di invadere e distruggere le cellule sane circostanti e formare una massa di tessuto maligno (tumore) sulla superficie della pelle.

Può avere origine da un neo preesistente, oppure nascere su una zona di pelle libera. Il dermatologo può dirvi se un neo dall’aspetto anomalo deve essere tenuto sotto controllo oppure rimosso, per individuare eventuali cellule tumorali. La finalità degli esami dermatologici di routine è quella di identificare i nei anomali e tenerli sotto controllo.

La rimozione di un neo o di un campione di tessuto da esaminare al microscopio è detta biopsia, se dalla biopsia emerge la diagnosi di melanoma il paziente e il medico devono decidere insieme qual è la terapia migliore. In molti casi il melanoma può essere curato con un semplice intervento chirurgico, se il tumore viene scoperto nelle fasi iniziali, cioè prima che inizi a diffondersi verso l’esterno della pelle e prima che le cellule tumorali abbiano iniziato a diffondersi in altre parti dell’organismo. Invece, se il melanoma è già in stadio avanzato, le cellule tumorali probabilmente si sono già diffuse attraverso i vasi sanguigni o il sistema linfatico e hanno già dato origine a tumori (metastasi) in altre parti dell’organismo. Il melanoma diffuso è molto più difficile da curare.

I medici e i ricercatori ritengono che sia possibile prevenire molti casi di melanoma e di scoprirne comunque la maggior parte dei casi con una diagnosi precoce, quando la malattia ha buone probabilità di essere curata con un semplice intervento chirurgico. Negli ultimi decenni un numero sempre maggiore di melanomi è stato scoperto con una diagnosi precoce, quando ancora il tumore è molto piccolo e c’è meno rischio di metastasi. Documentarsi sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce è importante per chiunque, ma soprattutto per chi presenta particolari fattori di rischio per il melanoma. Tra i fattori di rischio ricordiamo i nei displastici o un numero elevato di nei normali.

La pecora nera

Un segnale che può essere valutato direttamente dal paziente è il cosiddetto segno della black sheep (pecora nera),  descritto come presenza di un neo palesemente più scuro di tutti gli altri del corpo o, più correttamente, della zona in cui si presenta.

Il segno della pecora nera, anche in assenza di altre alterazioni, dovrebbe indurre ad una visita specialistica di controllo.

(Fonte: Dr. Laino)

Cause

Fattori di rischio per il melanoma

  • Precedenti famigliari di melanoma,
  • nei displastici,
  • precedenti di melanoma,
  • immunodeficienza o problemi al sistema immunitario,
  • numero elevato di nei normali (più di 50),
  • esposizione alla radiazione ultravioletta (UV),
  • scottature gravi con formazione di vesciche,
  • lentiggini,
  • pelle molto chiara (fototipo basso).

È importante ricordare che non tutti coloro che hanno un neo displastico o altri fattori di rischio per il melanoma finiscono per ammalarsi, in realtà la stragrande maggioranza non si ammalerà; circa il 50 per cento dei pazienti che soffrono di melanoma non presenta nei displastici e inoltre può non avere altri fattori di rischio accertati.

Attualmente i ricercatori non sono in grado di stabilire perché alcune persone si ammalino di melanoma mentre altre no, le ricerche, però, hanno dimostrato che l’esposizione al sole, e in particolare l’esposizione eccessiva che provoca scottature con vesciche, è un fattore di rischio importante e molto facile da evitare.

Diagnosi

Il melanoma di solito compare sulla superficie della pelle: spesso può essere individuato quando ancora è nei primi stadi con un esame completo della pelle, eseguito da un professionista. Esaminare periodicamente la pelle per cercare eventuali segni della malattia aumenta le possibilità di diagnosticare precocemente il melanoma. L’esame mensile della pelle è fondamentale per tutti coloro che sanno di avere almeno un fattore di rischio, però esaminare la propria pelle regolarmente è una buona idea per chiunque.

Grandi dimensioni
Dimensione melanoma

Dimensione melanoma

La maggior parte dei melanomi, al momento della diagnosi, ha un diametro di almeno 5 mm; molti possono essere molto più grandi. Se un neo è insolitamente grande, potrebbe essere un melanoma.

Diversi colori
Colore melanoma

Colore melanoma

Se un neo ha diversi colori (marrone, bianco, rosa, rosso, grigio, blu e soprattutto nero) potrebbe essere un melanoma.

Margine irregolare
Bordo melanoma

Bordo melanoma

Se un neo ha un margine irregolare o rugoso, potrebbe trattarsi di un melanoma.

Superficie irregolare
Superficie melanoma

Superficie melanoma

Se il neo è squamoso o a scaglie, perde pus o sangue, presenta una zona ulcerata che fatica a guarire o ha un nucleo duro, potrebbe trattarsi di un melanoma.

Sensazione anomala al tatto
Sensazione melanoma

Sensazione melanoma

Se il neo prude, fa male o dà una sensazione strana al tatto, potrebbe trattarsi di un melanoma.

Pelle “strana” intorno al neo
Pelle attorno al melanoma

Pelle attorno al melanoma

Se il colore del neo si diffonde nella pelle circostante o se la pelle circostante si arrossa o si scolora (diventando bianca o grigiastra), potrebbe trattarsi di un melanoma.

(Fonte fotografie: NIH)

Per eseguire l’autoesame della pelle:

  1. Dopo il bagno o la doccia, mettetevi di fronte a uno specchio a figura intera, in una stanza ben illuminata. Usate un secondo specchio più piccolo per vedere anche le zone più nascoste.
  2. Iniziate dal volto e dal cuoio capelluto e procedete verso il basso, controllando la testa, il collo, le spalle, la schiena, il torace e così via. Ricordate di controllare bene le braccia e le gambe, davanti, dietro e sui lati; non dimenticate l’inguine, i palmi delle mani e dei piedi, le unghie delle mani e dei piedi e le zone tra un dito e l’altro.
  3. Controllate le zone più difficili da vedere, ad esempio il cuoio capelluto e il collo. Un amico o un parente potrà aiutarvi. Usate il pettine o il phon per muovere i capelli, in modo tale da poter esaminare bene il cuoio capelluto e il collo.
  4. Memorizzate la posizione e l’aspetto dei nei. Esaminando la pelle con regolarità, acquisterete familiarità con l’aspetto dei vostri nei. Osservate se ci sono stati dei cambiamenti, e in particolare se è comparso un nuovo neo di colore nero, oppure se un neo esistente ha cambiato profilo, forma, dimensioni, colore (soprattutto se c’è una nuova zona nera) o sembra diverso al tatto. Controllate inoltre se ci sono nuovi nei dall’aspetto insolito o “brutto”. Se il dermatologo ha scattato in passato delle foto della vostra pelle, confrontatele con l’aspetto attuale della vostra pelle.

L’autoesame dei nei dovrebbe essere particolarmente accurato durante i periodi di cambiamento ormonale, ad esempio nel caso della donna durante

Se i livelli ormonali cambiano, infatti, anche i nei possono andare incontro a modificazioni, tuttavia è normale che

  • possano comparire nuovi nei (soprattutto nei bambini e negli adolescenti),
  • in età anziana possano tendere a schiarirsi o scomparire,
  • diventino più scuri in gravidanza.

Può essere utile segnare le date degli esami e prendere qualche appunto relativo all’aspetto della pelle. Se notate qualcosa di strano andate immediatamente dal dermatologo, ricordate che, giocando d’anticipo contro il melanoma, aumentano di molto le possibilità di successo della terapia.

Oltre all’autoesame periodico della pelle, è opportuno farsi visitare regolarmente da un dermatologo o da un medico specializzato mentre il proprio medico può esaminare la pelle durante le visite di routine.

Chi ritiene di avere uno o più nei displastici dovrebbe farlo presente al proprio medico, inoltre è importante notificare al medico l’eventuale comparsa di nei “brutti” o il cambiamento d’aspetto dei nei esistenti.

In alcuni casi potrebbe essere necessario consultare uno specialista, il dermatologo (medico specializzato nella cura dei disturbi della pelle) probabilmente sarà il vostro specialista di riferimento. Anche alcuni chirurghi plastici, chirurghi, oncologi, internisti o medici di famiglia possono essere interessati e specializzati nell’analisi dei nei e dei melanomi.

Il melanoma può essere ereditario e quindi, se avete un parente di primo grado colpito dalla malattia, siete maggiormente a rischio di svilupparla a vostra volta. In alcune famiglie colpite i pazienti hanno un numero elevato di nei displastici (di solito più di 100), e sono quindi ad altissimo rischio di sviluppare un melanoma. Se due o più membri della famiglia soffrono di melanoma, è fondamentale che tutti i loro parenti stretti (genitori, fratelli, sorelle e figli di età superiore ai 10 anni) si facciano visitare, per escludere la presenza di nei displastici o eventuali sintomi di un melanoma. Il medico, poi, deciderà la cadenza delle visite per ciascuno e probabilmente consiglierà di effettuare un check-up regolare ogni sei mesi. Anche chi ha molti nei displastici dovrebbe farsi visitare regolarmente.

In caso di nei che presentano anomalie lievi, il medico probabilmente vorrà tenerli sotto controllo con maggior attenzione per capire se si modificano con il passare del tempo. L’aspetto del neo, quindi, verrà confrontato con le fotografie scattate durante le visite precedenti. In alcuni casi il medico decide che il neo deve essere rimosso, in modo che il tessuto possa essere esaminato al microscopio. La biopsia, cioè la rimozione del neo, di solito viene effettuata in ambulatorio, in anestesia locale, e normalmente dura pochi minuti. Possono essere necessari i punti di sutura e, una volta rimarginata la ferita, potrà rimanere una piccola cicatrice. Il patologo esaminerà il tessuto al microscopio per capire se i melanociti sono normali o displastici o si è già sviluppato un melanoma.

La maggior parte dei nei, compresi quelli displastici, non si trasforma in melanoma, quindi non è necessario rimuoverli tutti. Sarà il medico a consigliarvi quando è necessario rimuoverli e quando invece possono essere lasciati dove sono. Di solito è necessario rimuovere solo i nei dall’aspetto “brutto”, quelli che sono cambiati o quelli appena comparsi che hanno un aspetto anomalo.

Sopravvivenza

Il melanoma cutaneo colpisce soprattutto nella fascia di età compresa tra i 45 e i 50 anni, anche se l’età media è in progressiva diminuzione; è fortunatamente raro nei bambini.

In Italia l’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, anche se di fatto il melanoma cutaneo rappresenta solo il 5% dei tumori che colpiscono la pelle.

Fonti americane stimano nel 92.7% la sopravvivenza a 5 anni, probabilmente sovrapponibile a quella italiana.

Prevenzione

Il numero di persone colpite dal melanoma aumenta di anno in anno, nei soli Stati Uniti è più che raddoppiato negli ultimi vent’anni e come abbiamo visto in Italia i numeri sono paragobabili. Gli esperti ritengono che molti dei nuovi casi di melanoma nel mondo siano connessi ad un aumento del tempo trascorso al sole.

Le radiazioni ultraviolette (UV) emesse dal sole, dalle lampade solari e dai lettini solari, danneggiano la pelle e possono causare il melanoma e altre forme di tumore. (Ricordiamo che i raggi ultravioletti sono di due tipi: UVA e UVB). Tutti, e in particolar modo chi ha dei nei displastici o altri fattori di rischio, dovrebbero cercare di minimizzare il rischio di soffrire di melanoma proteggendo la pelle dalla radiazione UV. L’intensità della radiazione UV emessa dal sole è massima in estate, e soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Una regola semplice è quella di evitare l’esposizione al sole oppure di proteggere la pelle quando vedete che la vostra ombra è più corta della vostra altezza.

Chi lavora o fa sport al sole dovrebbe indossare abiti protettivi, ad esempio un cappello e una camicia con le maniche lunghe; inoltre, per proteggere la pelle, possono essere utili le creme, gli spray o i gel con filtro di protezione solare. Molti specialisti ritengono che i filtri di protezione solare contribuiscano alla prevenzione del melanoma, soprattutto quelli che riflettono, assorbono e/o disperdono entrambi i tipi di radiazione ultravioletta. I filtri solari sono classificati a seconda della loro forza, in base a un parametro detto fattore di protezione (SPF). Più il fattore di protezione è alto, più la pelle è protetta dalle scottature.

  • I filtri solari con SPF compreso tra 2 e 11 forniscono una protezione minima;
  • quelli con SPF compreso tra 12 e 29 offrono una protezione intermedia,
  • invece quelli con SPF pari o superiore a 30 offrono una protezione massima.

Vi consigliamo inoltre di usare occhiali da sole dotati di lenti con filtro anti UV: sull’etichetta deve essere specificato che le lenti schermano almeno il 99 per cento delle radiazioni UVA e UVB.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte
Nei, quando preoccuparsi? Quando un neo è pericoloso? Come riconoscerlo?
Se la maggior parte dei nei sono innocui, si raccomanda di rivolgersi ad un dermatologo in tutti i casi dubbi; in particolare devono destare sospetti cambiamenti e caratteristiche rilevabili secondo la regola ABCDE:
  • Asimmetria, molti melanomi sono privi di simmetria, mostrandosi cioè con forme irregolari
  • Bordo, un melanome ha tipicamente borsi irregolari e confini dentellati
  • Colore, la contemporanea presenza di diversi colori deve indurre ad una verifica, così come un neo più scuro degli altri
  • Diametro, un aumento delle dimensioni di un neo dev'essere considerato con attenzione
  • Evoluzione, qualsiasi cambiamento di forma, dimensione, colore, superficie merita di essere verificato, così come la comparsa di sintomi (prurito, bruciore, ...).
Evidenziare anche eventuali pecore nere (brutto anattroccolo secondo altri autori), ossia nei visibilmente diversi dagli altri circostanti.
Tagliarsi o ferirsi un neo è pericoloso?
A differenza di quanto normalmente si pensa no, un qualsiasi infortunio accaduto su un neo benigno non può divetare causa di trasformazione maligna.
Rimuovere chirurgicamente un neo per motivi estetici è pericoloso?
No, non c'è alcun pericolo di trasformazione neoplastica.

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