VES alta nel sangue: cause e rimedi

Ultima modifica 20.03.2020

Cos’è la VES?

La velocità di eritrosedimentazione (VES) è un indice di laboratorio che permette di valutare genericamente il grado d’infiammazione presente nell’organismo.

Il risultato viene misurato esaminando la velocità con cui i globuli rossi, separatisi dal plasma, si depositano sul fondo di un campione di sangue inserito all’interno di una provetta:

  • I globuli rossi in condizioni di normalità si depositano lentamente,
  • mentre in presenza di un processo infiammatorio tendono a depositarsi a una velocità maggiore.

Nel caso in cui nell’organismo sia presente un’infiammazione, si assiste ad un aumento della concentrazione nel sangue delle cosiddette proteine della fase acuta, come la proteina C reattiva (PCR) e il fibrinogeno. Questo aumento è la ragione di un processo di sedimentazione più rapido dei globuli rossi.

La VES non è un esame diagnostico ma può fornire indicazioni circa la presenza o l’assenza di uno stato infiammatorio, che può instaurarsi

  • rapidamente come in corso di traumi, lesioni o infezioni,
  • oppure lentamente come in pazienti con malattie autoimmuni o un tumore.

La valutazione della VES presa singolarmente ha quindi scarso valore diagnostico, per questa ragione viene in genere associata ad altri esami prima di poter arrivare a identificare la causa scatenante.

Il dosaggio della VES avviene in laboratorio, dopo il prelievo del sangue da una vena del paziente.

Provetta di sangue con la scritta VES

iStock.com/jarun011

Valori normali

Più alto è il valore, maggiore è il grado infiammatorio.

Il valore della VES viene misurato in millimetri all’ora (mm/h).

Sono considerati normali i seguenti valori:

  • Bambini: VES compresa tra 0 e 10 mm/h
  • Donne:
    • età inferiore ai 50 anni: VES compresa tra 0 e 20 mm/h;
    • età superiore ai 50 anni: VES compresa tra 0 e 30 mm/h;
  • Uomini:
    • età inferiore ai 50 anni: VES compresa tra 0 e 15 mm/h;
    • età superiore ai 50 anni: VES compresa tra 0 e 20 mm/h.

I valori di riferimento possono variare leggermente da un laboratorio all’altro, si invita il lettore a fare sempre riferimento al proprio referto.

 

Interpretazione dei valori

Una variazione dei valori della VES non è indicatore assoluto di malattia, il risultato dev’essere infatti rapportato alla storia clinica del paziente e affiancato ad altre indagini, di laboratorio o strumentali, per poter arrivare a formulare una diagnosi definitiva.

VES alta

Il riscontro occasionale di un valore elevato, ma in assenza di segni e sintomi, non è sufficientemente informativo per consentire la formulazione di una diagnosi.

Un valore lievemente superiore ai limiti di normalità può essere legato a ragioni parafisiologiche (come ad esempio la gravidanza e l’età avanzata, ma si veda in proposito il paragrafo successivo), mentre ua VES moderatamente elevata si riscontra durante gli stati infiammatori dovuti per esempio a:

In genere le infezioni virali non causano un aumento significativo del’esito dell’esame, a differenza delle infezioni batteriche.

Esistono poi alcune malattie che comportano un aumento drammatico della VES, superiore a 100 mm/h, tra cui:

  • mieloma multiplo
  • macroglobulinemia di Waldenstrom
  • arterite temporale
  • polimialgia reumatica
  • vasculite da ipersensibilità, una reazione a un allergene che provoca infiammazione dei vasi sanguigni
  • cancro metastatico
  • infezione sistemica

Si noti infine che un risultato entro i valori di normalità non permette di escludere la presenza d’infiammazione.

VES bassa

Tra le più comuni cause in grado di spiegare un abbassamento dei valori troviamo:

Quando viene richiesta?

La VES trova utilità in presenza di sintomi suggestivi di una condizione infiammatoria sottostante come l’artrite, in presenza di febbre persistente oppure quando ci sia il sospetto di una malattia cronica intestinale come il morbo di Crohn.

I valori presi singolarmente hanno tuttavia scarso valore diagnostico, per questa ragione l’esame viene in genere prescritto associato a:

VES o PCR?

VES e PCR sono marker infiammatori le cui variazioni sono spesso sovrapponibili; possono venire richieste in contemporanea per godere di una visione generalizzata più completa, ma negli ultimi anni la PCR viene spesso preferita, ad esempio perché:

  • la VES risponde in modo più lento alla comparsa d’infiammazione,
  • la PCR risulta meno soggetta all’influenza di altri fattori.

La VES ha invece il vantaggio di una maggior rapidità di esecuzione, ad un costo inferiore.

Fattori che possono influenzare il test

In alcuni casi la VES può essere alterata senza che vi sia alcuna malattia sottostante, come nel caso di situazioni parafisiologiche come

Tra i farmaci in grado di influire sull’esito dell’esame ricordiamo:

Rischi

Non sussistono particolari rischi all’esecuzione dell’esame, che prevede un normale prelievo del sangue venoso (tipicamente dal braccio).

Non è necessario il digiuno anche se spesso, ad esempio per la concomitante presenza di altri parametri da analizzare, nei laboratori di analisi viene comunque richiesto.

Seppur molto raramente può accadere che si verifichi, come in un qualsiasi prelievo ematico:

Misurazione della VES

Lo studio in laboratorio della VES può avvenire con due metodiche:

  • Wintrobe: consiste nel posizionamento del sangue, reso incoagulabile, in una pipetta graduata di circa 100 mm, lasciandolo in posizione verticale per 1 ora
  • Westergren: il sangue viene diluito con citrato di sodio in una pipetta graduata di circa 200 mm, misurando il sedimento dopo 1 ora

Ad oggi il metodo Westergren è considerato il più affidabile e per questo generalmente preferito rispetto al Wintrobe.

Fonti e bibliografia

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