Saturazione della transferrina alta, bassa e valori normali

Ultima modifica 01.05.2020

Introduzione

La transferrina è una glicoproteina deputata al trasporto del ferro nel sangue; tale elemento infatti, per una serie di ragioni tra cui la capacità biochimica di favorire reazioni di ossidoriduzione (implicate nella formazione dei radicali liberi), necessita di essere legato e in qualche modo neutralizzato da un carrier plasmatico per poter essere “spostato” all’interno dell’organismo.

Nello specifico la transferrina lega in maniera specifica il ferro trivalente, ed in condizioni fisiologiche la sua saturazione è mediamente pari al 50%. Essa rappresenta soltanto uno dei numerosi ingranaggi che lavorano in concerto al metabolismo del ferro, ione di fondamentale importanza per la vita in quanto costituente centrale dell’eme: la proteina-cardine del globulo rosso.

La produzione della transferrina avviene nel fegato, che ne modula la secrezione a seconda dello stato di necessità dell’organismo.

La concentrazione della transferrina nel sangue può variare in base a condizioni sia patologiche che para-fisiologiche, legate di solito all’assetto marziale del paziente. Tuttavia, alterazioni si possono verificare anche in condizioni comuni come l’assunzione di farmaci anticoncezionali.

Parametro in parte correlato al valore di transferrinemia ed altrettanto importante nella valutazione del metabolismo del ferro è TIBC (total iron binding capacity), che si calcola dividendo la concentrazione del ferro sierico totale con quella della transferrina totale (sia legata che non). Qualora TIBC sia inferiore all’intervallo di riferimento si può interpretare la situazione come un’insufficiente capacità di trasporto del ferro.

Mano che tiene una provetta di sangue che sta per essere analizzato

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Valori normali

  • Transferrina
    • Uomini: 215–365 mg/dl
    • Donne: 250–380 mg/dl
  • Saturazione della transferrina
    • Adulti: 20%-50%
    • Bambini: Maggiore del 16%
  • TIBC
    • 255-450 µg/dL

(Attenzione: gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina)

Significato dei termini

Il metabolismo del ferro è un meccanismo complesso in cui entrano in gioco proteine di membrana, proteine di trasporto e anche ormoni. Ciò può rendere complesso il confronto con il proprio Medico curante, in quanto i diversi termini che si utilizzano per descrivere l’assetto marziale hanno differenti sfumature ed ambiti di applicazione. Quelli più importanti in questo senso sono:

  • Sideremia — indica la quantità totale di ferro presente nel sangue, ad esclusione di quello intrinsecamente legato all’emoglobina; visto che il ferro circola nel sangue legato alla transferrina, la sideremia coincide con la concentrazione della transferrina legata.
  • Capacità totale di legare il ferro — si tratta di un valore derivato da un semplice calcolo che consente di valutare la quantità di ferro che la transferrina è complessivamente in grado di legare.
  • Saturazione della transferrina — indica la percentuale di transferrina legata sul totale di transferrina presente.

Interpretazione dei valori

La carenza di ferro è un’anomalia estremamente frequente nella popolazione generale; in questo senso la valutazione dei principali componenti del sistema di metabolismo del ferro può essere uno strumento utile nella diagnosi differenziale e quindi efficace nell’indagine eziologica. La stessa considerazione vale per gli stati patologici di eccesso di ferro nell’organismo, come ad esempio l’emocromatosi.

I parametri di maggiore importanza in questo senso sono senz’altro la valutazione della saturazione della transferrina, misurata in concerto con quella del ferro totale (sideremia) e delle riserve di ferro (ferritina): tutti questi valori, complessivamente, consentono al Medico di fare diagnosi.

In particolare, semplificando si può dire che:

  • Nelle carenze di ferro si verifica
    • un abbassamento della sideremia
    • ed un innalzamento dei valori della transferrina.
  • Nell’eccesso di ferro si verifica
    • un innalzamento della sideremia
    • e quindi un abbassamento della transferrina.
Malattia Ferro TIBC/Transferrin UIBC %Saturazione transferrina Ferritina
Carenza ferro Basso Alto Alto Basso Basso
Emocromatosi Alto Basso Basso Alto Alto
Malattia cronica Basso Basso Basso/Normale Basso Normale/Alto
Anemia emolitica Alto Normale/Basso Basso/Normale Alto Alto
Anemia sideroblastica Normale/Alto Normale/Basso Basso/Normale Alto Alto
Avvelenamento da ferro Alto Normale Basso Alto Normale

Tale semplificazione non deve far cadere il paziente nella “trappola” dell’auto-diagnosi: la grande eterogeneità fisiopatologica che sta alla base delle varie “malattie del ferro” rende complessa un’analisi fai-da-te del singolo caso, per cui nel caso si riscontrino alterazioni in questo senso si deve fare riferimento allo specialista ematologo.

Patologie correlate

Nonostante il deficit di ferro sia un reperto estremamente frequente in medicina, l’ambito di applicazione dove l’utilità della valutazione della transferrina è maggiore è probabilmente quello dello screening per le malattie come l’emocromatosi, dove tale elemento è presente in eccesso. In tale patologia si possono riscontrare valori di sideremia molto elevati e di saturazione della transferrina molto elevati.

Nei deficit, invece, il parametro preso maggiormente in considerazione è la ferritina, parametro che consente una rapida valutazione dello stato dei depositi di riserva.

Fattori che influenzano l’esame

L’organismo ha una rimarchevole capacità di modulare l’assorbimento del ferro sulla base delle proprie necessità, in altre parole in condizioni di carenza l’assorbimento intestinale viene aumentato, tuttavia tale sistema di controllo viene a mancare nel corso delle trasfusioni di sangue, che immettono in circolo un’importante quantità di globuli rossi e quindi di eme (che contiene ferro) bypassando il controllo dell’assorbimento intestinale.

Questa quota di ferro può rappresentare un surplus anche piuttosto importante, che in alcuni casi determina l’insorgenza di sintomi da accumulo.

Esistono poi condizioni che possono influenzare i valori della transferrina in assenza di una patologia direttamente correlata al metabolismo del ferro, come ad esempio:

  • Gravidanza
  • Infezioni croniche
  • Stati di flogosi cronica
  • Emorragie (anche occulte)
  • Malnutrizione grave
  • Assunzione di contraccettivi orali
  • Assunzione di cloramfenicolo
  • Insufficienza renale grave

Quando viene richiesto l’esame

Solitamente l’analisi approfondita dell’assetto marziale è un esame di secondo livello, prescritto dal Medico curante nel sospetto di una malattia da accumulo o da deficit di ferro per valutarne l’eziologia. In realtà non c’è evidenza in letteratura di un’utilità dello studio della transferrina per quanto riguarda le malattie carenziali, mentre è invece assodato in questo ambito il ruolo della ferritina.

Sia le malattie da accumulo che quelle da deficit possono risultare asintomatiche a causa di un buon compenso da parte dell’organismo, soprattutto in fase iniziale o quando la diminuzione sia avvenuta in modo graduale, ma un emocromo “sospetto” può spingere il Medico ad approfondirne le cause anche in assenza di sintomi significativi.

Come si effettua l’esame

La transferrina viene valutata mediante un prelievo di sangue venoso, che di solito viene ottenuto da una vena del braccio.

In genere dai laboratori viene richiesto il digiuno nelle ore precedenti al prelievo, che è preferibile effettuare di mattina.

Fonti e bibliografia

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