Cortisolo alto, basso, valori normali e come abbassarlo

Ultima modifica 26.12.2019

Cos’è il cortisolo

Il cortisolo, spesso chiamato ormone dello stress, è una sostanza steroidea prodotto dalla ghiandola surrenale ed essenziale per il mantenimento di numerosi processi vitali del nostro organismo.

La produzione della molecola è regolata da un rigido ed ordinato schema fisiologico a cascata che prende il nome di asse ipotalamo-ipofisi-surrene, in cui gli attori principali sono 3 :

  1. il primo è l’ipotalamo, una struttura del cervello di piccolissime dimensioni simile ad un pisello, situato nella zone centrale tra i due emisferi cerebrali; l’ipotalamo produce una sostanza chiamata fattore di rilascio della corticotropina (CRH). Questa sostanza attiva un’altra porzione del cervello, detta
  2. ipofisi, una ghiandola contenuta all’interno del nostro cranio in una piccola escavazione ossea detta sella turcica, ove produce l’ormone ACTH (ormone adrenocorticotropo). Quest’ultimo stimola la
  3. corticale del surrene a produrre cortisolo.
Schema semplificato dell'asse ipotalamo-surrene alla base della produzione di cortisolo

iStock.com/ttsz

Se il cortisolo nel sangue è basso, il CRH e l’ACTH si innalzano, viceversa se il cortisolo è alto, così da mantenere sempre in stretto equilibrio le quantità circolanti dell’ormone ed evitare la comparsa di disturbi anche gravi legati a variazioni eccessive.

Cenni d’anatomia

L’uomo possiede 2 ghiandole surrenali, situate sopra ai reni, una a sinistra e l’altra a destra; ciascuna ghiandola surrenale è formata da 2 porzioni:

  • la parte più esterna, detta corticale, che secerne gli ormoni steroidei,
  • la parte più interna, detta midollare, che secerne catecolamine.

La porzione corticale dei surreni è a sua volta distinta in 3 parti chiamate:

  • zona reticolare,
  • zona fascicolata,
  • zona glomerulare.

La zona reticolare produce, seppur in piccole quantità rispetto alle gonadi, gli ormoni sessuali maschili che vengono trasformati nel fegato in testosterone.

La zona fascicolata produce i glucocorticoidi di cui fa parte il cortisolo.

Ed infine la zona glomerulare produce i mineralcorticoidi, tra cui l’aldosterone, che agisce a livello renale favorendo l’escrezione del potassio e la ritenzione del sodio.

A cosa serve il cortisolo

Il 90% del cortisolo circola nel sangue legato ad alcune proteine, in particolare la transcortina e l’albumina; in questa forma è inattivo e può essere eliminato dal corpo con la saliva e con le urine.

La quota di cortisolo libero, ossia non legato alle proteine, è invece la forma attiva dell’ormone, grazie alla capacità di migrare dal circolo sanguigno verso le cellule del nostro corpo che presentano sulla loro superficie specifici recettori con cui l’ormone si lega.

La forma attiva del cortisolo controlla nel sangue la quantità di :

  • zuccheri,
  • amminoacidi
  • ed acidi grassi

Queste sostanze sono indispensabili per il funzionamento delle attività del nostro corpo, quindi il cortisolo rappresenta un importante funzione di controllo del metabolismo, nonché del benessere fisico e mentale contrastando le situazioni di stress.

Tra le altre funzioni dell’ormone ricordiamo il contributo nella regolazione di:

Nella donna in gravidanza, il cortisolo aiuta lo sviluppo del feto.

Valori normali

La produzione di cortisolo varia durante la giornata: si registra un valore massimo nel sangue al risveglio, al contrario le concentrazioni sono basse durante la notte.

I valori normali di cortisolo nel sangue sono:

  • mattina 9-24 μg/dl,
  • pomeriggio 3-12 μg/dl.

Il valore normale di cortisolo nelle urine è 20-100 μg nelle 24 ore.

Nella saliva il valore di riferimento è:

  • mattino 3-10 ng/ml,
  • sera 0.6-2.50 ng/ml.

Fattori che influenzano il cortisolo

La produzione di cortisolo è influenzata principalmente da:

  • stress,
  • ciclo sonno/veglia,
  • bassa concentrazione di zuccheri nel sangue (ipoglicemia).

Il cortisolo è detto anche “ormone dello stress” perché la produzione da parte dei surreni aumenta in condizioni di pressione, al fine di contrastarle. In particolare per stress intendiamo situazioni ed eventi di varia natura e gravità come:

  • traumi,
  • interventi chirurgici,
  • febbre,
  • ridotta ossigenazione,
  • squilibri acido base,
  • esercizio fisico intenso,
  • shock emorragico,
  • infezioni,
  • intense reazioni emotive (ansia, paura, tristezza),
  • conflitti personali,
  • cambiamenti del proprio stile di vita,
  • dieta squilibrata.

La produzione del cortisolo normalmente segue un ritmo circadiano: è più alta al mattino al risveglio, più bassa la sera e durante il riposo notturno. Questo non è vero per le persone che hanno turni di lavoro di notte e che, di conseguenza, dormono durante il giorno.

Valori alti di cortisolo

Un alto valore di cortisolo è una condizione che può manifestarsi per varie cause, tra cui un malfunzionamento della ghiandola ipofisaria che porta ad un’eccessiva produzione di ACTH che a sua volta forza il surrene a produrre maggiori quantità di cortisolo: questo può essere legato alla presenza di un tumore, ad esempio un adenoma (benigno) o più raramente un carcinoma (maligno) dell’ipofisi.

L’ACTH può tuttavia essere prodotto in condizioni patologiche anche in altre parti del corpo, a distabza dall’ipofisi: ad esempio per la presenza di un tumore maligno del polmone o dell’ovaio.

In altri casi alti livelli di cortisolo possono dipendere dalla sindrome di Cushing, una malattia causata da:

  • ghiandole surrenali iperattive,
  • tumori benigni o maligni del surrene,
  • terapie croniche con cortisone.

Tra le altre cause di cortisolo alto nel sangue si annoverano:

Sintomi e complicazioni

Chi presenta alti livelli di cortisolo manifesta una serie di sintomi che gli conferiscono un aspetto tipico caratterizzato da:

Tra i disturbi e le complicanze legati ad un eccesso di cortisolo ricordiamo :

Infine l’eccesso di cortisolo, stimolando la produzione di un altro ormone prodotto dal surrene (aldosterone) può essere indirettamente causa di:

  • pressione alta,
  • eccessiva perdita di potassio con le urine,
  • alcalosi da carenza di potassio nel sangue (ipokaliemia).

Valori bassi di cortisolo

Un basso valore di cortisolo è una condizione patologica che prende il nome di iposurrenalismo.

Può essere causato da:

  • scarsa produzione di cortisolo dai surreni (forma primitiva),
  • o, meno comunemente, dipendere da alterazioni ipotalamo- ipofisarie con scarsa secrezione di ACTH (forma secondaria).

Le forme primitive, ossia legate ad una disfunzione della ghiandola surrenalica, possono essere dovute a:

La forma secondaria può essere dovuta ad un tumore od una ferita grave della testa.

Tra le altre cause di un ridotto valore di cortisolo ricordiamo:

Sintomi e complicazioni

I pazienti con bassi valori di cortisolo manifestano:

  • stanchezza ingravescente, prima legata a situazioni di stress poi via via più conclamata fino all’allettamento,
  • mancanza di appetito,
  • perdita di peso,
  • debolezza muscolare,
  • calo della pressione sanguigna (ipotensione),
  • vertigini,
  • svenimento,
  • disturbi gastrointestinali come crampi, nausea e vomito, diarrea,
  • disturbi della sfera sessuale,
  • assenza del ciclo mestruale (amenorrea),
  • squilibri elettrolitici (aumento di potassio e riduzione del sodio nel sangue),
  • ipoglicemia,
  • alterazioni del comportamento (irritabilità, ansia, incapacità a concentrarsi).

È possibile osservare inoltre, nella forma cronica, una diffusa pigmentazione bronzea della pelle, specie nei punti sottoposti a pressione come

  • palmo delle mani,
  • gomiti,
  • ginocchia,
  • piega del seno,
  • interno della bocca,
  • cicatrici.

Questa colorazione anomala è presente solo quando l’ipofisi risponde correttamente alla diminuzione di cortisolo (aumentando l’ACTH) e si spiega con il fatto che l’ACTH viene prodotto a partire da una sostanza che è precursore anche dell’ormone melanocitico-stimolante (MSH).

Se la pigmentazione non è presente, si parlerà di Addison “bianco” da correlare ad un cattivo funzionamento della ghiandola ipofisaria.

Analisi del sangue e delle urine

Il cortisolo non viene dosato in laboratorio di routine, ma in caso di necessità è possibile dosare l’ormone attraverso

  • prelievo di sangue,
  • raccolta delle urine nelle 24 ore,
  • prelievo con un tampone sterile di una piccola quantità di saliva.

Si noti che un lieve innalzamento del valore del cortisolo solo nel sangue può verificarsi anche solo a causa dello “stress del prelievo” e, in quanto tale, non va interpretato come malattia.

Accanto al cortisolo, inoltre, il medico può richiedere anche il dosaggio dell’ACTH nel sangue per stabilirne la causa d’origine; dosare l’ACTH non è semplice e non tutti i laboratori d’analisi hanno la possibilità di proporre questo esame, in alternativa è possibile richiedere un esame chiamato test di soppressione con desametasone (un farmaco chimicamente simile al cortisolo).

  • Nel caso in cui a seguito della somministrazione si osservi una riduzione del cortisolo, significa che l’eccesso di produzione è dovuto ad un aumento della produzione di ACTH da parte dell’ipofisi;
  • viceversa, se il cortisolo non viene soppresso, il suo aumento potrebbe dipendere da
    • un tumore che produce ACTH ma che non si trova nell’ipofisi,
    • una disfunzione dei surreni,
    • da farmaci cortisonici

Talvolta è necessario ripetere l’esame per capire se il cortisolo alto è causato dallo stress o da una malattia, e riproporlo in un momento in cui ci si sente meno stressati.

Un basso valore di cortisolo è sospettabile già dai sintomi riferiti dal paziente e può essere confermato con gli esami di laboratorio, che spesso permettono di rilevare anche una riduzione di:

  • sodio,
  • potassio,
  • glucosio,
  • aldosterone,

con contemporaneo aumento degli indici renali (urea e creatinina).

Per stabilirne l’origine si può:

  • dosare l’ACTH nel sangue,
  • prescrivere un test di stimolazione con somministrazioni intravenose di ACTH esogeno,
  • dosare altri ormoni prodotti dall’ipofisi, come FSH, LH, TSH, … che, se carenti, insieme alla mancanza di pigmentazione brunastra della pelle, possono esser d’aiuto nel formulare diagnosi di bassi valori di cortisolo da malfunzionamento dell’ipofisi (Addison bianco).

A completamento della diagnosi il medico può richiedere esami strumentali come TAC e Risonanza Magnetica.

Quando fare l’esame

Il cortisolo può essere dosato nel sangue, nelle urine o nella saliva.

Il prelievo di sangue venoso dal braccio viene solitamente effettuato di mattina al risveglio (quando il cortisolo è massimo) e ripetuto nel pomeriggio (quando il cortisolo normalmente diminuisce) oppure la sera. In questo modo si hanno a disposizione diversi campioni che permettono di stabilire se le variazioni di cortisolo nell’arco della giornata siano fisiologiche o anomale.

La saliva dev’essere raccolta direttamente dal paziente, solitamente la sera tra le 23:00 e le 24:00. Si utilizza un tampone sterile da tenere in bocca alcuni minuti, finché non sia ben bagnato di saliva. Il paziente non deve bere, mangiare, lavarsi i denti per almeno mezz’ora prima di raccogliere il campione da portare al laboratorio d’analisi.

Gli esami di soppressione e stimolazione richiedono un prelievo di sangue iniziale, poi la somministrazione del farmaco (desametasone o ACTH) e prelievi di sangue successivi secondo tempi precisi.

L’esame delle urine richiede la raccolta delle 24 ore.

Abbassare il cortisolo

Nel caso di sindrome di Cushing dovuta ad adenomi o tumori la cura è, quando possibile, l’intervento chirurgico.

Nelle altre forme di ipercortisolismo (cortisolo alto) può essere necessaria l’assunzione di farmaci o, per le forme lievi e solitamente associate a stress od obesità, semplicemente adottare uno stile di vita sano.

Che cosa possiamo fare nella nostra quotidianità?

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta può essere d’aiuto nell’affrontare alcuni momenti della vita come una crisi sul lavoro, un trasloco, un divorzio, un lutto, una malattia o qualsiasi altra situazione stressante che, come abbiamo visto, sono in grado d’influenzare sensibilmente una produzione eccessiva di cortisolo.

Alzare il cortisolo

La terapia per il morbo di Addison prevede la somministrazione di farmaci sostitutivi degli ormoni che i surreni non sono in grado di produrre in modo sufficiente, quali:

  • cortisone-idrocortisone,
  • fludrocortisone
  • e, nelle donne, estrogeni

aumentandone i dosaggi, sotto controllo medico, nelle condizioni di stress come febbre o traumi.

Nel caso di una crisi surrenalica acuta va somministrato idrocortisone, soluzione salina e glucosio endovena in ospedale.

Fonti e bibliografia

  • Interpretazione clinica degli esami di laboratorio di A. Sacher-A. McPherson McGraw-Hill ED.
  • Malattie del sistema endocrino e del metabolismo di G. Faglia McGraw-Hill ED.

Articoli Correlati