Ultima modifica 01.07.2020

Cos’è il CA 19-9?

CA 19-9, anche conosciuto come sialil-LewisA o antigene carboidratico 19-9, è una proteina presente sulla superficie di alcune cellule tumorali (chimicamente si tratta di un tetrasaccaride normalmente legato agli O-glicani che si trovano sulla superficie delle cellule).

La sua funzione biologica non è particolarmente rilevante, ma è coinvolto nei processi di riconoscimento cellula-cellula, importanti soprattutto nel contesto immunitario. Ciò che invece risulta importante è che la sua produzione aumenta in modo significativo nel corso di alcuni processi neoplastici.

Similmente agli altri marker tumorali, l’utilità nella sua misurazione è quindi molteplice:

  • supporto alla stadiazione del tumore
  • supporto nella previsione di come evolverà il tumore (analisi prognostica)
  • valutazione sommaria delle dimensioni della lesione
  • valutazione dell’efficacia e della risposta alla terapia
  • valutazione nel tempo delle recidive di malattia

Nonostante la comprovata utilità clinica del CA 19-9, va sottolineato che la sua secrezione non è appannaggio esclusivo del tumore al pancreas, può essere infatti prodotto anche in caso di:

Livelli minimi di CA 19-9 sono inoltre rilevabili anche in pazienti perfettamente sani, pertanto, il suo riscontro va sempre contestualizzato nel quadro clinico complessivo del paziente e non deve essere automaticamente associato alla presenza di tumore.

Anche per questa ragione purtroppo la misurazione di CA 19-9 non è abbastanza specifica perché possa essere utilizzata in un programma di screening esteso a tutta la popolazione; in altre parole ciò significa che la sua concentrazione potrebbe risultare elevata anche in una serie di condizioni che non hanno niente a che vedere con la patologia neoplastica.

Mano con guanto che tiene una provetta con la scritta CA 19-9

iStock.com/jarun011

Valori normali

Concentrazione inferiore a 37 U/mL.

Fonte: MedScape

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Valori alti

La misurazione di CA 19-9 non deve mai essere presa in considerazione senza cognizione di causa, in quanto non sono rari i casi in cui l’esame risulti fallace o addirittura fuorviante.

In nessun caso il marcatore da solo consente di fare diagnosi di tumore al pancreas, né d’altra parte consente di escluderlo.

L’analisi al contrario risulta di prezioso quando viene interpretato nel contesto complessivo del paziente, che nel caso si sospetto tumore al pancreas prevedono la valutazione di

  • segni e sintomi clinici suggestivi
  • riscontri agli esami di imaging svolti per altri accertamenti
  • esame obiettivo (visita medica)
  • altri esami del sangue.

Nonostante CA 19-9 sia specialmente utile nel monitoraggio della malattia pancreatica, va ricordato che tale parametro risulta alterato anche in altre patologie anche non neoplastiche; alcuni esempi sono:

Per quel che riguarda la macro-categoria dei tumori del pancreas, sono in particolare le neoplasie esocrine (di gran lunga le più diffuse) quelle caratterizzate da un aumento dell’espressione e quindi della concentrazione di CA 19-9.

A seguito della diagnosi, il risultato acquisisce grande utilità quando è ripetuto nel tempo (misurazione seriata), questo consente infatti di tracciare un grafico dell’andamento che può essere interpretato come segue:

  • l’aumento costante nel corso delle misurazioni può indicare una concomitante crescita della massa;
  • la stabilità del parametro può indicare una condizione cronica, oppure il raggiungimento di una stabilità nelle dimensioni della massa;
  • una diminuzione nella concentrazione può essere letta come una regressione della massa;
  • l’aumento di una concentrazione che si era normalizzata a seguito della terapia può essere indice di una recidiva tumorale.

Valori bassi

Valori di CA 19-9 inferiori al cut-off del laboratorio di riferimento sono da considerarsi fisiologici, ossia del tutto normali.

Fattori che influenzano l’esame

L’assunzione di biotina e/o vitamina B7 (spesso contenute negli integratori alimentari multivitaminici reperibili in farmacia) possono alterare e potenzialmente inficiare l’esito dell’esame; è pertanto indicato sospenderne l’assunzione almeno 12 ore prima di eseguire il prelievo.

La somministrazione di radioterapia (sovente utilizzata come primo approccio neoadiuvante nei confronti del tumore al pancreas) è altresì un fattore che influenza l’esame, in quanto può contribuire ad aumentare il rilascio di CA 19-9 da parte delle cellule tumorali.

Quando viene richiesto l’esame

La bassa specificità rende l’esame non utilizzabile ai fini della diagnosi in caso di sospetto di tumore al pancreas, per cui la conferma va ricercata con altre metodiche. Ciò non significa che CA 19-9 sia un marcatore “inutile”, ma che la sua ricerca trova massimo riscontro tra gli esami di primo livello (come CEA o lo studio degli enzimi epatici) qualora siano presenti sintomi suggestivi di neoplasia, come ad esempio:

Va comunque sottolineato che purtroppo le neoplasie pancreatiche hanno carattere asintomatico in una grande percentuale dei casi, pertanto il riscontro di sintomi suggestivi di solito è correlato a stadi avanzati di malattia.

Preparazione richiesta

Non è richiesta alcuna preparazione specifica, l’esame si esegue con un semplice prelievo venoso, solitamente dal braccio del paziente.

Fonti e bibliografia