Albumina in sangue e urine: alta, bassa e valori normali

Ultima modifica 16.01.2020

Introduzione

L’albumina è la proteina circolante più abbondante che si trova nel plasma (parte liquida del sangue) dell’uomo, ma si ritrova anche nel latte e nelle uova (da cui trae anche il nome). Rappresenta circa la metà del contenuto proteico totale nelle persone sane, è sintetizzata dalle cellule del fegato (epatociti) e rapidamente rilasciata nel flusso sanguigno: a livello epatico, di conseguenza, viene immagazzinata pochissima albumina.

Nell’uomo svolge principalmente 2 funzioni:

  • mantiene una corretta pressione oncotica plasmatica,
  • trasporta numerose sostanze, chiamate ligandi.

I ligandi includono numerose molecole

  • sia endogene (prodotte all’interno dell’organismo) tra cui la bilirubina, gli ioni, gli acidi grassi, gli ormoni (ad esempio quelli tiroidei),
  • sia esogene, come molti farmaci.

La presenza di una malattia del fegato può causare una riduzione della produzione di albumina (ipoalbuminemia), condizione che porta a un minor numero di siti di legame disponibili per i ligandi ed aumentando tra l’altro la sensibilità ai farmaci, con un maggior rischio di effetti collaterali. Questo quadro clinico si manifesta quando i pazienti hanno concentrazioni di albumina nel sangue molto basse.

In condizioni di normalità NON è invece presente nelle urine, perché i reni garantiscono che non venga inutilmente eliminata filtrandola durante la produzione di urina.

Può essere misurata in laboratorio

  • nel sangue, mediante un normale prelievo, dove rappresenta un marcatore altamente sensibile per lo stato nutrizionale del paziente,
  • nelle urine, dove l’eventuale presenza è indice precoce di un danno renale.
Campione di sangue e di urina

iStock.com/Janeness

Albumina nel sangue

Valori normali

I valori di riferimento possono variare leggermente da un laboratorio all’altro, si invita quindi il lettore a fare sempre riferimento al proprio referto; tipicamente i valori di normalità sono attorno a 3.5 – 5.0 g/dL.

Interpretazione dei valori

Una variazione significativa dei livelli di albumina nel sangue identifica un processo infiammatorio e una malattia sottostante, ma la valutazione dev’essere sempre contestualizzata e supportata da ulteriori parametri di laboratorio che possono indirizzare verso una diagnosi più precisa.

Valori bassi (ipoalbuminemia)

Una diminuita concentrazione di albumina nel sangue può essere conseguente a:

La gravidanza può comportare una lieve riduzione dei livelli di albumina, che è del tutto fisiologica e legata a

  • modificazione ormonale,
  • utilizzo della proteina da parte del feto.

Valori alti (iperalbuminemia)

Le cause che comportano un aumento dell’albumina sono meno frequenti, tra queste annoveriamo:

Albumina nelle urine (albuminuria)

I reni normalmente non filtrano grandi molecole nelle urine, quindi la presenza di albuminuria può essere un indicatore di danno renale (in anticipo anche di anni rispetto ad altri parametri).

Tra le cause più comuni di danno renale ricordiamo:

Una diagnosi precoce di malfunzionamenti renali permette un approccio terapeutico migliore e più efficace.

Nei casi più gravi le cause dell’albuminuria possono essere discriminate dalla quantità di proteine escrete:

  • la sindrome nefritica provoca un’escrezione di albumina inferiore a 3.0 grammi nelle 24 ore.
  • la sindrome nefrosica di solito provoca l’escrezione di circa 3.0-3.5 grammi di albumina nelle 24 ore.

La presenza di

  • sangue nell’urina,
  • infezione delle vie urinarie,
  • pratica di esercizio fisico intenso,
  • squilibri acido-base

possono essere causa di risultati falsamente positivi.

Rapporto albumina/creatinina

In campioni di urina casuali i valori attesi sono inferiori a:

  • 17 mg/g per gli uomini
  • 25 ​​mg/g per le donne.

Un rapporto albumina/creatinina uguale o superiore a 300 è indicativo di grave proteinuria (fonte: Mayo).

Quando si valuta la funzione renale viene in genere richiesto anche il dosaggio nelle urine della creatinina; i due valori possono essere combinati a creare un parametro derivato, calcolato come rapporto tra la concentrazione di albumina e quella di creatinina per determinare in modo più fine la quantità di albumina rilasciata dai reni, a prescindere dalla concentrazione delle urine che può variare nel corso dei giorni.

Il rapporto assume un maggior valore nel caso di analisi di un singolo campione spot, mentre è meno importante quando la raccolta avviene sulle 24 ore.

Indicazioni

Il dosaggio dell’albumina può essere un ottimo indicatore che permette di valutare le condizioni del fegato o dei reni, per questa ragione ne viene richiesto il dosaggio in presenza di uno o più tra i seguenti sintomi:

Vale la pena notare che se viene espulsa con le urine, o comunque in presenza di una diminuita concentrazione nel sangue, la pressione oncotica del sangue si riduce e si osserva di conseguenza un travaso di liquidi dai vasi sanguigni ai tessuti che si manifesta attraverso la comparsa di gonfiori localizzati (inizialmente palpebre ed estremità, come le caviglie, nell’addome di cali di pressione maggiori).

Preparazione e rischi

Albumina nel sangue

Non sussistono particolari rischi all’esecuzione dell’esame. È importante che il paziente rimanga a digiuno per almeno 8 ore prima del prelievo di sangue e che non svolga attività fisica intensa, dato che può interferire con i valori dell’albumina.

Seppur molto raramente, può accadere che si verifichi, come in un qualsiasi prelievo ematico:

  • sanguinamento eccessivo,
  • svenimento o sensazione di stordimento,
  • ematoma (accumulo di sangue sottocutaneo),
  • infezione (un rischio che, seppur basso, può esserci ogniqualvolta la cute non è integra).

La concentrazione si misura attraverso l’elettroforesi delle proteine (in parallelo alle globuline alfa e beta).

Albumina nelle urine

Nella maggior parte dei casi l’esame viene condotto su un campione singolo di urina, ma in alcuni casi può essere richiesto sull’urina raccolta nelle 24 ore.

Fonti e bibliografia

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