Le notizie della settimana

Ultimo Aggiornamento: 28 aprile 2019

30 aprile 2019

Le notizie della settimana

È davvero un dramma saltare la colazione?

Quando si parla di alimentazione spesso si inizia sottolineando l’importanza di una corretta colazione, che secondo molti autori sarebbe il pasto più importante della giornata: ma cosa si trova in letteratura a supporto di quest’affermazione?

  • È stato osservato che chi salta la colazione tende ad avere un BMI (indice di massa corporea) più elevato, ma analizzando con spirito critico quanto raccolto si scopre che in realtà quello che sappiamo è che c’è una correlazione tra i due aspetti (saltare la colazione e maggior BMI), ma nulla che provi un rapporto di causa-effetto.
  • Alcuni studi hanno riportato che saltare la colazione ha permesso una riduzione dell’apporto calorico totale giornaliero, che ovviamente ha condotto ad una perdita di peso.
  • Altri studi non hanno invece rilevato differenza significativa sul metabolismo basale.
  • Non esistono altre verifiche degne di nota su fattori diversi dal peso.

Tirando le somme, non è possibile ad oggi giustificare dati alla mano il consiglio di attenersi ad una colazione più o meno abbondante; salvo specifici casi che presentano un razionale più concreto (donne in gravidanza, atleti che praticano attività sportiva ad alta intensità al mattino, …) si tratta in molti casi di preferenze individuali con effetti molto spesso soggettivi.

Rischio di tumore: 1 bottiglia di vino equivale a 5-10 sigarette settimanali?

Uno studio da poco pubblicato sta facendo parecchio discutere, perché conclude che:

  • Per le donne il consumo di una bottiglia di vino a settimana ha aumentato il rischio assoluto di sviluppare un tumore (principalmente al seno) indicativamente allo stesso modo di 10 sigarette alla settimana.
  • Tra gli uomini bere una bottiglia di vino a settimana aumenta invece il rischio assoluto come fumare cinque sigarette.

Mi preme riportate la notizia non tanto per i numeri in sé, quanto più sottolineare ancora una volta come un regolare consumo di alcool non sia solamente legato allo sviluppo di patologie del fegato, ma rappresenti plausibilmente anche un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori; come sottolineato dagli stessi autori dello studio non c’è volontà di dire che bere in modo moderato sia equivalente a fumare, ma è invece utile portare all’attenzione della popolazione che l’alcool è considerato un cancerogeno a tutti gli effetti.

Un decesso su cinque nel mondo è collegato a una dieta non sana

Credo che non siano necessari ulteriori commenti (fonte studio, le cause sono per la maggior parte cardiovascolari come infarto ed ictus, seguite a grande distanza da tumori e diabete di tipo 2).

20 minuti al giorno nella Natura per sconfiggere lo stress

Un interessante lavoro da poco pubblicato è arrivato alla conclusione che appena 20 minuti al giorno a contatto con la Natura possano avere un impatto significativo nella gestione dello stress; il risultato è sicuramente significativo perché probabilmente per la prima volta si formalizzano tempi e modalità di un rimedio noto da tempo (isolarsi dai problemi passando del tempo all’aria aperta), anche se purtroppo soffre a mio avviso di alcuni limiti strutturali (primo fra tutti un campione di popolazione eccessivamente ridotto).

Nuovi articoli pubblicati

20 aprile 2019

Le notizie della settimana

Fibra, un prezioso alleato per la salute

Che un regolare consumo di fibra sia utile non lo scopriamo certamente oggi, il consiglio di includerne in abbondanza nella propria dieta è da anni il rimedio di elezione contro la stitichezza, così com’è nota la sua utilità nella prevenzione del tumore al colon. È tuttavia interessante rilevare come si stiano accumulando evidenze relative alla prevenzione di numerose altre patologie.

In un interessante editoriale pubblicato su Jama si parte da una considerazione che mi ha molto colpito:

la crescente popolarità delle diete low-carb (a scarso contenuto di carboidrati) ha contribuito alla creazione di una pessima reputazione per i carboidrati, che è in parte meritata.

Premesso che sono un fautore della dieta mediterranea, un modello che si fonda sul consumo di carboidrati come principale fonte energetica, condivido la conclusione di quest’analisi: è meritata perché quello che oggi rappresenta la maggior parte dei carboidrati nella dieta occidentale comprende alimenti di bassa qualità, preparati da farine sempre più raffinate quando non zuccheri semplici, e per questo povere di fibra. Ma come nel caso dei lipidi possiamo individuare grassi buoni e grassi cattivi, dovremmo imparare ad operare la stessa distinzione anche nel caso dei carboidrati:

  • carboidrati buoni:
    • pasta, pane e riso integrali
    • pseudocereali (grano saraceno, amaranto, quinoa, …),
    • altri cereali (orzo, farro, … consumati integrali),
    • legumi.
  • carboidrati cattivi:
    • pane, pasta e riso raffinati,
    • dolci,
    • prodotti da forno ricchi di grassi e di farine raffinate.

La differenza chiave è quindi nella quantità di fibra presente, elevata nei carboidrati buoni, scarsa o assente in quelli cattivi; a conferma di questo si noti che anche l’alimentazione del paziente diabetico di tipo 2 si fonda sui carboidrati, ma tassativamente ricchi di fibra.

Numerosi studi (e revisioni sistematiche di buona qualità) hanno dimostrato che un regolare consumo di fibra è in grado di apportare grandi benefici di salute, addirittura secondo un meccanismo dose dipendente: più fibra si consuma, maggiori sono i vantaggi.

Quanta consumarne al giorno?

Tipicamente si consiglia di puntare almeno a 30 g, ma con qualche precisazione:

  • è importante incrementare gradualmente il consumo, per evitare di incorrere in disturbi come gonfiore e flatulenza,
  • i 30 g sono l’obiettivo minimo, come detto più se ne consuma e meglio è,
  • sono sempre maggiori le evidenze che i vantaggi sulla salute sono legati al consumo di fibra più che all’indice glicemico dell’alimento.
Da quali malattie protegge?

Dati osservazionali suggeriscono una riduzione del rischio di:

oltre a garantire benefici in termini di miglioramento di parametri quali:

Quando è troppo tardi per cambiare lo stile di vita?

La risposta secca è MAI, non è mai troppo tardi per migliorare il proprio stile di vita e beneficiare dei risultati.

  • Non è mai troppo tardi per mangiare meglio.
  • Non è mai troppo tardi per smettere di fumare e ridurre i rischi di salute correlati.

Uno studio da poco pubblicato dimostra infine che non è mai troppo tardi per intraprendere un percorso di regolare attività fisica, viene infatti dimostrato che diventare fisicamente attivi più tardi nell’età adulta (40-61 anni) può fornire benefici per la salute comparabili a chi pratica attività sportiva da più tempo.

Comparabili non significa identici, inoltre ricordiamo che si tratta di studi osservazionali, ma è comunque un primo importante passo nel dimostrare con dati oggettivi

  • quello che qualunque sportivo può confermare, ossia che fare sport fa stare bene,
  • quello che qualunque medico sostiene, ossia che fare sport riduce il rischio di sviluppare numerose malattie tipiche dell’età adulta e della vecchiaia.

Nuovi articoli pubblicati

13 aprile 2019

Le notizie della settimana

  • Abbiamo da poco spostato in avanti le lancette dell’orologio per il cambio d’ora e, come ogni anno, molti di noi escono finalmente dal lavoro ancora in piena luce; le temperature che gradualmente tendono a salire, le giornate più lunghe e i primi fiori sugli alberi sono cambiamenti che infondono allegria e serenità a tutti, ma che soprattutto a chi soffre di disturbo affettivo stagionale consentono di trovare finalmente sollievo. La condizione interessa una percentuale variabile ma significativa della popolazione ed è caratterizzata dalla comparsa di una sindrome depressiva periodica, con esordio generalmente associato all’arrivo dell’autunno. Proprio sulla base di queste considerazioni, un approccio terapeutico che sta riscuotendo una certa diffusione è la cosiddetta fototerapia: il razionale si basa sull’esposizione quotidiana a sorgenti di luce specifiche (lampade caratterizzate da uno spettro di emissione ben definito) che possano compensare le ridotte ore di luce naturale. Come sempre in questi casi gli interessi commerciali tendono a prevalere in termini di diffusione e di impatto mediatico rispetto alla vera ricerca scientifica, al punto che un’interessante review dalla Cochrane ha evidenziato che in letteratura c’è un drammatico vuoto d’informazione e di ricerca di qualità, con un unico studio disponibile (che rispetti i rigorosi requisiti imposti dall’organismo), limitato nei numeri e vecchio di 20 anni. (Fonte)
  • È arrivata l’ennesima conferma, non è il primo studio che perviene alle stesse conclusioni, che il ricorso indiscriminato all’assunzione di integratori alimentari potrebbe essere inutile nella migliore delle ipotesi; un lavoro appena pubblicato ha indagato il rapporto tra assunzione di integratori vitaminico-minerali e riduzione di mortalità per tutte le cause, giungendo alla conclusione di una completa assenza di effetto protettivo. Ancora più interessante, dal mio punto di vista, è che al contrario il raggiungimento del fabbisogno delle stesse molecole oggetto di studio attraverso l’alimentazione, è al contrario statisticamente associato a una riduzione della mortalità. Posto che si tratta di studi osservazionali e posto che si basa sulla raccolta di dati effettuata attraverso la somministrazione di questionari, entrambi fattori che purtroppo limitano la portata e la generalizzazione dei risultati, si tratta in ogni caso di un ulteriore prova del fatto che la prevenzione inizia a tavola, attraverso l’adozione di una dieta varia e bilanciata, come può essere il modello mediterraneo.
  • L’unico approccio funzionante per dimagrire è assumere meno calorie di quante se ne consuma, lo abbiamo scritto anche noi più volte sul sito, ma spesso ci dimentichiamo che il reale apporto calorico di un alimento è in realtà ampiamente variabile in base a fattori quali sensibilità individuali, differenze metaboliche, composizione della flora batterica intestinale, alimenti consumati durante lo stesso pasto, modalità di cottura, … Diversi Autori consigliano quindi di spostare l’attenzione dal mero calcolo delle calorie all’acquisizione di una corretta educazione alimentare durante la fase di dieta dimagrante, che permetta il mantenimento del peso anche a seguito del raggiungimento del risultato (Fonte).

06 aprile 2019

Le notizie della settimana

  • Le più recenti linee guida americane relative all’attività fisica, pubblicate a fine 2018 e riprese poi dalla prestigiosa rivista Jama, hanno finalmente riconosciuto che anche attività di breve durata, come salire le scale, concorrono al raggiungimento degli obiettivi giornalieri/settimanali di attività fisica “Even a brief episode of physical activity like climbing up a few flights of stairs counts”. Si tratta di un documento formulato sulla base di evidenze scientifiche e, tra i punti chiave del documento in riferimento agli adulti (18-64 anni), ritengo utile porre l’accento anche sui seguenti aspetti:
    • Gli adulti fisicamente attivi sono più sani, si sentono meglio e hanno minori probabilità di sviluppare malattie croniche come cardiopatie, diabete e tumori.
    • Una regolare attività fisica moderata/vigorosa riduce anche il rischio di manifestare ansia e depressione, oltre a migliorare la qualità del sonno e di vita in generale.
    • Anche una singola seduta di attività fisica permette benefici tangibili, seppure temporanei, in termini di funzione cognitiva e riduzione dell’ansia.
    • L’obiettivo minimo dovrebbe essere quello di praticare attività fisica moderata per almeno 150-300 minuti alla settimana, oppure 75-150 minuti di attività vigorosa, eventualmente anche come somma delle due (l’attività vigorosa possiamo considerarla a valore doppio).
    • Il target dei 150-300 minuti è un obiettivo minimo, un quantitativo superiore consente di ottenere benefici di salute aggiuntivi; ad oggi non è stato individuato un limite massimo oltre il quale i benefici cessano di crescere.
    • Poca attività fisica è comunque meglio che nessuna.
    • L’attività aerobica (camminare, correre, nuotare, pedalare, …) andrebbe preferibilmente distribuita lungo l’intera settimana.
    • È di grande utilità associare due sedute settimanali di rinforzo e stretching muscolare.
  • La Cochrane Collaboration è una rete internazionale di operatori sanitari, ricercatori e rappresentanti di associazioni di pazienti che si occupa di raccogliere, razionalizzare e diffondere informazioni relative all’efficacia di interventi sanitari (non necessariamente farmaci); è una risorsa preziosa per chi si occupa di medicina, perché fa luce sulla vasta produzione scientifica evidenziando limiti e difetti della maggior parte degli studi. Recentemente è stato fatto il punto sull’artrosi e, al di là del ridimensionamento dell’importanza del paracetamolo come antidolorifico di prima scelta, mi interessa cogliere l’occasione per sottolineare invece che circa un anno fa una revisione sulla stessa patologia sia stata conclusa sottolineando l’utilità dell’esercizio fisico come modalità di sollievo dal dolore, soprattutto quando associato ad un corretto consiglio in merito da parte del personale sanitario, a conferma del fatto che attività fisica e un po’ di empatia per il paziente sono molto spesso rimedi almeno paragonabili ai farmaci di sintesi.
  • Un recente lavoro pubblicato su Jama rimescola le carte a proposito del consumo di uova e, più in generale, di alimenti ricchi di colesterolo; le ultime pubblicazioni sull’argomento sembravano aver dimostrato il fatto che la molecola di per sé, a differenza delle quantità di colesterolo LDL circolanti nel sangue, non rappresentasse un fattore di cui tenere conto a livello alimentare (con il conseguente via libera alle uova, che ne sono particolarmente ricche), mentre ora la discussione si è riaccesa. Senza entrare nel merito della controversia, lo fa bene il Fatto Alimentare riassumendo la vicenda, mi limito a segnalare che l’adesione al modello alimentare mediterraneo rimane ad oggi la scelta più sicura in termini di benessere e prevenzione.

Nuovi articoli pubblicati

Farmaco e Cura

Valori Normali

29 marzo 2019

Le notizie della settimana

  • Un nutraceutico è un alimento, o una parte di esso, dotato della capacità di esercitare effetti benefici sulla salute; l’argomento è quanto mai di attualità e molto spesso va a sovrapporsi al sopravvalutato mondo degli integratori, generando confusione sia negli utilizzatori che nel personale sanitario. La SIPREC, società italiana di prevenzione cardiovascolare, in occasione del XVII congresso nazionale da poco conclusosi a Napoli ha presentato un interessantissimo documento di consenso che raccoglie le attuali evidenze scientifiche che supportano il ricorso a specifici principi attivi. Tra le molecole trattate troviamo
  • A differenza di quanto emerso in passato, è stato da poco pubblicato uno studio che tra le conclusioni riporta che vivere in solitudine non sembra rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare, benché sussistano importanti differenze legate al sesso di paziente. Trattandosi di studi osservazionali è bene porre estrema cautela nel trarre conclusioni relativamente a fenomeni di causa-effetto; in altre parole è possibile osservare una qualche correlazione tra eventi, che tuttavia non deve necessariamente intesa come un legame causale.

Nuovi articoli pubblicati

Farmaco e Cura

Valori Normali

  • Polipi nasali (Giovanna Celia, medico chirurgo)
  • Folati – esame del sangue (Dr. Ruggiero Dimonte, medico chirurgo)