Volvolo gastrico: cause, sintomi, pericoli e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 31 maggio 2019

Introduzione

Il termine volvolo indica la rotazione di un viscere attorno al proprio asse; è una condizione non comune, che di norma interessa i visceri addominali (stomaco e intestino, per esempio).

La conseguenza della rotazione è la compromissione della circolazione, sia arteriosa che venosa:

  • Vene: a causa della ridotta pressione esercitata dal sangue che vi scorre, le vene vengono più rapidamente e profondamente compresse, con la conseguenza di un progressivo ristagno di sangue e accumulo di sostanze di rifiuto dei tessuti periferici, che non possono più essere smaltiti.
  • Arterie: nei vasi che portano il sangue ossigenato dal cuore ai tessuti periferici, la pressione del sangue è più elevata e questo consente una maggior resistenza alla compressione indotta dalla rotazione. I rischi sono tuttavia altrettanto drammatici, in quanto viene meno il rifornimento di molecole nutritive e soprattutto ossigeno al tessuto colpito (stomaco).

Il volvolo gastrico è quindi una torsione di 180 o più gradi di tutto o di parte dello stomaco.

La sintomatologia può essere talvolta aspecifica, ma generalmente consiste in una caratteristica triade formata da

  • dolore epigastrico intenso,
  • conati (a causa del sapore acido in bocca) senza vomito,
  • impossibilità di introdurre un sondino nasogastrico.

Possono poi comparire

  • dolore riferito alla spalla sinistra,
  • malessere generalizzato.

La diagnosi inizia con un sospetto clinico laddove il paziente presenta un addome acuto, a seguire alcuni esami strumentali possono ovviamente aiutare a guidare dal sospetto alla diagnosi ed alla successiva risoluzione terapeutica che è ovviamente di tipo chirurgico.

La prognosi è strettamente correlata alla tempestività con cui avviene la risoluzione del volvolo.

Richiami di anatomia

Lo stomaco è uno dei principali visceri localizzati a livello dell’addome superiore; è connesso all’esofago superiormente, mediante una valvola definita “cardias”, ed all’intestino tenute inferiormente mediante una valvola definita “piloro”.

È possibile suddividerlo idealmente in 4 parti:

  • fondo gastrico,
  • grande curvatura,
  • piccola curvatura,
  • antro gastrico o anche detta regione antro-pilorica,

ciascuna delle quali in grado di ricoprire un ruolo essenziale nella funzionalità digestiva, che si traduce quindi in temibili conseguenze in caso di perdita.

Cause

Il rischio di “torsione” di un organo attorno al proprio asse è strettamente correlato

  • all’anatomia dell’organo stesso (ovvero alcune conformazioni anatomiche possono predisporre più di altre a tale movimento),
  • alla sua localizzazione,
  • alle struttura circostanti
  • e ai meccanismi di fissità che ancorano tale organo alle strutture circostanti.

Lo stomaco è un organo abbastanza corto e poco mobile, per questo il rischio di torsione non è fortunatamente così frequente; quando nonostante tutto si verifichi la rotazione, la conseguenza è la comparsa di:

  • ischemia, ossia una riduzione dell’afflusso di sangue ossigenato (condizione parzialmente reversibile),
  • infarto d’organo e necrosi, ossia la morte del tessuto (condizione irreversibile).

Qualora si verifichi la necrosi di porzioni dello stomaco, queste non potranno più essere ripristinate, con conseguenza permanenti sulla funzionalità digestiva.

Un’ulteriore temibile complicanza del volvolo è costituita dalla sovradistensione del viscere, con rischio di perforazione e successivo spandimento in addome del contenuto gastrico (sia materiale digestivo, che acido).

Sintomi

La clinica è quella di un addome acuto, quindi i sintomi del volvolo gastrico sono:

  • dolore epigastrico intenso,
  • conati (a causa del sapore acido in bocca) senza vomito,
  • addome a tavola, teso, dolente e dolorabile alla palpazione sia superficiale che profonda

e possono poi comparire sintomi sistemici come

Diagnosi

L’identificazione (o comunque il sospetto) di volvolo gastrico e la sua successiva diagnosi devono seguire un percorso estremamente rapido, poiché la salvaguardia delle funzionalità d’organo e la sopravvivenza del paziente dipendono essenzialmente dalla tempestività dell’intervento.

Il sospetto è inizialmente clinico, rappresentato come detto dal quadro di addome acuto che il paziente presenta.

Le indagini strumentali e biochimiche che possono risultare di aiuto sono:

  • Ecografia addominale: come sempre rappresenta l’esame di primo livello più semplice e rapido da applicare. Immediatamente sarà possibile osservare una sofferenza d’organo, una sovradistensione, o addirittura il sospetto di perforazione per la presenza di aria libera in addome.
  • Esami ematochimici: indici di infiammazione, infezione e necrosi che possono essere rilevati mediante prelievo ematico (richiedendo però più tempo ed essere quindi utili soprattutto per la conferma ed il monitoraggio a posteriori dell’andamento clinico del paziente).
  • TAC addome.

Cura

Il trattamento, qualora venga fortunatamente identificata la condizione del volvolo gastrico causa del malessere improvviso del paziente, deve essere estremamente rapido.

L’approccio è ovviamente chirurgico e prevede:

  1. Detorsione del viscere, con parziale recupero della funzionalità qualora questo sia possibile (il fattore determinante è il “tempo” e la rapidità con cui si riesce a diagnosticare ed intervenire);
  2. Asportazione di parti necrotiche del viscere , considerate ormai irrecuperabili;
  3. Eventuale fissazione alle struttura circostanti per evitare eventi futuri (soprattutto laddove vi sia stata già importante compromissione e riduzione della funzionalità residua dello stomaco).

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