Vesciche ai piedi: i rimedi davvero efficaci per curarle

Ultima modifica 30.05.2019

Introduzione

Le vescico-bolle traumatiche dei piedi, conosciute come “vesciche dei piedi”, sono lesioni che si verificano in una sede cutanea continuamente sottoposta ad un traumatismo, ad esempio una pressione meccanica.

Sono molto comuni, avendole sperimentate quasi tutti almeno una volta nella vita, e possono essere poco o intensamente dolenti; si manifestano di solito a livello dei malleoli o laddove la cute venga traumatizzata continuativamente. Sebbene rappresentino di solito solo un fastidio, possono diventare invalidanti per gli atleti.

Le “vesciche dei piedi” possono essere poco o intensamente dolenti e talvolta presentarsi riempite di sangue anziché di liquido trasparente; le vescicole ematiche compaiono quando vengono danneggiati anche i vasi sanguigni e in questi casi sono tendenzialmente più dolorose.

La diagnosi si basa sull’osservazione clinica e sull’anamnesi, ovvero il paziente riporta in tutti i casi un evento traumatico per il piede come causa delle “vesciche”.

La prognosi è buona perché con trattamenti adeguati ed evitando di continuare a traumatizzare la zona, le lesioni vanno incontro a risoluzione entro una settimana circa. Una possibile complicazione è rappresentata dalle infezioni batteriche, che si verificano soprattutto quando le bolle si rompono per il perpetuarsi del traumatismo, oppure quando vengono bucate senza eseguire un’opportuna medicazione. Il punto di rottura della bolla infatti costituisce la porta di ingresso per un agente microbico.

Rimedi

È consigliabile lasciare intatto il tetto della bolla (quindi evitare di schiacciarla o romperla) poiché questo rappresenta la copertura più naturale, quindi la migliore. Si potrà coprire la lesione con un bendaggio morbido ed aspettare che il liquido si riassorba: questo avviene spontaneamente nell’arco di 3 o 4 giorni.

L’applicazione di ghiaccio, avvolto in un panno, è un rimedio utile ad alleviare il dolore dei primi giorni.

Quando però la bolla è particolarmente ampia e dolente è possibile eseguire un piccolo foro per drenare il liquido, una procedura non dolorosa:

  1. Lavarsi bene le mani e,
  2. dopo aver applicato sulla lesione una soluzione disinfettante,
  3. si potrà praticare alla sua base un piccolo foro utilizzando una siringa con ago sterile;
  4. a questo punto il liquido potrà essere aspirato oppure, dopo aver estratto l’ago, si potrà far fuoriuscire il liquido applicando una leggera pressione sul tetto della bolla, fino a che non sarà drenato tutto il contenuto.
  5. Sulla bolla ormai appiattita si dovrà applicare nuovamente del disinfettante.
  6. La pellicola protettiva che costituiva il tetto della bolla non dovrà essere rimossa, ma piuttosto lasciata in sede come medicazione naturale sopra alla quale si potrà applicare un unguento antimicrobico per alcuni giorni.
  7. La lesione così medicata dovrà essere coperta con una garza protettiva e la medicazione andrà ripetuta allo stesso modo per alcuni giorni.

Gli antibiotici per bocca non sono solitamente necessari e, benché possano essere dolorose nei primi giorni, in genere non richiedono il parere del medico, a parte nei casi in cui si sovrapponga un’infezione batterica, riconoscibile per la comparsa di:

  • dolore,
  • calore,
  • rossore,
  • gonfiore.

Queste complicazioni sono più probabili in alcune categorie di pazienti, come i soggetti diabetici, che potrebbero osservare un ritardo nel processo di guarigione (consigliabile in questi casi rivolgersi preventivamente al curante o allo specialista).

Prevenzione

Per evitare la formazione delle vescico-bolle traumatiche è necessario ridurre i fattori che possono determinarle, primo fra tutti l’attrito tra

  • cute e calze
  • o tra cute e scarpe,

specialmente in previsione di un’attività fisica intensa.

Nella scelta delle calzature dovrebbero essere preferite quelle che contengono perfettamente il piede, per evitare che scivolando avanti o indietro con il cammino il piede subisca sfregamenti continui.

Le calze, inoltre, dovrebbero essere preferite senza cuciture, perché in grado di accentuare l’attrito tra la pelle e la scarpa.

In previsione dell’esercizio fisico si può applicare una pasta a base di ossido di zinco (come quelle che si usano per il cambio di pannolino nei bambini) per formare un film protettivo sulla cute.

Infine, mantenere la cute ben idratata con l’applicazione costante di creme emollienti rappresenta un ottimo mezzo di prevenzione per le “vesciche”, in quanto una pelle secca ha una funzione di barriera ridotta, risultando fragile ed ancora più sensibile a qualsiasi tipo di trauma.

Causa e fattori di rischio

La causa delle vescico-bolle traumatiche è naturalmente un trauma che si ripete nella stessa sede in un periodo di tempo breve, ad esempio un’attività fisica intensa rappresentata dal camminare a lungo, specialmente se con calzature strette.

Le lesioni si formano di solito quando questo tipo di attività fisica viene praticata per la prima volta, per cui la cute della zona sottoposta al trauma non è “abituata” allo stimolo pressorio.

  • Le vescicole sono piccole lesioni cutanee rilevate (grandezza inferiore a mezzo centimetro) costituite da una raccolta di materiale liquido sieroso, ovvero fluido. Il liquido contenuto nelle vescicole proviene dal derma, lo strato di pelle che si trova subito sotto all’epidermide che è la porzione più superficiale della cute, quella a contatto con l’esterno.
  • Le bolle hanno dimensioni superiori alle vescicole e sono delle raccolte di liquido sieroso di provenienza epidermica o dermo-epidermica.

L’accumulo di liquido e quindi la formazione di vescicole e bolle è dovuto alla rottura delle strutture (desmosomi) che tengono unite le cellule dell’epidermide o al danno diretto delle cellule epidermiche indotto dal trauma.

I pazienti con difetti strutturali della barriera dermo-epidermica, come quelli con epidermolisi bollosa, possono sviluppare bolle in seguito a stimoli pressori lievi o traumi minimi. Alcuni pazienti con forme lievi di epidermolisi bollosa, ad esempio, ricevono la diagnosi per la prima volta quando sono costretti ad attività fisiche impegnative, ad esempio le lunghe marce all’inizio dell’addestramento militare.

Foto e immagini

Fotografia di una bolla sul piede (malleolo)

iStock.com/Gajus

Vescica scoppiata sul piede (malleolo)

iStock.com/MHjerpe

Fotografia di una vescica in via di guarigione sotto l'alluce

iStock.com/Srisakorn

Fonti e bibliografia

  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

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