Varicocele al testicolo: sintomi, intervento e cura

Ultima modifica 27.03.2020

Introduzione

Il varicocele è una malattia che colpisce le vene dello scroto, quella sorta di sacchetto che ha la funzione di proteggere e contenere i testicoli, tenendoli separati dal resto del corpo per mantenerli a una temperatura leggermente più bassa.

Le vene presenti, responsabili del deflusso del sangue dai testicoli, possono andare incontro a un processo di dilatazione e di incontinenza, causando così quello che in medicina viene definito varicocele.

Questo disturbo causa difficoltà nel ritorno del sangue venoso verso la parte alta del corpo, favorendo quindi una situazione di stasi; in parole più semplici il sangue fatica a tornare al cuore e tende ad accumularsi nelle vene ormai dilatate.

Il varicocele è un problema che si verifica solo e soltanto nello scroto, con grande prevalenza dal lato sinistro (95% dei casi) a causa delle differenze anatomiche di circolazione, ma che tecnicamente è simile alle vene varicose tipiche delle gambe (esiste anche il varicocele femminile, ma che ovviamente colpisce strutture differenti).

Quando presenti, i sintomi più comuni del varicocele sono:

  • sensazione descritta come sacchetto di vermi alla palpazione,
  • fastidio o dolore,
  • senso di pesantezza.

Se colpisce entrambi i testicoli si parla di varicocele bilaterale.

È un disturbo piuttosto comune, che interessa il 15-20% della popolazione maschile mondiale; nella maggior parte dei casi si verifica durante la pubertà, periodo durante il quale i testicoli subiscono una rapida crescita e quindi il sangue deve affluire verso di essi in misura maggiore; se le valvole delle vene dello scroto non funzionano come dovrebbero, le vene non riescono a far defluire il sangue in eccesso dai testicoli, quindi anche se la maggior parte del sangue continua a scorrere correttamente, una parte di esso inizia a fluire in senso opposto al normale, creando il varicocele.

Si rileva nel 30-40% degli uomini con problemi di fertilità. Questo aspetto è tuttavia ancora oggetto di vivace dibattito tra gli specialisti: il reflusso di sangue causato dalla dilatazione delle vene ne aumenta la pressione sulle pareti e, di conseguenza, anche la loro temperatura: l’ipotesi è che sia proprio questo possibile aumento del calore nello scroto a incidere su

  • numero,
  • forma,
  • e motilità degli spermatozoi.

In teoria anche lo stesso aumento di pressione potrebbe peggiorare la qualità dello sperma, a causa di

  • riduzione della presenza di ossigeno,
  • stress ossidativo
  • e potenzialmente una ridotta concentrazione di testosterone (solo localmente).

Non influisce invece in alcun modo sull’erezione e non è quindi responsabile in caso di difficoltà di questo tipo.

Anatomia della condizione di varicocele

iStock.com/Tsezer

Cause

Tutti gli uomini possiedono il funicolo spermatico, una struttura che contiene le arterie, le vene, le terminazioni nervose e i condotti; questa struttura collega i testicoli al resto dell’organismo e permette la circolazione sanguigna da e verso di essi.

Le vene in particolare trasportano il sangue refluo dai testicoli al cuore e un gruppo di valvole al loro interno fa sì che il sangue scorra sempre verso il cuore e mai in senso opposto. In altre parole le valvole regolano il flusso sanguigno ed è grazie ad esse che tutto scorre nella direzione corretta.

A volte tuttavia queste valvole possono non funzionare bene, quando questo avviene una parte del sangue può scorrere in senso contrario, verso il testicolo e non verso il cuore. Il sangue che scorre all’indietro può raccogliersi in sacche all’interno delle vene, che a loro volta si dilatano e si ingrossano, gonfiandosi. Si forma così il varicocele.

Ricostruzione grafica dell'anatomia del varicocele

By BruceBlausOwn work, CC BY-SA 4.0, Link

Fattori di rischio

Non sembrano esistere reali fattori di rischio, anche se qualche specialista suggerisce che un’altezza superiore alla media potrebbe aumentare la possibilità di sviluppare varicocele, mentre il sovrappeso parrebbe essere un fattore protettivo.

Si sviluppa tipicamente durante la pubertà e in età adulta, mentre è raro il riscontro nell’infanzia.

Sintomi

In genere il varicocele non è accompagnato da sintomi eclatanti e spesso il paziente scopre di esserne affetto solo a seguito di controlli di routine (in passato si verificava molto spesso durante la visita di leva).

I possibili sintomi che possono comparire in caso di varicocele sono:

  • dolore sordo al testicolo,
  • senso di pesantezza,
  • senso di disagio nel testicolo oppure nel lato dello scroto colpito,
  • fastidio al testicolo o allo scroto.

È più probabile avvertire questi disturbi

  • durante il periodo caldo,
  • a seguito di esercizio fisico,
  • al termine di un rapporto sessuale
  • o dopo lungo tempo in piedi.

Quando presenti, i sintomi tendono a peggiorare nell’arco della giornata e migliorano in posizione distesa, quando la gravità non è più contraria alla direzione che dovrebbe prendere il sangue venoso.

Può capitare che i sintomi peggiorino con il passare del tempo.

A seguito di palpazione è invece possibile avvertire le vene dilatate dello scroto, spesso descritte come sacchetto di vermi, e una leggera riduzione della dimensione del testicolo dal lato colpito (di norma il sinistro).

Pericoli

Il varicocele non può essere prevenuto in alcun modo, ma di solito non è pericoloso e quasi sicuramente non provoca di per sé sterilità.

Il principale e unico rischio associato al disturbo è una possibile riduzione della fertilità, a causa di un peggioramento delle caratteristiche dello sperma con:

  • riduzione del numero di spermatozoi,
  • alterazioni della loro morfologia (forma),
  • perdita della capacità di movimento (motilità).

La causa principale di queste conseguenze si pensa che possa essere l’aumento di temperatura dei testicoli, che richiedono invece una temperatura più bassa rispetto a quella corporea per lavorare in modo ottimale.

La prognosi è buona, in quanto l’eventuale effetto sulla fertilità sembra regredire completamente in circa metà dei casi a seguito della risoluzione chirurgica; l’esame di controllo viene in genere consigliato di effettuarlo a distanza di 3-4 mesi dall’intervento per dare modo all’organismo di portare a termine e consolidare nuove generazioni di spermazotoi (il cui ciclo di maturazione richiede 2 mesi).

Occasionalmente si può osservare una riduzione del volume del testicolo (ipotrofia).

Quando contattare il medico

Poiché in genere il varicocele non causa disturbi, spesso non viene suggerito alcun trattamento, anche perché viene di norma diagnosticato un po’ per caso.

Nel caso in cui si avvertisse

  • dolore,
  • fastidio o pesantezza al testicolo,
  • una diversa dimensione del testicolo,

è comunque bene segnalarlo al medico.

Utile procedere a una periodica auto-palpazione, che permette di verificare anche l’eventuale insorgenza di masse anomale.

Nel caso d’insorgenza di un dolore acuto e improvviso al testicolo, recarsi in Pronto Soccorso per escludere la possibile presenza di una torsione testicolare.

Diagnosi

Gli specialisti che si occupano di questo problema sono andrologo e urologo, anche se la diagnosi è spesso effettuata anche dal medico curante.

Di norma la diagnosi avviene a seguito di una semplice visita medica, attraverso la palpazione dei testicoli; il medico può averne conferma attraverso un’ecografia e/o un eco-color-Doppler dei vasi spermatici.

Viene infine effettuata una classificazione del varicocele in base alla gravità, parlando di I, II, III e IV grado (in ordine di severità).

L’esame dei testicoli può essere fatto quando il paziente è in piedi, in modo che lo scroto rimanga rilassato: alcune anomalie, come il varicocele, possono essere rilevate con maggiore facilità se il paziente sta in piedi. Il medico controlla gli aspetti visibili dei testicoli, come la dimensione, il peso e la posizione e palpa delicatamente ciascun testicolo per evidenziare eventuali gonfiori o rigonfiamenti. Controlla anche se è presente dolore nell’epididimo, il condotto che trasporta lo sperma fuori dai testicoli.

Viene esaminato anche il funicolo spermatico, alla ricerca di un eventuale gonfiore.

Cura e terapia

Il varicocele di solito non è pericoloso, ma se avvertite dolore e gonfiore il medico potrà prescrivervi un antinfiammatorio per alleviarli. Se il varicocele provoca disagio o dolore, può essere utile indossare biancheria intima comoda (slip al posto dei boxer) oppure un sospensorio. Se il dolore è continuo ed il sospensorio non aiuta a farlo passare, il medico può consigliarvi la varicocelectomia (l’intervento chirurgico che rimuove il varicocele).

La varicocelectomia viene effettuata da un urologo, un medico specializzato nei problemi dell’apparato urinario e genitale. Il paziente normalmente viene operato in anestesia generale o locale, il medico lega semplicemente la vena colpita, in modo da far fluire il sangue nelle altre vene sane.

In alcuni casi, anziché eseguire l’intervento chirurgico, il medico può far passare un tubicino di plastica nella vena che provoca il varicocele: in questo modo si riesce a curare il problema ostruendo il flusso sanguigno che affluisce alla vena gonfia e ingrandita. Chiedete al vostro medico se questo tipo di terapia può fare al caso vostro.

Dopo l’intervento il chirurgo probabilmente vi consiglierà di indossare un sospensorio e mettere la borsa del ghiaccio sulla zona per calmare l’eventuale gonfiore. Il testicolo potrà rimanere dolorante per alcune settimane, ma in seguito tutti i dolori scompariranno e tutto dovrebbe ritornare a funzionare perfettamente.

Scleroembolizzazione retrograda

Un approccio più recente ed ormai più diffuso dell’intervento classico è la scleroembolizzazione retrograda, una modalità che offre il vantaggio di essere solo minimamente invasiva.

Questo approccio non necessita di anestesia generale, essendo sufficiente la locale nella sede di introduzione del catetere, ed il Medico radiologo si occuperà di curare il varicocele in pochi minuti.

I vantaggi sono quindi la rapidità di intervento, l’assenza di ricovero, l’assenza di anestesia generale (e relative possibili complicazioni).

Per approfondire questo tipo di intervento segnalo la scheda su Medicitalia curata dal Dr. Prudenzano.

Rischio di recidiva

Secondo la letteratura internazionale il rischio di recidiva (ossia la possibilità di sviluppare nuovamente varicocele dopo l’intervento) è piuttosto elevato (2-30% a seconda del tipo di intervento), soprattutto nel caso delle tecniche più vecchie.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Cos'è il varicocele?
Il varicocele è una condizione maschile in cui le vene presenti nello scroto, la sacca che contiene i testicoli, tendono a gonfiarsi a causa delle difficoltà di circolazione del sangue contenuto.
Come riconoscerlo?
È possibile riconoscere la presenza di un varicocele attraverso l'auto-palpazione, durante la quale è possibile avvertire la presenza di una consistenza anomala delle vene, descritta spesso come un piccolo sacchetto di vermi. Si sviluppa molto più spesso sul lato sinistro, quindi il testicolo opposto può servire da confronto.
Quando preoccuparsi?
Il varicocele di per sé non è in genere causa di complicazioni, anche se in alcuni casi può aumentare il rischio di una ridotta fertilità.
Come si cura?
La cura è esclusivamente chirurgica, anche se negli ultimi anni sono stati sviluppatti approcci ambulatoriali minimamente invasivi, che rendono la correzione del disturbo rapida ed indolore.

Si raccomanda l'uso di slip attillati al posto dei boxer.
Quali sono i sintomi del varicocele?
Molti uomini non avvertono alcun sintomo; quando presenti questi possono manifestarsi in forma di:
  • dolore al testicolo,
  • senso di fastidio e/o pesantezza, 
  • gonfiore.
I sintomi possono peggiorare nell'arco della giornata, a seguiro di un periodo prolungato passato in piedi; migliorano in posizione distesa.
Quando deve essere operato?
In genere si procede alla correzione chirurgica nel caso di sintomi in grado di impattare sulla qualità di vita, o quando si ritenga in grado di influire significativamente sulla fertilità del paziente.

Articoli Correlati