Tinea corporis (tigna della pelle): cause, sintomi e cura

a cura di Dr.ssa Giulia Ciccarese -Ultimo Aggiornamento: 11 agosto 2019

Cos’è la tinea corporis?

Con il termine tinea corporis (o tigna/dermatofitosi del corpo) s’intende un’infezione cutanea causata da funghi classificati come dermatofiti, ovvero miceti che colonizzano la principale proteina che costituisce lo strato corneo dell’epidermide, i capelli, i peli e le unghie: la cheratina.

La trasmissione dell’infezione avviene attraverso il contatto con animali infetti oppure con altre persone infette.

La manifestazione tipica è una lesione della pelle a forma di anello (anulare) con bordo arrossato (eritematoso) e risoluzione con desquamazione centrale, a cui si associa un’intensa sintomatologia pruriginosa.

La prognosi è favorevole dato che la tinea corporis risponde bene ai trattamenti antifungini.

La prevenzione più efficace consiste nel ridurre/evitare il contatto con gli agenti causali.

Immagini e fotografie

Tigna sulla pelle

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Caratteristica macchia sulla pelle dovuta alla tinea corporis

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Tinea corporis sulla gamba di una donna

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Come si prende?

Esistono più di 40 specie di dermatofiti, tra cui si distinguono varietà

  • antropofile (legate all’uomo),
  • zoofile (legate agli animali)
  • e geofile (legato al terreno)

a seconda dell’ambiente in cui vivono normalmente i funghi.

Tra i dermatofiti capaci di invadere la cheratina, presente sulla pelle umana, si distinguono tre generi:

  • Microsporum,
  • Trichophyton
  • ed Epidermophyton.

Tutti e tre possono tutti causare dermatofitosi del corpo, ma più spesso si tratta di

  • Tricophyton rubrum,
  • Trichophyton mentagrophytes
  • e Microsporum canis.

Si noti che si tratta di minuscoli organismi normalmente presenti sulla superficie della pelle, in equilibrio con numerose altre specie; diventano in grado di manifestarsi in forma d’infezione solo in presenza di specifiche circostanze (contatto con una carica infettante elevata, abbassamento delle difese immunitarie, traumatismi della pelle, …).

La trasmissione dell’infezione avviene prevalentemente quando l’uomo entra in contatto con animali infetti (un comune fattore di rischio è il contatto con gatti o cani randagi), quindi categorie professionali come veterinari e allevatori sono particolarmente esposti al contagio.

La trasmissione di una dermatofitosi può anche avvenire per via interumana, ovvero per contatto diretto con una persona infetta, oppure ancora per contatto dell’uomo con un terreno dove soggiornano i funghi o con altre superfici infette (indumenti, asciugamani, lenzuola, pettini e spazzole, …).

Fattori di rischio

I fattori di rischio della tinea corporis sono costituiti dal contatto con animali randagi, con persone infette o con terreni che ospitano i funghi geofili.

L’immunosoppressione, ovvero lo stato di abbassamento delle difese immunitarie per cause infettive (in primis l’infezione da virus dell’immunodeficienza umana, HIV) e/o per cause farmacologiche (come le terapie croniche con farmaci immunosoppressori, assunti ad esempio da chi è stato sottoposto ad un trapianto d’organo) rappresenta infine un fattore di rischio importante per l’acquisizione della tinea corporis.

Quando non è più contagiosa?

Sebbene alcuni autori ritengano che l’infezione non sia più contagiosa a 24-48 ore dall’inizio della terapia, si raccomanda continuare a prendere tutte le precauzioni necessarie, come lavarsi sempre adeguatamente le mani dopo l’applicazione dei farmaci ed evitare il contatto con terzi fino a completa guarigione della lesione.

Sintomi: come si manifesta?

La tinea corporis si presenta sotto forma di lesione singola oppure multipla, con localizzazione a

  • tronco,
  • collo,
  • arti superiori ed inferiori.

Tipicamente è una lesione

  • piana (chiazza) oppure lievemente rilevata (placca),
  • eritematosa (arrossata),
  • di forma tondeggiante o ovalare
  • con margini netti e risoluzione al centro.

Si tratta quindi di un anello eritematoso che presenta nella parte periferica talvolta alcune vescicole (ovvero piccole lesioni rilevate contenenti liquido sieroso). Nella parte centrale della lesione invece, la cute non è eritematosa, bensì rosea, e può essere interessata da una fine desquamazione.

La tigna è caratterizzata da una sintomatologia intensamente pruriginosa.

Nelle infezioni causata da funghi zoofili le lesioni cutanee sono particolarmente infiammate, i bordi sono costituiti da numerose vescicole e talvolta da pustole (piccole lesioni rilevate contenenti materiale purulento) e croste.

Tigna del corpo con crosta centrale

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In assenza di trattamento, le lesioni tendono ad aumentare di diametro nel tempo ed a confluire con aspetti “a coccarda” (“herpes circinatus”), ma la comparsa di complicazioni più severe è improbabile; nei soggetti con sistema immunitario indebolito (per esempio da AIDS conclamato) può tuttavia diventare più ostico giungere ad una risoluzione dell’infezione.

Diagnosi

La diagnosi della tigna si basa

  • sull’anamnesi (storia di contatto con animali, specialmente randagi),
  • sull’esame clinico (osservazione dell’aspetto caratteristico ad anello della lesione)
  • e sull’isolamento del fungo mediante l’esame micologico (microscopico e colturale).

Quest’ultimo prevede la raccolta delle squame da una lesione cutanea sospetta mediante il grattamento con uno strumento chiamato curette; l’esame è assolutamente indolore e la durata del prelievo è molto breve. Le squame così prelevate vengono analizzate al microscopio per la ricerca diretta dei miceti (esame microscopico diretto) e poi inserite in terreni di coltura per l’esame colturale. Le colonie fungine che possono crescere nei terreni di coltura si sviluppano nell’arco di alcune settimane e sono identificate sulla base degli aspetti macroscopici e microscopici che si osservano sulle piastre.

Diagnosi differenziale

La tinea corporis deve essere distinta da altre condizioni che possono manifestarsi sulla pelle con lesioni simili, in particolare:

  • Pitiriasi rosea, esantema acuto a risoluzione spontanea caratterizzato da lesioni cutanee poco pruriginose o asintomatiche che hanno una tipica disposizione sul tronco definita “a tenda di teatro” o “ad albero di Natale”: le lesioni si dispongono a seguire le linee di tensione della cute; questa malattia inoltre si manifesta dapprima con una lesione iniziale di colore roseo (chiazza madre) e poi con lesioni analoghe più piccole che compaiono dopo circa 2 settimane dalla prima.
  • Eczema nummulare, malattia infiammatoria a causa sconosciuta caratterizzata da lesioni cutanee a forma di disco/moneta (discoidi), particolarmente eritematose, pruriginose e con carattere essudativo; l’eczema riguarda soprattutto gli anziani ed i giovani affetti da dermatite atopica.
  • Psoriasi, malattia infiammatoria per cui è nota una predisposizione genetica, caratterizzata da lesioni in forma di chiazze e/o placche eritematose e desquamanti senza risoluzione centrale e con un andamento cronico-recidivante. Nella psoriasi le lesioni sono intensamente pruriginose.

Come si cura?

La prognosi della tinea corporis è favorevole e, quando la diagnosi è tempestiva e la terapia è corretta, non si presentano complicazioni.

A causa della somiglianza con le altre dermatosi non infettive infiammatorie (psoriasi, eczema), talvolta le infezioni da dermatofiti vengono trattate erroneamente con farmaci ad uso locale (creme, lozioni, …) a base di principi attivi cortisonici che riducono l’infiammazione ed il prurito, ma determinano l’aumento di estensione dell’infezione (tinea incognita).

La terapia può essere locale o generale:

  • La terapia locale si basa sul ricorso a numerosi derivati azolici, disponibili sotto forma di creme (bifonazolo crema all’1%, miconazolo 2% crema, econazolo 1% crema, ketoconazolo 2% crema). In alternativa ai derivati azolici, si può utilizzare localmente la nistatina in spray. I prodotti locali vanno applicati per un minimo di 14 giorni 1-2 volte al giorno, sulle lesioni ed anche 2-3 centimetri oltre.
  • La terapia per bocca può essere a base di:
    • fluconazolo alla dose di 100 mg al giorno da assumere per almeno 2 settimane; da considerare con cautela l’associazione di questo principio attivo con alcuni farmaci quali ciclosporina, diuretici, antidiabetici orali, anticoagulanti, rifampicina, contraccettivi con i quali il fluconazolo può interferire modificandone l’efficacia;
    • itraconazolo alla dose di 200/400 mg al giorno per 1-2 settimane; anche con l’uso di questo principio attivo bisogna considerare con cautela l’associazione con i farmaci sopracitati;
    • terbinafina alla dose di 250 mg al giorno per 4 settimane; rispetto ai derivati azolici, crea problemi di interferenze con un più ristretto numero di altri principi attivi (rifampicina).

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana sulla settima di lingua inglese a cura di Mauro Alaibac. Piccin 2015.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

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