Tinea capitis (tigna ai capelli) nei bambini: sintomi e rimedi

a cura di Dr.ssa Giulia Ciccarese -Ultimo Aggiornamento: 13 agosto 2019

Cos’è la tinea capitis?

La tinea capitis, o tigna del capo, è un’infezione micotica del cuoio capelluto e dei capelli che si presenta, a seconda del tipo di fungo che la determina, con

  • chiazze arrossate (eritematose),
  • desquamazione,
  • secrezione di materiale purulento
  • e/o con zone di cute prive di peli/capelli in parte o del tutto.

È un’infezione che interessa i bambini in età scolare (6-10 anni) più che gli adulti, ma la prognosi è favorevole poiché le tigne del capillizio rispondono alla terapia antimicotica (talvolta si risolvono anche spontaneamente).

Immagini e fotografie

Tigna dei capelli, un particolare della chiazza

Di myself – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

TIgna dei capelli su un uomo adulto

Photo Credit: Public Health Image Library

Cause

La tinea capitis è causata da funghi dermatofiti ovvero con affinità per la cheratina, proteina che costituisce uno dei principali elementi del capello. Alcuni di questi funghi sono definiti “cheratinolitici” poichè producenti cheratinasi ed altri enzimi capaci di distruggere la cheratina.

I funghi responsabili della tinea capitis appartengono ai generi

  • Microsporum,
  • Trichophyton
  • ed Epidermophyton.

I dermatofiti del genere Trichophyton aggrediscono il capello all’esterno (mediante un processo chiamato ectotrix) oppure all’interno (endotrix) oppure in entrambe le direzioni. In particolare:

  • Trichophyton mentagrophytes è un fungo zoofilo acquisito dall’uomo per contatto con animali poiché questo micete parassita abitualmente gatti, cani, conigli; l’animale può presentare chiazze glabre (perdita di pelo localizzata in determinati punti del corpo) od essere portatore asintomatico. Sono di solito colpiti animali giovani o cuccioli di pochi mesi;
  • Trichophyton schoenleini è un fungo antropofilo ovvero che ha come ospite unico l’uomo pertanto si trasmette mediante il contatto interumano;
  • Trichophyton tonsurans, fungo antropofilo;
  • Trichophyton verrucosum, fungo zoofilo trasmesso per contatto con bovini e raramente con animali domestici (cani);
  • Trichophyton violaceum, fungo antropofilo.

I dermatofiti del genere Microsporum che aggrediscono il capello all’esterno sono principalmente due:

  • Microsporum canis, fungo zoofilo (parassita di gatti e cani), causa principale di tinea capitis in Italia;
  • Microsporum gypseum, fungo geofilo, acquisito dall’uomo mediante il contatto con il suolo infetto.

Costituiscono un rischio maggiore di contagio i contatti con gli animali randagi che non accedono abitualmente alle cure veterinarie.

Nei Paesi in via di sviluppo sono tuttora diffuse delle tinee capitis causate da funghi antropofili, trasmesse per contatto inter-umano od indiretto (spore presenti negli indumenti).

Fattori di rischio

Un fattore di rischio comune per la tinea capitis nei bambini è la dermatite atopica, patologia infiammatoria tipica dell’infanzia caratterizzata da un deficit del sistema immunitario verso il T. rubrum.

Fattore di rischio ulteriore è l’immunosoppressione iatrogena (da farmaci) dovuta all’applicazione di creme steroidee (cortisone) o all’ assunzione di farmaci immunosoppressivi per via orale (ad esempio nei pazienti sottoposti a trapianto d’organo o che soffrono di malattie autoimmuni).

Sintomi

La tigna causata dai funghi del genere Microsporum (tigna microsporica) interessa soprattutto i bambini in età scolare (6-10 anni) ed è la forma più comune in Italia: è caratterizzata dalla comparsa di

  • ampie lesioni piane (chiazze) di forma tondeggiante, a bordi netti,
  • con perdita parziale (chiazze semi-alopeciche) o totale (chiazze alopeciche) dei capelli.

All’interno delle chiazze i capelli possono essere spezzati a pochi millimetri dall’origine (capelli tronchi) a causa dell’attività cheratinolitica del fungo, oppure possono essere presenti dei capelli lunghi, con morfologia normale, non parassitati dal fungo. Le chiazze inoltre possono essere più o meno infiammate e desquamanti. Spesso i bambini con queste manifestazioni vengono portati in visita dai genitori che sono preoccupati per la perdita dei capelli. In presenza di segni infiammatori, come l’eritema, che spesso si associa al sintomo del prurito, ci si può aspettare la risoluzione spontanea dell’infezione per attivazione del sistema immunitario (in particolare dell’immunità cellulo-mediata) dell’organismo ospite.

La tigna causata da funghi del genere Tricophyton (tigna tricofitica) si verifica nei Paesi in via di sviluppo per lo più nei bambini e solo raramente negli adulti. Si manifesta con attraverso la comparsa di multiple chiazze alopeciche tondeggianti di piccole dimensioni al cui interno sono presenti capelli spezzati. Le chiazze non sono né infiammate né pruriginose, talvolta desquamano ed assumono aspetti infiltranti.

La tigna causata da Trichophyton schoenleini (tigna favosa o favo) determina lo scutulo, lesione composta da un ammasso di funghi, spore e/o ife, capelli spezzati o peli tronchi, materiale purulento e squame. Lo scutulo si presenta con lesioni multiple, di piccole dimensioni, tondeggianti, biancastre che talvolta ricoprono l’intero cuoio capelluto dal quale si staccano facilmente. L’“odore di urina di topo” è caratteristico di queste lesioni. La tigna favosa non regredisce spontaneamente e può lasciare esiti cicatriziali.

Nella tinea capitis, le chiazze glabre possono contenere al loro interno delle formazioni rilevate e spesse (granulomi) da cui fuoriesce materiale purulento; questa condizione, determinata specialmente da dermatofiti zoofili (T. mentagrophytes, T. verrucosum, raramente M. canis) e talvolta geofili, è chiamata tigna suppurativa o kerion celsi.

Diagnosi

La diagnosi clinica può essere difficile quando le manifestazioni sono così lievi da mimare la dermatite seborroica, condizione benigna, spesso a risoluzione spontanea. La dermatite seborroica, tuttavia, si verifica raramente prima della pubertà data la ridotta funzionalità delle ghiandole sebacee nell’infanzia.

La diagnosi invece risulta semplice in presenza di manifestazioni tipiche quali chiazze alopeciche o semi-alopeciche desquamanti al cuoio capelluto di un bambino che ha avuto recentemente contatti con animali.

La diagnosi clinica può essere avvalorata dall’uso della luce di Wood, una sorgente luminosa che emette radiazioni elettromagnetiche nella gamma degli ultravioletti. L’esposizione alla luce di Wood delle lesioni cutanee infette emette una caratteristica fluorescenza verdastra in presenza di tigne microsporiche e tigna favosa; nelle tigne tricofitiche invece l’esposizione alla luce di Wood non emette fluorescenza.

La conferma della diagnosi prevede l’esame micologico, microscopico e colturale, per la ricerca e la dimostrazione dei funghi patogeni. Questo esame consiste nella raccolta delle squame da una lesione mediante grattamento con curette.

Curette dermatologica

iStock.com/VV-pics

Le squame vengono osservate al microscopio per la ricerca diretta dei funghi (esame microscopico diretto) e poi inserite su terreni di coltura (esame colturale). Le colonie fungine si sviluppano nei terreni di coltura nell’arco di alcune settimane e sono identificate in base agli aspetti macroscopici e microscopici.

Se le lesioni del cuoio capelluto sono purulente è preferibile raccogliere il pus con un tampone per l’esame colturale con antibiogramma; in caso di coinvolgimento degli strati cutanei profondi è indicato il prelievo di un campione di cute lesionale per l’esame istologico.

Prognosi e complicazioni

La prognosi delle tigna dei capelli è favorevole perché nei bambini possono guarire spontaneamente in età adolescenziale, ad eccezione della tigna favosa. Nel kerion e nel favo però la guarigione lascia esiti cicatriziali (chiazze glabre dove i capelli non ricresceranno) che possono risultare antiestetici.

Cura e rimedi

La tinea capitis si cura mediante una terapia per bocca da eseguire per diversi mesi. Si possono utilizzare antimicotici azolici come l’itraconazolo in terapia “pulsata” (una settimana al mese di assunzione seguita da 3 settimane di interruzione) per alcuni mesi, oppure la griseofulvina e la terbinafina in continuum.

Il trattamento per via topica (lozioni, creme, …) non sostituisce la terapia sistemica, ma la coadiuva.

Prevenzione

La prevenzione consiste nell’evitare l’esposizione ai fattori di rischio, principalmente il contatto diretto con animali e persone che manifestano lesioni cutanee caratteristiche.

Anche la condivisione di oggetti personali come cappelli, cuffie, spazzole con persone infette può rappresentare una fonte di contagio ed andrebbe pertanto evitata.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

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