Tetano: sintomi, vaccinazione antitetanica, incubazione

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

Il tetano è una malattia che colpisce i muscoli e i nervi del nostro organismo: quando contratta si rivela particolarmente grave e pericolosa, ma può essere prevenuta con successo attraverso il vaccino. Il contagio avviene generalmente quando una ferita della pelle viene contaminata da un batterio di nome Clostridium tetani, che spesso si trova nel terreno.

Dopo essere penetrati nell’organismo, il batteri producono una neurotossina (una proteina che agisce come un veleno sul sistema nervoso), di nome tetanospasmina, in grado di provocare spasmi muscolari. La tossina può diffondersi in tutto il corpo mediante il flusso sanguigno ed il sistema linfatico, in questo modo va ad interferire con la normale attività dei nervi in tutto l’organismo, causando spasmi muscolari generalizzati.

L’infezione provoca una dolorosissima tensione dei muscoli, generalizzata a tutto l’organismo; caratteristico è il blocco della mascella, che rende impossibile aprire la bocca o deglutire. L’infezione da tetano è un’emergenza medica che, se non viene gestita tempestivamente, può diventare fatale; la malattia è in grado di provocare la morte per collasso cardio-respiratorio, causando la contrazione con paralisi della muscolatura, perché si localizza a livello dei nervi. In un caso su dieci porta a morte per l’impossibilità di respirare.

In realtà il tetano è ormai molto raro in Italia, così come negli altri Paesi che hanno reso obbligatorie le vaccinazioni antitetaniche (ogni anno nel nostro Paese vengono diagnosticati circa 100 morti di tetano). In molti Paesi sviluppati che hanno programmi di prevenzione e di vaccinazione meno efficaci la malattia è invece molto più frequente, situazione ancora più grave si registra nei Paesi del Terzo Mondo.

Immagine di una ferita sulla mano causata dal filo spinato.

iStock.com/FrankMarkSerge

Cause

Le spore dei batteri C.tetani si localizzano nel terreno e nel tratto gastroenterico di alcuni animali (dalla bocca alle feci). Il C.tetani, sotto forma di spora, può rimanere inattivo nel terreno, pur rimanendo infettivo anche per più di 40 anni.

L’infezione da tetano viene contratta quando le spore penetrano nel corpo attraverso una lesione o una ferita. Le spore diventano batteri attivi che si disseminano nel corpo e producono un veleno, la tossina del tetano (o tetanospasmina). Questo veleno blocca i segnali nervosi dal midollo spinale ai muscoli, causando spasmi muscolari intensi. Gli spasmi possono essere così forti che lacerano i muscoli o causano fratture della colonna vertebrale.

Il tempo di incubazione tra l’infezione e i primi sintomi è in genere compreso nell’arco delle tre settimane. La maggior parte dei casi avviene in soggetti che non sono stati adeguatamente vaccinati contro la malattia.

In Italia la maggior parte dei casi di tetano è causata da un taglio o da una lesione profonda, come ad esempio un’unghia schiacciata: a volte la lesione è talmente lieve che il paziente non va nemmeno dal dottore.

Le lesioni che comportano la morte della pelle (come ad esempio le scottature, il congelamento, la cancrena o le lesioni da schiacciamento) hanno maggiori probabilità di provocare il tetano. Anche le ferite contaminate da terra, saliva o feci, soprattutto se non vengono disinfettate con attenzione, e le punture effettuate con aghi non sterili (come ad esempio quando ci si droga o si fa un tatuaggio od un piercing casalingo) presentano un rischio maggiore.

Esiste anche un altro tipo di tetano, il tetano neonatale, che si verifica nei neonati partoriti in condizioni igieniche precarie, soprattutto se il cordone ombelicale si infetta dopo essere stato reciso. Negli Stati Uniti, prima dell’introduzione dei vaccini, il tetano neonatale era molto più frequente. Al giorno d’oggi le vaccinazioni antitetaniche obbligatorie producono gli anticorpi che le madri trasmettono ai figli durante la gravidanza. Questi anticorpi materni ed il miglioramento delle tecniche di recisione del cordone ombelicale hanno diminuito drasticamente la frequenza del tetano neonatale nei paesi sviluppati.

Trasmissione

Il tetano è un’infezione causata dal batterio Clostridium tetani. Questi batteri sono diffusi nell’ambiente, in particolare nel terreno, nella sporcizia e nel letame.

I batteri possono penetrare nel corpo attraverso lesioni della pelle, specie se causate da oggetti contaminati. Alcune lesioni della pelle sono maggiormente a rischio di essere infettate, come ad esempio:

  • ferite contaminate da sporcizia, feci o saliva,
  • ferite causate da oggetti che pungono la pelle, per esempio un chiodo o un ago,
  • ustioni,
  • lesioni da schiacciamento,
  • lesioni con tessuto morto in genere.

Il tetano è stato in passato occasionalmente collegato a ferite superficiali (abrasioni) pulite, procedure chirurgiche, punture di insetto, infezioni dentali, fratture esposte (frattura dell’osso dove è esposto), ulcere e infezioni croniche, uso di droghe per via endovenosa.

Il periodo di incubazione, ossia il tempo tra l’esposizione e la malattia, può variare da 3 a 21 giorni (in media 10 giorni), benché possa oscillare da 1 giorno a diversi mesi, secondo il tipo di ferita. La maggior parte dei casi si manifesta entro 14 giorni. In generale, periodi di incubazione più brevi coincidono con ferite contaminate in modo più massiccio, sintomatologia più grave e prognosi peggiore.

Sintomi

I sintomi possono verificarsi in un periodo variabile da alcuni giorni ad alcuni mesi dopo che si è venuti in contatto con i batteri, anche se la maggior parte dei casi si manifesta entro 14 giorni. Ferite più gravi sono in genere legate a periodi di incubazione minore.

I sintomi del tetano includono:

In una fase successiva possono subentrare:

Il primo sintomo del tetano spesso sono gli spasmi muscolari della mascella (trisma), che possono essere accompagnati da difficoltà di deglutizione. Seguono quindi altri muscoli del capo che danno luogo al Riso Sardonico (aspetto tipo iena), poi si rileva la discesa degli effetti del tetano che provoca rigidità e dolore dei muscoli del collo, delle spalle, della schiena e degli arti, fino ad arrivare alla posizione “cane di fucile” (tutto rannicchiato).

Cura e terapia

I medici hanno un ruolo importante nella prevenzione del tetano, perché si devono accertare che le vaccinazioni dei bambini siano valide e perchè si occupano della profilassi post-esposizione se il paziente ha una ferita a rischio.

Il paziente che si ammala di tetano dovrà essere ricoverato in ospedale, di solito nel reparto di terapia intensiva. Qui gli verranno somministrati antibiotici per contrastare i batteri e il siero per neutralizzare la tossina già rilasciata dai batteri stessi; verranno anche somministrati farmaci in grado di tenere sotto controllo gli spasmi muscolari e altre terapie a supporto delle funzioni vitali dell’organismo.

Prevenzione

Esistono due modi importanti per prevenire il tetano:

  • sottoporsi alle vaccinazioni antitetaniche, insieme a tutte le altre vaccinazioni obbligatorie,
  • oppure dopo una lesione che potrebbe provocare il tetano, ricevere una dose di vaccino (profilassi antitetanica post-esposizione).

Per i bambini il vaccino antitetanico fa parte delle vaccinazioni DTaP (contro la difterite, il tetano e la pertosse). I bambini di solito ricevono una serie di 3 dosi di vaccino prima dei due anni, e poi una dose di richiamo tra i 5 e i 6 anni. In seguito è consigliata un’ulteriore dose di richiamo tra gli 11 e i 12 anni e, in età adulta, un richiamo del vaccino contro il tetano e la difterite ogni 10 anni.

Non lasciate che i vostri bambini saltino questi appuntamenti importanti e fateli vaccinare al momento giusto.

Come per qualsiasi calendario di vaccinazione, ci sono dei casi particolari e delle eccezioni da tenere presenti. Il medico vi fornirà tutte le informazioni aggiornate.

La vaccinazione degli adulti si esegue somministrando due dosi di vaccino per via intramuscolare ad una distanza di 4 settimane, seguita da una terza dose dopo 6-12 mesi. La protezione non è permanente, per restare protetti occorre una dose di richiamo ogni dieci anni. A questo proposito si segnala un lavoro pubblicato su Clinical Infectious Diseases che dimostrerebbe una durata decisamente superiore dell’immunizzazione negli adulti, fino a 30 anni e oltre.

Il batterio del tetano vive nella terra (http://www.flickr.com/photos/soilscience/2511944184/sizes/s/)

Il batterio del tetano vive nella terra (http://www.flickr.com/photos/soilscience/2511944184/sizes/s/)

Anche nella profilassi antitetanica post-esposizione, ossia dopo l’infortunio, vengono somministrate dosi di vaccino antitetanico, ma solo dopo che si è verificata la ferita o la lesione. Il numero di dosi dipende da quanti anni sono trascorsi dall’ultimo richiamo, dal totale di vaccinazioni antitetaniche effettuate fino a quel momento e dalla natura della ferita. Il medico può consigliarvi un richiamo di vaccino antitetanico  e/o un’iniezione di immunoglobulina tetanica (siero) per neutralizzare tutte le tossine prodotte dai batteri.

Tutte le ferite della pelle, soprattutto le lesioni profonde o le ferite che potrebbero essere contaminate da feci, terra o saliva, dovrebbero essere disinfettate e medicate immediatamente.

La medicazione delle ferite è fondamentale, ma non rappresenta un’alternativa in grado di sostituire la vaccinazione.

Il tetano neonatale può essere prevenuto se tutte le donne incinte si fanno vaccinare per tempo, se il parto avviene in condizioni igieniche ottimali e se si fa attenzione al cordone ombelicale.

Quando chiamare il medico

Se non siete certi che vostro figlio abbia già fatto una vaccinazione antitetanica, o non sapete se la sua o vostra vaccinazione sia ancora valida, chiamate il medico. Se un membro della vostra famiglia ha lasciato passare più di 10 anni dall’ultimo richiamo di antitetanica, prendete un appuntamento per farlo vaccinare.

Se vi siete procurati una ferita profonda, disinfettatela e chiamate il medico per capire se deve ricevere la profilassi antitetanica post-esposizione.

Se manifestate spasmi alla mascella o spasmi muscolari, in particolare dopo essersi ferito, rivolgetevi al medico il prima possibile per valutare la possibilità di aver contratto il tetano.

Domande frequenti

Quali sono le lesioni a rischio di infezione tetanica?

I batteri del tetano vivono nel terreno; le lesioni più pericolose sono quindi quelle potenzialmente contaminate da sporcizia, feci animali e letame. Benché destino tradizionalmente maggiori preoccupazione le ferite profonde, in realtà svariati tipi di lesioni possono fare da porta d’ingresso al tetano.

Negli ultimi anni il tetano ha colpito proporzionalmente ferite lievi, probabilmente perché tendenzialmente lesioni più importanti vengono trattate con più attenzione. L’infezione può essere contratta anche da schegge, o dall’esecuzione di piercing e tatuaggi.
Sono a rischio di tetano anche i consumatori di droghe per via endovenosa.

Mi sono ferito in giardino con un chiodo. Cosa devo fare?

Qualunque ferita potenzialmente contaminata dai batteri del tetano dovrà essere curata quanto prima.

Il trattamento dipende dallo stato vaccinale del soggetto e dalla tipologia di ferita.

  1. In tutti i casi, la ferita dovrà essere pulita.
  2. Ricorrere tempestivamente al trattamento e portare con sé il cartellino delle proprie vaccinazioni.
  3. In caso di ferite associate al rischio di tetano, un soggetto con stato vaccinale sconosciuto o incompleto richiederà quanto prima una dose di vaccino antitetanico e antidifterico e una dose di immunoglobuline antitetaniche.
  4. Un soggetto con una serie documentata di tre iniezioni antitetaniche e antidifteriche e un richiamo negli ultimi 10 anni potrà essere considerato protetto.Tuttavia, per sicurezza, potrebbe essere comunque somministrata una dose di vaccino se sono trascorsi oltre cinque anni dall’ultimo richiamo e la ferita è sporca e di non lieve entità.

È possibile contrarre il tetano più di una volta?

Assolutamente sì. Il tetano non conferisce immunità perché bastano quantità infinitesimali di tossina per scatenare la malattia. I soggetti in convalescenza dalla malattia dovranno iniziare o completare una serie vaccinale.

Fonti:

Integrazione a cura di Elisa Bruno

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buongiorno
    Sono un ragazzo di 13 anni, ho fatto l’ultima antitetanica all éta di 1 anno, era già il terzo richiamo. Sul pollice ho una feritina piccolissima e quando me la sono procurata non é uscito sangue. Prima sono andato a giocare con i miei amici ma per terra era sporco e c erano feci di animale. Quando sono tornato a casa mi sono lavato accuratamente le mani. Ho paura di aver preso il tetano, ma i miei dicono di stare tranquillo

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Dalla tua descrizione credo che i tuoi genitori abbiano ragione, ma ovviamente per motivi di responsabilità non posso darti garanzie.

  2. Anonimo

    Buongiorno,
    Linfonodi del collo gonfi possono essere una reazione del vaccino antitetanica effettuato giovedì 1 dicembre?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Solo al collo? non è da escludere una reazione al vaccino, per quanto non è comune, valuterei direttamente col medico.

  3. Anonimo

    Buongiorno,
    2 giorni fa mi sono punto il dito con la punta del trapano, non era uscito sangue ma per farlo uscire ho premuto molto sul dito e poi ho disinfettato con l’acqua ossigenata.
    Ho 31 anni e credo di aver fatto l’ultimo richiamo più di 10 anni fa (se non sbaglio 14).
    da ieri pomeriggio sento un fastidio al retro del collo, ma ho paura di essermi fatto un po’ suggestionare dai sintomi del tetano letti su internet.
    consigliate un richiamo?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, ne parli con il medico, con un richiamo probabilmente ci togliamo ogni dubbio.

    2. Anonimo

      grazie mille,
      entro quanti giorni va fatto?

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Prima possibile, se il medico riterrà l’infortunio a rischio.

  4. Anonimo

    Buongiorno
    Mentre ero a lavoro accidentalmente mi sono infilzata un chiodino di quelli da inserire in taccheggi antifurto per abiti, praticamente mi ci sono appoggiata su con peso sul ginocchio e ho perso poco sangue,
    Vorrei sapere se sono a rischio tetano
    Da ieri sento un leggero prurito alla ferita che si tratta di un puntino ma assicuro che nel pungermi il male è’ stato notevole!
    Ho 40 anni è mai fatto richiamo vaccino antitetanica
    Grazie infinite

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Dato l’ambiene è poco probabile, ma non impossibile; valuterei quindi la situazione con il medico.

    2. Anonimo

      Grazie , a breve farò esami per verificare se sono coperta da vaccino o meno, speriamo bene ?

  5. Anonimo

    Salve, togliendo alcune erbe da un vaso in balcone mi sono punto con una spina di rosa. Non è uscito sangue, è rimasto solo un puntino nero sul dito dove è avvenuto il contatto. Sono trascorsi oltre dieci anni dall’ultimo richiamo. È opportuno sentire un medico o il rischio di tetano in un caso del genere è più teorico che pratico?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sentirei un medico.

  6. Anonimo

    Buongiorno, il mio ragazzo si è bucato la mano con una forchetta, fa ridere lo so ma perso molto sangue e vorrei sapere se ci possano essere possibilità di contrarre qualcosa anche in questi casi. La ringrazio in anticipo

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è un utensile domestico per cui è improbabile possa essere contaminato da spore o microorganismi particolarmente allarmanti. Faccia vedere la ferita al medico se è particolarmente profonda. saluti

  7. Anonimo

    Ieri mi sono tagliata lavorando in giardino; la ferita non è profonda, ma è uscito un po’ di sangue per qualche minuto.

    Non ho idea se io abbia mai fatto l’antitetanica, dice che è meglio farla?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Molto probabilmente sì, raccomando di contattare al più presto il medico curante.

  8. Anonimo

    Dottore, si sa quando sarà di nuovo disponibile il vaccino?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo non so nulla di certo, ma si parla di 2018.