Stitichezza (stipsi) in neonati e bambini: cause e rimedi

a cura di Dr.ssa Chiara Russo -Ultimo Aggiornamento: 13 agosto 2019

Introduzione

La stitichezza (anche chiamata stipsi o costipazione) è definita come il ritardo o la difficoltà ad evacuare, cioè a svuotare totalmente o in parte l’intestino, attraverso l’espulsione di feci.

Questo disturbo è riscontrabile in circa il 5% dei casi di visite ambulatoriali pediatriche, con numerose variazioni da bambino a bambino, soprattutto in relazione ad età e abitudini alimentari, le quali possono condizionare notevolmente la frequenza delle evacuazioni e la consistenza delle feci nel corso dello sviluppo.

La stipsi può determinare nel piccolo paziente:

Tali sintomi tendono a regredire dopo l’evacuazione.

Perché si possa parlare di stipsi è necessario che il ritardo o la difficoltà a espellere le feci sia presente per:

  • tre o quattro giorni, nel neonato;
  • almeno un mese, nei bambini di età compresa tra 1 e 4 anni;
  • almeno due mesi, nei bambini più grandi (oltre 4 anni).

Bambini e lattanti sono particolarmente predisposti a sviluppare episodi di stitichezza in 3 periodi specifici del loro sviluppo, coincidenti con:

  • introduzione di cereali e solidi nella dieta (che può comportare in maniera più o meno diretta un episodio acuto di stipsi, per la formazione di feci di consistenza aumentata, in grado di causare una defecazione dolorosa);
  • educazione all’uso del WC (in questa fase, con l’acquisizione del controllo degli sfinteri, un’eccessiva spinta all’autocontrollo o un’improvvisa sottrazione del vasino, potrebbero coincidere con l’inizio della stipsi nel bambino);
  • inizio della scuola (in questo caso, la ritenzione delle feci, può scaturire da un “rifiuto” da parte del bambino all’utilizzo dei bagni scolastici).

L’aumento della consistenza delle feci, associato a defecazione dolorosa, può innescare un circolo vizioso per cui il bambino sviluppa un vero e proprio timore legato all’atto dell’evacuazione, con comparsa di una stipsi funzionale (come nel 90% di tutti i casi di stipsi), specialmente in concomitanza di stress emotivi o cambiamenti della dieta (diminuzione dell’apporto di fibre o acqua).

Solo raramente, la stipsi può essere un sintomo di altre patologie del lattante e del bambino, parleremo in tal caso di stipsi organica, sintomo di diverse patologie, tra cui:

Sarà compito del pediatra, dopo attenta valutazione clinica e raccolta anamnestica del bambino, escludere una di queste condizioni ed impostare una terapia adeguata; nella maggior parte dei casi di stipsi funzionale che non si risolve spontaneamente, l’approccio terapeutico è basato sull’impiego di clisteri evacuativi o di farmaci che aiutino a mantenere le feci più morbide, in associazione ad una dieta ricca di fibre e di acqua e corrette misure comportamentali (toilet training).

Bambino che piange a causa di un po' di stipsi

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Cause

Nel 95% dei casi la stipsi è detta funzionale e deriva da:

  • Problemi nella dieta, principalmente carenza di liquidi e\o fibre (ad esempio frutta, verdura, cereali integrali).
  • Problemi nel comportamento, riconducibili a
    • stress,
    • educazione all’uso del WC e desiderio di controllo,
    • defecazione dolorosa,
    • abusi.

Nel restante 5% dei casi, invece, si tratta di una stipsi organica e derivante da un disturbo fisico, da un farmaco o da una tossina, che possono essere presenti alla nascita o intervenire successivamente.

Nei neonati e nei lattanti sono causa di stipsi organica:

  • la malattia di Hirschsprung (patologia determinata da un’alterazione nella trasmissione nervosa all’intestino crasso),
  • difetti congeniti dell’ano,
  • ipotiroidismo (condizione determinata dalla presenza di una ghiandola tiroidea ipoattiva),
  • allergie alimentari,
  • celiachia (intolleranza al glutine),
  • farmaci (potenti antidolorifici, come gli oppiodi, tra cui codeina e morfina),
  • tossine (come il piombo o quelle che causano il botulismo infantile),
  • gravi disturbi addominali, appendicite o blocco intestinale (accompagnati da spiccati dolori addominali, vomito e\o gonfiore che porteranno il bambino all’attenzione del medico, prima ancora della comparsa degli episodi di stipsi).

Sintomi

Nel lattante allattato al seno il numero delle evacuazioni può variare da una dopo ogni poppata, ad una ogni 4-5 giorni, pur rimanendo nell’ambito della normalità.

La stitichezza tende a manifestarsi maggiormente nei neonati allattati artificialmente ed è caratterizzata da:

I bambini più grandi, potranno presentare altresì:

  • dolore addominale, in particolare dopo i pasti,
  • nausea o inappetenza che si risolvono con l’evacuazione,
  • espulsione di feci dure e grandi, con comparsa di fissurazione anale,
  • in caso di stipsi cronica, frequenti episodi di infezione delle vie urinarie e di enuresi (“bagnare il letto”).

Quando rivolgersi al pediatra

Alcuni sintomi sono causa di preoccupazione e devono essere considerati nel sospetto di una stipsi di natura organica, tra questi:

  • assenza di evacuazione nelle prime 24\48 ore dopo la nascita,
  • calo ponderale,
  • appetito ridotto,
  • sangue nelle feci,
  • febbre,
  • vomito,
  • gonfiore addominale,
  • dolore addominale (se il bambino è in grado di comunicarlo),
  • ridotta capacità di suzione,
  • incontinenza urinaria,
  • problemi di deambulazione.

Diagnosi

Il medico, in particolar modo il pediatra, attraverso la propria valutazione clinica, si occuperà in primo luogo di stabilire se la stipsi sia di natura

  • funzionale (derivante, quindi, da alterazioni nelle abitudini alimentari e comportamentali)
  • oppure organica (causata da farmaci, tossine o altre malattie).

In particolar modo, saranno valutate

I neonati che non hanno evacuato entro 24\48 ore dalla nascita, devono essere sottoposti ad un approfondito esame per escludere la possibilità di

  • malattia di Hirschsprug,
  • malformazioni anorettali
  • o altri più gravi disturbi.

Nei lattanti e nei bambini più grandi è fondamentale stabilire se la stipsi si è manifestata dopo un evento specifico (introduzione di cereali o cibi solidi, inizio della scuola, educazione all’uso del WC), mentre in tutte le fasce d’età è opportuno considerare l’assunzione di farmaci, il contatto con tossine e la possibilità di disturbi organici sopracitati, che potrebbero essere causa di stipsi.

In questo ultimo caso, potrebbero essere effettuate un RX addome e delle analisi più approfondite, sulla base dei dati ottenuti.

Rimedi e cura

Il trattamento dipende dalla causa.

Nei casi di stipsi organica, si procede a trattamento, correzione o eliminazione del disturbo, del farmaco o della tossina che ne è alla base.

Nei neonati, se le evacuazioni sono diradate ma le feci conservano una consistenza morbida, cremosa e ricca di acqua, in genere non è richiesto alcun trattamento, in quanto episodi di stipsi funzionale possono risultare fisiologici durante l’acquisizione del controllo dei muscoli necessari ad evacuare.

In caso di stitichezza ostinata può essere utile, dopo aver consultato un pediatra, adottare alcune misure, tra cui:

  • cambiamento della dieta (per esempio, nei bambini, le variazioni comprendono l’aggiunta di 30\120 ml di succo di prugna, pera o mela al giorno, l’aumento dell’apporto di fibre con e la riduzione del consumo di latte e formaggi che possono causare stipsi; nei lattanti l’aggiunta di un cucchiaino (5 ml) di sciroppo di mais leggero al latte artificiale la mattina e la sera);
  • modifiche comportamentali (incoraggiare ed invitare i bambini a rimanere seduti sul water 5-10 minuti dopo i pasti, incentivare i progressi o interrompere l’uso del WC fino a risoluzione della stipsi);
  • clisteri o farmaci che ammorbidiscono le feci (sono da riservare ai casi di stipsi funzionale che non risponde alle modifiche della dieta e all’introduzione di nuove misure comportamentali; tali farmaci includono, per esempio, il polietilenglicole, il lattulosio, supposte di glicerina, ma l’utilizzo e il dosaggio appropriato deve essere stabilito da un medico);
  • Integratori di fibra (per esempio lo psillio, possono essere necessari per preservare la regolarità delle evacuazioni).

Nei casi in cui tali misure dovessero risultare inefficaci, potrebbe rendersi necessario un ricovero, per rimuovere la ritenzione.

Microclisma

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Fonti e bibliografia

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