Spina calcaneare plantare: sintomi, cura e rimedi

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 7 agosto 2019

Introduzione

La spina calcaneare (o sperone calcaneare od osteofita), è una protuberanza ossea che si forma nella parte inferiore del tallone e che è frequentemente associata alla fascite plantare; dal punto di vista medico si parla più propriamente di esostosi, ovvero una neoformazione benigna dell’osso calcaneare a forma di spina.

Fino al 20% della popolazione può essere interessata dalla condizione, con una prevalenza maggiore negli anziani, nei soggetti in sovrappeso od obesi o in soggetti in con alterazioni anatomo-funzionali del piede.

Il sintomo principale della spina calcaneare è il dolore che presenta caratteristiche specifiche quali:

  • insorgenza acuta e improvvisa,
  • intensità di dolore elevata che a volte diventa insopportabile.

Il dolore intenso compare soprattutto al mattino al risveglio, o dopo aver trascorso molto tempo in stazione eretta.

La diagnosi è basata sul riconoscimento dei sintomi e sulla radiografia del piede.

In oltre l’80% dei casi il disturbo scompare dopo un trattamento conservativo (riposo, antinfiammatori, fisioterapia, …). Solo in alcuni casi si rende necessario l’intervento chirurgico ortopedico.

Semplificazione dell'anatomia della spina calcaneare

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Cause

Sul tallone grava la maggior parte del peso corporeo scaricato al suolo: si ipotizza che la formazione di una spina calcaneare sia dovuta quindi ad una risposta adattativa dello scheletro all’aumento delle forze di carico, nel tentativo di meglio ridistribuirle ai tessuti circostanti.

Il fenomeno di formazione della spina è in genere accompagnato dalla presenza di infiammazione, che può essere dovuta a

  • una reazione allo stress meccanico dovuto al peso (per esempio in caso di pazienti obesi o con alterazioni anatomiche del piede),
  • una fascite plantare cronica non adeguatamente trattata.

La crescita di una spina calcaneare è molto lenta e progressiva, iniziando anche molti anni prima dell’insorgenza dei sintomi.

Esistono 2 tipologie di spina calcaneare, distinte a seconda della sede in cui si forma:

  • Spina calcaneare inferiore: si localizza a livello della pianta del piede, sotto il tallone. Questa è la forma maggiormente associata ad una fascite plantare pre-esistente
  • Spina calcaneare posteriore: si localizza in questo caso sulla superficie posteriore del tallone, li dove si inserisce il tendine d’Achille. Questa è la forma maggiormente associata ad un’infiammazione del tendine d’Achille

Fascite plantare e spina calcaneare

La fascia plantare è un cordone fibroso che decorre dal tallone fino alla radice delle dita del piede; ha lo scopo di

  • mantenere stabile l’anatomia del piede
  • e distribuire uniformemente le forze che agiscono sul piede stesso.

Quando la fascia plantare s’infiamma si sviluppa la fascite plantare, una condizione dolorosa che rende conto della maggior parte dei casi di dolore al tallone (tallonite); quando la condizione viene trascurata e la guarigione viene quindi ritardata, il corpo tenta di porre rimedio al danno del tessuto molle depositando calcio per formare un’escrescenza ossea (la spina) e il risultato finale è la comparsa della nuova formazione ossea.

È stato dimostrato che la fascia plantare ha uno spessore significativamente maggiore nei soggetti affetti da spina calcaneare.

Altri fattori di rischio

Tra gli altri fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare lo sperone sono:

  • Età: il rischio di formazione di una spina calcaneare aumenta col passare dell’età, probabilmente a causa del danno meccanico accumulatosi negli anni, e della normale perdita di “elasticità” della fascia plantare.
  • Sesso femminile: la spina calcaneare colpisce con maggiore frequenza il sesso femminile, probabilmente a causa dell’utilizzo di calzature “scomode” per il piede (ad esempio per l’utilizzo frequente di scarpe con tacco alto).
  • Sovrappeso ed obesità: l’eccessivo peso corporeo incrementa le sollecitazioni meccaniche subite dal tallone nel corso degli anni.
  • Malformazioni anatomiche del piede: come nel caso del piede piatto, piede torto o piede cavo.
  • Disturbi posturali e della deambulazione: avere una postura o una deambulazione non corretta ha come conseguenza un’alterazione della distribuzione dei carichi agli arti inferiori e sul tallone. Anche passare troppo tempo in stazione eretta o camminare su superfici irregolari aumenta il rischio di spina calcaneare. Purtroppo anche alcuni sport come la corsa, il basket, il calcio che richiedono cambi repentini di direzione e salti, costituiscono un fattore di rischio non trascurabile, soprattutto in soggetti predisposti

Sintomi

In oltre il 30% dei casi la spina calcaneare, soprattutto quando è posteriore, è del tutto asintomatica, ovvero non è associata ad alcun sintomo o disturbo.

Quando presenti, i sintomi della spina sono:

  • Dolore al calcagno (tallone): è un dolore acuto, pungente con fitte che tendono a diventare insostenibili col passare del tempo. Si presenta tipicamente al mattino subito dopo il risveglio e tende ad attenuarsi nel corso della giornata. Il dolore viene ovviamente esacerbato in caso di stazione eretta prolungata, lunghe camminate (soprattutto su strada irregolare), corsa ed alcune attività fisiche sportive.
    È importante saper distinguere il dolore tipico della spina calcaneare (localizzato in una zona del piede abbastanza ristretta vicino al tallone) da quello della sola fascite plantare (che invece è più diffuso, meno localizzabile e che interessa interamente la pianta del piede).
  • Limitazione funzionale nei movimenti: è un disturbo che nasce come risposta dell’individuo al dolore; il soggetto evita di muovere la caviglia per evitare di caricare sul piede dolente
  • Gonfiore al tallone: sintomo non sempre presente, legato alla presenza di infiammazione in tale zona.

Diagnosi

La diagnosi di spina calcaneare è piuttosto agevole e viene posta dal medico sulla base del quadro clinico.

L’anamnesi è importante nel valutare la presenza dei fattori di rischio che rendono probabile la possibilità che si sia sviluppata una spina calcaneare:

  • sovrappeso od obesità,
  • alterazioni anatomiche del piede,
  • presenza sottostante di fascite plantare,
  • sesso femminile o età avanzata,
  • stile di vita e attività fisiche a rischio.

L’esame obiettivo permette al medico di riconoscere i sintomi tipici descritti dal paziente. La conferma avviene con gli esami strumentali, nella maggior parte dei casi una radiografia del piede.

Rimedi e cura

Nella maggior parte dei casi il disturbo della spina calcaneare viene risolto con una terapia conservativa, mentre l’intervento chirurgico si rende necessario solo nei casi più gravi e non responsivi a questo primo approccio terapeutico.

I rimedi più efficaci per la spina calcaneare sono:

  • Riposo: soprattutto in fase acuta con infiammazione in atto è molto importante non sovraccaricare il piede evitando lunghe camminate e soprattutto le attività fisiche sportive. La ripresa delle attività lavorative e sportive deve avvenire gradualmente, per evitare spiacevoli ricadute.
  • Farmaci: vanno assunti farmaci antinfiammatori e antidolorifici, che riducono l’infiammazione e il dolore. Vanno sempre associati al riposo per consentirne un maggior efficacia.
  • Calzature speciali: si dovranno utilizzare plantari ortopedici che aiutano il piede a scaricare meglio le sollecitazioni meccaniche, aiutando il tallone nella guarigione.
  • Fisioterapia: sedute di massoterapia e di rieducazione motoria posturale aiutano a ridurre i sintomi e a diminuire il rischio di fastidiose ricadute.
  • Crioterapia: L’apposizione di borsa d’acqua fredda, o di ghiaccio, sulla zona infiammata permette di ridurre l’infiammazione e il dolore.
  • Terapia fisica: una serie di moderni trattamenti specialistici (suggeriti/eseguiti dal medico fisiatra o praticati dal fisioterapista) possono ridurre il dolore e a volte raggiungono l’obiettivo della guarigione completa. Si utilizzano in questo caso:
    • la terapia con onde d’urto,
    • laserterapia,
    • terapia ad ultrasuoni,
    • ionoforesi
    • o tecarterapia.

Qualora i trattamenti sopra elencati non dovessero sortire effetto, o la sintomatologia si dovesse ripresentare dopo un breve intervallo di tempo, si dovrà ricorrere alla chirurgia: l’intervento consiste nell’asportazione dello sperone osseo formatosi a livello calcaneare.

Fonti e bibliografia

  • Manuale di ortopedia e traumatologia di AA.VV. Ed. Elsevier

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