I disturbi del sonno in adulti e bambini

Ultima modifica 02.08.2019

Introduzione

Il sonno è un periodo di sospensione della coscienza e della volontà, durante il quale il cervello rimane significativamente attivo; è un processo biologico complesso, che aiuta l’organismo a elaborare nuove informazioni e rimanere in buona salute.

Perché il sonno è importante?

Una buona notte di sonno è composta da cinque fasi e ciascuna di esse è importante al fine di garantire un riposo efficace per mente e corpo;

  • alcune fasi sono necessarie per aiutare recuperare le forze e sentirsi così riposati e energici il giorno successivo,
  • mentre altre fasi sono necessarie ad acquisire le informazioni apprese durante la giornata e strutturarle nella memoria.

Una carenza di sonno è causa nel breve termine di problemi di apprendimento e può avere effetti devastanti su salute e benessere a lungo termine.

Il sonno influisce sulle prestazioni quotidiane, sull’umore e sulla salute nei seguenti modi:

  • Prestazione. Ridurre il riposo necessario anche solo di un’ora può rendere più difficile concentrarsi il giorno successivo e può rallentare il tempo di reazione; contribuisce inoltre ad aumentare la probabilità di prendere decisioni sbagliate.
  • Umore. Il sonno influisce sullo stato d’animo dell’individuo e un riposo insufficiente può causare irritabilità, con conseguenti problemi con le relazioni sociali (in particolare per i bambini e gli adolescenti). Aumenta inoltre il rischio di depressione.
  • Salute. Il sonno è importante per mantenersi in buona salute; la carenza di sonno, oppure un riposo di cattiva qualità, aumenta il rischio di sviluppare pressione alta, malattie cardiache e altre condizioni mediche. La qualità del sonno è influenzata da fattori ambientali e dalla possibilità di dormire in modo continuo per l’intera notte. Anche durante il riposo notturno, infatti, l’organismo produce ormoni che aiutano i bambini a crescere e, in età adulta, contribuiscono alla salute muscolare, a combattere le malattie e riparare i danni subiti dal corpo. Poiché alcuni ormoni prodotti durante il sonno influenzano l’utilizzo dell’energia da parte del corpo, questa è probabilmente la spiegazione del nesso tra carenza di sonno e tendenza allo sviluppo di obesità e al diabete.
Donna di spalle che dorme

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Perchè ci addormentiamo?

I ritmi del sonno sono regolati da due processi che lavorano insieme in modo complementare: la necessità di riposo e l’orologio circadiano.

  • La necessità di dormire è una sensazione legata al tempo trascorso da sveglio, maggiore è il tempo trascorso da quando ci si è svegliati e più incisiva diverrà la sensazione, aumentando fin quando non diverrà finalmente possibile riposarsi.
  • L’organismo è dotato di una sorta di orologio naturale, chiamato “orologio circadiano“, che aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia. La parola “circadiano” si riferisce a cicli biologici ritmici che si ripetono a intervalli di circa 24 ore; l’orologio biologico è fortemente influenzato dalla luce, che è la ragione per cui le persone che vivono in regioni diverse hanno abitudini di sonno diverse, che possono cambiare nel corso dell’anno a seconda delle stagioni.

Al momento di coricarsi questi due fattori lavorano in sinergia per consentire all’organismo di addormentarsi; dopo qualche ora, quando la necessità di riposo inizia a diminuire, l’orologio biologico lavora per mantenere il sonno fino al mattino.

Cosa succede durante il sonno?

Quando una persona dorme  il cervello passa ripetutamente e i  modo ciclico attraverso cinque fasi distinte, le fasi 1, 2, 3, 4 e la fase REM.

  • Durante le fasi non-REM (che corrispondono a circa il 75% del sonno):
    • Fase 1
      • L’organismo è in uno stato di dormiveglia.
    • Fase 2
      • Si cade in un sonno più profondo e ci si astrae completamente dall’ambiente; la temperatura corporea tende a diminuire leggermente.
    • Fasi 3 e 4
      • Si entra nella fase più di sonno profondo, che risulta essere particolarmente riposante.
      • La pressione sanguigna scende.
      • La frequenza di respirazione rallenta.
      • I muscoli si rilassano.
      • Aumenta la quantità di sangue portata ai muscoli.
      • L’organismo va incontro a riparazione e/o crescita.
      • L’energia viene ripristinata.
      • Si assiste al rilascio di ormoni.
  • Fase REM (25% del sonno): Circa 70-90 minuti dopo essersi addormentati, e poi a intervalli successivi di circa 90-110 minuti, si entra nel sonno REM, che tende a diventare sempre più lungo con il trascorrere della notte.
    • Il cervello è attivo e permette la genesi dei sogni.
    • Gli occhi sono caratterizzati da un rapido movimento laterale.
    • L’organismo è immobile e rilassato.
    • La temperatura corporea non è più finemente regolata.

La durata di ciascuna fase cambia durante la notte, in particolare all’inizio le fasi di sonno profondo sono particolarmente lunghe, mentre con il passare delle ore tendono ad accorciarsi a favore di un allungamento della fase REM; verso il mattino si trascorre quasi tutto il suo tempo nelle fasi 1 e 2 e REM.

Quanto dobbiamo dormire?

Le ore di sonno necessarie ogni giorno cambiano nel corso della vita e sussistono anche differenze significative tra un soggetto e l’altro, ma nella tabella seguente sono elencate alcune indicazioni di massima per fasce d’età.

Età Ore di sonno necessarie
Neonati 16–18 ore al giorno
Bambini in età prescolare 11–12 ore al giorno
Bambini in età scolare Almeno 10 ore al giorno
Adolescenti 8–10 ore al giorno
Adulti e anziani 7–9 ore al giorno

Disturbi del sonno

Se si hanno difficoltà a prendere sonno la sera o dormire tutta la notte, se ci si sveglia stanchi anche quando si dorme molte ore si potrebbe soffrire di un disturbo del sonno. Vediamo i più comuni.

  • Insonnia. È capitato a tutti di vivere episodi di insonnia, che può verificarsi a causa di stress, dieta, jet lag o altri fattori. L’insonnia influenza quasi sempre le prestazioni sul lavoro e il benessere generale di una persona. La condizione aumenta la sua diffusione con l’età e colpisce fino al 30% degli uomini e il 40% delle donne almeno una volta nella vita. Per casi di insonnia a breve termine i medici curanti possono prescrivere sonniferi, ma che devono essere limitati a brevi periodi per evitare fenomeni di tolleranza e dipendenza. Per casi di insonnia più gravi o di lunga durata si stanno esplorando altri approcci, tra cui l’uso della fototerapia (terapia della luce) per alterare i ritmi circadiani.
  • Sindrome delle apnee notturne. Secondo la National Sleep Foundation circa 18 milioni di americani soffrono di apnea del sonno, ma nella maggior parte dei casi rimangono non diagnosticati. Chi soffre di questa condizione va incontro a interruzioni del respiro durante il sonno; i cambiamenti fisici, come le alterazioni nell’accumulo di grassi o la perdita del tono muscolare con l’invecchiamento, possono contribuire alla genesi del problema. I sintomi tipici di questo disturbo includono forte russamento, obesità e sonnolenza eccessiva diurna. Anche se l’apnea del sonno è associata ad un forte russare, non tutte le persone che russano soffrono di questo disturbo del sonno. La diagnosi di apnea notturna richiede il monitoraggio del soggetto durante il riposo attraverso un esame chiamato polisonnografia. Questo test registra le onde cerebrali, il battito cardiaco e la frequenza di respirazione di una persona durante un’intera notte, consentendo una diagnosi certa. I metodi di trattamento includono la perdita di peso e la perdita dell’abitudine a dormire sulla schiena. In alternativa è possibil ricorrere a speciali dispositivi da indossare durante la notte, oppure la chirurgia. In questi pazienti sono assolutamente controindicati i sonniferi, che potrebbero impedire loro di svegliarsi per respirare.
  • Sindrome delle gambe senza riposo (RLS). Questa condizione tende a manifestare una certa famigliarità e provoca sensazioni sgradevoli a livello delle gambe, che obbligano il paziente colpito a muoverle costantemente sia durante la giornata che durante la notte, andando quindi incontro a problemi di sonno. I sintomi possono verificarsi a qualsiasi età, ma i casi più gravi si registrano di solito negli anziani. I trattamenti prescritti includono farmaci che influenzano i livelli circolanti di dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale.
  • Narcolessia. Si stima che una percentuale compresa tra 0,02% e lo 0,07% degli americani siano affetti da narcolessia. I soggetti con questa condizione sperimentano “attacchi di sonno” durante il giorno, a prescindere dalla qualità del sonno notturno. Gli attacchi durano da alcuni secondi a 30 minuti o più; oltre ad addormentarsi in modo quasi imprevedibile, i pazienti possono andare incontro a perdita di controllo muscolare durante situazioni di stress emotivo, oltre ad allucinazioni, paralisi temporanea e disturbi del sonno notturno. La narcolessia tende manifestare famigliarità, ma si verifica anche in alcune persone che hanno subito traumi o lesioni alla testa. Una volta diagnosticata la narcolessia può essere trattata con farmaci.

Ricordiamo infine le parasonnie, che fanno parte anch’esse dei disturbi del sonno:

  • bruxismo, che consiste nel digrignamento dei denti;
  • enuresi notturna, che consiste nell’incontinenza notturna;
  • incubo, che consiste in sogni angoscianti, talvolta accompagnati da una sensazione di oppressione al petto e/o da difficoltà respiratorie;
  • pavor nocturnus (terrore notturno);
  • sonnambulismo, caratterizzato da attività motorie automatiche;
  • sonniloquio (parlare nel sonno);
  • sexsomnia, che consiste nell’avere rapporti durante il sonno senza ricordarli il giorno dopo.

Condizioni in grado di disturbare il sonno

A complicare la situazione possono intervenire specifiche condizioni in grado di alterare il normale ciclo del sonno.

  • Gravidanza. Molte donne incinte vanno incontro a difficoltà durante la gestazione; l’affaticamento e la stanchezza sono per esempio molto comuni durante il primo e il terzo trimestre, ma sono più comuni anche:
    • insonnia,
    • sindrome delle gambe senza riposo,
    • sindrome delle apnee notturne,
    • bruciore gastroesofageo notturno,
    • necessità di alzarsi per urinare di notte.
  • Disturbi dello sviluppo intellettivo. Soprattutto nei bambini, possono comparire disturbi del sonno nei soggetti con diagnosi di disordini dello spettro autistico, ADHD, …
  • Altre condizioni. I soggetti affetti da disabilità intellettive e malattie mentali sono a maggior rischio di manifestare disturbi del sonno, per esempio soffrendo di ansia, depressione, malattia di Alzheimer, … ma anche in chi passa attraverso ictus, infarto, tumore, …

Perché mi sveglio di notte?

Una condizione lamentata da moltissime persone consiste in un sistematico risveglio notturno, tipicamente sempre alla stessa ora; le ragioni per cui ciò potrebbe accadere sono numerose, ma la cosa importante è che ci sono modi per ridurne l’impatto sui benefici del riposo.

Prima di esplorare le cause, è bene chiarire un aspetto importante: molte persone sviluppano una visione idealizzata di quello che dovrebbe essere il sonno notturno:

  • addormentamento istantaneo,
  • sonno profondo e continuato per l’intera notte,
  • risveglio al mattino con sensazione di rigenerazione e ricarica.

La verità è che i bambini dormono così, mentre solo pochi adulti possono vantare una qualità del sonno altrettanto elevata. Con il passare degli anni è piuttosto comune che aumentino i risvegli notturni, che tuttavia non devono influire in modo drammatico sulla capacità di recuperare la stanchezza accumulata.

L’andamento del sonno notturno dipende in larga parte dal ritmo circadiano e dall’omeostasi sonno-veglia, ossia quell’insieme di meccanismi biochimici che generano la sensazione di necessitare di riposo in funzione del tempo trascorso dall’ultimo periodo di sonno: se ci pensiamo è d’altra parte piuttosto intuitivo, possiamo immaginarlo come una sorta di timer che tiene conto delle ore accumulate da quando siamo svegli e che, oltre una certa soglia, inducono alla comparsa del desiderio (fino ad un vero e proprio bisogno) di dormire.

Allo stesso modo, di notte, più a lungo siamo stati addormentati, maggiore diventa la probabilità di risveglio.

Questo meccanismo va tuttavia immaginato nel contesto di un equilibrio molto più complesso, in cui intervengono anche altre meccanismi (ritmi circadiani, impatto della luce, abitudini, …).

Come descritto all’inizio dell’articolo, durante la notte si alternano diverse fasi del sonno, alcune meno profonde di altre, associate ad una soglia di risveglio inferiore; una possibile spiegazione del risveglio sempre alla stessa ora durante la notte è quindi per esempio legata al fatto che andando a dormire indicativamente sempre alla stessa ora, si raggiunge una fase di sonno leggero sempre all’incirca allo stesso orario, quando aumenta quindi la probabilità di risveglio.

A fungere da concreto fattore d’innesco possiamo per esempio citare

  • suoni e rumori,
  • luce,
  • condizioni mediche (ansia, reflusso gastroesofageo, …),
  • fluttuazioni ormonali (legate per esempio alla glicemia, in caso di pazienti diabetici i risvegli notturni vanno quindi segnalati al medico),

Si noti poi che di notte possono essere frequenti i “microrisvegli”, ma di fatto è più comune ricordare quelli più prossimi all’ora della sveglia.

Per ridurre la frequenza dei risvegli notturni si procede in genere attraverso l’instaurarsi di una corretta igiene del sonno, che preveda ad esempio:

  • mantenimento degli stessi orari di addormentamento e risveglio,
  • evitare il consumo di caffeina nel pomeriggio e di alcolici alla sera,
  • evitare la nicotina,
  • evitare di rimanere a letto se non per dormire o per i momenti di coppia.

Nel caso in cui non dovesse essere sufficiente e il risveglio impattasse in modo significativo sulla qualità di vita, potrebbe trattarsi invece di reale insonnia e come tale andrebbe trattata.

Domande e risposte
  1. Domanda

    Salve, riesco a dormire tranquillamente dalle 4.00 (di notte) fino a mezzogiorno, anche se ovviamente spesso sono costretta a svegliarmi prima. Volevo correggere i miei orari, il problema è che se mi capita di addormentarmi a mezzanotte verso le due-tre mi risveglio e non riesco poi a prendere sonno fino all’alba, anche se il giorno precedente è stato dispendioso di energie e magari mi sono alzata presto. Sono sicura che il cervello sia semplicemente abituato male e volevo aiutarmi a rimettermi in gira preparando una bottiglia di camomilla senza zucchero e bevendo durante la notte quando mi risveglio. Chiedo se la camomilla quindi può resistere una notte d’estate fuori dal frigorifero senza acidire o rovinarsi in qualche modo e se l’assunzione frequente/quotidiana di camomilla possa in qualche modo danneggiare il corpo.
    Grazie dell’attenzione.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non c’è problema per la camomilla che rimane fuori dal frigo, più che altro non so quanto possa essere efficace, soprattutto considerando che poi si ritrova ad alzarsi spesso per urinare; proverei invece con qualche ciclo di melatonina, che aiuta a ripristinare il ritmo sonno-veglia, si faccia consigliare anche dal farmacista. Saluti.

  2. Domanda

    Buongiorno dottore. M serve un consiglio. Ho un bimbo di 3 anni che da circa due settimane ci fa impazzire la notte.
    É andato all’asilo sino a fine giugno,andava a letto un po tardi (22.30)ma almeno la notte dormiva. Ora invece oltre ad andare a letto tardi (a volte anche a 1/4 a mezzanotte) alle 5 é già sveglio! Stamattina erano le 4.30! Ieri sera gli ho dato anche la melatonina,ma nn ha fatto nulla! Si é addormentato ora. Un po é anche colpa nostra,ma lavorando tt il giorno gestirlo é davvero faticoso! Alla sera mi prende con cattiveria il telefono,va su YouTube e guarda tutte quelle filastrocche da bambini. Io sono al limite della pazienza. Se continua così lo porto o da un comportamentalista o a far trattare da un osteopata. Nn ne posso più.

    1. Dr. Roberto Gindro

      Premesso che purtroppo conosco bene la situazione e so quanto possa essere difficile, potrebbe aiutare farlo sfogare un po’ durante il giorno dal punto fisico (parco giochi o simile).

  3. Domanda

    Buongiorno dottore è tanto tempo che non le scrivo volevo aggiornarla ho preso nota delle notti in cui non dormo in un mese diciamo che sono una decina diciamo che non è che non dormo proprio dormo quelle 4 5 ore come posso capire se si tratta veramente d insonnia o di qualche altro tipo di disturbo?ci sono notti che dormo dalle 23 fino al mattino alle 9 in questa ultima settimana ho sempre dormito e mi coricavo ogni sera alle 22,30 ieri mi sono crociata alle 23,35 e non ho chiuso occhio fino a stamattina ho dormito in pratica 4 ore e ho un Po di mal di testa

    1. Dr. Roberto Gindro

      A me sembra tutto perfettamente nella norma…

  4. Domanda

    Dice che è normale non dormire tutte le notti?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non ha detto di non dormire tutte le notti, ha detto che non tutte le notti dorme le stesse ore, e per molte persone è normale dormire anche solo 4/5 ore a notte; se si sente molto stanco e pensa comunque che possa influire, ne parli col medico, magari le può prescrivere un aiuto per riposare meglio. Saluti.

    2. Dr. Roberto Gindro

      Dico che è normale che durante il mese ci siano delle notti peggiori di altre, meno riuscirà a darci peso e più diminuiranno; nel suo caso (mamma di un bimbo piccolo, con altri bambini, …) ci sono n-mila motivi che spiegano una notte difficile ogni tanto.

  5. Domanda

    Buongiorno dott Fabiani e dottor cimurro in effetti poi mi capita anche di non andare al letto alle stessa ora tutte le sere per via dei bambini dott Fabiani a v olte uso il songar ma non mi fa particolare effetto quelle notti in cui dormi non uso nessun prodotto stanotte non sono riuscita a dormire perché i miei bambini questa mattina iniziavano la scuola? la più piccola il nido e l altro le elementari sono così emozionata che non ho chiuso occhio forse con il passar degli anni mi sto accorgendo che amplifico molto di più le emozioni anche le cose sciocche ed è anche per questo che la notte ho delle notti disturbate buona giornata gentili come sempre

    1. Dr. Roberto Gindro

      Sì, sicuramente anche l’aspetto emotivo incide moltissimo.

  6. Domanda

    Non riesco ancora capire se questa cosa fino a che punto è normale nella mia vita ho avuto molte esperienze negative e forse per quello che ogni minima emozione per me è ingigantita?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Sì, può essere.

  7. Domanda

    ciao a tutti volevo chiedere se qualcuno sa cosa mi stia succedendi.Stanotte mi è successo per la seconda volta (la prima 4 mesi fa) durante il sonno di irrigidirmi tutta denti serrati, occhi sbarrati e fatica a respirare..dopo questa situazione sembro perdere per poco i sensi dopo di che riprendo a dormire con respirazione difficoltosa per poi piano piano respirare normalmente!!!  io non mi accorgo di niente mi ha spiegato tutto il mio ragazzo che come gli avevano già detto in ospedale mi ha messa su un fianco aspettando che passasse. dopo la prima volta mi è stato fatto fare la tac, risonanza, encefalogramma e analisi del sangue risultando tutto negativo! cosa può essere??

  8. Domanda

    Dottore buongiorno non le ho più scritto perché il mio sonno sembra essersi riassestato dormo tranquilla tutte le notti per 7-8 ore per tutta la notte

    1. Dr. Roberto Gindro

      Ottimo! Ne sono davvero felice e la ringrazio per l’aggiornamento.

  9. Domanda

    Dottore buongiorno,
    sono circa 5 anni che dormo pochissimo e soprattutto mi sveglio 4/5 volte di notte.
    Ho provato rimedi naturali melatonina ecc senza alcun risultato l’unico rimedio positivo e’ fare attivita’ fisica che quanto meno non mi rende nervoso quando sono a letto.
    Volevo chiederle se per recuperare il sonno sia il caso di prendere ogni tanto qualche sonnifero e se magari puo’ consigliarmi il prodotto.
    Grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, mi dispiace ma non possiamo consigliare farmaci, ne parlerei col medico perché è importante il sonno, sia come quantità che come qualità.

  10. Domanda

    Perché quando vado a correre la sera poi fatico a prendere sonno? E dire che arrivo a quell’ora stanchissimo dopo il lavoro…

    1. Dr. Roberto Gindro

      Perché rimangono in circolo diverse molecole eccitanti prodotte in risposta all’attività fisica.