I sintomi del diabete: scopri se sei diabetico

Ultima modifica 18.12.2019

Introduzione

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che svolge un ruolo fondamentale nell’organismo, si occupa infatti di mantenere normali i valori di glucosio (zucchero) presenti nel sangue, modulandone l’ingresso nelle cellule e l’utilizzo come fonte di energia.

Il diabete mellito è una malattia metabolica che si verifica quando la produzione d’insulina risulta alterata; ne consegue un accumulo di glucosio nel sangue (iperglicemia) che può essere responsabile della comparsa di numerosi sintomi intensi e debilitanti per l’organismo.

Tra le tipologie più comuni di diabete, figurano:

  • Il diabete mellito di tipo 1: è la forma di malattia più frequente nel periodo infantile e adolescenziale, ma non sono rari i casi di esordio in età adulta. Viene considerata una malattia autoimmune, perché è causata dalla produzione di autoanticorpi che attaccano le cellule del pancreas deputate alla secrezione di insulina, riducendo o azzerando il quantitativo di ormone prodotto.
  • Il diabete mellito di tipo 2: è la forma di malattia di gran lunga più frequente (circa il 90% dei casi) ed è tipico dell’età matura. Questo tipo di diabete, che riconosce come causa fattori ereditali e ambientali, si caratterizza per un duplice difetto: non viene prodotto un quantitativo sufficiente di insulina per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina) oppure l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (insulino-resistenza).
  • Il diabete gestazionale: la malattia è diagnosticata in presenza di un aumento significativo della glicemia nel corso della gravidanza (principalmente nel secondo trimestre); nella maggior parte delle donne con diabete gestazionale, comunque, le glicemie tendono a tornare normali dopo il parto.

I sintomi del diabete, solo in parte variabili in base alla forma sviluppata, sono tutti riconducibili al fenomeno dell’iperglicemia e correlati alla severità di quest’ultima, riconoscerli è importante per poter intervenire sulla malattia, fin dalle sue primissime fasi di sviluppo.

Infografica semplificata sui sintomi del diabete

iStock.com/artbesouro

Sintomi del diabete mellito di tipo 1

Il diabete di tipo 1 esordisce in maniera acuta e improvvisa, spesso associandosi a febbre, e i sintomi caratteristici sono:

  • poliura (aumento del volume e della produzione di urine che supera i 2 litri al giorno),
  • polidipsia (aumento della sete),
  • polifagia paradossa (aumento della fame e della quantità di cibo assunto, ma con dimagrimento improvviso e inspiegabile).

Questa triade sintomatologica è ascrivibile alla scarsità o all’assenza di insulina a causa della malattia; il deficit di questo ormone, infatti, impedisce all’organismo di poter utilizzare il glucosio per ricavare l’energia necessaria al suo funzionamento:

  1. Lo zucchero introdotto attraverso l’alimentazione, non potendo essere utilizzato, viene eliminato dal corpo mediante le urine (che però aumenteranno di quantità perché i reni hanno la necessità di diluire sufficientemente il quantitativo di glucosio presente in circolo).
  2. Come conseguenza dell’aumentata diuresi (aumento della produzione di urina), l’organismo invia segnali di sete, per evitare di disidratarsi; il paziente, quindi, sentirà la sensazione di non riuscire a bere a sufficienza e assumerà dall’esterno un quantitativo di liquidi sempre maggiore.
  3. Le cellule, non avendo a disposizione il glucosio, sfruttano sostanze alternative (come le proteine presenti nei muscoli e i grassi) per fornire energia all’organismo. Si verifica dunque un aumento del senso di fame e della quantità di cibi assunti, ma accompagnati da un dimagrimento paradosso dovuto all’incapacità di trarre energia dagli zuccheri consumati.
  4. Non essendo più disponibile l’energia fornita dagli zuccheri, il corpo si affatica, manifestando stanchezza e debolezza muscolare.
  5. Passando ad un metabolismo di tipo lipidico vengono bruciati in prevalenza acidi grassi e trigliceridi (punto 3), con conseguente produzione di corpi chetonici (acido acetico, acetone, acido idrossi-buttirrico) in grado di determinare una riduzione del pH, con valori di acidosi molto marcata. La chetoacidosi diabetica che ne deriva può rappresentare, oltre che una complicanza di questa malattia, anche un suo sintomo d’esordio; I sintomi tipici di questa condizione, comprendono:

Talvolta i disturbi tipici del diabete di tipo 1, possono andare incontro ad una regressione spontanea subito dopo l’esordio della malattia e il paziente appare come guarito.

Questo fenomeno, noto come della “luna di miele”, è in realtà transitorio e precede di alcuni mesi il periodo in cui, con la ricomparsa stabile della sintomatologia, il paziente diventerà definitivamente diabetico.

Le altre manifestazioni cliniche del diabete, insorgono sul medio-lungo periodo sotto forma di complicazioni, direttamente correlate al grado di iperglicemia e di scompenso metabolico; le principali sono:

Sintomi di diabete di tipo 1 nei bambini

Nei bambini il diabete di tipo 1 era praticamente l’unica forma diagnosticata fino a poco tempo, mentre recentemente la situazione sta cambiando a causa dell’epidemia dilagante di obesità e cattiva alimentazione in età infantile.

Come negli adulti, anche nei bambini i sintomi del tipo 1 esordiscono spesso improvvisamente, ma in età pediatrica è comune osservare una sintomatologia simile a quella influenzale.

Nel complesso si rileva grande soggettività, ma tra i sintomi e i segni possibili ricordiamo:

  • alti livelli di zucchero nel sangue,
  • alti livelli di zucchero nelle urine,
  • sete eccessiva ed insolita,
  • sintomi e segni di disidratazione,
  • minzione frequente (un lattante può aver bisogno di cambiare più spesso il pannolino, mentre bimbi più grandi possono ricominciare a bagnare il letto),
  • fame eccessiva e perdita di peso (perdita di appetito nei più piccoli),
  • visione offuscata,
  • nausea e vomito,
  • dolore addominale,
  • debolezza e stanchezza,
  • irritabilità e cambiamenti di umore,
  • grave dermatite da pannolino che non risponde alle terapie,
  • respiro fruttato e accelerato,
  • infezione da candida nelle bambine.

Sintomi del diabete mellito di tipo 2

Il diabete tipo 2 è la forma più comune e colpisce di norma in tarda età, spesso a causa di uno stile di vita errato; esordisce lentamente e con sintomi inizialmente poco evidenti, rendendo difficile elaborare una diagnosi di malattia rapida e certa, al contrario solitamente il riconoscimento della malattia avviene casualmente, nel corso di esami di laboratorio condotti per altri motivi, in pazienti che in apparenza del tutto asintomatici.

I sintomi che potrebbero comparire, sono per la maggior parte comuni al diabete di tipo 1 e innescati dagli stessi meccanismi (cui si rimanda per la descrizione), tra questi si annoverano in particolare:

Si noti tuttavia che tra questi sintomi non figura la polifagia paradossa (aumento dell’appetito e diminuzione del peso), che rappresenta uno dei sintomi tipici del diabete di tipo 1 ma non del diabete di tipo 2; il paziente con diabete di tipo 2 è infatti tipicamente una persona obesa o con tendenza ad ingrassare

Dal punto di vista degli esami di laboratorio, oltre ovviamente a

  • iperglicemia (aumento degli zuccheri nel sangue),
  • glicosuria (presenza di zucchero nelle urine),

caratteristiche del diabete, si rilevano spesso anche

  • ipertrigliceridemia (trigliceridi alti),
  • iperuricemia (aumento della quantità di acido urico nel sangue, fattore di rischio per la gotta).

Sintomi del diabete gestazionale

Il diabete gestazionale non è sempre sintomatico e, solo in alcuni casi può causare nelle gestanti gli stessi sintomi del diabete di tipo 2 (es. aumento della diuresi, stanchezza, aumento della sete). Per approfondire clicca qui.

Quando chiamare il medico

Riconoscere i sintomi del diabete mellito consente di poter individuare la malattia in fase precoce ed elaborare la corretta strategia di trattamento.

È importante non sottovalutare:

  • Nel bambino/giovane la necessità di urinare spesso, associata a sete intensa e dimagrimento inspiegabile, potrebbero essere la spia di un diabete di tipo 1.
  • In un individuo adulto la necessità di urinare spesso, che si associa a sete marcata e in presenza dei fattori di rischio del diabete di tipo 2 (obesità, ipertensione, sedentarietà, trigliceridi alti) dovrebbe indurre alla verifica.

Diagnosi

Lo specialista che si occupa di diabete è il diabetologo, di norma un endocrinologo specializzato in questa condizione.

Per una corretta e certa diagnosi è sufficiente una sola delle seguenti condizioni, confermata in almeno due occasioni:

  • Sintomi di diabete (aumentate urine, sete, perdita di peso inspiegabile) in presenza di un valore di glicemia misurata in un momento qualunque della giornata superiore a 200 mg/dl.
  • Glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl, per digiuno s’intende la assoluta mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore.
  • Glicemia maggiore o uguale a 200 mg/dl durante una curva da carico; questo test lo si effettua di norma in ospedale, somministrando una quantità nota e definita di zuccheri e rilevando in seguito come cambia il valore misurato.
  • Emoglobina glicata uguale o superiore a 6.5%

Esistono infine alcune situazioni in cui, pur non superando i valori indicati di glicemia, si parla di intolleranza glucidica:

  • Glicemia a digiuno tra 100 e 125 mg/dl
  • Glicemia durante una curva di carico tra 140 e 200 mg/dl
  • Emoglobina glicata compresa tra 6.0 e 6.4.

Molto spesso queste situazioni si verificano in presenza di altre condizioni patologiche come sovrappeso, dislipidemia (semplificando, colesterolo e/o grassi in eccesso nel sangue), ipertensione (ossia pressione alta).

La condizione di intolleranza glucidica è una situazione clinica, spesso sottovalutata, che precede il diabete di tipo 2; si tratta in molti casi di una condizione reversibile (per questo motivo si preferisce non usare più il termine pre-diabete, come in passato), a patto di impegnarsi in modo costante e scrupoloso in un deciso miglioramento dello stile di vita:

  • perdere peso se necessario,
  • diminuire drasticamente il consumo dei dolci e dei farinacei prodotti con farine raffinate (cioè non integrali),
  • aumentare la quantità di attività fisica.

A seconda dei casi potranno essere presi in considerazioni interventi più mirati, come ad esempio il ricorso già in questa fase alla metformina, a diete povere di carboidrati, … Si tratta di approcci che non godono dell’unanimità dei pareri della comunità scientifica e sono quindi da valutare ad personam con un endocrinologo.

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati

Domande e risposte
  1. Domanda

    Quanto deve essere la glicemia a digiuno? E dopo i pasti?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      I valori di glicemia a digiuno considerati normali sono inferiori a 110 mg/dL (alcune società mediche propongono 100).
      Due ore dopo i pasti ci si aspetta di trovarla inferiore a 140 mg/dL e in nessun caso dovrebbe essere superiore a 200 mg/dL.

  2. Domanda

    Quali sono i sintomi del diabete?

    1. Dr. Roberto Gindro

      I sintomi più caratteristici sono l’aumento della quantità di urina prodotta, l’aumento della sete e della fame; possono comparire altri disturbi, come infezioni genitali, stanchezza, visione offuscata, …

  3. Domanda

    Come capire se si ha il diabete?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Il modo migliore per sicurezza/rapidità è attraverso un esame della glicemia nel sangue a digiuno.

  4. Domanda

    Come viene il diabete?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Il diabete di tipo 1 esordisce in genere in giovane età e purtroppo non si può fare nulla per prevenirlo.
      Il diabete di tipo 2 è più comune in età avanzata e tra i fattori di rischio più importanti ricordiamo sovrappeso, sedentarietà e cattiva alimentazione (ricca di grassi e zuccheri semplici).

  5. Domanda

    Il diabete può causare difficoltà di vista?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Sì, ma si tratta di una complicazione che in genere compare nelle fasi più avanzate.
      Può invece comparire un disturbo temporaneo (vista offuscata) in caso di oscillazioni importanti della glicemia.

  6. Domanda

    Ieri sera ho davvero esagerato con i dolci e questa mattina avevo la glicemia un po’ alta, devo ripetere la misurazione stando più attento? Posso essere diventato diabetico per essermi lasciato andare una volta?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Non si sviluppa certamente diabete per un unico strappo, è la conduzione di uno stile di vita poco attento per anni che ne rappresenta un vero fattore di rischio.

  7. Domanda

    Ho provato il diabete in farmacia e ho trovato 140. Cosa devo fare? Sono diabetico?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Se verrà confermato un risultato superiore a 126 in almeno due occasioni su sangue prelevato in laboratorio/ospedale sì, verrò formulata la diagnosi di diabete (si noti che i dispositivi usati in farmacia analizzano sangue capillare e per questo hanno tolleranze piuttosto rilevanti), ma è certamente necessario parlarne a prescindere con il medico perché si tratta di valori tendenzialmente elevati.

  8. Domanda

    Perché qualcuno scrive che non è lo zucchero a far venire il diabete, quanto più i grassi?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Si premette che si parla di diabete mellito di tipo 2 e, a predisporre allo sviluppo di resistenza all’insulina prima, e diabete poi, sono tendenzialmente il sovrappeso e i grassi, non gli zuccheri di per sé; i carboidrati devono essere scelti adeguatamente preferendo quelli complessi e da fonti integrali, ma in un soggetto normopeso un normale apporto quotidiano di zuccheri semplici non solo è permesso, ma addirittura raccomandato (5-10% dell’introito calorico totale).

      I grassi, soprattutto quelli saturi e ancora di più quelli trans (tipici rispettivamente di cibi animali e prodotti industriali) agiscono come una sorta di lucchetto per lo zucchero circolante, che l’organismo non riesce più a far assorbire dalle cellule muscolari, aumentando quindi il rischio di sviluppare resistenza all’insulina.