Sindrome di Angelman: cause, sintomi e terapia

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Introduzione

La sindrome di Angelman è una malattia genetica che colpisce principalmente il sistema nervoso. La maggior parte dei casi di sindrome di Angelman non sono ereditari, sebbene raramente una mutazione in grado di causarne la comparsa possa essere essere ereditata da un genitore.

Le caratteristiche peculiari di questa condizione includono

  • ritardo dello sviluppo,
  • disabilità intellettiva,
  • disturbi del linguaggio,
  • difficoltà di movimento e di equilibrio (atassia),
  • epilessia,
  • dimensioni ridotte del capo.

Gli individui affetti dalla sindrome di Angelman manifestano tipicamente un comportamento felice ed eccitabile, esibendo frequenti sorrisi, risate e movimenti di battito delle mani.

In quanto malattia genetica non è ad oggi possibile una guarigione completa, quindi il trattamento è specificatamente mirato ai sintomi di ciascun paziente e può includere la somministrazione di antiepilettici per le convulsioni, terapia fisica, occupazionale e del linguaggio e percorsi di istruzione personalizzati. Nonostante queste difficoltà, come ricorda la Angelman Syndrome Foundation “un soggetto con sindrome di Angelman è in grado di illuminare una stanza attraverso il suo sorriso e le sue risate.”

Cause

La sindrome di Angelman è legata all’alterazione del gene UBE3A, sul cromosoma 15 e si stima che interessi un bambino ogni 12-20000 persone.

Ogni essere umano eredita una copia del gene UBE3A da ciascun genitore ed entrambe le copie vengono attivate ed utilizzate in numerosi distretti corporei, ma in alcune specifiche aree del cervello è la sola copia materna ad essere correttamente attivata (imprinting genomico, ossia un’attivazione genitore-specifica in questo caso a favore della copia materna).

Quando la copia materna del gene UBE3A viene persa/modificata a causa di un cambiamento cromosomico o di una mutazione genetica, l’individuo perderà quindi la capacità di attivazione del gene nei distretti dove la funzionalità è limitata alla copia della madre. Benché le cause di questi errori possano essere numerose, la maggior parte dei pazienti affetti da sindrome di Angelman si verificano in seguito alla cancellazione di un segmento del cromosoma materno 15, ma sono noti anche altri meccanismi che possono condurre allo stesso risultato.

Si noti quindi che non si può parlare di malattia ereditaria, almeno nella maggior parte dei casi, perché risultato di errori casuali durante lo sviluppo delle cellule riproduttive (spermatozoi ed ovuli) o nei primi stadi dell’embriogenesi; in altre parole non si rileva di norma alcuna familiarità della sindrome.

Sintomi

Le caratteristiche con cui si manifesta la sindrome di Angelman sono in parte variabili da un paziente all’altro, ma nella maggior parte dei casi comprendono

  • assenza di eloquio (incapacità di parlare)
  • atassia (disturbo della coordinazione dei movimenti)
  • alterazioni del comportamento
  • occhi azzurri e carnagione chiara
  • malformazioni del cranio, che risulta di dimensioni ridotte e anomalie fisiche del viso.

Il ritardo dello sviluppo inizia a manifestarsi ad un’età compresa tra i 6-12 mesi, quando il bambino mostra difficoltà a gattonare o ad esprimere le prime sillabe, mentre altri segni e sintomi comuni possono fare la loro comparsa più avanti, nella prima infanzia.  I bambini con sindrome di Angelman mostrano tipicamente un comportamento felice ed eccitabile, caratterizzato da frequenti sorrisi, risate e movimenti delle mani. Sono comunemente espressi iperattività, scarsa capacità di attenzione e una spiccata attrazione per l’acqua. La maggior parte dei pazienti  colpiti ha difficoltà a dormire (anche in relazione ad una ridotta necessità di riposo).

Con l’età, le persone con la sindrome di Angelman diventano meno eccitabili e i problemi di sonno tendono a migliorare.

Tra le altre caratteristiche cliniche proprie della sindrome si annoverano

  • bassa statura
  • epilessia (con crisi convulsive a partire dai 2-3 anni)
  • ritardo mentale grave
  • postura tipica
  • facilità al riso e movimenti stereotipati (ad esempio battere le mani),
  • tremore e movimenti a scatti delle braccia,
  • rigidità delle gambe.

Complicazioni

Tra le possibili complicazioni mediche della sindrome i ricercatori delle cliniche Mayo annoverano:

  • difficoltà di alimentazione in giovanissima età, a causa della mancanza di coordinazione
  • iperattività (diminuisce con l’età)
  • disturbi del sonno
  • scoliosi
  • obesità, a causa di un aumentato appetito.

Si segnalano anche casi di polmonite ab ingestis a causa delle difficoltà di coordinazione della deglutizione.

Diagnosi

La maggior parte dei bambini con sindrome di Angelman non mostra alcun segno o sintomo alla nascita, mentre le prime difficoltà consistono solitamente in ritardi nello sviluppo, come l’incapacità di gattonare od il balbettio tra 6 e 12 mesi.

La sindrome di Angelman è una malattia considerata rara, che per questo può trovare difficoltà prima di essere correttamente riconosciuta e diagnosticata; il primo approccio è tipicamente clinico, ossia legato all’osservazione del paziente e del suo comportamento, ma la conferma può avvenire attraverso esami genetici.

La sindrome condivide alcuni sintomi e caratteristiche con altri disturbi del comportamento, tra cui autismo, paralisi cerebrale e sindrome di Prader-Willi, che possono spesso condurre a diagnosi errate (chiarite poi dai test genetici).

Trattamento

Il trattamento consiste in una combinazione variabile di supporti specialistici, calibrati in base alle caratteristiche peculiari di ogni paziente; l’aspettativa di vita è sovrapponibile a quella della popolazione generale.

Tra le terapie che possono rientrare nel trattamento di un paziente affetto da sindrome di Angelman ricordiamo:

  • farmaci antiepilettici
  • fisioterapia, per il trattamento delle difficoltà di movimento, coordinazione ed equilibrio
  • logopedia ed altre terapie volte a favorire la comunicazione,
  • terapia comportamentale per gestire iperattività e ridotta capacità di attenzione.

Fonti e bibliografia