Sifilide in uomo e donna: sintomi, contagio, test, cura

Ultima modifica 18.01.2020

Introduzione

La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale causata da batteri (Treponema pallidum).

È in grado di colpire uomini e donne in diversi distretti corporei:

  • zona genitale,
  • labbra,
  • bocca,
  • ano.

In genere la trasmissione avviene attraverso rapporti sessuali con pazienti infetti, ma il contagio può avvenire anche dalla madre al feto durante la gravidanza.

La fase iniziale della sifilide è caratterizzata dalla comparsa di una piccola ulcerazione indolore (sifiloma) e da un eventuale ingrossamento dei linfonodi più vicini. Se non trattata causa in seguito un rash cutaneo senza prurito, spesso a livello di mani e piedi.

In molti casi la malattia può purtroppo passare inosservata per anni, perché i sintomi vanno incontro a fluttuazioni nel tempo e possono sparire anche per lunghi periodi.

Le ulcerazioni causate dalla sifilide rendono inoltre più facile la trasmissione dell’HIV, durante i rapporti sessuali, sia in termini di rischio di essere contagiati che di contagiare

In caso di gravidanza la malattia può causare

  • malformazioni,
  • problemi di salute vari,
  • aborto.

La diagnosi è in genere fatta semplicemente ricorrendo a un esame del sangue.

La prognosi della sifilide è generalmente ottima, perché facile da curare con antibiotici soprattutto quando diagnosticata precocemente; la prevenzione è possibile evitando rapporti occasionali e attraverso un uso corretto del preservativo, anche se purtroppo il rischio non viene azzerato.

Contagio

La sifilide è causata dal batterio Treponema pallidum, che visivamente si presenta al microscopio come un piccolo filamento a forma di spirale.

Ricostruzione grafico del batterio responsabile della sifilide

iStock.com/iLexx

L’infezione si trasmette in genere tramite rapporto sessuale:

  • genitale,
  • orogenitale,
  • anogenitale.

La sifilide è contagiosa durante gli stadi primario e secondario e, talvolta, all’inizio del periodo latente e i batteri penetrano nel corpo attraverso micro-tagli o abrasioni della pelle o delle mucose.

Meno frequentemente si diffonde attraverso uno stretto contatto diretto con una lesione attiva (per esempio, durante il bacio) o da una madre infetta al feto durante la gravidanza o al momento della nascita (sifilide congenita).

La sifilide non può invece essere contratta con la semplice condivisione dei sanitari, di indumenti o di posate, né da maniglie, piscine o saune.

Una volta curata la malattia non recidiva di suo, è però possibile ricontagiarsi avendo contatti con un soggetto con ulcera sifilitica; in altre parole non si acquisisce immunità.

Il rischio di trasmissione è di circa 30% nel caso di singolo rapporto con un soggetto con sifilide primaria, mentre il rischio di trasmissione materno-fetale è di 60–80%.

Sintomi

La sifilide allo stadio iniziale tipicamente non causa nessun sintomo. Se l’infezione non viene curata può tuttavia progredire infettando tutto il corpo.

Evolve generalmente in 3 stadi successivi, ognuno caratterizzato da sintomi diversi.

Stadio Descrizione Segni e sintomi
Primario Contagioso Piccola ulcera (sifiloma) in genere non dolorosa, linfoadenopatia regionale
Secondario Contagioso
Si manifesta dopo settimane o mesi dallo stadio primario
Manifestazioni cutanee spesso non specifiche, ulcere su mucose, perdita di capelli, febbre, altri sintomi generici
Latente Asintomatico, non contagioso
Può durare indefinitamente o evolvere in malattia terziaria
Latente precoce (< 1 anno), talvolta con ricorrenza di lesioni infettive
Latente tardiva (> 1 anno), raramente con ricorrenze; sierologia positiva
Terziario Sintomatico, non contagioso Classificato clinicamente in sifilide terziaria benigna, sifilide cardiovascolare o neurosifilide (neurosifilide asintomatica, meningovascolare, parenchimatosa; tabe dorsale)

La sifilide primaria

I sintomi del primo stadio dell’infezione, che è chiamato sifilide primaria, compaiono di solito a 21 giorni dal rapporto sessuale con una persona infetta (tempo d’incubazione), ma questo periodo può variare da 10 a 90 giorni; una piaga rossa indolore chiamata sifiloma iniziale potrebbe comparire sui genitali, sull’area dove si trova l’infezione.

Più raramente possono comparire più ulcerazioni, ma in genere il sifiloma è unico, di forma rotondeggiante; compare nel punto di ingresso del virus nell’organismo, quindi normalmente a livello a genitale, e talvolta può passare inosservata. La durata è di circa 3-6 settimane, dopodiché va incontro a guarigione spontanea anche in assenza di trattamento, ma in questo caso l’infezione può progredire verso la forma secondaria.

La sifilide secondaria

Il secondo stadio inizia di norma settimane o mesi dopo la comparsa del sifiloma iniziale. I batteri della sifilide entrano nel sangue e questa si estende a tutto il corpo, causando sintomi molto diversi, che potrebbero essere:

Non compare prurito.

L’esantema della sifilide secondaria potrebbe manifestarsi sulle palme e sulle piante dei piedi, sulle braccia e sulle gambe; si tratta nella maggior parte dei casi di macchie rosse rotondeggianti, ma sono possibili manifestazioni anche leggermente diverse o addirittura così leggere da passare inosservate.

Macchie della pelle grige o bianche simili a una verruca, chiamate sifilodermi, potrebbero apparire nelle aree umide intorno alla bocca, all’ano e alla vagina. Queste lesioni sono piene di batteri e molto contagiose. Nel secondo stadio, la sifilide potrebbe colpire, anche il fegato, i reni e gli occhi, o causare meningite.

I sintomi della sifilide secondaria scompaiono spontaneamente dopo poche settimane ma, nonostante quest’apparente guarigione, in assenza di un’adeguata terapia l’infezione potrebbe avanzare verso il terzo stadio.

In alcuni casi, sia il primo che il secondo stadio, possono essere del tutto asintomatici.

Stadio latente

La fase latente (nascosta) della sifilide è il nome dato a un periodo di tempo in cui non ci sono segni o sintomi visibili, ma senza trattamento la persona infetta continuerà ad essere contagiosa.

Questa fase può durare in alcuni casi anche per anni, prima di progredire verso la forma terziaria.

La sifilide terziaria

I sintomi del terzo stadio potrebbero comparire anche a 10-30 anni di distanza, ma possono diventare fatali.

L’infezione può colpire numerosi organi e apparati, tra cui

  • cervello,
  • nervi,
  • occhi,
  • cuore,
  • vasi sanguigni,
  • fegato,
  • ossa,
  • articolazioni.

Immagini

https://en.wikipedia.org/wiki/File:Syphilis_lesions_on_back.jpg

https://en.wikipedia.org/wiki/File:Syphilis_lesions_on_back.jpg

È possibile visionare ulteriori immagini di lesioni dovuti ad infezione della sifilide alla seguente pagina (attenzione: data la natura delle immagini contenute si raccomanda la visione ad un pubblico adulto):

Test e diagnosi

Il metodo d’elezione per la diagnosi di sifilide è il riconoscimento microscopico del Treponema pallidum, ma si tratta di una tecnica poco diffusa, in quanto normalmente è preferibile affidarsi ad esami del sangue.

Le analisi del sangue possono essere classificate in

  • test non treponemici
  • e test treponemici.

L’orientamento attuale prevede il ricorso ad entrambi, la cui combinazione permette di ottenere ottimi valori di sensibilità e specificità (I test per gli anticorpi treponemici si positivizzano generalmente in 2-5 settimane a seguito dell’infezione iniziale).

I test non treponemici come il VDRL sono semplici, poco costosi e pratici anche quando utilizzati a scopo di screening; il rovescio della medaglia è che possono restituire falsi positivi (cioè risultati positivi in assenza di malattia) e non permettono quindi una diagnosi definitiva.

Viene quindi associato un test treponemico, come ad esempio il TPHA o il FTA-ABS, che permettono la ricerca nel sangue di anticorpi specifici verso il batterio responsabile della sifilide.

Questa sequenza di test (test non treponemico, poi treponemico) è considerata l’algoritmo di diagnosi elettivo.

Si noti che gli anticorpi treponemici compaiono prima degli anticorpi non treponemici e di solito rimangono rilevabili per tutta la vita, anche dopo un trattamento che abbia avuto successo. Se per lo screening viene utilizzato un test treponemico e i risultati sono positivi, è necessario eseguire un test non treponemico con titolo per confermare la diagnosi e guidare le decisioni di gestione del paziente. Sulla base dei risultati, possono essere indicati ulteriori test treponemici.

  • VDRL e TPHA negativi: Si può ragionevolmente escludere il contagio; in caso di recenti rapporti a rischio si consiglia eventualmente la ripetizione del test o la verifica attraverso un diverso test (FTA-ab).
  • VDRL positivo, TPHA negativo : Nella maggior parte dei casi è indicativo di un falso positivo.
  • VDRL negativo, TPHA positivo: Di norma si tratta di un caso di sifilide trattato con successo in passato, più raramente di sifilide in fase latente; si ricordi infatti che i test treponemici rimangono positivi per tutta la vita, anche a seguito di guarigione.
  • VDRL positivo, TPHA positivo: Diagnosi di sifilide (se recentemente trattata potrebbe essere una positività residua e destinata a negativizzarsi).

Pericoli

L’infezione aumenta il rischio di contagio da HIV, ovviamente solo nel caso di rapporti con partner che ne sono affetti, e aumenta il rischio di contagiare il partner nel caso in cui paziente con sifilide sia sieropositivo.

La sifilide, se non adeguatamente curata, può comportare gravi problemi di salute e danni, anche permanenti, a:

  • occhi,
  • grandi vasi sanguigni,
  • cuore,
  • ossa,
  • sistema nervoso centrale (neurosifilide).

Una donna incinta che sia affetta da una malattia sessualmente trasmissibile potrebbe trasmetterla al suo bambino, anche in assenza di sintomi, per questa ragione sono previsti esami di screening durante le comuni verifiche di routine prenatali.

Cura e rimedi

Un medico è in grado di diagnosticare la sifilide attraverso la visita medica e specifici esami del sangue; la cura consiste nella somministrazione di antibiotici; la terapia è tanto più efficace quanto più la diagnosi è precoce.

Gli schemi terapeutici variano in relazione allo stadio in cui si trova l’infezione al momento della diagnosi, ma al termine del trattamento tutti i pazienti devono sottoporsi a periodici controlli per almeno un anno.

Oltre a seguire il trattamento farmacologico il paziente dovrà astenersi dall’avere rapporti sessuali finché non si sia verificata la completa guarigione delle lesioni causate dall’infezione.

Prevenzione

Poiché la sifilide è una malattia a trasmissione sessuale, il miglior modo per evitare di contrarla è di astenersi dai rapporti sessuali. L’attività sessuale con più di un partner o con con qualcuno che ha rapporti sessuali con più partner può aumentare il rischio di venire a contatto con l’infezione.

I preservativi, quando usati correttamente e costantemente, diminuiscono il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse, ma purtroppo nel caso della sifilide una piccola percentuale di rischio rimane perché non si può impedire il contatto con un eventuale sifiloma o altra ulcerazione in posizione diversa dalla porzione di mucosa coperta da preservativo.

Poiché spesso la sifilide non presenta sintomi evidenti, spesso non ci si rende conto di essere infetti, quindi chi è sessualmente attivo dovrebbe proteggersi regolarmente in modo da non evitare problemi di salute più seri.

Un paziente che ha curato la sifilide viene spesso invitato a fare ulteriori analisi per altre malattie sessualmente trasmesse, primo fra tutti l’HIV.

Articoli Correlati

Domande e risposte
  1. Domanda

    Cos’è la sifilide?

    1. Dr. Roberto Gindro

      La sifilide è un’infezione a trasmissione sessuale che può avere gravi complicazioni se non viene trattata; evolve attraverso tre stadi, ciascuno caratterizzato da sintomi diversi (non sempre presenti).

  2. Domanda

    Come si manifesta?

    1. Dr. Roberto Gindro

      L’evoluzione dell’infezione passa attraverso tre stadi:

      • La sifilide primaria si manifesta generalmente con la comparsa di una piccola ulcerazione nel sito d’infezione, senza causare dolore.
      • I sintomi della sifilide secondaria comprendono eruzioni cutanee, linfonodi ingrossati e febbre. I segni e i sintomi della sifilide primaria e secondaria possono essere lievi e potrebbero non essere notati.
      • La sifilide terziaria, che può comparire a distanza di decenni, è associata a gravi complicazioni a cuore, cervello e altri organi.
  3. Domanda

    Come si trasmette?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Il contagio avviene per contatto diretto con un’ulcerazione causata dall’infezione durante un rapporto sessuale (vaginale, anale od orale). La trasmissione può inoltre avvenire da madre a figlio durante la gravidanza.

  4. Domanda

    Come si cura?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      La terapia è antibiotica, ma variabile in base allo stadio in cui avviene la diagnosi.

  5. Domanda

    Come viene diagnosticata?

    1. Dr. Roberto Gindro

      La diagnosi avviene attraverso specifici esami del sangue.

  6. Domanda

    Dopo quanto tempo si manifestano i primi sintomi?

    1. Dr. Roberto Gindro

      I sintomi del primo stadio dell’infezione (sifilide primaria) compaiono in genere a 21 giorni dal rapporto sessuale con una persona infetta (tempo d’incubazione); si noti tuttavia che questa fase può talvolta decorrere priva di sintomi.

  7. Domanda

    Può essere trasmessa anche attraverso rapporti orali?

  8. Domanda

    Perché la sifilide aumenta il rischio di HIV? È causata dallo stesso virus?

    1. Dr. Roberto Gindro

      No, la ragione è che la presenza di eventuali ulcerazioni dovute alla sifilide può aumentare sia la carica virale (dell’HIV) disponibile a contagiare, sia la facilità di contagio (se ad essere malato di sifilide è il partner).