Shock cardiogeno: cause, sintomi, pericoli e cura

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Cos’è lo shock cardiogeno

Lo shock cardiogeno è una rara condizione pericolosa per la vita in cui il cuore improvvisamente diventa incapace di pompare abbastanza sangue per soddisfare le necessità dell’organismo e, in particolare, gli organi nobili come cervello e reni.

La causa più comune è l’infarto.

Uomo che si tiene il petto a causa di un infarto

iStock.com/PeopleImages

Cause

Tecnicamente lo shock cardiogeno è la condizione in cui si assiste ad una riduzione significativa della gittata cardiaca (il volume di sangue che il ventricolo destro e il ventricolo sinistro riescono ad espellere in un minuto) a seguito di un problema occorso al cuore.

La causa più comune è un attacco cardiaco (infarto), ma tra le altre condizioni in grado di causare shock cardiogeno si annoverano:

 

Fattori di rischio

Tra i più comuni fattori di rischio in grado di favorire l’insorgenza di shock cardiogeno ricordiamo:

Sintomi

I segni e i sintomi dello shock cardiogeno sono variabili a seconda dell’entità dell’abbassamento della pressione sanguigna e di quanto rapidamente questo si verifichi; è quindi possibile sviluppare inizialmente solo disturbi lievi che peggiorano gradualmente, così come perdere improvvisamente conoscenza.

L’abbassamento della pressione sanguigna può causare di per sé capogiri, confusione e senso di nausea, ma il medico è in grado di avvertire anche un polso debole o irregolare, spesso accompagnato da tachicardia (aumento della frequenza cardiaca).

Il paziente può inoltre sviluppare:

Complicazioni

Lo shock cardiogeno è un’emergenza medica che richiede immediata assistenza ospedaliera, perché organi delicati e sensibili come cervello e reni non ricevono più adeguate quantità di sangue ossigenato.

Possono rapidamente svilupparsi

Se non trattato uno shock cardiogeno è fatale; in caso di diagnosi tempestiva la mortalità si mantiene purtroppo molto elevata, ad esempio a seguito di infarto pari a 60-65%.

Diagnosi

La diagnosi di shock è clinica, ovvero condotta attraverso la sola visita medica attraverso l’osservazione dei sintomi e la rilevazione della pressione arteriosa (la cui massima, sistolica, è in genere inferiore a 90 mm/Hg).

È possibile poi ricorrere a numerosi esami strumentali e di laboratorio per dipingere un quadro più chiaro della situazione e delle cause che hanno portato allo stato di shock:

Cura

Lo shock cardiogeno è una condizione pericolosa per la vita che richiede una rapida diagnosi ed un trattamento medico di emergenza, volto a supportare o ripristinare il flusso sanguigno prevenendo così danni agli organi.

In parallelo è necessario identificare la causa scatenante per intervenire nella sua correzione.

  • Farmaci
    • anti-aritmici per ripristinare un battito cardiaco regolare
    • anticoagulanti/antiaggreganti per favorire la dissoluzione di eventuali coaguli nel caso di infarti coronarici
    • medicinali vasopressori e inotropi per supportare la pressione sanguigna
  • Chirurgia ed altre procedure mediche
  • Altro
    • Fluidoterapia (somministrazione di liquidi per endovena per garantire la presenza di un adeguato volume di sangue)
    • Ossigenoterapia
    • Dialisi in caso di grave insufficienza renale
    • Ventilazione meccanica in caso di problemi respiratori

Prevenzione

La prevenzione dello shock-cardiogeno è sostanzialmente sovrapponibile a quella dell’infarto e delle malattie cardiovascolari in genere:

  • Evitare l’esposizione al fumo e smettere di fumare
  • Perdere peso se necessario
  • Migliorare la propria dieta ed in particolare
    • Ridurre l’apporto di grassi saturi (provenienti prevalentemente da alimenti di origine animale, come carni e latticini)
    • Ridurre il consumo di sale
    • Ridurre il consumo di zucchero (e alimenti dolci in genere)
    • Ridurre il consumo di alcolici
    • Aumentare il consumo di frutta e verdura
  • Praticare regolare attività fisica

Fonti e bibliografia