Setto nasale deviato: sintomi, operazione, cause e conseguenze

Ultima modifica 31.08.2020

Introduzione

Il setto nasale è la parete che divide la cavità nasale in due narici; è costituito posteriormente da uno scheletro osseo centrale di supporto e anteriormente da una struttura cartilaginea (ossia nella parte di naso visibile all’esterno).

È ricoperto su entrambi i lati da una membrana mucosa riccamente irrorata di vasi sanguigni, per questo è particolarmente soggetto a sanguinamento in caso di lesioni anche minime.

Il setto nasale dovrebbe idealmente dividere il naso esattamente a metà, separandolo in due narici di uguali dimensioni, ma in realtà moltissimi soggetti presentano fisiologicamente delle asimmetrie più o meno marcate e significative. In parole semplici, in molti pazienti è possibile rilevare un setto nasale che suddivide in modo imperfetto il naso (setto nasale deviato), anche se entro certi limiti non rappresenta un problema e non è causa di sintomi o disturbi.

Si parla invece di deviazione patologica nel caso in cui questa diventi causa di difetti respiratori in seguito alla riduzione della dimensione delle cavità nasali.

Fotografia ravvicinata di un setto nasale deviato

Jeff and Mandy G (https://www.flickr.com/photos/mandyandjeffg/2666015255)

Cause

Una deviazione fisiologica è per sua stessa definizione congenita, ossia si nasce con una leggera imperfezione che non è causa di disturbi o sintomi.

Una deviazione del setto di tipo patologico può invece avere essenzialmente due origini:

  • congenita (si nasce così, ma la deviazione per quanto naturale è tale da creare sintomi),
  • traumatica, ossia in seguito a un trauma (sportivo, incidente stradale, caduta, …).

Lo spostamento del setto causa una diminuzione dello spazio disponibile all’interno della narice, con conseguente riduzione del flusso d’aria e una sua canalizzazione anomala.

Sintomi

Un setto nasale deviato è causa di sintomi rilevanti solo nei casi di deviazione più severa.

Il sintomo più comune è la difficoltà a respirare, che può essere avvertita dal paziente solo da un lato o da entrambi.

A causa dell’alterazione del flusso dell’aria all’interno della narice è possibile manifestare la formazione di crosticine e altre piccole lesioni sulla mucosa nasale,  ma non è raro che il paziente sviluppi anche ricorrenti sinusiti (spesso si tratta di sinusite cronica) o altre forme di infezione a causa dell’alterazione dello scarico del muco nasali. Comune è anche la predisposizione allo sviluppo di altre patologie respiratorie.

Possono inoltre comparire:

Un soggetto che non respira facilmente è inoltre più incline allo sviluppo di altri problemi più o meno importanti, come occhiaie, borse sotto gli occhi, labbra screpolate (a causa dell’abitudine a respirare con la bocca), …

In alcuni pazienti con deviazioni minime i sintomi possono comparire solo durante episodi di raffreddore, quando la congestione nasale peggiora.

Pericoli

Raramente un setto nasale deviato espone a complicazioni gravi, ma è frequente lo sviluppo di criticità in grado di influire significativamente sulla qualità di vita del paziente.

Possono infatti comparire:

  • bocca secca,
  • mal di testa in grado di influire sulla capacità di concentrazione,
  • disturbi del sonno in grado di ridurre la qualità del riposo notturno.

Secondo alcuni autori i soggetti ipossigenati (dove si verifica una riduzione dell’afflusso e quindi dell’assorbimento di ossigeno) potrebbero inoltre essere maggiormente inclini allo sviluppo di fibromialgia e malattie cardiovascolari.

Diagnosi

In molti casi il paziente con setto nasale deviato si rivolge allo specialista (otorinolaringoiatra) a causa di sinusiti croniche, che tuttavia potrebbero avere anche altre cause (allergie, ipertrofia delle mucose, …) ed è quindi necessario procedere a un’attenta diagnosi differenziale.

Il primo passo è la raccolta di una minuziosa anamnesi, che consiste in:

  • descrizione dei sintomi avvertiti dal paziente,
  • storia clinica,
  • stato di salute generale,
  • presenza di fattori di rischio (traumi recenti, per esempio), …

Il passo successivo consiste nell’osservazione dell’esterno del naso e dell’interno delle cavità nasali, attraverso l’utilizzo dello speculum nasale.

Dal punto di vista strumentale è tuttavia la rinoscopia l’esame d’elezione per la diagnosi del disturbo; si tratta di un esame rapido e indolore, effettuato ambulatorialmente, che consiste nell’inserimento di un piccolo tubicino lungo e flessibile all’interno delle narici. L’estremità di questo strumento consiste in una piccola telecamera che consente al medico di procedere a una dettaglia ispezione della mucosa e delle strutture anatomiche nasali.

Più raramente si ricorre a tecniche di imaging più sofisticate, come ad esempio la tomografia computerizzata (TAC).

Cura e terapia

Nei casi di deviazioni moderate è possibile tentare un approccio conservativo attraverso il ricorso occasionale/periodico a farmaci in grado di dare sollievo ai sintomi tipici del setto nasale deviato:

Operazione

Nei casi in cui queste soluzioni non siano sufficienti, perché ovviamente non è possibile in questo modo correggere anatomicamente il setto, si ricorre in genere alla settoplastica, l’intervento chirurgico d’elezione.

L’operazione è eseguita interamente attraverso le narici, in modo tale da non provocare cicatrici né segni permanenti visibili sul volto.

Per alcuni pazienti è possibile provvedere nella stessa seduta a una rinoplastica, per correggere anche l’aspetto estetico del naso (in questo caso l’aspetto del naso cambierà e ci saranno cicatrici e gonfiori evidenti sul viso).

La durata dell’intervento è variabile, ma indicativamente pari a circa 30-60 minuti; viene in genere eseguito in anestesia totale, di solito in regime di day-hospital.

Con le attuali tecniche la settoplastica non è considerata un intervento doloroso e l’eventuale ricorso a blandi antidolorifici (nei primi giorni o al più nelle prime settimane) è in genere più che sufficiente.

All’interno delle cavità nasali vengono applicati punti di sutura destinati ad essere riassorbiti spontaneamente entro sei settimane circa.

La presenza dei tamponi post-operatori, quando necessaria, è limitata a 2-3 giorni e serve a mantenere in asse il setto operato, oltre a consentire il drenaggio di eventuali sanguinamenti; il recupero del paziente e il miglioramento dei sintomi avviene in genere entro 4 settimane, spesso anche più rapidamente (una leggera congestione nasale nei primi giorni è del tutto normale).

Soprattutto nei primi giorni a seguito dell’operazione è necessario evitare docce/bagni troppo caldi per il rischio di emorragia e, per lo stesso motivo, è opportuno non assumere Aspirina.

L’intervento è associato a elevatissimi standard di sicurezza e le complicazioni importanti sono rare, benché possibili, come ad esempio:

  • sanguinamento: è normale osservare nei giorni seguenti all’intervento muco striato di sangue e presenza di croste, mentre eventuali sanguinamenti più importanti vanno segnalati al medico,
  • infezioni,
  • riduzione del senso dell’olfatto,
  • perforazione del setto,
  • deformità nasale (molto rara e possibile solo in caso di danni particolarmente estesi alla cartilagine),
  • formazione di aderenze tra le pareti laterali e il setto,
  • persistenza dei sintomi nonostante l’intervento.

Il paziente dovrà respirare attraverso la bocca per sei settimane circa, in quanto il naso sarà congestionato ed impedirà una normale inspirazione; sarà tuttavia possibile praticare gran parte delle normali attività entro pochi giorni, benché il chirurgo potrebbe consigliare fino a un paio di settimane di riposo dal lavoro, non fosse altro che per ridurre il rischio d’infezione. Anche a questo scopo vengono in genere consigliati frequenti lavaggi delle fosse nasali con acqua fisiologica e viene raccomandato al paziente di evitare:

  • sforzi e attività faticose (che potrebbero condurre ad un aumento della pressione arteriosa, con conseguente rischio di emorragia),
  • di soffiarsi il naso,
  • elevare la testa durante il riposo notturno.

I tessuti nasali acquisiranno una stabilità quasi definitiva entro 3-6 mesi dall’intervento, ma piccoli cambiamenti sono possibili fino a un anno e più dall’operazione.

Quest’intervento non viene di norma proposto né sui bambini né sugli adolescenti, perché il setto nasale cartilagineo continua a crescere fino a 16-18 anni circa.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte

Come capire se si ha il setto nasale deviato?
Nei casi più gravi è possibile evidenziarlo osservando il naso dal baso, in direzione delle due narici (vedi foto sul sito); nei casi meno gravi è invece l'esame effettuato con il rinoscopio presso l'ambulatorio otorinolaringoiatrico a consentire la diagnosi.
Quando è da operare?
Si valuta l'intervento quando l'impatto sulla qualità di vità è superiore alle possibilità di gestione offerte dai farmaci.

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