Seborrea: cause, rimedi e cura

Ultima modifica 30.05.2019

Introduzione

La seborrea è una condizione che consiste in un’eccessiva secrezione di sebo da parte delle ghiandole sebacee, che sono distribuite su tutta la superficie cutanea ad eccezione delle regioni palmo-plantari che sono prive di follicoli piliferi.

Le ghiandole sebacee possiedono un dotto escretore attraverso cui lasciano fuoriuscire il loro prodotto (il sebo) che si apre nel canale follicolare, l’invaginazione cutanea che contiene il follicolo pilifero. Il sebo è una miscela liquida di grassi (lipidi), in particolare squalene, esteri di cere e trigliceridi, che forma un film fluido sulla superficie cutanea, che svolge principalmente due funzioni:

  • insieme al sudore contribuisce ai meccanismi di termoregolazione dell’organismo,
  • protegge la pelle da insulti esterni (sostanze aggressive, microrganismi, …).
Rappresentazione schematica della ghiandola sebacea

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La seborrea si manifesta rendendo la cute untuosa e lucida specialmente a livello di naso, fronte e parte superiore del torace ed è la condizione necessaria perché si sviluppino le lesioni elementari dell’acne, ovvero i comedoni e le microcisti.

Seborrea o dermatite seborroica?

La dermatite seborroica si differenzia dalla seborrea per manifestazioni cliniche ed eziologia (causa).

  • La seborrea è una semplice iperproduzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee che porta ad avere una cute untuosa e grassa.
  • La dermatite seborroica è invece un’infiammazione della cute dovuta alla proliferazione di un lievito, Malassezia furfur, normalmente presente nella flora cutanea, che prolifera laddove è maggiore la produzione di sebo. La maggiore densità di Malassezia furfur nelle zone dove il sebo si accumula determina l’insorgenza di lesioni in chiazze (macchie) arrossate (eritematose) e desquamanti, lievemente pruriginose.

Causa e fattori di rischio

Le ghiandole sebacee sono sotto il controllo degli ormoni androgeni: il testosterone libero di origine testicolare, il deidroepiandrosterone (DHEA) insieme al Δ-4 androstenedione di origine surrenale (il surrene è l’unica fonte produttrice di androgeni nella donna); altri ormoni che agiscono in misura minore sulla secrezione sebacea sono gli estrogeni ed il progesterone di origine ovarica, gli ormoni tiroidei e quelli ipotalamo-ipofisiari.

La sensibilità delle ghiandole sebacee agli androgeni è variabile da individuo a individuo.

Le ghiandole sebacee possiedono un corredo di enzimi in grado di convertire gli ormoni androgeni precursori nella loro forma direttamente attiva nella sintesi del materiale sebaceo (di-idrotestosterone).

La secrezione di sebo è quindi dipendente dal livello di androgeni circolanti, in particolare DHEA, e varia con l’età e con il sesso:

  • è elevata alla nascita,
  • si riduce nel primo anno di vita
  • per aumentare in modo esponenziale alla pubertà
  • e poi andare incontro ad una graduale diminuzione a partire dal terzo decennio di vita.

L’ipersecrezione di sebo, quindi, può dipendere da un eccesso degli ormoni che stimolano le ghiandole sebacee dovuto a patologie

  • testicolari,
  • surrenaliche,
  • ovariche,
  • tiroidee
  • o ipotalamo-ipofisiarie,

oppure ad una ipersensibilità delle ghiandole sebacee all’effetto degli ormoni sopracitati.

Sintomi e manifestazioni cliniche

La seborrea consiste nella presenza di una cute untuosa al tatto, lucida, che appare come cosparsa di grasso, soprattutto a livello del naso, della fronte, delle guance e della parte superiore del torace. Proprio in queste sedi infatti, la seborrea rappresenta la condizione preliminare per lo sviluppo delle lesioni dell’acne.

L’ipersecrezione di sebo può interessare anche il cuoio capelluto e le concavità dei padiglioni auricolari, sedi che però solo raramente presentano lesioni acneiche.

Quando la seborrea è intensa è detta oleosa: in questi casi la secrezione di sebo è così abbondante da emanare uno sgradevole odore aspro.

Diagnosi

La diagnosi di seborrea si basa sul semplice esame clinico.

Quando la seborrea è intensa, o quando sono presenti anche altri segni che permettono di ipotizzare un’anomalia endocrinologica, ad esempio l’associazione con

si possono eseguire nella donna indagini specifiche, che includono dosaggi ormonali su sangue (testosterone libero, DHEA, prolattina) ed ecografia ovarica, per verificare l’eventuale presenza della sindrome dell’ovaio policistico.

Prognosi e complicazioni

La seborrea può rappresentare il preludio dell’acne, patologia che quindi si considera una sua complicazione.

La prognosi della seborrea è comunque buona perché tende ad andare incontro ad una spontanea regressione che richiede tempi diversi da persona a persona, non pronosticabili.

Rimedi e cura

Il trattamento della seborrea consiste

  • nell’utilizzo di detergenti in gel o mousse che rimuovano l’eccesso di sebo (ad esempio contenenti pidolato di zinco)
  • e nell’applicazione di gel o creme a base di acido retinoico, che favorisce il ricambio (turnover) dei cheratinociti, cellule che costituiscono la parte più superficiale della pelle.

In caso di anomalie endocrinologiche a carico degli organi produttori di ormoni che stimolano le ghiandole sebacee è naturalmente sempre indicata una terapia ormonale dietro prescrizione dello specialista endocrinologo.

Prevenzione

Non è possibile attuare alcuna forma di prevenzione: la maggiore o minore sensibilità delle ghiandole sebacee agli ormoni è strettamente individuale e non modificabile.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana sulla settima di lingua inglese a cura di Mauro Alaibac. Piccin 2015.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

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