Schizofrenia: sintomi, cause, cura e trattamenti

Ultima modifica 31.05.2019

Introduzione

La schizofrenia è una malattia cronica, grave e invalidante che colpisce il cervello; è caratterizzata da distorsioni di

  • pensiero,
  • percezione,
  • emozioni,
  • linguaggio,
  • senso di sé
  • e comportamento.

Le persone con questo disturbo possono

  • sentire delle voci che gli altri non sentono,
  • credere che gli altri leggano le loro menti, controllino i loro pensieri o che complottino per far loro del male;

questo rende i malati di schizofrenia nervosi od estremamente agitati.

I pazienti colpiti possono

  • dire cose senza senso,
  • stare sedute per ore senza muoversi o parlare;

a volte sembrano perfettamente normali fin quando non cominciano a parlare di ciò a cui stanno realmente pensando.

La schizofrenia colpisce uomini e donne allo stesso modo e si verifica in percentuali analoghe in tutti i gruppi etnici. Sintomi come le allucinazioni e i deliri di solito iniziano in un’età compresa tra i 16 e i 30 anni, gli uomini tendono ad avvertire i sintomi un po’ prima rispetto alle donne. È invece raro che una persona venga colpita da schizofrenia una volta superati i 45 anni.

Il disturbo si verifica solo raramente nei bambini, ma la consapevolezza della malattia in età infantile sta aumentando; può essere difficile da diagnosticare negli adolescenti, ciò può dipendere dal fatto che i primi sintomi possono consistere in

comportamenti comuni in tutti gli adolescenti. Un’attenta osservazione di specifici fattori può consentire di prevedere la schizofrenia in circa 4 pazienti su cinque fra quelli considerati ad alto rischio di sviluppare la malattia, come ad esempio

  • la tendenza ad isolarsi dagli altri,
  • un aumento di pensieri insoliti e sospetti
  • ed una storia familiare di psicosi.

Nei giovani che sviluppano la malattia la fase caratterizzata da questi sintomi ancora aspecifici e vaghi si chiama periodo prodromico.

Riconosciamo tre tipi di sintomi:

  • I sintomi psicotici distorcono il pensiero di una persona. Questi includono
    • allucinazioni (sentire o vedere cose che non esistono),
    • deliri,
    • difficoltà a organizzare il pensiero.
  • I sintomi “negativi” rendono difficile vivere e mostrare le proprie emozioni, facendo quindi comparire il soggetto come depresso e isolato.
  • I sintomi cognitivi influenzano il processo di pensiero, rendendo difficile utilizzare le informazioni, prendere decisioni e prestare attenzione.

Si pensa che la schizofrenia sia causata da una complessa combinazione di fattori

  • genetici,
  • ambientali
  • e legati al funzionamento del cervello,

ma di fatto non si conoscono ancora le cause esatte.

Anche le famiglie e la società risentono dei problemi causati dalla schizofrenia: molte persone affette hanno difficoltà a conservare il proprio posto di lavoro o a prendersi cura di se stessi e per questo devono fare affidamento su altri che possano aiutarli.

Poiché le cause del disturbo non sono ancora state interamente chiarite, le cure sono ad oggi dirette a migliorare quanto più possibile la gestione dei sintomi: i trattamenti comprendono farmaci antipsicotici e vari approcci psicosociali.

Un trattamento adeguato aiuta ad alleviare molti sintomi, ma la maggior parte delle persone schizofreniche avvertono i sintomi della malattia per tutta la vita. Tuttavia molti malati possono condurre una vita gratificante e soddisfacente in comunità. I ricercatori stanno sviluppando dei farmaci più efficaci e stanno utilizzando nuovi strumenti di ricerca per capire le cause della schizofrenia. Negli anni a venire, questo lavoro potrebbe aiutare a prevenire e curare meglio la malattia.

Purtroppo ad oggi non esiste cura definitiva, mentre l’obiettivo attuale è ragionevolmente quello di migliorare la qualità di vita del paziente aiutandolo a controllare i sintomi. Potrebbe essere necessario provare diversi farmaci prima di trovare la combinazione più adatta al singolo caso, ma collaborando con lo specialista è un obiettivo alla portata della maggior parte dei casi. Sono spesso associati anche altri approcci terapeutici, come ad esempio

  • educazione familiare,
  • riabilitazione,
  • formazione occupazionale.

I pazienti schizofrenici sono associati ad un aumento del rischio di morte rispetto alla popolazione generale a causa della contemporanea presenza di condizioni organiche come malattie cardiovascolari, metaboliche e infettive.

Immagine di un volto di donna con effetti grafici a dare il senso della molteplicità delle sfaccettature della schizofrenia.

iStock.com/GeorgePeters

Sintomi

La malattia è caratterizzata da una fase iniziale (prodromica) caratterizzata da sintomi poco specifci, mentre la malattia conclamata prevede sintomi che rientrano in tre grandi categorie:

  1. sintomi positivi,
  2. sintomi negativi,
  3. sintomi cognitivi.

Fase prodromica

Il periodo prodromico può durare da alcune settimane a diversi anni e consiste in una successione di cambiamento e/o di deterioramento comportamentale, che precede la comparsa conclamata dei sintomi psicotici clinici.

Gli individui prodromici sono spesso adolescenti e giovani adulti che mostrano lievi o moderati disturbi di

  • percezione,
  • cognizione,
  • linguaggio,
  • funzione motoria,
  • volontà e iniziativa,
  • livello di energia
  • e della tolleranza allo stress.

La differenza rispetto ai sintomi psicotici è talvolta molto sottile e sfumata in termini di tipologia, ma è chiaramente distinguibile se valutata in quanto ad entità: in altre parole si tratta di manifestazioni più miti che non giustificherebbero di per sé l’inizio di un trattamento farmacologico immediato.

Sintomi positivi

I sintomi positivi comprendono i comportamenti psicotici che non si riscontrano nelle persone sane: coloro che presentano sintomi positivi spesso perdono il contatto con la realtà. Queste manifestazioni possono andare e venire, talvolta sono gravi ed altre volte appena percettibili, a seconda che l’individuo sia o meno in trattamento.

Sono sintomi positivi:

  • Le allucinazioni sono false percezioni che una persona vede, avverte, ascolta o gli odori che sente e che nessun altro può vedere, ascoltare, annusare, o sentire.
    • Le voci sono il tipo più comune di allucinazione nella schizofrenia. Molte persone con questo disturbo sentono delle voci che possono indurre il malato a compiere delle azioni o che possono metterlo in guardia da un pericolo inesistente. A volte queste voci parlano tra loro. Le persone affette da schizofrenia possono sentire queste voci per molto tempo prima che la famiglia o gli amici possano notare il problema.
    • Altri tipi di allucinazioni includono la visione di persone o di oggetti che non ci sono, oppure sentire degli odori che nessun altro sente e percepire delle cose come della dita invisibili che toccano il loro corpo, quando invece non c’è nessuno vicino.
  • I deliri sono false convinzioni che non fanno parte della cultura della persona. Il paziente crede in qualcosa, anche dopo che gli altri gli abbiano dimostrato che non è vero né logico; può sviluppare delle illusioni che sembrano bizzarre, ad esempio credere che i vicini di casa possano controllare il suo comportamento attraverso onde magnetiche. Si riconoscono deliri di:
    • persecuzione,
    • riferimento,
    • gelosia,
    • nichilistici,
    • controllo,
    • ipocondria,
    • religiosi,
    • grandezza.
  • Possono anche credere che le persone in televisione stiano diffondendo dei messaggi speciali, o che le stazioni radio stiano trasmettendo i loro pensieri agli altri. A volte credono di essere qualcun altro, ad esempio un famoso personaggio storico. Possono avere illusioni paranoiche e credere che gli altri stiano cercando di far loro del male, attraverso per esempio una truffa, una molestia, un avvelenamento, o che stiano complottando contro di loro o le persone a loro care. Queste convinzioni sono chiamate manie di persecuzione.
  • I disturbi del pensiero sono inusuali o disfunzionali modi di pensare. Una forma comune di disturbo del pensiero negli schizofrenici è chiamata pensiero disorganizzato, che si verifica quando una persona ha difficoltà ad organizzare i propri pensieri o a collegarli logicamente. Possono parlare in modo confuso, tanto da non farsi capire facilmente. Un’altra forma di disturbo del pensiero viene chiamata blocco del pensiero e si verifica quando una persona smette di parlare bruscamente nel bel mezzo di un discorso. Quando gli si chiede perché abbia smesso di parlare, lo schizofrenico può dire di sentirsi come se il pensiero fosse stato portato fuori dalla sua testa. Infine potrebbe pronunciare delle parole senza senso o dei “neologismi”.
  • I disturbi del movimento possono apparire come dei movimenti agitati del corpo. Una persona con un disturbo del movimento può ripetere certi movimenti più e più volte. Nei casi estremi il malato diventa catatonico: per catatonia si intende quello stato in cui una persona non si muove e non risponde agli altri. La catatonia oggi è rara, ma è più comune quando il trattamento della schizofrenia non è stato ancora intrapreso.

Sintomi negativi

I sintomi negativi sono associati a interruzioni del normale stato emotivo e comportamentale. Queste manifestazioni sono più difficili da riconoscere come parte della malattia e possono essere scambiati per depressione o per altri disturbi. Sono sintomi negativi i seguenti:

  • “morale a terra” (il volto della persona non si muove oppure parla con voce sorda o monotona),
  • mancanza di piaceri nella vita quotidiana,
  • mancanza di capacità di avviare e sostenere le attività previste,
  • scarsa comunicazione, anche se costretti ad interagire.

Le persone con sintomi negativi possono aver bisogno di aiuto per le attività quotidiane. Spesso trascurano di base la propria igiene personale, questo può farli apparire pigri o incapaci di badare a se stessi, ma il problema sono i sintomi causati dalla schizofrenia.

Sintomi cognitivi

I sintomi cognitivi non sono evidenti, come quelli negativi anche questi possono essere difficili da riconoscere come parte della malattia: spesso vengono riconosciuti solo quando valutati nel contesto di altri sintomi suggestivi di schizofrenia.

Sono sintomi cognitivi:

  • scarse “funzionalità esecutive” (la capacità di comprendere e utilizzare le informazioni per prendere delle decisioni),
  • problemi di concentrazione,
  • problemi con la “memoria di lavoro” (la capacità di utilizzare le informazioni immediatamente dopo averle apprese).

I sintomi cognitivi spesso rendono difficile condurre una vita normale e guadagnarsi da vivere. Essi possono causare un forte stress emotivo.

I soggetti con schizofrenia sono violenti?

I soggetti schizofrenici non sono in genere violenti, infatti la maggior parte dei crimini non sono commessi da persone con schizofrenia. Tuttavia alcuni sintomi sono associati a violenza, come le manie di persecuzione. L’ abuso di sostanze può anche incrementare la probabilità che una persona diventi violenta: se un soggetto con schizofrenia diventa violento, la violenza è di solito diretta ai familiari e tende a manifestarsi in casa .

Il rischio di violenza tra soggetti con schizofrenia è basso, ma soggetti con questa patologia tentano il suicidio molto di più rispetto ad altri . Intorno al 10 percento (soprattutto giovani adulti di sesso maschile) muoiono per suicidio. È difficile predire quali persone con schizofrenia siano inclini al suicidio, se conoscete qualcuno che parla di suicidio o tenta il gesto, aiutatelo a trovare un aiuto professionale il più presto possibile.

Cause

La comunità medica ritiene che la causa della malattia vada cercata non in una causa specifica, bensì in una combinazione di fattori genetici, ambientali e legati al funzionamento del sistema nervoso centrale.

Geni e ambiente

I ricercatori sanno da tempo che la schizofrenia è un disturbo a carattere familiare.

La malattia si presenta nell’uno per cento della popolazione generale, ma si osserva nel 10 per cento delle persone che hanno un parente di primo grado con la malattia, come ad esempio un genitore, fratello o sorella. Persone che hanno parenti di secondo grado (zie, zii, nonni, o cugini ) con la malattia sviluppano anch’essi schizofrenia più spesso rispetto alla popolazione generale. Il rischio è poi più elevato per un gemello identico di un malato, la probabilità di sviluppare la malattia in questi casi va dal 40 al 65 per cento.

Noi ereditiamo il DNA (codice genetico) da entrambi i genitori e si ritiene che siano diversi i geni associati ad un aumentato rischio di schizofrenia, ma che nessuno di essi causi la malattia da solo. In realtà la ricerca ha scoperto che le persone affette da schizofrenia tendono ad avere tassi più alti di rare mutazioni genetiche e queste differenze coinvolgono centinaia di geni e, probabilmente, interrompono lo sviluppo cerebrale.

Altri studi recenti suggeriscono che la schizofrenia possa derivare dal malfunzionamento di un importante gene preposto alla regolazione di delicati equilibri: questo problema può influire sulla parte del cervello coinvolta nello sviluppo delle capacità superiori. La ricerca su questo gene è in corso, quindi non è ancora possibile utilizzare le informazioni genetiche per prevedere chi svilupperà la malattia.

Si pensa comunque che un gene mal funzionante non sia sufficiente allo sviluppo della malattia e che le interazioni tra i geni e l’ambiente siano necessarie per sviluppare la schizofrenia: molti fattori ambientali potrebbero essere coinvolti, come l’esposizione a virus o malnutrizione prima della nascita, problemi durante il parto e altri fattori psicosociali non ancora noti.

Chimica e struttura cerebrale

Una seconda causa che potrebbe essere collegata allo sviluppo della schizofrenia è lo squilibrio nelle complesse reazioni chimiche del cervello che coinvolgono neurotrasmettitori come dopamina e glutammato: i neurotrasmettitori sono sostanze che permettono alle cellule del cervello di comunicare l’una con l’altra.

I cervelli di persone affette da schizofrenia hanno un aspetto diverso da quelli di persone sane: per esempio le cavità ripiene di liquido al centro del cervello, chiamate ventricoli, sono più grandi in alcuni pazienti, inoltre tendenzialmente è presente meno materia grigia e alcune zone possono mostrare più o meno attività.

Anche studi sul tessuto cerebrale dopo la morte hanno rivelato ulteriori differenze: i ricercatori hanno riscontrato piccoli cambiamenti nella distribuzione o nelle caratteristiche delle cellule del cervello che probabilmente si sono verificati prima della nascita. Alcuni esperti pensano che problemi durante lo sviluppo del cervello prima della nascita potrebbero portare a collegamenti difettosi, ma il problema potrebbe non comparire fino alla pubertà: il cervello subisce grandi cambiamenti durante questa fase ed i cambiamenti possono provocare sintomi psicotici.

Fumo ed abuso di sostanze

Alcuni soggetti che consumano droga mostrano sintomi simili a quelli della schizofrenia; allo stesso modo soggetti schizofrenici possono essere scambiati per tossicodipendenti:

La gran parte dei ricercatori non crede che l’abuso di sostanze causi schizofrenia, ma per i soggetti malati è più probabile cadere nella dipendenza da sostanze stupefacenti o di alcol rispetto alla popolazione generale .

L’abuso di sostanze può rendere meno efficace il trattamento per la schizofrenia: alcune sostanze, come la marijuana o stimolanti come amfetamine e cocaina, potrebbero peggiorare i sintomi. La ricerca ha mostrato una crescente evidenza riguardo al legame tra marijuana ed i sintomi della schizofrenia, è inoltre meno probabile che soggetti che abusano di droghe seguano il loro piano terapeutico.

Schizofrenia e fumo

La dipendenza dalla nicotina è la più comune forma di abuso di sostanze in soggetti con schizofrenia, la dipendenza registra un tasso tre volte più alto di quello della popolazione generale (dal 75% al 90% contro il 25%-30%).

Il rapporto tra fumo e schizofrenia è complesso: persone malate sembrano essere spinte a fumare e i ricercatori stanno verificando se esista una base biologica per questa esigenza. In aggiunta ai noti pericoli per la salute, vari studi hanno rilevato che il fumo può rendere meno efficaci i farmaci antipsicotici.

Smettere di fumare potrebbe essere molto difficile per i soggetti con schizofrenia, perché l’astinenza dalla nicotina potrebbe peggiorare i sintomi psicotici. Le strategie per smettere che includono i metodi sostitutivi della nicotina potrebbero in questo caso essere preferibili. I medici che trattano le persone affette da schizofrenia dovrebbero controllare la risposta dei pazienti ai farmaci antipsicotici con attenzione se il paziente decide di iniziare o smettere di fumare.

Farmaci

I farmaci antipsicotici sono stati disponibili a partire dalla metà degli anni 1950, i tipi più vecchi sono chiamati antipsicotici convenzionali o tipici e sono per esempio:

  • clorpromazina (Largactil®, Prozin®),
  • aloperidolo (Haldol®, Serenase®),
  • perfenazina,
  • flufenazina (Moditen®).

Negli anni ‘90 sono stati sviluppati nuovi farmaci antipsicotici, chiamati di seconda generazione o antipsicotici “atipici”: uno di questi farmaci, la clozapina (Leponex®), è un farmaco efficace che tratta i sintomi psicotici come le allucinazioni, ma che talvolta può causare un problema grave chiamato agranulocitosi (causa di perdita di globuli bianchi, cellule che aiutano a combattere le infezioni).

I malati che assumono la clozapina devono quindi essere sottoposti a frequenti esami del sangue, rendendo il trattamento con clozapina difficile per molte persone e costoso per il Sistema Sanitario Nazionale; per queste ragioni il farmaco è potenzialmente utile per le persone che non rispondono ad altri antipsicotici .

Sono stati sviluppati anche altri farmaci atipici, nessuno dei quali causa agranulocitosi:

  • Risperidone (Risperdal®),
  • Olanzapina (Zyprexa®),
  • Quetiapina (Seroquel®),
  • Ziprasidone (Zeldox®),
  • Aripiprazole (Abilify®),
  • Paliperidone (Invega®).

Quando il medico dice che si può interrompere il trattamento, questo dovrebbe essere ridotto gradualmente e mai interrotto improvvisamente.

Effetti collaterali

Alcune persone manifestano effetti collaterali quando cominciano ad assumere questi farmaci, ma gli effetti indesiderati possono sparire dopo pochi giorni e spesso vengono quindi gestiti con successo.

I pazienti che assumono antipsicotici non devono guidare fino a quando non si siano adattati al loro nuovo farmaco.

Tra gli effetti collaterali più comuni degli antipsicotici ricordiamo:

I farmaci antipsicotici atipici possono causare aumento di peso e considerevoli cambiamenti nel metabolismo della persona, ciò può aumentare il rischio di diabete e di aumentare i livelli circolanti di colesterolo.

Il peso corporeo, i livelli di glucosio e livelli di lipidi devono quindi essere controllati regolarmente da un medico durante l’assunzione di un farmaco antipsicotico atipico.

Tipicamente questi medicinali possono causare effetti indesiderati legati al movimento fisico, come ad esempio:

  • rigidità,
  • spasmi muscolari persistenti,
  • tremore,
  • irrequietezza.

A lungo termine possono portare ad una condizione chiamata discinesia tardiva, che provoca movimenti muscolari che la persona non riesce a controllare: questi movimenti si verificano comunemente intorno alla bocca. La discinesia tardiva può variare da lieve a grave ed in alcune persone il problema non può essere curato.

A volte gli schizofrenici affetti da discinesia tardiva riescono a recuperare parzialmente o totalmente dopo aver interrotto l’assunzione del farmaco.

La discinesia tardiva si presenta comunque solo in poche persone che assumono farmaci antipsicotici atipici, ma coloro che credono di essere affetti da questo problema devono comunque consultare il proprio medico prima di interrompere l’assunzione del farmaco.

Come vengono assunti gli antipsicotici e in che modo le persone rispondono ad essi?

Di solito gli antipsicotici vengono assunti in forma liquida o in compresse; alcune formulazioni richiedono di essere somministrate solo una o due volte al mese.

I sintomi della schizofrenia, come la sensazione di agitazione e le allucinazioni, di solito scompaiono in pochi giorni, mentre i sintomi come i deliri di solito vanno via in poche settimane.

Dopo circa sei settimane la maggior parte delle persone potranno constatare considerevoli miglioramenti, tuttavia ogni paziente risponde in modo diverso ai farmaci antipsicotici e nessuno può prevedere in anticipo come una persona reagirà. In alcuni casi c’è bisogno di provare vari farmaci prima di trovare quello giusto, ma medici e pazienti possono lavorare insieme per trovare il farmaco migliore o la migliore combinazione di farmaci, così come la dose giusta.

Alcuni pazienti possono andare incontro a una ricaduta e i sintomi possono ritornare o peggiorare: di norma la ricaduta si verifica quando viene interrotta l’assunzione dei farmaci o quando questi vengono assunti sporadicamente. Alcuni pazienti smettono di prendere il farmaco perché si sentono meglio o perché ritengono di non averne più bisogno, in realtà nessuno deve interrompere l’assunzione di un farmaco antipsicotico senza parlarne prima con il proprio medico.

Se il medico è d’accordo a interrompere l’assunzione del medicinale allora deve essere diminuita gradualmente la dose, non si può stoppare improvvisamente l’assunzione.

In generale gli antipsicotici più vecchi funzionano bene come i farmaci atipici più nuovi, ma poiché le persone rispondono in modo diverso a diversi farmaci, è importante che i trattamenti siano adeguati ad ogni persona.

Come interagiscono gli antipsicotici con gli altri farmaci?

Gli antipsicotici possono produrre effetti collaterali spiacevoli o pericolosi se assunti con determinati farmaci, per questo motivo il medico deve essere a conoscenza di tutti i medicinali che il malato sta assumendo, sia che si tratti di farmaci da banco che di farmaci sotto prescrizione, che di vitamine, minerali e integratori a base di erbe.

Trattamenti psicosociali

I trattamenti psicosociali possono aiutare le persone affette da schizofrenia che si sono già adattate ai farmaci antipsicotici. L’obiettivo è aiutare i pazienti ad affrontare le sfide quotidiane della malattia, come

  • la difficoltà di comunicazione,
  • la cura di sé,
  • il lavoro
  • e la difficoltà di creare e mantenere i rapporti sociali.

Imparare ed utilizzare questi meccanismi di adattamento sociale può aiutare le persone schizofreniche ad affrontare questi problemi ed imparare a socializzare e a frequentare la scuola e il lavoro.

I pazienti che ricevono regolarmente un trattamento psicosociale hanno anche maggiori probabilità di continuare a prendere i loro farmaci e sono esposti ad una minore probabilità di avere recidive o di essere ricoverati in ospedale.

Il terapeuta può aiutare il paziente a convivere al meglio con la schizofrenia, educandolo ad affrontare il disturbo, i sintomi più comuni che possono verificarsi e a comprendere l’importanza di assumere i farmaci.

  • Capacità di gestire la malattia. Le persone affette da schizofrenia possono assumere un ruolo attivo nella gestione della loro malattia. Una volta che il paziente abbia appreso le nozioni fondamentali sulla malattia ed il suo trattamento, diventa in grado di prendere consapevolmente delle decisioni sulla loro cura. Se riescono a riconoscere in tempo i segni premonitori di una recidiva e se riescono ad elaborare un piano per reagire ad essa, possono imparare a prevenire le ricadute ed anche imparare ad affrontare al meglio i sintomi persistenti.
  • Trattamento integrato per il contemporaneo abuso di sostanze. L’abuso di sostanze è il disordine che più comunemente si verifica in associazione ai disturbi mentali delle persone affette da schizofrenia, ma i programmi ordinari previsti per il trattamento di abuso di sostanze di solito non affrontano delle particolari esigenze. Quando i programmi per il trattamento della schizofrenia ed i programmi per il trattamento dell’abuso di sostanze vengono usati insieme, i pazienti possono ottenere dei risultati migliori.
  • Educazione familiare. Le persone con schizofrenia sono spesso affidate dall’ospedale alla cura delle loro famiglie, quindi è importante che i familiari sappiano quanto più possibile sulla malattia. Con l’aiuto di un terapista i membri della famiglia possono apprendere strategie ed in questo modo la famiglia può contribuire ad assicurare che la persona cara prosegui il trattamento. Le famiglie devono sapere dove trovare i servizi ambulatoriali e per la famiglia.
  • Terapia cognitivo-comportamentale. La terapia cognitivo-comportamentale è un tipo di psicoterapia che si concentra sul pensiero e sul comportamento; aiuta i pazienti con sintomi che non vanno via anche quando prendono le medicine. Il terapeuta insegna alle persone affette da schizofrenia come verificare la realtà dei loro pensieri e percezioni, come non “ascoltare” le loro voci e come gestire i loro sintomi generali. Può inoltre aiutare a ridurre la gravità dei sintomi e il rischio di ricaduta.
  • Gruppi di aiuto. I gruppi di aiuto per le persone affette da schizofrenia e per le loro famiglie sono sempre più diffusi. In genere non sono coinvolti anche dei terapeuti professionali , ma i membri del gruppo di sostegno si confortano a vicenda. Le persone che fanno parte di un gruppo di aiuto sanno che gli altri si trovano ad affrontare gli stessi problemi e ciò può aiutarli a sentirsi meno isolati. La rete di rapporti sociali che si crea nei gruppi di aiuto può anche incitare le famiglie a lavorare insieme per sostenere la ricerca e i programmi di trattamento della comunità e degli ospedali. Inoltre i gruppi di sostegno possono attirare l’attenzione del pubblico rispetto al problema della discriminazione nei confronti delle malattie mentali.

Una volta che i pazienti hanno appreso le nozioni fondamentali relative alla schizofrenia e al suo trattamento possono prendere consapevolmente delle decisioni sulla loro cura.

Come si possono aiutare le persone schizofreniche?

Le persone affette da schizofrenia possono ricevere aiuto da professionisti ed operatori sanitari attraverso dei programmi giornalieri, tuttavia sono i membri della famiglia in genere ad essere i primi sostenitori di un soggetto schizofrenico.

Le persone affette da schizofrenia spesso oppongo resistenza ai trattamenti, non riescono a capire ed accettare di aver bisogno di aiuto perché ritengono che i loro deliri o le allucinazioni siano reali. In questi casi per la famiglia e gli amici potrebbe essere necessario intervenire per far sì che il proprio caro possa comunque sentirsi tranquillo.

In caso di emergenza a casa è bene chiedere aiuto senza paura, una volta giunti al Pronto Soccorso un professionista della salute mentale esamina il paziente e stabilisce se sia necessario il ricovero volontario o coercitivo: l famiglia e gli amici possono fornire delle informazioni necessarie per aiutare lo specialista di salute mentale a prendere una decisione.

Successivamente al trattamento in ospedale la famiglia e gli amici possono aiutare il soggetto schizofrenico a ricevere un trattamento adeguato e ad assumere i farmaci prescritti, se il paziente interrompe il trattamento con i farmaci oppure smette di seguire gli appuntamenti medici i loro sintomi probabilmente ritorneranno. Talvolta i sintomi diventano gravi per le persone che smettono di assumere farmaci ed il trattamento che gli è stato indicato. Questa situazione è molto pericolosa, perché il paziente può non riuscire a prendersi più cura di se stesso. Alcune persone finiscono per la strada o in carcere, dove raramente ricevono il tipo di aiuto di cui hanno veramente bisogno.

La famiglia e gli amici possono anche aiutare i pazienti a fissare degli obiettivi realistici ed imparare ad essere attivi e badare a sé stessi. Vanno fatti volta per volta piccoli passi verso il raggiungimento di questi obiettivi. Il paziente avrà bisogno di un buon supporto durante questo periodo, quando le persone affette da una malattia mentale si sentono criticate e sotto pressione di solito non riescono a migliorare, ma spesso i sintomi possono anzi anche peggiorare. Fargli notare che stanno facendo qualcosa di buono è il modo migliore per aiutarli ad andare avanti.

Può essere difficile capire come si debba rispondere a un soggetto affetto da schizofrenia che fa delle affermazioni chiaramente strane o false: ricordate che queste allucinazioni sembrano molto reali per la persona schizofrenica. È superfluo e inutile dirgli/dirle che sono irreali e frutto dell’immaginazione.

Provate a dire invece che vedete le cose in modo diverso, dite loro che ogni individuo ha il diritto di vedere le cose diversamente. Inoltre è importante capire che la schizofrenia è una malattia biologica, essere rispettosi, solidali, e gentili senza tollerare comportamenti pericolosi o inappropriati è il modo migliore per avvicinare le persone con questo disturbo.

 

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Domanda -

    Salve, sono la mamma di un ragazzo di 18 anni. Da quando ha iniziato le scuole superiori non ha più amici, non esce con nessuno e sta sempre al pc. Ho cambiato scuola quest’anno mettendolo in una privata sperando che migliorassero i suoi rapporti interpersonali ma nulla. Invece a scuola mi dicono che è afabile con i compagni. A casa è spesso molto nervoso e impreca per nulla, a volte non vuole nemmeno il contatto di una carezza, altre volte mi abbraccia.
    Dorme poco, mangia poco e ha la mania di lasciare sempre aperte le finestre anche ora che fa freddo.
    Sono cosciente del suo stato di grave difficoltà ma non riesco a fare nulla per aiutarlo, di psicologo nn ne vuole sentire parlare. Datemi un consiglio, sono una mamma disperata.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo) -

      Difficile suggerire suggerire qualcosa senza conoscere per bene la persona in oggetto e le dinamiche intorno a lui ( familiari e meno) . E’ probabile che abbia qualche disagio ,che ci sia qualcosa che lo disturba o non lo rende felice. Prima delle superiori i suoi rapporti come erano?

  2. Domanda -

    A che età può manifestarsi per la prima volta?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      L’età di picco di insorgenza è tra i 20 e i 28 anni per i maschi e tra i 26 e i 32 anni per le femmine. L’esordio in età pediatrica è molto più raro (fonte Wikipedia).

  3. Domanda -

    Esiste un esame del sangue per poterla diagnosticare?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Purtroppo no.

  4. Domanda -

    Qual è il tipo più comune di allucinazione (ammesso che si possa individuare)?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Le allucinazioni uditive sono quelle più comuni, in genere sotto forma di voci che bisbigliano.

  5. Domanda -

    Cos’è la schizofrenia paranoide? Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Una forma caratterizzata da sentimenti di sospetto estremo, diffidenza, spesso sviluppando un vero e proprio senso di persecuzione.