Russare: cause e rimedi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 6 giugno 2018

Introduzione

Il fenomeno del russare (o russamento o, dal punto di vista medico, roncopatia) è definito come l’emissione, durante il sonno, di un suono più o meno fastidioso associato all’attività respiratoria.

Il rumore proviene in genere dal palato molle e dai tessuti della bocca, naso o gola, che vibrano sotto l’effetto del movimento d’aria.

Il 45% degli adulti sani russa di tanto in tanto, mentre fino a uno su quattro russa abitualmente; in alcuni casi il suono non è particolarmente forte, mentre altri pazienti possono russare ogni notte, abbastanza forte da essere avvertiti nella stanza accanto ed in modo particolarmente sgradevole.

Tra i rimedi più efficaci per ridurre il fenomeno in assenza di patologie ricordiamo:

  • Dimagrire se necessario.
  • Evitare di consumare alcolici e farmaci sedativi prima di coricarsi.
  • Dormire sul fianco anziché sulla schiena.

Russare durante il sonno può essere indicativo per alcuni pazienti di disturbi più o meno severi, come l’apnea ostruttiva del sonno ed ostruzioni respiratorie, e per questo non dovrebbe quindi essere preso alla leggera; l’otorinolaringoiatra è lo specialista che se ne occupa e può aiutarvi a capire qual è il problema anatomico che fa sì che russiate, oltre ad offrirvi una soluzione per questo disturbo tanto fastidioso quanto imbarazzante.

Donna che cerca di attutire il russamento del marito con il proprio cuscino.

iStock.com/AntonioGuillem

Cause

Il rumore del russamento è causato dall’ostruzione del flusso d’aria nei passaggi retrostanti al naso e alla bocca, cioè della zona più elastica delle vie aeree, dove la lingua e la parte superiore della gola si uniscono al palato molle e all’ugola. Si russa se queste strutture vengono a contatto e iniziano a vibrare durante la respirazione.

Possono quindi essere interessati:

  • passaggio nasale,
  • palato molle,
  • base della lingua,
  • tonsille,
  • ugola.

Mentre si dorme le vie respiratorie a livello di testa e collo si rilassano e, per questo, si restringono; si pensa che questo restringimento delle vie aeree aumenti la velocità e la pressione con cui l’aria vi passa attraverso, causandone la vibrazione e il rumore.

Lo stesso effetto può anche essere il risultato delle vie aeree parzialmente bloccato, che può essere causato da condizioni come tonsille e raffreddori.

L’esperienza suggerisce che il russare peggiorerà nel corso del tempo se il disturbo non viene trattato; le vibrazioni sembrano danneggiare i vasi sanguigni che alimentano i muscoli di testa e collo e, negli anni, questi si indeboliranno diventando sempre meno capaci di mantenere le vie aeree aperte e pervie.

Chi russa potrebbe inoltre soffrire di:

  • Scarso tono muscolare della lingua e della gola. Se i muscoli sono troppo rilassati, la lingua ricade all’indietro nella gola, oppure i muscoli della gola si restringono e impediscono una corretta respirazione.
  • Eccessivo ingombro dei tessuti della gola. I bambini con le tonsille e le adenoidi gonfie russano molto frequentemente.
  • Palato molle e/o ugola troppo lunghi. Se il palato è troppo lungo, va a ostruire parzialmente l’apertura tra il naso e la gola. Se il palato molle e/o l’ugola sono troppo lunghi, fanno da valvola vibrante quando il respiro si fa più rilassato, e provocano il caratteristico rumore.

Nei bambini il russare può essere un sintomo di problemi alle tonsille e alle adenoidi. Se il problema è cronico il bambino dovrebbe essere visitato da un otorinolaringoiatra, che gli può consigliare l’intervento di tonsillectomia e adenoidectomia per riportarlo in piena salute.

Fattori di rischio

  • Il problema del russamento è più frequente tra gli uomini e tra le persone in sovrappeso e di solito peggiora con l’andare degli anni; i soggetti in sovrappeso possono infatti avere un eccesso di tessuti molli nel collo, che provoca il restringimento delle vie aeree.
  • Un lieve rilassamento è normale durante le fasi di sonno profondo, però potrebbe diventare un problema se viene aggravato dall’alcol o dai farmaci che provocano sonnolenza (ansiolitici, sedativi, alcuni antidepressivi, …).
  • Se il naso è congestionato o ostruito l’organismo deve fare uno sforzo maggiore per far passare l’aria, in questo modo si crea un vuoto maggiore del solito nella gola, che tende a far avvicinare tra loro i tessuti molli. Si può russare, quindi, solo durante l’allergia ai pollini, oppure solo nel corso del raffreddore o della sinusite. L’ostruzione può anche essere provocata da anomalie anatomiche del naso o del setto nasale, ad esempio dal setto nasale deviato (malformazione delle pareti che separano le narici).
  • Il fumo è causa di infiammazione delle via aeree e questo può essere causa di peggioramento del disturbo.

Sintomi

Il russamento è la produzione di un evidente suono mentre si respira durante il sonno. Si tende a russare maggiormente durante le fasi più profonde del sonno, circa 90 minuti dopo essersi addormentati, e soprattutto se di dorme sulla schiena.

La tipologia di suono dipende dal tipo di tessuto molle che vibra, ad esempio

  • se è coinvolta la parte posteriore del naso verrà emesso un suono nasale schiacciato, non particolarmente forte.
  • Se la causa è da cercare nel palato molle o nell’ugola il suono potrebbe essere gutturale e più forte.

Molto spesso il risultato è prodotto da un insieme diverso di fattori.

Il disturbo causa spesso un peggioramento della qualità del sonno, che si traduce durante il giorno in

  • sonnolenza,
  • irritabilità,
  • mancanza di concentrazione,
  • e diminuzione della libido.

Il fenomeno è inoltre correlato a un aumento del rischio di attacco cardiaco e ictus.

Pericoli

Russare di notte potrebbe essere causa di stanchezza e difficoltà di concentrazione durante il giorno; a sua volta un’eccessiva sonnolenza diurna può essere causa di gravi complicazioni (professionali, mediche, sociali, …) e dovrebbe sempre essere affrontata con il medico. Si stima che fino al 20% degli incidenti stradali siano causati dalla sonnolenza, che quindi può realmente mettere in pericolo di vita il soggetto.

Dal punto di vista sociale, chi russa spesso viene preso in giro; chi dorme con il paziente può avere problemi ad addormentarsi, non riuscire a dormire bene, e quindi essere affaticato durante tutta la giornata.

Apnea ostruttiva del sonno

Il russamento può essere sintomo di un problema più grave, noto come sindrome delle apnee ostruttive del sonno. L’apnea ostruttiva nel sonno è caratterizzata da diverse interruzioni della respirazione, che possono durare anche più di 10 secondi ciascuna, dovute al restringimento o al collasso delle vie aeree superiori. In questo modo la quantità di ossigeno nel sangue aumenta e il cuore deve lavorare più intensamente. Il ciclo del sonno risulta alterato, quindi il paziente si sente poco riposato, nonostante trascorra un tempo sufficiente a letto. Chi soffre di apnea può avere da 30 a 300 episodi simili per notte.

L’effetto immediato dell’apnea nel sonno è che il paziente deve dormire meno profondamente e tenere tesi i muscoli della gola per consentire all’aria di raggiungere i polmoni; chi russa non si riposa a sufficienza, quindi può rimanere affaticato durante il giorno e ne possono risentire il rendimento sul lavoro, la condotta di guida o l’uso dei macchinari. L’apnea nel sonno, se non adeguatamente curata, fa aumentare il rischio di infarto, ictus, diabete e molti altri problemi medici.

Diagnosi

Chi russa molto dovrebbe farsi visitare dal medico per escludere le apnee nel sonno: per “russare molto” intendiamo il russamento costante, indipendente dalla posizione, oppure che ha un impatto negativo sul sonno del compagno di letto.

L’otorinolaringoiatra inizierà la visita attraverso un’accurata anamnesi, ossia raccogliendo con l’aiuto del paziente gli elementi necessari a inquadrare la situazione:

  • età,
  • peso,
  • altri sintomi o problemi di salute,
  • farmaci assunti,
  • caratteristiche del disturbo,

Il passo successivo sarà la visita vera e propria; lo specialista esaminerà attentamente le vie respiratorie attraverso l’uso di specifici dispositivi:

  • naso,
  • bocca,
  • gola,
  • palato,
  • collo.

Si cercheranno indizi relativi alla presenza di eventuali condizioni sottostanti:

Per capire se il russamento è causato dalle apnee del sonno, possono invece essere necessari ulteriori approfondimenti, soprattutto in caso di

  • episodi verificati di interruzione della respirazione o di apnea nel sonno,
  • sonnolenza o affaticamento diurni,
  • ipertensione,
  • problemi cardiaci,
  • precedenti di ictus.

Cura e terapia

Le terapie dipendono dalla diagnosi e dall’entità del restringimento delle vie aeree superiori ed in alcuni casi possono essere coinvolti diversi specialisti.

Stile di vita

In alcuni pazienti potrebbe essere sufficiente modificare lo stile di vita per risolvere definitivamente il problema, per esempio:

  • perdere peso se necessario,
  • evitare di consumare alcolici, soprattutto nelle ore che precedono il riposo,
  • smettere di fumare,
  • praticare esercizio fisico regolarmente (che permette di mantenere forti e in salute i muscoli del collo e della testa),
  • seguire un ritmo sonno-veglia regolare,
  • dormire sdraiati su un fianco, anziché supini,
  • alzare il materasso sotto la testa di una decina di centimetri o usare un cuscino più alto.

Dispositivi

Se la causa del disturbo va cercata principalmente a livello del naso si possono provare con successo i cerottini nasali o i dilatatori.

In entrambi i casi l’obiettivo è quello di dilatare le vie aeree prevenendo il restringimento che causa l’aumento di pressione dell’aria; non esiste grande letteratura che compari queste due possibilità e ne valuti l’efficacia, ma possono essere un tentativo economico che vale la pena di fare.

Esistono poi apparecchi più complessi studiati per la bocca, ma in questo caso è preferibile che la prescrizione sia fatta dall’otorino a seguito della visita; si tratta in genere di dispositivi mobili di avanzamento della mandibola, in grado di creare uno spazio maggiore tra la lingua e la faringe, facilitando il decorso dell’aria. Sono ben tollerati dai pazienti e permettono spesso ottimi risultati.

Farmaci

Non esistono farmaci in grado di curare il sintomo, ma ci sono situazioni in cui è possibile curare (o gestire) la causa scatenante; per esempio in caso di rinite allergica o raffreddore è possibile usare con successo antistaminici per via orale e/o spray nasali decongestionanti (massimo 7 giorni) o cortisonici.

Chirurgia

Quando i rischi o le complicazioni sono elevati e non si riesce a trattare il disturbo in modo non invasivo è possibile ricorrere ad alcune soluzioni chirurgiche; l’intervento è infatti in genere considerato come ultima risorsa, quando tutte le altre opzioni di trattamento sono stati provate senza successo.

Nei casi in cui ci sono evidenti problemi anatomici che concorrono alla genesi del fenomeno, come la presenza di tonsille particolarmente grandi, l’intervento è la soluzione di elezione.

Altri approcci sono:

  • L’uvulopalatofaringoplastica (UPPP) è un intervento chirurgico in grado di curare il russamento e l’apnea ostruttiva nel sonno. Rimuove il tessuto in eccesso del palato molle e riapre le vie respiratorie.
  • Gli interventi di termoablazione eliminano l’eccesso di tessuto nei turbinati nasali, alla base della lingua e/o nel palato molle e sono usati sia per il russamento sia per le apnee ostruttive.
  • Tra i metodi usati per aumentare la rigidità del palato molle senza rimuovere alcun tessuto ricordiamo l’iniezione di una sostanza irritante che irrigidisce la zona circostante l’ugola.
  • L’avanzamento del genioglosso e dello ioide è un intervento chirurgico che serve per curare l’apnea ostruttiva del sonno. Previene il collasso della parte bassa della gola e spinge in avanti i muscoli della lingua, riaprendo le vie aeree ostruite.

Apnea ostruttiva del sonno

L’apnea ostruttiva del sonno viene curata il più delle volte con un dispositivo che riapre le vie aeree con una pressione positiva di lieve intensità. La pressione viene esercitata da una mascherina nasale indossata durante il sonno. Questa terapia è detta CPAP, ed è attualmente la terapia d’elezione per i pazienti affetti da apnee ostruttive del sonno.

Fonti:

Adattamento dall’inglese a cura di Elisa Bruno

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Ma davvero l’aumento di peso può incidere così tanto? Non è possibile che ci siano anche altre cause?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, possono sicuramente intervenire altre cause, ma è stato stimato che un aumento del peso del 10% può peggiorare il sintomo del 50%.