Rosolia in adulti e bambini: sintomi, rischi in gravidanza e vaccino

Ultima modifica 06.01.2020

Introduzione

La rosolia è una infezione virale i cui sintomi principali sono:

  • rash cutaneo rosso-rosa costituita da piccole macchie,
  • gonfiore delle ghiandole attorno testa e del collo,
  • temperatura elevata (febbre),
  • sintomi influenzali, come ad esempio un colpo di tosse e naso che cola,
  • articolazioni doloranti e dolorose (più comune negli adulti).

La malattia è in genere mite e migliora senza trattamento in 7-10 giorni; il virus di norma viene trasmesso respirando le goccioline del naso o della gola degli altri.

Questa malattia è generalmente di lieve entità nei bambini, dove in genere non costituisce un rischio significativo, mentre è fonte di grande preoccupazione il caso in cui l’infezione sia contratta da una donna in gravidanza; in questo caso la malattia può provocare rosolia congenita nel feto in via di sviluppo con il rischio di gravi complicazioni, essendo trasmissibile dalla mamma al feto attraverso la circolazione sanguigna.

Ad oggi, grazie alla vaccinazione obbligatoria dei bambini, si registrano fortunatamente molti meno casi di rosolia, congenita e non.

Foto

Schiena con il caratteristico rash cutaneo tipico della rosolia

Di Prof. Dr. Dr. F.C. Sitzmann, Homburg/Saar Copyright: DGK – german wikipedia: https://de.wikipedia.org/wiki/Bild:Dgk_kind_mitroeteln.jpg, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Trasmissione

La rosolia è una malattia infettiva ad origine virale dovuta al Rubella virus, appartenente alla famiglia dei Togaviridae (a differenza degli altri Togaviridae non è trasmesso da insetti e ha per ospite solo l’uomo).

Il virus viene diffuso in modo simile al raffreddore o all’influenza, ossia attraverso le goccioline emesse da naso o gola di qualcuno che è stato infettato. Queste goccioline vengono rilasciate nell’aria tossendo, starnutendo, parlando, …

Un soggetto affetto da rosolia può diffondere la malattia fino a una settimana prima dell’esantema e rimanere contagioso per oltre 7 giorni dopo la sua comparsa, tuttavia il 25 – 50% degli individui colpiti da rosolia non manifesterà alcun sintomo.

È opportuno restare a casa dal lavoro o da scuola in caso di contagio, per evitare di infettare altri soggetti.

Una donna incinta, inoltre, se contagiata in gravidanza, può trasmettere il virus al feto con possibili gravi conseguenze.

Chi è affetto da rosolia dovrà informare amici, famigliari e colleghi, specie se donne incinte, della propria malattia. Se il proprio figlio contrae la rosolia, è importante informare la scuola o l’eventuale babysitter.

Sintomi

In letteratura viene riportato un periodo di incubazione di 13-24 giorni (circa 18 giorni di media), questo significa che ci possono volere da 2 a 3 settimane perché un bambino manifesti la rosolia dopo la prima esposizione al virus.

Nei bambini la rosolia è in genere una malattia lieve, con poche manifestazioni sintomatiche.

Il sintomo caratteristico consiste nella comparsa del tipico esantema della pelle (in forma di puntini), che in genere si manifesta

  • prima sul viso,
  • per poi diffondersi al resto del corpo.

Quest’eruzione cutanea spesso è il primo segno di malattia di cui si accorge il genitore.

L’eruzione cutanea della rosolia può apparire simile ad altre manifestazioni virali, si presenta infatti come un’infiammazione di colore rosa o rosso, i cui punti possono fondersi per formare delle macchie uniformemente colorate. Può essere accompagnata da prurito e durare fino a tre giorni. Nel momento in cui viene meno l’eruzione cutanea, la pelle colpita, occasionalmente, può cadere sotto forma di piccoli fiocchi (desquamazione).

Da 1 a 5 giorni prima, possono manifestarsi altri sintomi, quali:

Nel 25-50% degli adulti colpiti non si presenta alcun sintomo, nella restante parte dei casi compaiono:

  • con un po’ di febbre,
  • mal di gola
  • e un esantema che, dal viso, si diffonde al resto del corpo.

Alcuni pazienti lamentano anche

prima delle manifestazioni cutanee.

Fino al 70% delle donne adulte con rosolia sviluppa una qualche forma di artrite, al contrario dei bambini e dei maschi in cui i dolori articolari sono sporadici. Raramente la rosolia può dare problemi gravi, tra cui tuttavia ricordiamo infezioni cerebrali e disturbi di sanguinamento.

Durata

L’eruzione cutanea della rosolia in genere dura tre giorni. I linfonodi possono rimanere gonfi per una settimana o più, il dolore alle articolazioni può durare per più di due settimane. I bambini che hanno la rosolia di solito recuperano entro una settimana, ma gli adulti possono richiedere più tempo.

Quando chiamare il medico

Chiamate il medico se il vostro bambino sviluppa una febbre di 39 gradi o superiore (in un bambino di età inferiore ai sei mesi, chiamatelo se la febbre supera i 38 gradi), o se il bambino sembra avere una malattia più grave rispetto ai lievi sintomi descritti sopra.

Gravidanza e rosolia

Le complicanze più temibili sono invece i danni che si possono verificare nel feto di una donna incinta (sindrome della rosolia congenita). Una donna in gravidanza non vaccinata che si infetta con il virus della rosolia può andare incontro ad aborto o partorire un neonato che morirà poco dopo la nascita.

È anche possibile la trasmissione del virus al feto, con conseguenti gravi complicanze quali:

  • problemi cardiaci,
  • perdita dell’udito e della vista,
  • ritardo mentale,
  • danni a carico di fegato o milza.

I rischi maggiori si corrono se la madre viene contagiata all’inizio della gravidanza, specialmente nel primo trimestre.

Cura e terapia

La rosolia non può essere trattata con antibiotici, perché gli antibiotici non funzionano contro le infezioni virali, ma a meno di complicazioni la malattia ha decorso benigno e va incontro a risoluzione spontanea.

La rosolia in genere è infatti una malattia lieve, in particolare nei bambini che possono generalmente essere curati in casa. Controllare la temperatura del giovane malato e chiamare il medico se la febbre diventasse troppo elevata.

Per alleviare i sintomi minori ad un bambino, è possibile somministrare paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, …) od ibuprofene (Nurofen, Antalfebal, …). Evitare di somministrare l’aspirina sotto i 16 anni, perché l’utilizzo in questi casi è stato associato allo sviluppo della sindrome di Reye, che può portare all’insufficienza epatica e perfino morte.

Ogni donna incinta esposta a malati di rosolia deve invece contattare immediatamente il suo ginecologo.

Vaccino

La rosolia può essere efficacemente prevenuta attraverso il ricorso al vaccino anti-rosolia. Una diffusa immunizzazione contro la malattia è fondamentale per controllare la diffusione dell’infezione, riducendo quindi il numero di casi di sindrome da rosolia congenita.

La prima dose del vaccino MPR sviluppa l’immunità a morbillo e rosolia nel 90 – 95% dei soggetti.

La seconda dose serve a sviluppare l’immunità nei soggetti che non hanno risposto alla prima, anche se può persistere un infinitesimale numero di individui non protetti nonostante tale richiamo.

Un soggetto vaccinato non trasmette il virus del vaccino, nemmeno in presenza di esantema (quando questo si manifesta come effetto collaterale). Non devono essere osservate alcune precauzioni particolari (il bambino può andare a scuola).

Il vaccino da rosolia non deve essere somministrato in gravidanza o in donne che possano/vogliano diventare gravide entro un mese dalla data di inoculazione; se state programmando una gravidanza assicuratevi di essere immuni alla rosolia attraverso un esame del sangue con una prova di immunizzazione. Se non siete immunizzate, dovreste sottoporvi al vaccino almeno un mese prima della gravidanza.

Pediatra che pratica il vaccino della rosolia ad un bambino

iStock.com/Jovanmandic

Riammissione a scuola

Il bambino può tornare all’asilo o a scuola dopo 7 giorni dalla comparsa dell’esantema (secondo l’NHS inglese la rosolia è infettiva da 1 settimana prima dell’inizio dei sintomi e per 4 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea).

Fonti e bibliografia

Articoli Correlati

Domande e risposte
  1. Domanda -

    Come si manifesta la rosolia?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Il sintomo principale della rosolia è l’eruzione chiazzata rossa o rosa che si manifesta a 2-3 settimane dal contagio; può essere accompagnata da dolori articolari (dita, polsi o ginocchia), sintomi simil-influenzali (febbre, tosse, starnuti e naso che cola, mal di gola), occhi rossi e dolenti. In un soggetto vaccinato è altamente improbabile che si osservi l’infezione.

  2. Domanda -

    Quanto dura la rosolia?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) -

      L’eruzione della rosolia di solito dura 3 giorni, ma i linfonodi possono rimanere gonfi per una settimana o più, così come il dolore articolare (più di 2 settimane). I bambini guariscono in genere entro 1 settimana, mentre gli adulti possono impiegare più tempo.

  3. Domanda -

    Esami del sangue fatti per la gravidanza: IgM negative e IgG positive, che significa? Devo preoccuparmi?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Come sempre ultima parola al ginecologo, ma sembra una buona notizia, significa che ha fatto e superato la malattia in passato e quindi ora ne è immune.

  4. Domanda -

    Quanto devo aspettare dopo il vaccino prima di poter cercare una gravidanza?

    1. Dr. Roberto Gindro -

      Ci sono opinioni diverse in merito, per motivi di responsabilità non posso che consigliarle di attenersi scrupolosamente alle indicazioni del suo ginecologo.