Rinite vasomotoria: sintomi, cause, cura

Ultima modifica 25.05.2019

Introduzione

Rinite è il termine medico usato per indicare la presenza di congestione nasale, causata dall’irritazione e dall’infiammazione della mucosa; la forma più comune è quella allergica, mentre quando si parla di rinite vasomotoria (o rinite non allergica) si fa riferimento ad un gruppo di affezioni ad eziologia, patogenesi e quadro clinico molto diversi che sono caratterizzate da un denominatore comune, ovvero la risposta abnorme della mucosa nasale ad uno stimolo endogeno o esogeno.

In parole più semplici si verifica un’infiammazione cronica (cioè persistente) della mucosa nasale con conseguente ostruzione e difficoltà respiratorie; più che di riniti si parla in questi casi di rinopatie, poiché i fenomeni infiammatori si associano a fattori

  • immunologici (legati al sistema immunitario),
  • neurologici (legati al sistema nervoso centrale)
  • ed endocrinologici (legati alla produzione di ormoni).

Dal punto di vista clinico e sintomatologico questa forma di rinite è molto simile a quella allergica e si presenta soprattutto in età adulta nel sesso femminile, meno frequentemente nella prima infanzia e adolescenza.

Le cause della rinite vasomotoria non sono state chiarite, ma tra i fattori in grado di innescare o peggiorare i sintomi ricordiamo:

  • sbalzi di temperatura,
  • inalazione di sostanze irritanti (inquinanti atmosferici, fumo di tabacco),
  • traumi nasali o corpi estranei,
  • alcuni farmaci.

I sintomi della rinite vasomotoria sono:

  • sensazione di naso chiuso,
  • naso che cola (rinorrea),
  • sensazione di muco in gola,
  • prurito nasale,
  • iposmia (riduzione dell’olfatto).

Per la diagnosi sono necessari anamnesi ed esame obiettivo, procedimenti che permettono di diagnosticare con esattezza la forma di rinite e, di particolare importanza, la diagnosi differenziale con la forma allergica attraverso test specifici.

Il trattamento prevede l’utilizzo di antistaminici e corticosteroidi ad uso topico (spray). È importante evitare l’utilizzo cronico dei vasocostrittori nasali che alleviano la sintomatologia dell’ostruzione nasale e della secrezione solo temporaneamente, mentre a lungo andare provocano una rinite atrofica iatrogena (cioè da farmaci) con ostruzione nasale paradossa pressoché irreversibile.

Donna che si tocca il naso a causa della congestione dovuta alla rinite vasomotoria

iStock.com/Tharakorn

Cause

Le forme di rinite vasomotoria clinicamente non si differenziano molto dalle forme allergiche, ma la sostanziale differenza consiste nella degranulazione di mastociti e basofili non IgE-mediata, e nella presenza di una notevole componente di eosinofili nel secreto nasale.
Le forme non allergiche tendono a prevalere nelle giovani donne, ed è molto rara nella prima infanzia; frequentemente può associarsi a

Queste forme sono accomunate da un’alterata reattività della mucosa nasale, che è modulata da diversi meccanismi biologici:

  • sistema ortosimpatico,
  • sistema parasimpatico,
  • recettori del trigemino che si attivano in caso di irritazione,
  • sostanze vasoattive rilasciate dai basofili e mastociti (cellule del sistema immunitario).

I sistemi ortosimpatico e parasimpatico regolano rispettivamente il flusso ematico (cioè di sangue) a livello della mucosa nasale e la sua secrezione.

  • Il primo sistema è responsabile di fenomeni di congestione nasale o decongestione nasale a livello dei turbinati nasali ricoperti da mucosa (con sensazione di naso “chiuso” o naso normalmente “aperto” secondo le varie situazioni).
  • Il parasimpatico invece agisce sulla secrezione nasale e sulla vasodilatazione.

I recettori irritativi del trigemino sono distribuiti su tutta la mucosa nasale e quando vengono stimolati da svariati agenti (endogeni o esogeni) danno origine a fenomeni vascolari ed irritativi tipici della rinite non allergica.

Infine i basofili ed i mastociti, quando attivati da stimoli specifici (di tipo allergico o non allergico) de granulano, rilasciando diverse sostanze che agiscono sempre tramite fenomeni vascolari e secretivi sulla mucosa nasale.

I sintomi caratteristici della rinite vasomotoria non allergica sono quindi conseguenza dall’interazione dei vari sistemi biologici suddetti con stimoli di vario genere che possono essere

  • esogeni:
    • termici: brusche variazioni di temperatura a livello del naso, della cute o dell’apparato digerente (come in caso di ingestione di bevande troppo fredde o calde);
    • chimici: gas (ammoniaca, formaldeide), particelle di polvere, fumo di tabacco, agenti inquinanti, cibi troppo piccanti o speziati, odori molto intensi;
    • climatici: temperatura ambientale elevata o bassa, percentuale di umidità;
    • ottici: raggi solari o flash luminosi;
    • infettivi: di natura batterica o virale;
    • meccanici: corpi estranei nel naso, traumi nasali;
    • farmacologici: uso prolungato di vasocostrittori nasali (con effetto paradosso), contraccettivi orali, antipertensivi, anticolinesterasici;
  • endogeni:
    • stimoli psichici: come in caso di forte stress emozionale;
    • endocrinologici: gravidanza, flusso mestruale;
    • stasi venosa da varie affezioni patologiche.

Sintomi

I sintomi caratteristici della rinite vasomotoria sono:

  • congestione della mucosa nasale legata alla vasodilatazione (naso chiuso),
  • senso di ostruzione nasale (particolarmente caratteristico è l’andamento “a bascula”, ossia un’ostruzione nasale alternativamente prima di una narice e poi della controlaterale con periodicità variabile),
  • rinorrea sierosa (secrezione nasale chiara), ovvero “naso che cola”,
  • serie di starnuti ripetuti in un breve lasso di tempo,
  • prurito nasale,
  • tosse secca,
  • diminuita percezione degli odori (iposmia),
  • sensazione di muco in gola, difficile da espettorare,
  • poliposi nasale (come forma evolutiva della rinite vasomotoria, legata all’infiammazione cronica della mucosa nasale).

Diagnosi

La diagnosi della rinite vasomotoria è sostanzialmente una diagnosi per esclusione di:

  • forme di rinite allergica dopo risultato negativo dei test specifici,
  • processi infettivi che possano giustificare i sintomi,
  • stagionalità dei sintomi (tipica delle forme allergiche).

Per escludere invece una causa anatomica, come una deviazione del setto nasale o la presenza di polipi nasali, si esegue una rinoscopia o una TC.

In alcuni casi dubbi può rivestire una certa importanza lo studio della citologia nasale (rinocitogramma), ovvero il riconoscimento delle cellule presenti nella secrezione nasale e che può mostrare l’elevata quota di eosinofili.

L’iper-reattività nasale può essere studiata utilizzando vari test di provocazione nasale aspecifici, attraverso stimoli come:

  • aria fredda e secca,
  • istamina, metacolina o altre sostanze vasoattive.

Alla conclusione dello stimolo si osserva la risposta neurovegetativa della mucosa nasale (ad esempio comparirà dopo stimolo congestione ed ostruzione nasale associata a secrezione).

Rimedi e cura

Generalmente si cerca di attuare una terapia primariamente preventiva, ovvero basata sull’evitare il contatto con stimoli responsabili della comparsa dei sintomi. La prevenzione per queste forme di rinite non allergica prevede tra l’altro di astenersi dall’uso/consumo di:

  • fumo e abuso di alcol,
  • sostanze stupefacenti,
  • alimenti troppo speziati o ricchi di conservanti

e sul trattamento di eventuali disfunzioni endocrine.

Nelle fasi più acute si utilizzano farmaci antistaminici o corticosteroidei. Questi ultimi possono essere utilizzati per un trattamento cronico ad uso topico ai fini della prevenzione della poliposi nasale (che rappresenta una delle complicanze più importanti della rinite vasomotoria cronica a distanza di anni).

I vasocostrittori nasali (Rinazina, Vicks Synex, Narhimed Naso chiuso e similari) bloccano la vasodilatazione e decongestionano le cavità nasali in modo particolarmente rapido ed efficace, tuttavia l’effetto è solo temporaneo; l’utilizzo cronico di tali farmaci (abuso) è responsabile dello sviluppo di rinite atrofica iatrogena ed ostruzione nasale cronica paradossa.

Fonti e bibliografia

Manuale di Otorinolaringoiatria. A.Quaranta – R.Fiorella. Ed. McGraw-Hill srl.

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