Rinite allergica: cause, sintomi, pericoli e rimedi

a cura di Dr. Alberto Carturan -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

La rinite allergica è un’infiammazione delle mucose nasali che si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo ad alcuni allergeni inalati, come

  • pollini,
  • muffe,
  • acari della polvere.

È l’allergia più comune al mondo e si stima che nei Paesi occidentali soffra di rinite circa il 10% della popolazione; può colpite soggetti di tutte le età, ma più comunemente interessa persone tra i venti e i quaranta anni.

Tra i segni e i sintomi più caratteristici con cui si manifesta vi sono:

  • naso che cola,
  • starnuti e arrossamento,
  • lacrimazione e gonfiore attorno agli occhi.

L’insorgenza dei sintomi compare dopo pochi minuti dall’esposizione all’allergene e questi possono influenzare

  • il sonno,
  • la capacità di lavorare
  • e la capacità di concentrazione.

Quando gli allergeni sono i pollini, la rinite allergica si manifesta tipicamente durante periodi specifici dell’anno legati alla fioritura, soprattutto in primavera. La genetica ereditaria svolge un ruolo importante nella comparsa di questa condizione medica e molte persone che soffrono di rinite allergica presentano spesso anche

La diagnosi si basa generalmente sulla storia clinica in combinazione con un test cutaneo, chiamato Prick test, e con l’analisi del sangue per valutare il titolo anticorpale di IgE.

La terapia consiste, quando possibile, nell’allontanamento del paziente dall’allergene. Se necessario possono essere somministrati alcuni farmaci che riducono la sintomatologia, senza però curarla definitivamente (i farmaci più utilizzati sono gli antistaminici e i corticosteroidi).

In alcuni pazienti selezionati è possibile infine valutare la possibilità di ricorrere a una terapia di desensibilizzazione volta a ridurre l’entità della risposta allergica o, idealmente, guarire definitivamente.

Donna in un campo fiorito che si asciuga il naso

iStock.com/GoodLifeStudio

Cause

I soggetti affetti da rinite allergica presentano un’eccessiva reattività del sistema immunitario al contatto con alcuni allergeni presenti comunemente nell’ambiente. Una volta venuti a contatto con la mucosa nasale, in questi soggetti si assiste a una reazione che innesca la produzione di un’esuberante quantità di IgE (anticorpi), che danno il via alla cascata di reazioni che scatena i tipici sintomi dell’allergia.

Il risultato consiste in una vasodilatazione dei capillari, aumento della loro permeabilità e della produzione di muco da parte delle ghiandole presenti sulla mucosa nasale che, a loro volta, sono alla base dell’insorgenza dei segni e sintomi caratteristici della rinite allergica.

La rinite allergica è quindi innescata dall’inspirazione di particelle minuscole chiamate allergeni, un allergene è una sostanza solitamente innocua per la maggior parte delle persone, ma che in alcuni individui, chiamati soggetti atopici, è in grado di produrre manifestazioni allergiche di varia natura, tra cui la rinite allergica.

Tra i più comuni allergeni presenti in natura vi sono

  • Pollini: Piccole particelle di polline prodotto da alberi ed erba sono una tra le cause più comuni di rinite allergica. La maggior parte degli alberi impollina da inizio a metà primavera, mentre le erbe impollinano alla fine della primavera e all’inizio dell’estate. Dunque, se un soggetto è allergico ai pollini, soffrirà di rinite allergica solamente durante la stagione primaverile e a inizio estate
  • Acari della polvere (piccoli parassiti che si nutrono della cute desquamata umana): Possono trovarsi comunemente in materassi, tappeti, mobili, cuscini e lenzuola. La rinite allergica non è causata dagli acari della polvere di per sé, ma da una sostanza chimica che si trova nei loro escrementi. Gli acari della polvere sono presenti tutto l’anno, anche se il loro numero tende ad aumentare durante l’inverno.
  • Spore prodotte da funghi, come la muffa.
  • Animali: Molte persone sono allergiche agli animali, soprattutto cani e gatti. Al contrario di quello che si pensa comunemente, la reazione allergica è causata solo in una piccola parte dal pelo animale, mentre il più delle volte l’allergene è rappresentato da pelle morta desquamata dell’animale che, seccandosi, può essere inalata dall’ambiente. Sebbene cani e gatti siano i responsabili più comuni, alcune persone sono allergiche ai cavalli, bovini, conigli e roditori. Stare vicino ai cani fin dai primi anni di vita può aiutare a proteggere dalle allergie per gli animali. Diversi studi confermano questa teoria, in particolare se si tratta di gatti.

Fattori di rischio

Tra i diversi fattori di rischio il più importante è sicuramente rappresentato dalla genetica ereditaria. Se all’interno della famiglia ci sono altri soggetti che soffrono di rinite allergica, si ha un’alta possibilità di svilupparla nel corso della vita. I soggetti che soffrono di rinite allergica hanno inoltre elevate probabilità di sviluppare anche asma, congiuntivite allergica e dermatite atopica, e viceversa.

Altri fattori di rischio riconosciuti nello sviluppo di rinite allergica sono

  • esposizione precoce ad alcuni allergeni domestici, come gli acari della polvere,
  • crescere in una famiglia di fumatori,
  • vivere in aree urbane molto inquinate,
  • svezzamento precoce.

Sintomi

I sintomi caratteristici della rinite allergica coinvolgono principalmente la mucosa nasale e la mucosa congiuntivale. I più comuni sono

  • rinorrea (secrezione nasale eccessiva, ossia naso che cola),
  • prurito al naso e agli occhi,
  • attacchi di starnuti,
  • congestione nasale,
  • gonfiore ed eritema congiuntivale,
  • gonfiore palpebrale (comparsa di occhiaie particolarmente marcate),
  • versamento dell’orecchio medio che può causare ipoacusia,
  • fotofobia (sensazione di fastidio alla luce)
  • irritabilità,
  • spossatezza,
  • disturbo del sonno,
  • difficoltà a concentrarsi.

Diagnosi

La diagnosi di rinite allergica viene sospettata in base alla storia clinica e ai segni e sintomi del paziente.

Come conferma diagnostica, e per stabilire quale antigene causi l’allergia, viene comunemente utilizzato il Prick test, un esame durante il quale vengono posizionate alcune gocce di allergene sulla cute, solitamente dell’avambraccio. I diversi allergeni vanno posizionati a una distanza di almeno 2,5 cm l’uno dall’altro, in modo tale che non si possano falsare i risultati a seguito di reciproche interazioni. In un secondo momento il medico usa una lancetta sterile per pizzicare la pelle (prick deriva infatti proprio dall’inglese “pizzicare”) su cui è stato posizionato ciascun allergene in modo da far penetrare le sostanze all’interno della cute. Si attende quindi circa 15-20 minuti e si valuta in seguito la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni singolo allergene precedentemente posizionato. Se il soggetto è allergico a quella specifica sostanza, si assiste alla comparsa di un pomfo pruriginoso ed eritematoso nell’area cutanea interessata.

Nei casi dubbi, possono essere aggiunti al Prick test alcuni esami del sangue, tra cui i più importanti sono

  • Prist test: valutazione del titolo anticorpale delle IgE sieriche totali, che nei soggetti affetti da rinite allergica è aumentato.
  • Rast test: test radioimmunologico per individuare IgE specifiche per specifici allergeni noti o sospetti.

Rimedi e cura

L’obiettivo del trattamento della rinite allergica è prevenire o ridurre i sintomi causati dall’infiammazione delle mucose colpite.

La principale misure terapeutica consiste, quando possibile, nell’evitare il contatto con l’allergene che scatena la reazione allergica. Se necessario possono essere somministrati alcuni farmaci in grado di far regredire i segni e sintomi della rinite allergica, senza però mai curare la patologia.

I principali farmaci che vengono utilizzato sono i corticosteroidi intra-nasali (spray), eventualmente associati o in alternativa alla somministrazione orale di antistaminici o cortisone stesso.

Tra gli altri farmaci di seconda linea che possono essere utilizzati per far regredire i sintomi dell’allergia ricordiamo

  • sodio cromoglicato, uno stabilizzante di membrana dei mastociti,
  • antagonisti del recettore dei leucotrieni, come il Montelukast (Singulair®).

Il paziente può trarre beneficio anche dall’uso di

  • lavaggi nasali, che riducono il contatto della mucosa nasale con l’allergene e portano sollievo alla mucosa irritata,
  • colliri per ridurre il gonfiore e il rossore congiuntivale.

Qualora il paziente non tragga beneficio dalla terapia farmacologica e la sintomatologia non sia compatibile con un normale stile di vita, è possibile ricorrere all’immunoterapia, che consiste nella somministrazione di dosi progressivamente maggiori degli allergeni a cui il paziente è sensibile. L’obiettivo è ottenere una progressiva desensibilizzazione del paziente alla sostanza.

Gli allergeni possono essere somministrati

  • per via intradermica mediante iniezioni,
  • sotto forma di polveri da inalare con il naso,
  •  attraverso gocce ad uso orale.

Lo svantaggio principale dell’immunoterapia è la durata: sono necessari almeno 3 anni di somministrazione dell’allergene ogni 15 giorni per evitare ricadute. Quando effettuata correttamente l’immunoterapia ha dimostrato notevoli vantaggi sul lungo periodo, risolvendo, nella maggior parte dei casi, per sempre il problema della rinite allergica.

Stile di vita

La strategia migliore per prevenire l’insorgenza della sintomatologia della rinite allergica consiste nell’evitare il contatto con l’allergene a cui il paziente è sensibile. Per fare ciò può essere utile seguire i seguenti consigli

  1. Tenere porte e finestre chiuse da metà mattina e prima serata, per evitare l’ingresso di pollini.
  2. Farsi la doccia dopo essere stati all’esterno, lavando accuratamente anche i capelli.
  3. Non tenere gli stessi abiti con cui si è di ritorno dall’esterno.
  4. Installate un depuratore d’aria con filtro HEPA (High Efficiency Particolate Air filter).
  5. Utilizzate materassi e cuscini con appositi coprimaterassi e fodere anti-acaro.
  6. Non vivere in case con moquette e tappeti.
  7. Lavare regolarmente eventuali tappeti con acqua calda.
  8. Lavare settimanalmente gli animali.
  9. Tenere all’esterno gli animali domestici, in particolar modo dalla camera da letto.

 

A cura del Dr. Alberto Carturan, medico chirurgo

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