Raucedine nei bambini: cause, sintomi, rimedi

Ultima modifica 03.11.2019

Introduzione

Con il termine “raucedine” si intende un’alterazione della voce contraddistinta da variazioni nel tono e nel timbro vocale (la voce è più bassa ed i suoni emessi appaiono poco chiari) che può comportare, nei casi più gravi, una completa afonia (perdita totale della voce).

Abbiamo già trattato la raucedine nell’adulto in un diverso articolo, cui si rimanda, ma nei bambini questa condizione è particolarmente frequente e riconosce alla base, nella maggior parte dei casi, un rigonfiamento o un’irritazione delle corde vocali dovuto all’uso protratto della voce (gridando, per esempio, prolungatamente).

Se la raucedine, poi, si presenta spesso, può determinare la comparsa di rigonfiamenti (detti noduli o polipi) sulle corde vocali che aggravano questa condizione, innescando un pericoloso circolo vizioso in grado di autoalimentarsi (in presenza di riduzione della voce il bambino si sforza di più per parlare, peggiorando la condizione).

Altre cause comuni di raucedine in età infantile sono:

  • laringiti,
  • inalazioni di corpi estranei,
  • traumi alla laringe.

In alcuni casi una tonalità rauca del pianto può comparire fin dalla nascita ed essere indicativa di possibili anomalie morfologiche della laringe; per questo è importante considerare, fin dalle primissime fasi dello sviluppo:

  • se il neonato o il bambino piangono con una tonalità roca,
  • se il bambino sussurra per farsi capire o presenta un tono di voce particolarmente basso.

Per diagnosticare la causa alla base della raucedine è inoltre fondamentale considerare l’eventuale presenza di altri sintomi, come:

Se in molti casi, infatti, in assenza di altri sintomi o segni, è sufficiente attuare qualche rimedio (come inalazioni di vapori ed educazione del bambino all’utilizzo della voce), in presenza di questo corteo sintomatologico è necessario impostare una terapia specifica dopo aver individuato la malattia che è alla base del disturbo.

Cause

Per un corretto inquadramento del sintomo è innanzi tutto necessario distinguere due casi:

  • raucedine acuta (esordio rapido, durata più o meno breve),
  • raucedine cronica (durata prolungata nel tempo).

Un improvviso abbassamento della voce può comparire dopo aver sforzato le corde vocali, per esempio gridando durante il gioco, ma con un po’ di riposo vocale si tratta in genere di un disturbo destinato a risolversi rapidamente.

Bambina che sta urlando

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Tra le altre condizioni che più comunemente conducono alla comparsa di raucedine nei bambini ricordiamo:

  • Infezioni delle vie respiratorie (, …) o un’infezione sinusale, urlare o parlare troppo forte, essere esposti al fumo o respirare aria secca può causare una voce rauca. Anche il tuo bambino può avere problemi di voce da inquinamento e allergie. A volte l’acido dallo stomaco può risalire in gola – chiamato reflusso acido – e cambiare la voce di tuo figlio. In alcuni casi, un problema con la casella vocale o la laringe provoca raucedine.

Altre condizioni frequentemente implicate nella comparsa di raucedine, sono:

  • Laringiti: affezioni della laringe diffuse nei bambini al di sotto dei tre anni che, generalmente, si risolvono senza particolari sequele; i sintomi, di solito prevalentemente notturni, sono:
    • tosse tipica “abbaiante”,
    • improvvisa difficoltà respiratoria,
    • sensazione di soffocamento,
    • talora febbre modesta,
    • mancanza di voce.

    Qualora si sospetti questa malattia è sempre buona norma rivolgersi immediatamente ad un medico perché possa istruire i genitori sul comportamento e l’eventuale terapia più opportuna da adottare. In questa categoria rientrano anche altre infiammazioni/infezioni delle vie respiratorie, come il raffreddore o l’influenza.

  • Inalazioni di corpi estranei: l’inalazione di corpi estranei si verifica quando oggetti (introdotti accidentalmente dal bambino in bocca) o bocconi di cibo, anziché decorrere lungo le vie digerenti raggiungono le vie respiratorie, determinando un’ostruzione (parziale o totale) che rende difficoltoso il passaggio dell’aria. In presenza di questa evenienza l’organismo attua un meccanismo di difesa mediante espulsione attraverso colpi di tosse; la vittima appare quindi vigile, tossisce, respira, ma il tono della voce è molto basso o non riesce a parlare. In caso di ostruzione completa delle vie aeree, invece, il bambino diventa cianotico (la pelle e le mucose appaiono bluastre) e non riesce né a tossire né a respirare.
    • Se l’ostruzione è parziale e il bambino tossisce, respira o è presente raucedine, è importante incoraggiarlo a tossire, mantenendo la calma e attendendo che la situazione si risolva.
    • Se invece l’ostruzione è totale e la vittima non respira, ma anzi sta diventando cianotica, è opportuno allertare immediatamente i soccorsi ed intervenire attuando manovre di disostruzione.
  • Traumi sulla laringe: di questa categoria fanno parte un insieme eterogeneo di quadri clinici scatenati da cause differenti che si manifestano con diversi livelli di gravità.
    • Le contusioni laringee sono lesioni (senza lacerazioni della cute) che si manifestano con alterazioni della voce o difficoltà respiratorie a seconda della sede o dell’estensione di fenomeni edematosi o emorragici prodotti dopo un trauma.
    • Le lussazioni sono causate da traumi esterni che possono coinvolgere legamenti o muscoli che fissano la laringe all’osso ioide; si manifestano con deglutizione dolorosa, accompagnata da raucedine e difficoltà nella respirazione.
    • Fratture dello scheletro della laringe, possono essere frequenti in caso di incidenti stradali o infortuni domestici. In questo caso il bambino presenterà tosse, difficoltà respiratorie, dolore all’orecchio, disordini della voce, emissione di espettorato rossastro.
    • Traumi interni, infine, possono essere la complicanza di un’intubazione endotracheale nel corso di un intervento chirurgico. In questo caso, l’alterazione del tono della voce compare da qualche giorno a qualche mese dopo l’esecuzione dell’intervento.

Raucedine cronica

Un’infiammazione prolungata, per esempio continuando ad urlare e sforzare la voce in presenza di una voce già sofferente, può in alcuni casi determinare la comparsa di noduli o polipi delle corde vocali che potrebbero dover essere asportati chirurgicamente.

Altre cause meno comuni di raucedine cronica nei bambini sono:

  • Reflusso acido: La risalita cronica degli acidi gastrici può causare infiammazione delle corde vocali, manifestandosi così in forma di sintomi atipici come raucedine e tosse secca.
  • Paralisi delle corde vocali.
  • Sinusite cronica o allergie (graminacee, polvere, …).
  • Ipotiroidismo.
  • Presenza di papilloma da HPV sulle corde vocali.
  • Radioterapia (in caso di tumore alla gola).

Fattori di rischio

Tra gli altri fattori di rischio in grado di innescare disturbi della voce ricordiamo l’esposizione al fumo e all’aria inquinata, il soggiorno in ambienti con aria molto secca e la tosse cronica.

Quando preoccuparsi

Qualora il disturbo si presenti nel bambino in maniera persistente (raucedine cronica), è importante considerare la presenza di alcuni segni:

  • Timbro della voce rauco: il bambino presenta un tono di voce rauco o graffiante, anche quando non ha alcuna patologia respiratoria, come un semplice raffreddore.
  • Tensione muscolare: durante il dialogo il bambino presenta una tensione muscolare che determina difficoltà nell’eloquio.
  • Dilatazione di vene: nel corso delle conversazioni, può essere evidente una dilatazione eccessiva delle sue vene giugulari esterne.
  • Mancanza di fiato: il bambino resta senza fiato, prima che il discorso o la frase sia stata completata.
  • Affaticamento vocale: si evidenzia un forte affaticamento vocale che si conclude, generalmente, con un abbassamento di voce.
  • Sbalzi di intensità vocale: il tono della voce non è uniforme.

In questo caso è importante confrontarsi con il pediatra per avere indicazioni su come intervenire.

Diagnosi

Il primo approccio diagnostico consiste nell’esecuzione di un’accurata indagine anamnestica, condotta in prima istanza da un pediatra, per rilevare i dettagli relativi al disturbo vocale e alla storia clinica del bambino, come:

  • durata e gravità del problema,
  • sintomi attuali e associati,
  • abitudini di vita.

Il medico procederà poi all’ispezione della gola, laringoscopia (esame che consente di visualizzare le corde vocali e il loro movimento durante la respirazione) e all’eventuale esecuzione di analisi del sangue.

Cura

A seconda della causa riscontrata sarà poi possibile intervenire mediante:

  • Trattamento logopedico: dopo opportuna diagnosi formulata attraverso visita foniatrica, è possibile avvalersi di un logopedista che aiuterà il bambino a sfruttare le potenzialità della sua voce senza sforzarla eccessivamente e favorisce l’acquisizione delle norme d’igiene vocale (evitare luoghi affollati o confusionari, ridurre la comunicazione nei luoghi molto grandi dove per esprimersi è necessario urlare, diminuire la distanza con l’interlocutore, prendere aria mentre si parla, non parlare sotto sforzo fisico, evitare di rischiarire la gola). Parallelamente, anche i genitori ricevono consigli comportamentali.
  • Trattamento medico: consiste nell’impostazione di una terapia specifica (di solito a base di antibiotici o antinfiammatori), sotto consiglio medico, per il trattamento di infezioni e di infiammazioni della laringe.
  • Trattamento chirurgico: riservato a casi eccezionali (traumi, alcuni polipi), prevede l’attuazione di procedure chirurgiche specifiche a cui segue, generalmente, una riabilitazione logopedica.

Rimedi

  1. Insegna a tuo figlio a parlare, non sussurrare, quando deve parlare. Sussurrare può essere faticoso per la voce.
  2. Evitare di frequentare luoghi affollati che richiedano di sforzare la voce per parlare.
  3. Usare un umidificatore nella camera da letto del bambino e nelle camere in cui soggiorna più spesso; si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni per la corretta pulizia e manutenzione del dispositivo.
  4. Invitare il bambino a bere molta acqua.
  5. Evitargli l’esposizione al fumo passivo e all’aria inquinata.
  6. Invitarlo ad evitare di raschiare la gola.
  7. Prendere sufficientemente fiato mentre si parla (evitare cioè di andare in apnea).
  8. Far riposare la voce.

Fonti e bibliografia

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