Problemi di memoria, Alzheimer e demenza senile

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 3 marzo 2018

Introduzione

Maria fa la maestra da 35 anni.

Insegnare le piace e la rende realizzata, ma di recente ha iniziato a dimenticare i dettagli ed è diventata sempre più disorganizzata; all’inizio non ci faceva troppo caso e la prendeva sul ridere, ma poi i problemi di memoria sono peggiorati.

La famiglia e gli amici le sono vicino, ma non sanno più di tanto che cosa fare. I parenti e i colleghi sono preoccupati per il suo rendimento in classe ed il preside le ha consigliato di farsi vedere da un medico.

Maria è frustrata e arrabbiata con se stessa e si chiede se questi problemi possano essere un sintomo dell’Alzheimer oppure se siano semplici problemi di memoria, di quelli normali quando si invecchia.

Invecchiando la memoria si modifica

I problemi di memoria possono essere una normale conseguenza dell’invecchiamento, con il passare degli anni tutto l’organismo cambia e anche il cervello non è da meno. Si può impiegare più tempo per imparare qualcosa di nuovo, non ricordare le informazioni così bene come in passato o si può tendere a perdere le cose, ad esempio gli occhiali.

Alcuni anziani, inoltre, lamentano di non avere risultati paragonabili a quelli dei giovani nei compiti di memoria più complessi o nei test di apprendimento.

Si tratta di solito di problemi di memoria lievi e la ricerca ha dimostrato che, a patto di fornire un tempo sufficiente, le persone più anziane possono comunque ottenere buoni risultati, paragonabili a quelli dei giovani.

Inoltre con l’andare degli anni gli adulti sani spesso migliorano in alcuni ambiti cognitivi, ad esempio nelle capacità linguistiche e nell’uso del lessico.

Nel caso di soggetti giovani in molti casi, soprattutto se parliamo di piccole dimenticanze, potrebbe esserci alla base solo un po’ di stress o di stanchezza, d’altra parte capita a tutti occasionalmente di dimenticare qualcosa.

Disegno schematico di una testa, mentre con la gomma il disegnatore cancella parte del cervello a metafora della perdita di memoria.

iStock.com/solidcolours

Cause

Al di là delle condizioni legate alla comparsa di demenza, alcuni problemi di memoria sono connessi a disturbi o patologie specifiche e curabili come ad esempio:

I problemi di memoria, inoltre, possono essere causati da alcune patologie della tiroide (ipotiroidismo), dei reni o del fegato e la prognosi è tanto migliore quanto più precocemente avviene la diagnosi.

Anche i problemi emotivi come lo stress, l’ansia o la depressione, la carenza e i disturbi del sonno possono rendere il paziente più distratto e possono essere scambiati per demenza; ad esempio chi di recente è andato in pensione o sta affrontando la perdita del partner, di un parente o di un amico, può sentirsi triste, solo, preoccupato o annoiato. Cercare di affrontare questi cambiamenti della propria esistenza può provocare difficoltà di attenzione o disturbi della memoria.

La confusione e le difficoltà a ricordare, quando sono di origine emotiva, di solito sono temporanei e scompaiono quando la causa scatenante viene superata, ma possono essere alleviati anche con l’aiuto degli amici e della famiglia.

Se invece si protraggono per molto tempo è importante farsi aiutare dal medico o da uno psicologo (la terapia può essere psicologica e/o farmacologica).

Quando chiamare il medico

Un graduale peggioramento della memoria è assolutamente fisiologico con in passare degli anni, ma questo avviene in modo significativamente diverso quando alla base c’è lo sviluppo di un disturbo neurologico come la demenza di Alzheimer.

In linea molto generale possiamo dire che la riduzione della memoria associata all’età non impedisce al soggetto di continuare a vivere una vita piena e del tutto normale, tra cui lavorare, mentre nel caso di demenza spesso è proprio un peggioramento della memoria tale da influire gravemente sul quotidiano ed è spesso associata anche ad altri sintomi come

  • ripetere molte volte la stessa domanda,
  • scambiare parole con significato diverso tra loro,
  • perdersi in zone conosciute,
  • alterazioni sensibili dell’umore.

In alcuni anziani i problemi di memoria sono sintomo di una patologia più grave, come il deterioramento cognitivo lieve o la demenza.

Chi è preoccupato perché ha qualche problema di memoria dovrebbe consultare il medico, che se ne occuperà in prima persona, oppure delegherà a uno specialista la valutazione fisica e mentale del paziente.

In molti casi ad occuparsi delle visite è il neurologo, un medico specializzato nella terapia dei disturbi del cervello e del sistema nervoso centrale.

Diagnosi

Se siete preoccupati per un problema di memoria grave, vostro o di qualcuno che conoscete, rivolgetevi al medico, che può essere in grado di diagnosticare il disturbo oppure indirizzarvi presso un neurologo, un neuropsicologo, un geriatra o uno psichiatra. I medici specializzati nella terapia dell’Alzheimer possono consigliarvi alcuni utili approcci per gestire il problema, oppure suggerire terapie o servizi che potrebbero esservi utili.

Una visita accurata per i disturbi della memoria deve comprendere l’esame della storia medica del paziente, compresi

  • l’uso di farmaci con e senza ricetta,
  • della dieta,
  • dei problemi di salute passati
  • e dello stato di salute attuale.

La diagnosi corretta dipende anche dalla cura nella raccolta dei dettagli quindi, oltre a parlare con il paziente, il medico potrà richiedere informazioni a un familiare, a una badante o agli infermieri oppure a un amico.

Gli esami del sangue e delle urine possono aiutare il medico a scoprire la causa dei disturbi di memoria o della demenza, il medico, inoltre, può condurre test per accertare la perdita di memoria, le abilità linguistiche o di risoluzione dei problemi.

La TAC (tomografia computerizzata) o la risonanza magnetica (MRI) del cervello possono aiutare ad escludere alcune cause dei problemi di memoria.

MCI (deterioramento cognitivo lieve)

Alcune persone con disturbi di memoria soffrono di una patologia detta deterioramento cognitivo lieve o MCI.

Chi soffre di questo disturbo ha problemi di memoria maggiori rispetto a quelli dei suoi coetanei, ma i sintomi non sono così gravi come quelli dell’Alzheimer, quindi il paziente è in grado di svolgere tranquillamente le normali attività.

Tra i sintomi più comuni del deterioramento cognitivo lieve ricordiamo:

  • perdere frequentemente oggetti personali (chiavi, occhiali, …),
  • dimenticare gli eventi e gli appuntamenti importanti,
  • avere problemi a scegliere le parole per formulare le frasi.

La famiglia e gli amici possono notare vuoti di memoria e il paziente può iniziare a preoccuparsi di queste difficoltà, e quindi è spinto a rivolgersi al medico per ottenere una diagnosi.

I ricercatori hanno scoperto che i pazienti affetti da MCI corrono un rischio maggiore della norma di ammalarsi di Alzheimer entro un certo periodo di tempo, tuttavia non tutti i pazienti affetti da MCI svilupperanno il morbo.

Attualmente non esiste alcuna terapia standard per il MCI. Di solito il medico controlla e sottopone ad esami il paziente con regolarità, per scoprire eventuali cambiamenti nella memoria e nelle capacità cognitive. Per curare il MCI amnesico non è stato approvato alcun farmaco specifico.

Demenza

La demenza è la perdita delle facoltà di pensiero, memoria e ragionamento al punto che il paziente non è più in grado di svolgere le normali attività.

La demenza in sé non è una malattia, ma è il termine usato per indicare un gruppo di sintomi causati da determinati disturbi o patologie come l’Alzheimer. Chi soffre di demenza presenta una compromissione delle proprie facoltà mentali in gradi diversi.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • non riuscire a ricordare avvenimenti, nomi, scadenze, …
  • ripetere più volte la stessa domanda o la stessa storia in continuazione,
  • perdersi in luoghi familiari,
  • non riuscire a seguire le indicazioni e le istruzioni,
  • essere disorientati rispetto al tempo, alle persone e ai luoghi,
  • non curare la sicurezza, l’igiene personale e l’alimentazione.

Le due forme più frequenti di demenza senile, di cui attualmente non esiste alcuna terapia volta alla guarigione, sono:

  • Alzheimer,
  • demenza vascolare.

Nell’Alzheimer i neuroni di alcune zone del cervello subiscono un processo di degenerazione e muoiono; i sintomi dell’Alzheimer si manifestano con gradualità e peggiorano sempre più, man mano che la degenerazione neuronale progredisce.

Con il passare del tempo la perdita di memoria dà luogo a gravi problemi con il pensiero, la capacità di giudizio, il riconoscimento dei familiari e degli amici e l’esecuzione di attività normali, come guidare la macchina o maneggiare il denaro. Alla fine, il paziente deve essere seguito giorno e notte.

Nella demenza vascolare, il tessuto cerebrale muore a causa di una serie di ictus o alterazioni del flusso sanguigno. I sintomi della demenza vascolare possono variare, ma di norma iniziano all’improvviso, a seconda della zona del cervello in cui si sono manifestati gli ictus e della loro gravità. La demenza vascolare può colpire

  • la memoria,
  • le facoltà linguistiche,
  • il ragionamento
  • e la capacità di coordinazione del paziente.

Sono inoltre comuni gli sbalzi di umore e i cambiamenti di personalità.

Non è possibile rimediare alle lesioni provocate da un ictus, ma è molto importante andare il prima possibile al pronto soccorso in caso di manifestazione dei sintomi tipici.

È anche fondamentale prendere provvedimenti in ottica prevenzione, per evitare ulteriori peggioramenti.per prevenire altri ictus, che farebbero peggiorare i sintomi della demenza vascolare.

Alcuni pazienti soffrono sia di Alzheimer sia di demenza vascolare.

Cura e rimedi

Il trattamento per i disturbi della memoria dipendono strettamente dalla causa che ne è alla base e che, come abbiamo visto, spesso può essere trattabile e curabile; le difficoltà legate ad effetti collaterali dei farmaci richiedono una modifica della terapia, una carenza di vitamina B12 è spesso risolvibile con interventi nutrizionali e/o integrazioni e così via.

Chi soffre di demenza senile può invece essere seguito da un medico generico, da un neurologo, da un internista, da un geriatra o da uno psichiatra.

Il medico è in grado di curare i problemi fisici e comportamentali del paziente (come l’aggressività, l’agitazione o la tendenza a vagabondare) e rispondere alle domande del paziente o della famiglia.

Chi soffre di demenza provocata dall’Alzheimer probabilmente dovrà assumere dei farmaci, tra i più comuni ricordiamo:

  • donepezil (Aricept®),
  • rivastigmina (Exelon®),
  • galantamina (Reminyl®),
  • memantina (Ebixa®), usato per le forme più severe.

Questi farmaci sono in grado di rallentare il peggioramento della condizione, salvaguardando le capacità di pensiero, memoria e parola; possono inoltre talvolta alleviare determinati problemi comportamentali di alcuni pazienti per un periodo variabile tra alcuni mesi e alcuni anni, tuttavia non impediscono la progressione dell’Alzheimer.

Chi soffre di demenza vascolare dovrebbe prendere provvedimenti per prevenire ulteriori ictus. Tra le decisioni più importanti ricordiamo:

Sono in corso ricerche per sviluppare farmaci in grado di diminuire la gravità dei problemi cognitivi e di memoria che accompagnano la demenza vascolare, mentre altre ricerche stanno esaminando gli effetti dei farmaci contro alcuni sintomi di questo tipo di demenza.

Aiutare un malato

I familiari e gli amici possono aiutare i pazienti affetti da demenza lieve a continuare a svolgere le normali attività, a fare attività fisica e a mantenere i contatti sociali.

Chi soffre di demenza deve essere tenuto al corrente di tutti i dettagli sulla sua vita, ad esempio dell’ora, del luogo in cui vive, di che cosa succede in casa o nel mondo.

Si possono usare diversi aiuti per la memoria, alcune famiglie ad esempio ricorrono a un grande calendario, agli elenchi di cose da fare, agli appunti contenenti alcune semplici istruzioni per la sicurezza e alle istruzioni scritte riguardanti l’uso degli elettrodomestici e delle dotazioni della casa.

Prevenzione

Chi ha problemi di memoria lievi può usare diverse tecniche per vivere una vita sana e mantenere in allenamento la memoria e le capacità mentali. Ecco alcuni consigli utili:

  1. Pianificate, scrivete degli elenchi di cose da fare e aiutatevi con i post-it e i calendari. Alcune persone trovano che è più facile ricordare qualcosa se la si associa mentalmente a qualcos’altro di significativo, ad esempio al nome di qualcuno che conosciamo, di una canzone, di un libro o di un programma televisivo.
  2. Dedicatevi ai vostri interessi o agli hobby e fatevi coinvolgere in attività in grado di mantenere in salute sia la mente sia il corpo.
  3. Fate attività fisica e ginnastica. Diverse ricerche hanno collegato l’esercizio fisico (ad esempio le passeggiate) a una migliore funzionalità cerebrale, anche se sono necessarie ulteriori studi per poter affermare con sicurezza che l’esercizio fisico è in grado di mantenere la funzionalità cerebrale oppure di prevenire o ritardare i sintomi dell’Alzheimer.
  4. Concedetevi il giusto numero di ore di riposo.
  5. Seguite una dieta sana e varia; in questo senso il modello mediterraneo è perfetto, oltre che in ottica di prevenzione cardiovascolare, anche dal punto di vista della memoria.
  6. Andateci piano con gli alcolici. Alcune ricerche suggeriscono che il consumo moderato di alcool può avere effetti benefici sulla salute, però eccedere con l’alcol per lunghi periodi può causare gravi problemi di memoria e danni permanenti al cervello.
  7. Dedicatevi ad attività, come l’esercizio fisico o un hobby, in grado di alleviare lo stress, l’ansia o la depressione. Anche la socializzazione e lo stare con amici e parenti è spesso di grande aiuto. Se questi stati d’animo continuano per molto tempo, chiedete consiglio al medico.

Dieta e stile di vita

Ad oggi l’unico approccio davvero efficace, nonché l’unico praticabile, nella lotta all’Alzheimer è la prevenzione, soprattutto in caso di famigliarità e/o predisposizione.

A questo proposito la dieta mediterranea riveste un ruolo fondamentale, a ulteriore testimonianza della sua bontà (sono noti gli effetti di prevenzione cardiovascolare). In un recente lavoro pubblicato su JAMA Neurology, seppure da interpretare con cautela in quanto i risultati sono ancora preliminari, un costante intervento volto al miglioramento dello stile di vita (esercizio fisico e alimentazione) potrebbe concretamente contrastare il declino cognitivo e funzionale anche in soggetti geneticamente predisposti.

Fonte principale: NIH

Adattamento e integrazione a cura di Elisa Bruno

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Salve Dottore, è un po’ di tempo che ho problemi di memoria: mi scordo continuamente cosa penso, dove metto le cose, ripeto più volte le cose che dico perché non mi ricordo se quella cosa l’ho già detta oppure no, l’altro giorno ho messo la Nutella nel lavandino invece che nella credenza, infatti quando me lo ha detto mia madre di aver sbagliato quasi non ci credevo, mi sembrava impossibile. Infine la cosa che mi dà più fastidio è che non riesco a parlare bene, intreccio le parole e non riesco a dire ciò che penso in maniera corretta e questo mi fa molto preoccupare perché ho paura di parlare con le persone, perché ho paura che mi deridano e che non riescano a capire ciò che dico. Secondo mia madre avrei bisogno un po’ di Fosforo, secondo Lei?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Credo poco a queste integrazioni, meglio invece trovare il modo di distrarsi e svagarsi.

  2. Anonimo

    Buongiorno Dottore, ho bisogno di un consiglio, ho mio nonno di 81 anni che soffre di demenza sinile, inizio di alzheimer. Lui alza le mani a sua moglie senza rendersi conto,lei ha riferito a mia madre tutto questo, sono 2 anni che va avanti questa storia e solo ors chiede aiuto, e il caso di denunciarlo? Come bisogna reagire in questo caso davvero triste e pauroso? Aspetto sue notizie, saluti
    Anna

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Chiedo scusa, mi era sfuggita la notifica.

      Farei inizialmente il punto con il medico curante, per capire se ci sia modo di agire dal punto di vista sanitario prima che legale.

  3. Anonimo

    buongiorno dottore, conosco una mia amica che ha la madre di 92 anni che presubibilmente soffre di demenza senile, visto che il fratello si rifiuta sia per un ricovero che per una casa di cura, le chiedo che questa signora nell’ultima settimana e’ peggiorata moltissimo, lei si immaggina che ci sono uomini che vogliono entrare a casa sua con i bastoni, quando stava un pò meglio accusava la figlia di andare a rubare nei campi di oeraggi o a casa sua, tutti questi fenomeni possono portare alla conclusione che sia Alzaimher? e visto il continuo peggioramento non sarebbe il caso di un ricovero? grazie per l’eventuale risposta!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Da questa descrizione non è possibile formulare una diagnosi, anche se chiaramente un qualche disturbo esiste.
      2. Non è per forza necessario un ricovero, ma sicuramente va immediatamente aiutata con l’aiuto di uno specialista (geriatra?).

  4. Anonimo

    Vi prego di aiutarmi. Un mio caro amico a la madre con sindrome di invecchiamento cerebrale precoce ed a 66 anni. Seguita subito da un neurologo che gli a dato psicofarmaci che lhanno resa una donna allettata, stanca. Cosa deve fare. Grazie

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, molto dipende dal quadro clinico, ma purtroppo sono sindromi che non sempre hanno una buona risposta alle terapie; se non c’è fiducia nello specialista in questione e vogliono un altro parere consiglierei di valutare una visita neurologica presso altro neurologo, magari specializzato nella sindrome in questione.

  5. Anonimo

    mia madre ha alzheimer da 10 anni. oggi ha 78 anni. ultimamente non riesce a defecare e si lamenta molto di piu’. l’aiutiamo con il clistere.mi chiedevo se devo darci qualche medicina diversa per calmarla.

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, purtroppo è una patologia degenerativa e come tale va controllata nel tempo perché la terapia necessita di aggiustamenti periodici, per cui va fatta rivalutare la situazione dal neurologo.

    2. Anonimo

      Anch’io mi trovo nella tua stessa situazione e lo specialista ci ha spiegato che purtroppo sono anche i farmaci che causano queste difficoltà; ci ha dato delle bustine che effettivamente hanno aiutato, parlane con fiducia al medico come ti ha consigliato la Dr.ssa Fabiani e vedrai che un compromesso si trova.

  6. Anonimo

    Salve mia zia 83 enne analfabeta (e non conosce bene i soldi)..dopo la morte del marito (2 anni fa) e varie situazioni brutte in famiglia (litigi e cose varie)..ha cominciato ad accusare figli e nipoti di furti e di maltrattamenti se così posso spiegare…non so se si tratta di demenza o alzheimer o di una forte deoressione e attaccamento verso i soldi..poiché ricorda tutto..ed è lucidissima..ricorda le cose a breve termine..si orienta bene nel tempo..ricorda tutti gli appuntamenti o compleanni..secondo lei? Mi dia un parere..grazie mille

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non mi permetto di azzardare ipotesi diagnostiche, ma è sicuramente una situazione che può beneficiare di una consulenza specialistica (geriatra).

  7. Anonimo

    Ma di primo occhio secondo lei potrebbe trattarsi di demenza?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non possiamo escluderlo, ma serve comunque una valutazione completa e mirata.

  8. Anonimo

    Buonasera sono molto preoccupata, ho 43 anni, mi capita di avere vuoti di memoria, stamattina sono uscita dal bar ed ho detto dove e ‘ la macchina nn ricordavo dove l’ avevo messa poi mi e’ tornato in mente, ho messo su un tegame oggi x caffè, lo trovatoche nn c’ era piu’ acqua, ho sofferto d’ ansia, attacchi di panico e penso anche depressione, cosa potrebbe essere. X il caffe ‘ e’ successo che sono andata piano di sotto, fuori ho casa grande. Nn ero concentrata….

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Stress e ansia possono spiegare la situazione, ma:
      1. Verifichi con il medico,
      2. l’ansia deve essere affrontata.

    2. Anonimo

      Grazie dottore, lo faro’

  9. Anonimo

    Dottore, mi aiuti! Ho solo 23 anni ma mi dimentico sempre le cose, starò sviluppando l’Alzheimer?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Molto più probabile alla sua età che sia un problema di stress (o ansia?), ma raccomando di verificare con il suo medico.

  10. Anonimo

    Cosa devo mangiare per salvaguardare la memoria? Ho solo 20 anni, ma ho il terrore di sviluppare Alzheimer o malattie simili in futuro.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non esiste una vera e propria dieta che abbia dimostrazione scientifica di effetti sulla capacità mnemonica, ma sono convinto di non sbagliare suggerendo il classico stile di vita salutare, fatto di abbondanti quantità di frutta e verdura, pochi derivati animali e attività fisica regolare (e possibilmente intensa).