Pitiriasi lichenoide: cause, sintomi e prevenzione

Ultima modifica 30.05.2019

Introduzione

La pitiriasi lichenoide è una malattia caratterizzata dall’insorgenza di papule, ovvero piccole lesioni cutanee di diametro inferiore a 1 cm, rilevate ed arrossate (eritematose).

Le lesioni possono insorgere acutamente, oppure possono mostrare un’evoluzione cronica:

  • nel primo caso, si parla di pitiriasi lichenoide e varioliforme acuta (PLEVA),
  • nel secondo caso di pitiriasi lichenoide cronica (PLC).

RIcordiamo inoltre l’esistenza di una forma iperacuta chiamata PLEVA ulcero necrotica, per la presenza di lesioni ulcerate; sono descritte anche forme intermedie tra PLEVA e PLC, potendo coesistere nello stesso paziente lesioni tipiche della fase acuta e della fase cronica simultaneamente.

La malattia interessa le prime decadi di vita con una predilezione per il sesso maschile; l’approccio terapeutico d’elezione comprende in genere fototerapia e farmaci.

Il decorso è difficilmente prevedibile, ma nel complesso la prognosi è buona perché sia la PLEVA che la PLC tendono spontaneamente alla regressione nell’arco di mesi o anni. Non sussistono complicazioni.

Non esiste alcuna forma di prevenzione.

Fotografia di pitiriasi lichenoide

By No machine-readable author provided. Florian Jesse assumed (based on copyright claims). – No machine-readable source provided. Own work assumed (based on copyright claims)., Public Domain, Link

Causa

La causa è tuttora sconosciuta.

Viene ipotizzata una reazione di ipersensibilità nei confronti di un agente infettivo o di un farmaco, anche alla luce del fatto che in alcuni casi acuti, specialmente quelli familiari, sono stati isolati

  • batteri stafilococchi nei tamponi faringei,
  • degli anticorpi di tipo IgM (indicativi di una infezione recente) contro il batterio Mycoplasma pneumoniae
  • e degli anticorpi contro

Durante la fase acuta dell’infezione, e quindi della PLEVA, il paziente è contagioso e le modalità di contagio sono diverse in base all’agente infettivo causale.

Sono stati anche descritti casi di PLEVA scatenati da farmaci (estro-progestinici, astemizolo).

Sintomi

La forma acuta, PLEVA, è caratterizzata da lesioni localizzate principalmente su tronco e parti prossimali degli arti, che possono estendersi fino ad interessare l’intera superficie cutanea; si tratta di papule eritematose e meno comunemente vescicole che facilmente si aprono, dando luogo a delle croste emorragiche (da cui deriva la denominazione “varioliforme”).

Le lesioni, solitamente asintomatiche e solo talvolta pruriginose, compaiono in eruzioni ripetute nell’arco di alcune settimane. Dopo la risoluzione, possono lasciare una cicatrice depressa o rilevata.

La PLC è caratterizzata dalla comparsa di papule di colore rosso-bruno che durante l’evoluzione si appiattiscono e si ricoprono di una squama centrale, che si stacca facilmente.

Anche nella PLC sono presenti simultaneamente lesioni in diversi stadi evolutivi, asintomatiche o lievemente pruriginose.

Il decorso è cronico e le lesioni compaiono ripetutamente per settimane, mesi o persino 1-2 anni. La risoluzione delle lesioni, che avviene in 3-4 settimane, lascia un esito ipopigmentato (macchie più chiare rispetto alla pelle circostante).

La PLEVA ulcero necrotica è una forma rara di pitiriasi lichenoide che colpisce l’età pediatrica; insorge improvvisamente con lesioni papulose che si ulcerano e confluiscono, formando ampie ulcere dolenti, con margini eritematosi rilevati.

In questa variante sono sempre alterate le condizioni generali: possono essere presenti

Dopo diverse eruzioni iper-acute, questa forma evolve verso una PLEVA classica oppure va incontro a remissione completa.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’osservazione clinica, confermata dal prelievo di un campione di cute (biopsia) per l’esame istologico. La PLEVA e la PLC devono essere distinte da:

  • Varicella: infezione da virus della varicella zoster (VZV) caratterizzata anch’essa da lesioni cutanee con diversa morfologia presenti contemporaneamente che evolvono in croste e guariscono in 1-3 settimane. La localizzazione delle lesioni dapprima al volto e cuoio capelluto e poi alla parte inferiore del corpo è caratteristica.
  • Psoriasi guttata, caratterizzata da piccole macule eritematose e desquamanti pruriginose, spesso scatenata da un episodio infettivo;
  • Papulosi linfomatoide, una forma di linfoma localizzato sulla cute, in cui le papule sono di dimensioni maggiori rispetto alla pitiriasi lichenoide e costituite da infiltrati di linfociti atipici.

Cura

Prima di iniziare una terapia è necessario cercare ed eliminare gli eventuali fattori scatenanti.

Il trattamento è sintomatico e si basa principalmente sulla fototerapia, un approccio che consiste nell’esporre il paziente a radiazioni ultraviolette a determinate lunghezze d’onda all’interno di specifiche cabine ad uso ospedaliero o in ambiente specialistico.

Risulta efficace anche il methotrexate, farmaco antimetabolita che agisce riducendo l’eccessiva proliferazione delle cellule cutanee (epidermopoiesi) e come immunosoppressore.

Sono descritti in letteratura, con percentuali di successo variabili, altri trattamenti:

  • cortisone topico (crema, lozione, …),
  • esposizione al sole,
  • antibiotici ad uso orale.

Fonti e bibliografia

  • Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana sulla settima di lingua inglese a cura di Mauro Alaibac. Piccin 2015.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.