Piaghetta del collo dell’utero (ectropion cervicale): cause, sintomi, bruciatura

Ultima modifica 23.11.2019

Introduzione

In termini medici l’ectropion è una “estroflessione”, ossia un ripiegamento verso l’esterno di un organo anatomico o di un tessuto.

In ambito cervicale l’ectropion della cervice uterina (piaghetta) è la condizione in cui le cellule dell’interno del canale cervicale (epitelio colonnare) fuoriescono all’esterno, sulla porzione vaginale della cervice (epitelio squamoso).

In altre parole possiamo immaginarla semplicemente come una lieve lesione del collo dell’utero, ossia nella parte dell’utero che sporge in vagina.

Questa condizione di per sé non è una vera e proprio patologia e risulta essere molto frequente nelle donne in epoca fertile, soprattutto a causa dei cambiamenti ormonali (sviluppo, ciclo mestruale, gravidanza, assunzione della pillola anticoncezionale).

La manifestazione clinica più frequente, che spaventa la paziente e che la induce a far visita ad un ginecologo, è il sanguinamento dai genitali esterni (soprattutto a seguito di rapporti sessuali), ma di fatto non causa alcun problema alla maggior parte delle donne e tende a risolversi anche senza trattamento.

Il ginecologo può visualizzare l’ectropion mediante l’esame obiettivo ginecologico, aiutandosi con uno speculum.

Quando si renda necessario un trattamento è possibile valutare la possibilità di ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale di risoluzione.

Richiami di anatomia

Anatomia semplificata della piaghetta

iStock.com/ttsz

La cervice uterina è la porzione dell’utero che sporge in vagina e che rappresenta un canale di collegamento (canale cervicale) tra la cavità uterina e la vagina.

Il rivestimento interno del canale cervicale (endocervice) produce muco, che cambia per quantità e qualità durante le diverse fasi del ciclo mestruale; il rivestimento più esterno della cervice (esocervice) è invece uguale al rivestimento della vagina, molto simile alla pelle e più resistente di quello endocervicale.

Questi due tipi di rivestimento si incontrano normalmente all’apertura della cervice, in quella che prende il nome di zona di trasformazione. Quando la zona di trasformazione e il rivestimento del canale cervicale si estendono verso l’esterno, fino a sporgere sulla porzione vaginale della cervice, si è in presenza di ectropion cervicale, dove il tessuto appare visivamente più arrossata del resto della cervice (le cellule ghiandolari tipiche dell’interno del canale sono più rosse della porzione esterna).

Più ne dettaglio possiamo distinguere:

  • Endocervice: è la regione superiore, così definita perché si trova al di sopra dell’orifizio uterino esterno (quindi è ipoteticamente ancora all’interno del canale) ed è costituita da un epitelio cilindrico monostratificato che è sovrapponibile ed in continuità con quello che riveste l’interno della cavità uterina. Tale epitelio è di per sé molto delicato, proprio perché non è previsto che entri in contatto con gli agenti esterni, talvolta lesivi.
  • Esocervice: rappresenta la porzione di canale cervicale inferiore, a contatto con l’esterno e che pertanto è molto più resistente. È costituito da un epitelio squamoso, o pavimentoso, pluristratificato, non cheratinizzato. Eccetto per l’assenza del rivestimento di cheratina, questo epitelio è simile a quello che riveste la cute (per dimostrare appunto come sia più resistente ad agenti lesivi rispetto alla sua controparte interna).

Cause

La causa più comune della piaghetta va ricercata nei normali cambiamenti ormonali cui la donna va mensilmente incontro durante il ciclo mestruale, soprattutto in fase ovulatoria; pazienti che assumono contraccettivi ormonali come la pillola ne risultano particolarmente soggette, probabilmente a causa della somministrazione di estrogeni.

Per la stessa ragione è piuttosto comune durante la pubertà (fase dello sviluppo) e nelle donne incinte.

In altre donne è invece riscontrabile come alterazione congenita, presente cioè sin dalla nascita.

Sintomi

La piaghetta può essere presente e non dare alcun segno di sé, venendo magari scoperta per caso durante un controllo di routine, mentre in altre donne possono comparire uno o più dei seguenti disturbi:

  • Sanguinamenti anomali, spesso non molto abbondanti, dai genitali esterni. Tale sanguinamento si riscontra soprattutto quando la piaghetta viene sollecitata meccanicamente, per esempio a seguito di un rapporto sessuale;  le perdite potrebbero non verificarsi sistematicamente ad ogni rapporto, ma quando presenti potrebbero comparire fino a 12 ore dal rapporto dal il rapporto.
  • Dolore durante i rapporti che può persistere anche una volta che questo sia terminato.
  • Spotting tra una mestruazione e la successiva.
  • Perdite anomale, non ematiche, dai genitali esterni che talvolta possono mimare un’infezione batterica vaginale.

La paziente potrebbe infine percepire una sensazione di prurito e fastidio. Sfortunatamente sono però tutti segni e sintomi aspecifici, che tendono a verificarsi nella maggior parte delle alterazioni infiammatorie a carico delle vie genitali femminili.

La presenza di tessuto tipico del canale cervicale all’esterno dello stesso è la ragione della comparsa dei sintomi più tipici:

  • arrossamento (le cellule ghiandolari sono fisiologicamente più rosse del tessuto vaginale),
  • sanguinamenti e fastidio (le cellule sono molto più delicate e inadatte alle sollecitazioni meccaniche),
  • perdite vaginali (le cellule producono normalmente muco).

Gravidanza

La piaghetta è un riscontro piuttosto comune durante la gravidanza, a causa dell’importante produzione di estrogeni tipico dei nove mesi di gestazione; sebbene quindi possano comparire sanguinamenti in conseguenza della sua presenza, e nel caso essere innocui, si raccomanda di fare sempre riferimento al ginecologo per escludere altre cause più importanti.

Diagnosi

Il sospetto che possa essere presente un ectropion cervicale prende origine già dall’anamnesi della paziente, che riferisce e possiede una serie di caratteristiche essenziali:

  • Solitamente è una paziente giovane, in epoca fertile e sessualmente attiva. Ricordiamo che quando l’ectropion si verifica in una bambina, che non ha ancora avuto rapporti, i sospetti sono solitamente orientati verso una forma congenita.
  • Piccole perdite, prevalentemente ematiche di colore rosso vivo (proprio come se il sanguinamento venisse da un stillicidio ematico di ferita, piuttosto che dalla cavità uterina come accade nel caso del flusso ematico mestruale).
  • Perdita di sangue da correlare ad alcuni eventi scatenanti, solitamente il sanguinamento occorre dopo un piccolo trauma (la forma di trauma più comune è in questo caso il rapporto sessuale).

La paziente potrebbe anche riferire fastidio o dolore.

A questo punto il ginecologo esegue una visita apponendo lo speculum a livello della vagina. Con esso è possibile andare a ricerca la portio, la regione terminale del canale cervicale con al centro l’orifizio uterino esterno. In questo modo oltre al sanguinamento è possibile visualizzare direttamente, ad occhio nudo, la “piaghetta” a carico dell’esocervice, che apparirà arrossata (colore tipico delle cellule ghiandolari proprie dell’endocervice).

Poiché in alcuni casi può essere difficile distinguere visivamente l’ectropion cervicale dal tumore del collo dell’utero, è possibile ricorrere ad esami aggiuntivi nei casi dubbi, come ad esempio una colposcopia.

Rischi e complicanze

La presenza di una piaghetta non ha in genere alcuna conseguenza, oltre al disagio per la paziente, e non è correlata né fattore di rischio per forme tumorali (né sembra essere correlata ad un aumentato tasso di contagio da parte del papilloma virus).

Per alcune donne può tuttavia causare una maggior predisposizione allo sviluppo d’infezioni vaginali ricorrenti.

Cura

Nel caso in cui si mantenga asintomatica e venga controllata periodicamente dal ginecologo, l’ectropion non necessita obbligatoriamente di intervento terapeutico, tanto più che spesso va incontro a risoluzione spontanea.

  • Nel caso di donne incinte la piaghetta tende a sparire in 3-6 mesi dal parto.
  • Nel caso in cui la formazione possa essere correlata all’assunzione di una contraccezione ormonale (pillola) si può valutare di provare una formulazione differente (cambio di pillola) oppure di sospenderla.
  • Nel caso di infezioni ricorrenti è possibile fare ricorso, dietro indicazione medica, alla somministrazione di ovuli vaginali disinfettanti.
  • Quando i sintomi fossero particolarmente fastidiosi il ginecologo potrebbe decidere di ricorrere ad una cura ormonale per favorirne la guarigione.

Nel caso in cui invece le perdite ematiche, il dolore, le infiammazioni persistenti comincino ad impattare in modo più importante nella vita quotidiana della paziente, finanche ad essere invalidanti per lo svolgimento di alcune attività (come le attività sportive o la vita sessuale), si può valutare di ricorrere a diversi approcci chirurgico-ambulatoriali, più o meno invasivi:

  • elettrocoagulazione (bruciatura) in anestesia locale,
  • crioterapia (bruciatura da freddo).

In questi casi è normale sviluppare piccole perdite di sangue e non ematiche per qualche tempo, durante il quale i tessuti vanno incontro a guarigione; il ginecologo darà infine precise indicazioni sul periodo di astinenza sessuale necessario (oltre che per l’utilizzo di assorbenti interni).

Fonti e bibliografia

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