Pericardite acuta e cronica: cause, sintomi e cura

Ultima modifica 23.09.2019

Cos’è la perdicardite?

La pericardite è un disturbo caratterizzato dall’infiammazione della membrana che circonda il cuore, il pericardio.

Il pericardio tiene il cuore in posizione e lo aiuta a funzionare correttamente; è costituito da due sottili strati di tessuto che circondano il muscolo cardiaco e, all’interno, si trova una piccola quantità di liquido che ne favorisce lo scorrimento impedendone la frizione.

Nella pericardite gli strati di tessuto si infiammano e fanno attrito contro il cuore, si origina così il dolore toracico, un sintomo frequente della pericardite.

Oltre al dolore toracico i possibili sintomi di pericardite sono:

Il dolore toracico provocato dalla pericardite può assomigliare a quello causato dall’infarto; in molti casi viene percepito come una fitta acuta e peggiorare con l’ispirazione, per alleviarsi invece quando si è in piedi e chinati in avanti.

Quando si avverte un dolore toracico è comunque sempre opportuno rivolgersi in Pronto Soccorso per una diagnosi corretta, perchè potrebbe comunque trattarsi d’infarto.

In molti casi la causa della pericardite rimane sconosciuta:

  • le infezioni virali probabilmente ne sono una causa frequente, anche se il virus non viene quasi mai identificato,
  • anche le infezioni batteriche, micotiche e di altro tipo possono causare l’infiammazione del pericardio.

Tra le altre possibili cause ricordiamo l’infarto stesso o gli interventi chirurgici sul cuore, altre patologie ed alcuni farmaci.

La pericardite può essere:

  • acuta, se si verifica improvvisamente (in questo caso in genere non dura a lungo),
  • cronica, se si sviluppa più lentamente e richiede più tempo per guarire.

Sia la pericardite acuta sia quella cronica possono alterare il normale ritmo e funzionamento del cuore ed avendo, seppure raramente, esito fatale; nella maggior parte dei casi è invece fortunatamente lieve, guarendo da sola con il riposo e semplici terapie.

In altri casi, invece, sono necessarie terapie più intense per prevenire le complicazioni. Le terapie possono comprendere farmaci, e, con minore frequenza, anche interventi chirurgici o di altro genere.

Pericardite

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Cause

In molti casi la pericardite, che sia acuta o cronica, è idiopatica, cioè non si sa con esattezza quale sia la sua causa.

Le infezioni virali probabilmente sono una causa frequente, anche se il virus può restare sconosciuto. La pericardite spesso si presenta a seguito di infezioni respiratorie e può anche essere causata infezioni batteriche, micotiche e di altro tipo.

Si pensa che la maggior parte dei casi di pericardite cronica o ricorrente sia causata invece da malattie autoimmuni, come il lupus, la sclerodermia e l’artrite reumatoide.

Nelle malattie autoimmuni il sistema immunitario produce anticorpi (proteine) che per errore attaccano i tessuti o le cellule dell’organismo.

Tra le altre possibili cause della pericardite ricordiamo:

  • Infarto e interventi chirurgici sul cuore,
  • Insufficienza renale, HIV/AIDS, tumori, tubercolosi e altri problemi di salute,
  • Traumi al torace o radioterapia nella zona toracica,
  • Malattie autoimmuni, come la colite ulcerosa,
  • Farmaci come la fenitoina (anticonvulsivamente), il warfarin e l’eparina (anticoagulanti) e la procainamide (usata per curare le aritmie).

Fattori di rischio

La pericardite si verifica in pazienti di tutte le età, tuttavia colpisce con maggior frequenza gli uomini dai 20 ai 50 anni.

Chi è in terapia può avere delle ricadute, che si verificano dal 15 al 30 per cento delle persone affette dalla malattia. In rari casi le ricadute possono trasformarsi in pericardite cronica.

Sintomi

I sintomi della pericardite acuta possono durare da alcuni giorni ad alcune settimane.

La pericardite cronica può durare per diversi mesi.

Pericardite acuta

Il sintomo più frequente della pericardite acuta è il dolore toracico, che si presenta in forma acuta e lancinante. Il dolore di solito insorge rapidamente e spesso colpisce il torace al centro o a sinistra oppure tutta la parte anteriore del torace. Il paziente inoltre può avvertire dolore in una o entrambe le spalle, al collo, alla schiena e all’addome.

Il dolore di solito è meno forte quando ci si siede e ci si china in avanti; è invece più intenso quando ci si sdraia e si fanno respiri profondi. Alcuni pazienti avvertono un dolore sordo o una sensazione di pressione al torace.

Uomo che si tocca il petto a causa del dolore causato dalla pericardite

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Il dolore al torace, inoltre, può assomigliare a quello provocato dall’infarto. Se il paziente avverte dolore al torace, dovrebbe andare immediatamente al pronto soccorso, perché potrebbe trattarsi di un infarto.

Alcuni pazienti affetti da pericardite acuta hanno la febbre, mentre tra gli altri sintomi si possono avere:

Le palpitazioni sono la sensazione che il cuore salti un battito, tremi o batta troppo rapidamente o troppo lentamente.

Pericardite cronica

Il sintomo più frequente della pericardite cronica è il dolore al torace.

La forma cronica, inoltre, spesso causa a sua volta

  • stanchezza,
  • tosse
  • e difficoltà a respirare.

Nei casi più gravi di pericardite cronica si può avere gonfiore alla pancia e alle gambe, nonché ipotensione (pressione bassa).

Pericoli

Per guarire dalla pericardite possono volerci da alcuni giorni ad alcuni mesi. Con una terapia tempestiva e corretta, ad esempio con il riposo e la sorveglianza continua, la maggior parte delle persone riesce a riprendersi completamente. Una terapia corretta può anche essere utile per diminuire il rischio di ricadute.

Due gravi complicazioni della pericardite sono

  • tamponamento cardiaco,
  • pericardite costrittiva cronica.

Il tamponamento cardiaco si verifica se nel pericardio si raccoglie un eccesso di liquidi, che iniziano a premere sul cuore, impedendogli di riempirsi normalmente di sangue. Il sangue, quindi, deve uscire dal cuore, e si ha un improvviso abbassamento della pressione. Se non viene curato, il tamponamento cardiaco può essere fatale.

La pericardite costrittiva cronica è una malattia rara che insorge lentamente; può causare la formazione di tessuto simil-cicatriziale nel pericardio, che quindi s’irrigidisce e non riesce più a muoversi normalmente. Con il passare del tempo il tessuto cicatriziale comprime il cuore impedendone il funzionamento normale.

Diagnosi

Il medico diagnostica la pericardite basandosi sull’anamnesi, sulla visita e sui risultati degli esami.

Specialisti coinvolti

La pericardite spesso viene diagnosticata e curata dai medici di base, ad esempio dal medico di famiglia, dall’internista o dal pediatra. Possono tuttavia essere coinvolti anche specialisti, ad esempio:

  • cardiologo, lo specialista che si occupa dei pazienti adulti con problemi cardiaci,
  • cardiologo pediatrico, che cura i bambini affetti da problemi cardiaci,
  • infettivologo, che si occupa dei pazienti che hanno un’infezione.

Anamnesi

Il medico probabilmente vi chiederà se:

  • siete reduci da un’infezione delle vie respiratorie o da un’influenza,
  • siete reduce da un infarto o da un trauma al torace,
  • avete problemi di salute di altro genere.

Il medico inoltre vi chiederà quali sono i sintomi. Se avete dolore al torace, vi chiederà che caratteristiche a, da dove parte e se peggiora quando vi sdraiate, fate un respiro profondo o tossite.

Visita

Quando il pericardio (la membrana che circonda il cuore) si infiamma, la quantità di liquido tra i due strati di tessuto aumenta. Quindi durante la visita il medico dovrà verificare se c’è un accumulo di liquidi nel torace.

Uno dei segni frequenti è lo sfregamento pericardico, cioè il rumore provocato dall’attrito del pericardio contro la parete esterna del cuore. Il medico ausculterà il torace con lo stetoscopio per escludere la presenza di questo rumore.

Il medico potrebbe anche sentire altri rumori toracici che indicano la presenza di liquidi nel pericardio (effusione pericardica) o nei polmoni (effusione pleurica). Si tratta di problemi più gravi legati alla pericardite.

Esami diagnostici

Il medico può consigliare di eseguire uno o più esami per diagnosticare la patologia e capirne la gravità. Gli esami prescritti con maggior frequenza sono:

  • ECG (elettrocardiogramma). Questo semplice esame individua e registra l’attività elettrica del cuore. Alcuni tipi di risultato dell’ECG possono indicare la pericardite.
  • Radiografia toracica. La radiografia toracica crea delle immagini delle strutture interne del torace, come il cuore, i polmoni e i vasi sanguigni. Le immagini possono indicare che il cuore è più grande del normale, e questo è un segno dell’accumulo di fluidi nel pericardio.
  • Ecocardiografia. Questo esame indolore usa le onde sonore per creare immagini del cuore. Le immagini indicano quant’è grande il cuore, se ha una forma normale e se funziona bene. L’esame può indicare se si sono accumulati liquidi nel pericardio.
  • TAC (tomografia computerizzata) cardiaca. La TAC cardiaca è un tipo di radiografia che scatta una serie di immagini chiare e dettagliate del cuore e del pericardio. La TAC cardiaca serve ad escludere altre possibili cause del dolore toracico.
  • MRI (risonanza magnetica) cardiaca. Quest’esame usa delle calamite potenti e le onde radio per creare immagini dettagliate degli organi e dei tessuti. La risonanza magnetica cardiaca può servire per evidenziare l’ispessimento o altre alterazioni del pericardio.

Il medico inoltre può prescrivere gli esami del sangue, che sono in grado di aiutarlo a scoprire se avete avuto un infarto, qual è la causa della pericardite e la gravità dell’infiammazione al pericardio.

Come si cura

La maggior parte dei casi di pericardite è di lieve entità; il paziente guarisce spontaneamente, con il riposo e con una semplice terapia di supporto. In altri casi, invece, è necessaria una terapia più intensa per prevenire complicazioni. La terapia può comprendere farmaci e, con minore frequenza, interventi chirurgici o di altro tipo.

Tra gli scopi della terapia ricordiamo:

  • diminuire il dolore e l’infiammazione,
  • curare la causa a monte, qualora sia stata diagnosticata,
  • escludere le complicazioni.

Terapie specifiche

Come terapia di prima linea, il medico consiglia al paziente di stare a riposo finché non sta meglio e la febbre è passata. Il medico può consigliare al paziente di assumere degli antinfiammatori da banco, come l’aspirina e l’ibuprofene, per far diminuire il dolore e l’infiammazione.

Se il dolore è molto forte, probabilmente dovete ricorrere a farmaci più forti, tra cui la colchicina e, in alcuni casi, il prednisone (un cortisonico).

Se la pericardite è causata da un’infezione, sarà necessario ricorrere ad un antibiotico o un altro farmaco per curarla.

Durante la terapia probabilmente dovrete rimanere ricoverati in ospedale, così il medico vi terrà sotto controllo per escludere le complicazioni.

Altri tipi di terapie

Probabilmente dovrete ricorrere alla terapia anche per escludere le complicazioni della pericardite. Due complicazioni gravi sono il tamponamento cardiaco e la pericardite costrittiva cronica.

Il tamponamento cardiaco viene curato con un intervento detto pericardiocentesi. Un tubicino (catetere) viene inserito nella gabbia toracica per rimuovere il liquido in eccesso dal pericardio. Questo intervento serve per far diminuire la pressione sul cuore.

L’unica cura per la pericardite costrittiva cronica è l’intervento chirurgico di rimozione del pericardio, detto pericardiectomia.

Per le terapie di queste complicazioni il paziente deve essere ricoverato in ospedale.

Convivere con la pericardite

Molti casi di pericardite sono di lieve entità e si risolvono spontaneamente. Altri casi invece, se non vengono curati, possono trasformarsi in pericardite cronica e causare problemi seri al cuore. Alcuni di questi problemi possono mettere in pericolo la vita del paziente.

A volte ci possono volere settimane o mesi per guarire dalla pericardite. Si può guarire completamente stando a riposo e tenendo sotto controllo il proprio stato di salute: così facendo, si riesce tra l’altro a diminuire il rischio di ricadute.

Prevenzione

Di norma è impossibile prevenire la pericardite acuta, ma si possono tuttavia prendere provvedimenti per diminuire il rischio di

  • ricadute,
  • complicazioni,
  • evoluzione verso la forma cronica,

ad esempio

  • andando immediatamente dal medico o al pronto soccorso ai primi sintomi,
  • seguire scrupolosamente la terapia e tenere sotto controllo il proprio stato di salute.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Domanda

    Buongiorno dottore,
    A seguito di un’ablazione per fibrillazione atriale mio marito ritmo to dimesso con ritmo sinusale, ma con un versamento pericardico di 3 mm. Per tale versamento non gli è stata data nessuna cura perché gli hanno detto che probabilmente si riassorbe da solo. Vorrei sapere se è normale o se questo versamento in realtà desta preoccupazione. Inoltre a 4 giorni dal l’ablazione presenta tachicardia continua. Grazie in anticipo per la sua risposta

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, un minimo versamento non è preoccupante, probabilmente si riassorbirà da solo nel tempo, come è anche possibile che un minimo resterà e non sarebbe comunque un problema. Anche la tachicardia potrebbe essere una reazione fisiologica al recente intervento, ma va comunque comunicato allo specialista che lo tiene in cura.

  2. Domanda

    salve dottore, esattamente un.anno fa ho avuto una miocardite, da qualche giorno se.mi sdraio sento un.dolore tipo pungente ad ogni battito e una sorta di fastio al petto

    1. Dr. Roberto Gindro

      Indispensabile verificare con il medico, ma non saltiamo comunque a conclusioni.

  3. Domanda

    Pericardite e miocardite sono la stessa cosa?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Non proprio, sono infiammazioni che colpiscono tessuti diversi.

      La pericardite è un disturbo che provoca l’infiammazione della membrana che circonda il cuore (pericardio), mentre la miocardite è un’infiammazione del cuore (il miocardio è il tessuto muscolare che costituisce il cuore).

  4. Domanda

    Una pressione di 121/83 può andare bene in un ragazzo di 22 anni. Grazie mille.

    1. Dr. Roberto Gindro

      Sembra buona, ma raccomando di verificarla sempre con il proprio medico (per valutare fattori di rischio, contesto, …).