Parotite (orecchioni): sintomi, vaccino e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 6 giugno 2018

Introduzione

La parotite (comunemente chiamata orecchioni) è una malattia causata da un virus che si diffonde tipicamente attraverso la saliva e i cuii sintomi tipici sono

Solo in una seconda fase compare il sintomo più caratteristico, ossia il gonfiore delle ghiandole salivari sotto le orecchie, che può manifestarsi su uno o entrambi i lati del viso. I sintomi passano in genere dopo un decorso che va dai 7 ai 10 giorni e le complicazioni gravi sono rare.

Una volta superata la malattia si acquisisce l’immunizzazione che mette al riparo l’organismo da un secondo caso. Anche altre infezioni possono tuttavia causare gonfiore alle ghiandole salivari, ed è questo il motivo per cui diversi genitori pensano erroneamente che il proprio bambino abbia avuto gli orecchioni più di una volta.

Non esiste un trattamento specifico, mentre è talvolta necessario trattare i singoli sintomi o le eventuali complicazioni.

Da diversi anni è disponibile un efficace vaccino (obbligatorio) che copre da morbillo, parotite, rosolia e grazie a questo si tratta di un’infezione ormai rara in Italia.

Fotografia di una pediatra che valuta l'eventuale gonfiore delle ghiandole parotidi.

iStock.com/Image Source

Cause

Il microrganismo responsabile della parotite è il virus parotitico, un virus appartenente alla famiglia Paramyxoviridae; il virus è in grado di farsi strada dal tratto respiratorio (dove avviene l’infezione) fino alle ghiandole parotidi, dove inizia a riprodursi freneticamente causando così il caratteristico gonfiore.

Talvolta è in grado di raggiungere anche il liquido cerebrospinale, il fluido che circonda e protegge il sistema nervoso centrale; in questi casi diventa in grado di diffondersi nell’intero organismo, raggiungendo cervello, pancreas, testicoli e ovaie.

Trasmissione

Il virus responsabile degli orecchioni può contagiare quando:

  • un soggetto infetto tossisce, starnutisce, parla, … rilasciando minuscole goccioline di saliva in cui è presente il virus e che possono essere respirate da un’altra persona;
  • un soggetto infetto tocca il proprio naso o la bocca, raccogliendo così una carica virale sufficiente, per poi diffonderla attraverso le mani su oggetti di qualsiasi tipo (maniglie, tavoli, superfici di lavoro, …); chi “raccoglie” il virus e porta a sua volta le mani a contatto con una mucosa (naso, bocca, occhi, …) può venirne contagiato;
  • vengono condivisi posate, bicchieri, piatti, …

I soggetti colpiti da parotite sono contagiosi da qualche giorno prima della comparsa del gonfiore fino a qualche giorno dopo, il virus è stato infatti isolato nei tamponi faringei da 2 giorni prima fino a diversi giorni dopo l’inizio della parotite.

Nei soggetti con interessamento delle ghiandole salivari, il virus poteva essere isolato nella saliva 2-6 giorni prima dell’inizio dei sintomi e fino a 4 giorni dopo.

Il virus responsabile degli orecchioni può diffondersi anche da persone che sono infette pur non presentandone i sintomi.

Il rientro in comunità (scuola, lavoro, …) è consigliabile 9-10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

Sintomi

I sintomi degli orecchioni compaiono da 14 a 25 giorni a seguito del contagio (tempo d’incubazione), mediamente dopo circa 17 giorni; nei giorni che precedono la comparsa del gonfiore è possibile manifestare i sintomi della fase prodromica, che comprendono:

  • febbre in genere non elevatissima che dura 3-4 giorni,
  • dolori muscolari,
  • mancanza di appetito,
  • sensazione di malessere e mal di testa.

Il sintomo chiave è tuttavia la comparsa di gonfiore di una o di entrambe le ghiandole parotidi, le ghiandole che si occupano della produzione di saliva e che si trovano indicativamente da orecchio e mascella. Può essere accompagnato anche dolore, che peggiora quando il paziente mangia, parla, mastica, beve bevande o succhi di frutta acidi (come il succo d’arancia).

Inizialmente il gonfiore è visibile sotto l’orecchio, ma si estende rapidamente verso il basso e in avanti nell’arco di 1-3 giorni. In alcuni casi il gonfiore delle due ghiandole compare in tempi diversi e in circa un paziente su 4 viene colpito un unico lato.

Raramente vengono colpite anche le restanti ghiandole salivari (sotto la lingua).

L’infezione può arrivare a interessare pancreas o, nelle donne, le ovaie, causando dolore e sensibilità addominale.

Nella migliore delle ipotesi la malattia dura due giorni, ma molto più spesso la durata è superiore (fino a 10 giorni); in alcuni casi è possibile che compaia esclusivamente con sintomi aspecifici e si stima che nel 30% dei casi si contragga senza poi sviluppare alcun sintomo.

L’infezione da parotite è spesso confusa con il gonfiore dei linfonodi del collo, che tuttavia si presenta in modo molto più limitato nella posizione e dalla mancanza di interessamento dell’orecchio.

Complicazioni

Gli orecchioni possono portare ad infiammazione e gonfiore del cervello e di altri organi, anche se questa sintomatologia è fortunatamente piuttosto rara: encefalite (infiammazione del cervello) e meningite (infiammazione del rivestimento del cervello e del midollo spinale) sono infatti entrambe complicazioni rare.

La parotite negli adolescenti e negli adulti maschi può anche comportare lo sviluppo di orchite, un’infiammazione dei testicoli che colpisce circa un paziente su 4 (ovviamente fra quelli di sesso maschile). Di solito un testicolo diventa gonfio e dolorante dopo circa 7-10 giorni che si sono gonfiate le parotidi, accompagnato da

Dopo 3-7 giorni il dolore ed il gonfiore testicolare si calmano, di solito in contemporanea all’abbassamento della febbre. In alcuni rari casi possono essere coinvolti entrambi i testicoli, ma la sterilità rimane in ogni caso un’eventualità piuttosto remota.

In circa un caso su 20 le pazienti si sesso femminile in età fertile possono andare incontro a infiammazione delle ovaie, che può causare:

  • dolore addominale,
  • febbre alta,
  • nausea.

Raro, ma possibile, è l’interessamento del pancreas che può sfociare in pancreatite, con

  • dolore addominale,
  • sensazione di malessere,
  • diarrea,
  • febbre alta,
  • ittero.

Circa un soggetto su 20, infine, può andare incontro a una diminuzione temporanea dell’udito; danni permanenti si verificano solo in un caso su 20000.

Quando contattare il medico

Si raccomanda di contattare il medico o il pediatra in caso di sospetta infezione da parotite; generalmente la malattia non è pericolosa, ma ha sintomi simili a patologie che potrebbero creare qualche problema ed è quindi bene poter disporre di una diagnosi certa. Si consiglia di contattare telefonicamente il medico, per evitare contagi di altri pazienti non vaccinati.

Poiché la parotite può coinvolgere anche il cervello e le sue membrane, si raccomanda di contattare  immediatamente il Pronto Soccorso se il paziente manifesta:

La presenza di dolore addominale può significare il coinvolgimento del pancreas in entrambi i sessi od il coinvolgimento delle ovaie nelle donne. Negli uomini si raccomanda attenzione alla febbre alta con dolore e gonfiore dei testicoli.

Gravidanza

In passato si pensava che lo sviluppo degli orecchioni durante la gravidanza aumentasse il rischio di aborto spontaneo, ma ad oggi non ci sono prove sufficienti per sostenerlo con certezza; in ogni caso, per scrupolo, è consigliabile che le donne in gravidanza escludano stretti contatti con soggetti colpiti da infezione in corso.

Cura

Poiché la parotite è causata da un virus, non può essere trattata con antibiotici.

Il trattamento degli orecchioni è invece focalizzato sull’obiettivo di dare sollievo ai sintomi, nell’attesa che il sistema immunitario del paziente riesca a sconfiggere l’infezione; si consiglia quindi:

  • riposo;
  • assunzione di antidolorifici se necessario; nel caso di bambini è possibile utilizzare farmaci che non siano aspirina, come ad esempio paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, …) od ibuprofene (Antalfebal, Nurofen, …) per far scendere la febbre. Questi medicinali aiuteranno anche ad abbassare la febbre;
  • mantenere il paziente idratato con acqua, evitando bevande acide che possono irritare le ghiandole parotidi,
  • applicare impacchi caldi e/o freddi,
  • adottare una dieta con cibi morbidi, che non richieda molta masticazione.

Quando la parotite coinvolge i testicoli il medico può prescrivere farmaci più forti per il dolore e il gonfiore e fornisce istruzioni su come applicare impacchi per calmare la zona e come fornire un sostegno supplementare per i testicoli.

Un bambino con orecchioni non ha necessariamente bisogno di rimanere a letto, ma può giocare tranquillamente..

Prevenzione

La parotite può essere efficacemente prevenuta attraverso la vaccinazione, che può essere somministrato da solo o come parte dell’immunizzazione morbillo-parotite-rosolia (MPR) generalmente somministrata ai bambini tra i 12 e i 15 mesi di età. Una seconda dose di MPR viene data solitamente dai 5 ai 6 anni.

Come per tutti i programmi di immunizzazione, vi sono importanti eccezioni e circostanze particolari da considerare con il proprio pediatra di fiducia.

Fonti principali:

Articoli correlati
Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buonasera, 5 giorni fa mi è comparso uno gnocco duro sotto l’orecchio destro così ho iniziato a prendere oki ogni giorno e questa pallina è quasi del tutto andata via ma è iniziato un rigonfiamento dietro l’orecchio molo accentuato. Prima del rigonfiamento si è formato uno gnocco duro sopra l’orecchio nella zona del trago che non se ne va. Mi sembra che il rigonfiamento si sia diffuso pure sulla guancia. Faccio fatica a buttare giù la saliva, può trattarsi di parotite? Sono vaccinata. Cosa mi consiglia di fare? La ringrazio

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non abbiamo una diagnosi, quindi non ha senso assumere una terapia; serve una valutazione medica per capire di cosa si tratti, si può trattare di linfonodi infiammati, le cui cause possono essere diverse, per questo torno a raccomandare una visita.

  2. Anonimo

    Salve dottore mio figlio di 10 anni ha contratto il virus della parotite da due giorni e gli è stato diagnosticato adesso ho un altro figlio di 16 che non la avuta devo prendere precauzioni mi scusi poi è stato a contatto con la sorella che è in attesa è anche lei non la tenuta devo preoccuparmi ?Grazie

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si devono evitare i contatti diretti col bambino infetto, il virus si trasmette con la saliva, gli starnuti, la tosse…quindi è bene stare a distanza per evitare il contagio.

    2. Anonimo

      Grz mille buona serata

  3. Anonimo

    Il vaccino contro la parotite è compreso fra quelli obbligatori? Mia figlia li ha fatti tutti, avrà quindi fatto anche questo?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È stato reso obbligatorio solo recentemente, mentre prima era fra quelli raccomandati; credo che possa verificare l’avvenuta vaccinazione rivolgendosi all’ASL.

  4. Anonimo

    Se sono vaccinata sono sicuro di non prenderlo? Sono una badante e dovrò seguire un paziente a letto proprio per questo motivo…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Con buona approssimazione sì; l’efficacia non è assoluta, ma comunque molto alta.