Osteofiti cervicali: cause, sintomi e cura

a cura di Dr.ssa Raffaella Ergasti -Ultimo Aggiornamento: 21 giugno 2019

Introduzione

Gli osteofiti possono essere immaginati come delle vere e proprie “piccole ossa” che si vengono a formare nell’arco della vita del paziente in risposta ad insulti meccanici; rappresentano una sorta di processo di ossificazione di difesa, insorgono infatti come conseguenza (nel tempo) dell’usura meccanica a cui una particolare articolazione viene sottoposta.

Si formano spesso vicino alle articolazioni affette da osteoartrosi, una condizione che causa la comparsa di dolore e rigidità alle articolazioni; possono crescere da qualsiasi osso, ma sono più spesso rilevate a livello di:

  • collo,
  • spalla,
  • ginocchio,
  • porzione lombare della schiena,
  • dita o alluce,
  • piede o tallone.

Gli osteofiti cervicali si vengono a formare nei dintorni delle strutture connettivali che circondano le articolazioni tra una vertebra cervicale e la successiva.

Semplificazione anatomica delle vertebre cervicali

Vertebre cervicali (iStock.com/magicmine)

La loro formazione, seppur in realtà tenda a rinforzare la struttura di base, determina una limitazione del range di movimento del paziente ed un dolore più o meno intenso quando si cerchi di vincere questa resistenza.

La diagnosi, una volta insorto il sospetto clinico, viene confermata mediante esami radiologici (esame d’eccellenza per lo studio delle strutture ossee).

La terapia sintomatica è basata essenzialmente su farmaci di natura antidolorifica, per migliorare nell’immediato la qualità di vita del paziente. La risoluzione definitiva della presenza dell’osteofita sarebbe in realtà di tipo chirurgico, ma alla luce dell’elevato rischio nella manipolazione della colonna cervicale è una soluzione presa in considerazione per pochissimi casi selezionati.

Richiami di anatomia

La colonna è una struttura ossea, più o meno rigida, costituita dall’insieme di alcuni elementi ossei definiti “vertebre”.

La colonna può essere idealmente suddivisa in una serie di regioni distinte, che variano tra loro per la morfologia delle vertebre di cui sono costituite e per il range di movimento che gli viene consentito:

  • colonna cervicale,
  • colonna dorsale o toracica,
  • colonna lombare,
  • regione sacro-coccigea.
Semplificazione della colonna vertebrale

iStock.com/Neokryuger

La regione cervicale è costituita da 7 vertebre totali. Partendo dall’articolazione con la base cranica a livello dell’osso occipitale, troviamo:

  • atlante,
  • epistrofeo
  • ed a seguire le altre 5 vertebre cervicali (che non hanno nomi particolari e sono molto simili tra loro). L’articolazione atlo-occipitale e la successiva, tra atlante ed epistrofeo, sono responsabili della motilità cervicale (ovvero quelli che potremmo semplicemente definire come i movimenti del collo).

Le vertebre hanno delle specifiche faccette articolari che permettono loro di contrarre rapporti l’una con l’altra, garantendo movimenti in senso soprattutto di flesso-estensione e in parte di rotazione laterale.

Cause

La genesi degli osteofiti nasce dall’usura a cui le articolazioni vertebrali vengono sottoposte, tipicamente quindi in caso di artrosi cervicale.

La zona delle faccette articolari soprattutto, col tempo, può attivare un meccanismo di difesa il cui scopo sarebbe quello di rinforzare le strutture particolarmente usurate, ma che genera tuttavia processi di ossificazione secondaria; tale ossificazione genera appunto quelli che definiamo osteofiti (in questo caso cervicali poiché localizzati, come detto, a livello delle articolazioni tra le vertebre cervicali).

Nonostante l’insorgenza sia un processo di adattamento secondario all’utilizzo più o meno intenso ed eventualmente scorretto delle articolazioni, non è poi possibile un loro riassorbimento. Oltretutto vedremo come la comparsa degli osteofiti non farà altro che limitare la funzionalità dell’articolazione.

Sintomi e segni

Inizialmente, se limitati a poche regioni articolari, gli osteofiti possono rimanere del tutto asintomatici, spesso scoperti come reperto collaterale qualora il paziente eseguisse esami strumentali di tipo radiologico nella regione cervico-toracica per altre motivazioni.

Nel caso in cui cominciassero a dare manifestazione di sé, i sintomi di tale patologia sono solitamente:

  • limitazione della motilità a livello cervicale,
  • insorgenza di dolori, simil “cervicalgia”, soprattutto in caso di mantenimento di posizioni scorrette per un periodo di tempo prolungato,
  • formicolii nella regione della spalla o del braccio.

In genere i sintomi compaiono quando gli osteofiti:

  • sfregano contro altre ossa o tessuti circostanti,
  • limitano il movimento,
  • comprimono i nervi vicini.

Molto spesso la sintomatologia può insorgere in maniera più intensa a livello del complesso spalla-braccio piuttosto che a livello del collo stesso, perché lateralmente alle vertebre cervicali, si trovano le uscite dei nervi che andranno poi a costituire il plesso brachiale di entrambi i lati. Qualora la formazione degli osteofiti comprimesse l’emergenza di tali nervi, il dolore e la limitazione del movimento andrebbe ad irradiarsi a livello del braccio.

Diagnosi

La diagnosi è solitamente basata su un esame strumentali di tipo radiologico:

L’utilizzo della TAC può risultare utile laddove sia necessario studiare i rapporti che l’osteofita contrae con le strutture circostanti, soprattutto di natura vascolare e nervosa.

Cura e rimedi

Nella maggior parte dei casi gli osteofiti vengono monitorati nel tempo senza necessità di terapia; può risultare intervenire in urgenza laddove l’osteofita determini una compressione a livello neuronale, a livello del midollo spinale o vascolare (particolarmente rischiosa l’arteria vertebrale), in caso contrario l’indicazione ad operare o meno dipende dalla sintomatologia accusata.

In prima istanza il trattamento sintomatico è prettamente medico, attraverso la somministrazione di antidolorifici (al bisogno o eventualmente in terapia continuativa) eventualmente associati ad una adeguata protezione gastrica.

Al trattamento farmacologico viene solitamente associata una terapia di tipo fisioterapico/posturale alla luce del fatto che, proprio nel caso degli osteofiti cervicali, la causa principale è rappresentata da una inadeguata postura assunta per periodi prolungati durante la giornata.

Se il trattamento medico non dovesse essere sufficiente ed il paziente continuasse ad accusare una sintomatologia invalidante sulla vita quotidiana, si può decidere di asportare la formazione per via chirurgica, opzione che viene solitamente proposta solo in seconda istanza per la difficoltà di accesso alle strutture cervicali.

Prevenzione e stile di vita

La maggior parte delle persone esposte allo sviluppo di osteofiti cervicali sono lavoratori videoterminalisti: la necessità di dover mantenere per diverse ore al giorno la posizione seduta davanti al computer obbliga spesso a dover inclinare la testa (e quindi il collo) in maniera non ergonomica e quindi stimolando l’usura delle articolazioni.

Per ridurre il rischio di sviluppo e peggioramento degli osteofiti cervicali e consigliabile adottare una seduta più ergonomica, per esempio

  1. alzando la postazione PC per poter disporre del monitor all’altezza degli occhi;
  2. modificando la seduta per poter adagiare meglio la schiena ed ammortizzare il peso sulla colonna vertebrale.

Ovviamente anche posizioni erronee adottate durante il sonno, nei momenti di svago e nella pratica sportiva possono nel tempo determinare una progressiva usura delle articolazioni cervicali, uno stimolo sufficiente a generare l’insorgenza delle suddette neoformazioni ossee.

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