Ultima modifica 08.10.2019

Indice delle malattie e condizioni

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L’anatomia dell’occhio

L’occhio è un organo pari, responsabile della visione: la sua struttura complessa gli permette di raccogliere la luce ambientale, regolarne la luminosità e altre caratteristiche per formare una bio-immagine sulla retina che, trasformata in segnali elettrici, viene inviata al sistema nervoso centrale, il quale immagazzina l’informazione visiva e la rielabora.

Semplificazione dell'anatomia dell'occhio e della visione

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Le strutture oculari sono alloggiate e protette all’interno dell’orbita, una cavità ossea a forma piramidale. Il bulbo oculare ha una forma simil-sferica ed è formato da 3 tonache di rivestimento:

  • esterna, rappresentata da sclera e cornea,
  • media, rappresentata dall’uvea, a sua volta formata da coroide, corpo ciliare e cristallino
  • interna, rappresentata dalla retina

La tonaca esterna è formata posteriormente dalla sclera, una membrana fibrosa resistente su cui si attaccano i tendini dei muscoli oculari estrinseci, responsabili dei rapidi movimenti oculari. Nella parte più anteriore è presente la cornea, una membrana molto sottile e trasparente (grazie alla mancanza di vasi sanguigni e alla sua architettura cellulare) attraverso cui i raggi luminosi penetrano nell’occhio.

La tonaca media o uvea rappresenta uno strato ricco di vasi sanguigni necessari al sostentamento della retina sottostante. Inoltre a tale livello si individuano diverse strutture oculari fondamentali per la sua funzione:

L’iride rappresenta “l’area colorata” dell’occhio e circonda la pupilla, e ne regola la dilatazione o contrazione a seconda della quantità di luce ambientale.

La pupilla è il “punto nero” al centro dell’occhio e corrisponde ad una foro attraverso cui i raggi luminosi possono arrivare sino alla retina. In caso di ambiente poco luminoso il muscolo dilatatore della pupilla ne allarga il diametro permettendo all’occhio di raccogliere maggiori quantità di luce, necessarie in quel momento (midriasi); in caso di luce molto intensa invece la pupilla si restringe grazie al muscolo sfintere lasciando penetrare meno luce (miosi).

Il corpo ciliare è la prosecuzione posteriore dell’iride, responsabile dell’umore acqueo, della stabilizzazione del cristallino nonché dalla sua accomodazione (capacità del cristallino di mettere a fuoco gli oggetti modificando la sua struttura).

La coroide funge da struttura di supporto nutritivo per la retina.

Il cristallino è una lente biconvessa che si trova subito dietro l’iride: cambiando la sua struttura tridimensionale riesce a focalizzare gli oggetti posti a diversa distanza nell’ambiente sulla retina.

La retina rappresenta lo strato oculare più interno e contiene cellule specializzate chiamate fotorecettori. La parte più sensibile della retina è la macula dove si concentrano milioni di fotorecettori. La funzione di questi fotorecettori è quella di tradurre le immagini in impulsi elettrici che vengono trasmessi attraverso il nervo ottico al cervello.
I fotorecettori sono di 2 tipi:

  • coni: responsabili della percezione della visione nitida e dettagliata, nonché della visione dei colori.
  • bastoncelli: sono responsabili della visione notturna e sono molto sensibili alla luce.

I segnali nervosi che partono da ciascun occhio tramite il nervo ottico si incontrano nel chiasma ottico struttura posta subito dinanzi all’ipofisi. Da qui gli impulsi proseguono la loro strada dopo essersi incrociati sino ad arrivare al cervello, esattamente a livello della corteccia occipitale.

Ovviamente le informazioni ricevute dal cervello da parte di ciascun occhio sono leggermente diverse in termini di angolazione, ed è proprio a livello occipitale che queste immagini vengono “fuse” ed interpretate sino a dare un’immagine integra e completa; tramite questo meccanismo è possibile percepire la differente profondità degli oggetti.

Patologie ed altri disturbi

Cataratta

Per cataratta s’intende un processo degenerativo del cristallino, che va incontro ad una progressiva perdita della sua trasparenza. Questo ovviamente porta alla diminuzione del’acuità visiva.

In base all’età di insorgenza si parla di:

  • cataratta congenita (quando presente sin dalla nascita),
  • cataratta senile,
  • cataratta secondaria.

La riduzione della capacità visiva evolve lentamente nel corso di mesi o anni (soprattutto nella forma senile che colpisce gli anziani), ed è accompagnata da altri sintomi quali:

  • alterazione dei colori percepiti,
  • abbagliamento,
  • visione con alone opaco degli oggetti,
  • restringimento del campo visivo.

Dal punto di vista terapeutico la tecnica chirurgica più utilizzata ad oggi è la facoemulsificazione con l’estrazione del cristallino malato ed eventuale sua sostituzione con un cristallino artificiale.

Cheratocono

Si tratta di una malattia degenerativa della cornea che può colpire anche entrambi gli occhi.

Compare in età giovane-adulta con eziologia ancora in parte sconosciuta. Oltre al deficit visivo si possono presentare

  • abbagliamento,
  • visione doppia (diplopia),
  • fotofobia (sensazione di fastidio provocata dalla luce)
  • ed arrossamento oculare.

Nelle prime fasi si utilizza un trattamento conservativo a base di occhiali e lenti a contatto che ripristinano la corretta visione, sino ad arrivare quasi inevitabilmente all’intervento chirurgico di correzione definitiva.

Cheratite

La cheratite rappresenta l’infiammazione della cornea, che può avere diverse cause:

  • infettiva (sia virale che batterica),
  • da agenti fisici (da luce ultravioletta),
  • da malattie sistemiche (artrite reumatoide o altre vasculiti).

Oltre alla riduzione visiva si presenta con

  • arrossamento,
  • dolore
  • e fotofobia.

Se non curate e trattate tempestivamente possono pericolosamente evolvere verso l’ulcera corneale. Si tratta con antibiotici ed antinfiammatori, con colliri che aiutano la rigenerazione dell’epitelio corneale e nei casi più gravi con trapianto di cornea.

Blefarite

Infiammazione del bordo di entrambe le palpebre superiore ed inferiore. Le cause più frequenti della blefarite sono

  • infezione,
  • malattie dermatologiche,
  • sindrome dell’occhio secco.

I sintomi tipici consistono in

  • gonfiore,
  • arrossamento,
  • prurito intenso alle palpebre,
  • bruciore,
  • sensazione di corpo estraneo.

Spesso recidiva nel corso del tempo e risente positivamente di trattamenti locali a base di colliri antibiotici e antinfiammatori e di un corretta igiene degli occhi.

Entropion ed ecotropion

Rappresentano una patologia che colpisce le palpebre.

  • Nel primo caso si ha una rotazione verso l’interno del margine palpebrale,
  • nel secondo si verifica una rotazione verso l’esterno.

Sono causate da iperlassità dei tessuti (che si verifica soprattutto in età senile) o ad esiti di processi infettivi.

Nell’entropion le ciglia sfregano contro la cornea provocando una vera e propria cheratite con arrossamento, dolore e sensazione di corpo estraneo. Nell’ectropion si presentano sintomi specifici come epifora (lacrimazione eccessiva) e occhio secco (poiché la palpebra non riesce più a ricoprire completamente la superficie oculare e ad idratarlo con le lacrime).

Orzaiolo

L’orzaiolo è una protuberanza dolorosa situata sulla palpebra (soprattutto superiore).

Non è altro che una piccola raccolta di pus causata da infezione a livello palpebrale. I sintomi sono soprattutto arrossamento, dolore e lacrimazione.

Questo ascesso si drena autonomamente in pochi giorni, quindi va sempre evitato l’improprio tentativo di schiacciare o far scoppiare l’orzaiolo.

Pterigo

È caratterizzato dalla crescita anomala della congiuntiva al di sopra della cornea. In questo modo la cornea perde la sua normale trasparenza e si avverte la sensazione di un “velo” o di un “panno” che opacizza la corretta visione. La causa più comune è l’eccessiva esposizione agli agenti atmosferici e ai raggi ultravioletti che colpisce alcune categorie di lavoratori, quali marinai e agricoltori. Si presenta con bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e una minima riduzione visiva. Risente quasi esclusivamente di un trattamento chirurgico.

Strabismo

Lo strabismo consiste in un disturbo visivo (nel gergo popolare si parla di “occhi storti”) in cui si ha deviazione degli assi visivi causati nella maggior parte dei casi da un anomalo funzionamento dei muscoli oculari estrinseci.

Compare di solito sin dall’infanzia con il cervello che riesce (se non trattato) a risolvere il problema grazie alla sua plasticità sinaptica: nello specifico arriva ad escludere l’occhio deviato per evitare lo sdoppiamento dell’immagine (ambliopia). All’inizio si parla anche di “occhio pigro” con il cervello che progressivamente arriva ad escludere l’occhio deviato e a non utilizzarlo più per carpire le informazioni visive, sino appunto ad un quadro di ambliopia. Quando compare nell’adulto invece si presenta la sensazione di visione doppia (diplopia).

Per evitare che il disturbo diventi permanente bisogna intervenire precocemente con trattamenti adeguati. L’occhio normofunzionante viene bendato per un periodo di tempo variabile per stimolare quello “pigro” a funzionare a pieno regime riabituando il cervello ad usare le sue informazioni, migliorando cosi la capacità visiva. Solo raramente si rende necessario un intervento chirurgico di correzione.

Congiuntivite

È un disturbo oculare piuttosto frequente che consiste nell’infiammazione della congiuntiva. Le cause più frequenti sono:

  • infettiva (da batteri, virus o funghi),
  • irritativa (da cloro, agenti atmosferici, o corpi estranei),
  • allergica (soprattutto acari della polvere, polline e altri allergeni ambientali).

I sintomi della congiuntivite sono:

  • lacrimazione e prurito,
  • sensazione di corpo estraneo,
  • arrossamento con produzione di muco sieroso o vero e proprio pus;

raramente si presentano anche dolore e fotofobia.

Di solito la guarigione avviene in circa 20 giorni anche senza alcun trattamento. Ma nei casi più eclatanti è utile utilizzare colliri a base di antibiotici o di antistaminici (nella forma allergica).

Occhi arrossati

Gli occhi arrossati sono un sintomo molto frequente che si presenta nella maggior parte delle patologie oculari, essendo uno dei segni fondamentali della presenza di un’infiammazione a livello oculare. Le cause più frequenti sono:

  • semplice stanchezza,
  • scarsa igiene nella gestione delle lenti a contatto,
  • congiuntivite,
  • blefarite (infiammazione palpebrale),
  • cheratite.

Secchezza oculare

Come per l’arrossamento, rappresenta uno dei sintomi più frequenti in molte patologie oculari. Normalmente gli occhi rimangono ben idratati grazie al film lacrimale; in alcune situazioni questo sistema viene alterato:

  • uso prolungato del pc o della TV,
  • esposizione a fumo, polvere, vento,
  • persistenza in ambienti troppo caldi,
  • prolungato utilizzo delle lenti a contatto,
  • sindrome dell’occhio secco (come nella sindrome di Sjogren o altre malattie reumatologiche)

Il trattamento si basa sulla rimozione della causa sottostante e nell’utilizzo di alcuni colliri specifici ad azione reidratante e protettiva.

Allergia

L’allergia oculare corrisponde quasi sempre alla congiuntivite allergica.

Si verifica una reazione allergica ad alcuni allergeni ambientali come:

  • polline,
  • muffa,
  • acari della polvere,
  • pelo di animali.

L’infiammazione che si sviluppa porta ai tipici sintomi di

  • arrossamento,
  • prurito,
  • sensazione di corpo estraneo
  • e lacrimazione eccessiva.

Spesso coesiste un quadro infiammatorio anche a livello nasale: per questo si parla spesso come unica entità nosologica di “rinocongiuntivite allergica”.

Il trattamento consiste nell’identificazione dell’allergene e nell’evitarne il contatto, oltre che nell’utilizzo di colliri antistaminici ed antinfiammatori.

Glaucoma

Il glaucoma si presenta quando la pressione intraoculare aumenta superando la soglia dei 25 mmHg; questa pressione così elevata tende nel corso del tempo a danneggiare progressivamente la retina portando a gravi conseguenze sulla capacità visiva (sino alla cecità). 

Colpisce di solito entrambi gli occhi ma ha la particolarità di essere pericolosamente asintomatico nelle prime fasi di malattia, manifestandosi quando il danno è spesso già avanzato. È molto frequente nelle persone anziane e si pensa ci possa essere una certa predisposizione familiare (colpisce più individui di uno stesso nucleo familiare). Il trattamento si basa sull’utilizzo di colliri specifici che riducano la pressione intraoculare riportandola a valori pressoché normali.

Degenerazione senile della macula

Fa parte del gruppo delle maculopatie, ovvero tutte quelle patologie che colpiscono la macula (la zona più sensibile della retina).

La degenerazione maculare senile colpisce le persone anziane a partire dai 60 anni, comportando lo sviluppo di sintomi quali: restringimento del campo visivo e riduzione dell’acuità visiva nel campo centrale che risulta distorto e sfocato.

È una patologia difficilmente curabile, quindi tali pazienti risentono positivamente di alcuni accorgimenti quali: la presenza di una buona illuminazione, lettura con caratteri piuttosto grandi o l’aiuto di una lente di ingrandimento.

Retinopatia diabetica

Il diabete provoca danni a livello vascolare soprattutto nel microcircolo colpendo principalmente organi come il rene, il cuore, il cervello e gli occhi. A livello oculare il danno si localizza nella retina quando si danneggiano i vasi retinici.

In maniera subdola questa malattia rimane asintomatica nelle prime fasi di malattia manifestandosi poi a distanza di tempo, a danno ormai conclamato, con visione sfocata, difficoltà di visione al buio sino alla perdita completa della visione e quindi cecità.

Per questo motivo la retinopatia diabetica deve essere diagnosticata il più precocemente possibile sottoponendosi a regolari controlli della vista. Il trattamento risente in primis dell’ottimale controllo del diabete, e poi a seconda delle complicanze verificatesi a livello oculare si può intervenire chirurgicamente con laser.

Distacco di retina

Per distacco di retina si intende il sollevamento delle neuro-retina (lo strato più superficiale della retina) dagli strati sottostanti (in primis l’epitelio pigmentato retinico). Si verifica soprattutto nei soggetti in età adulto-anziano con grave miopia (uno dei fattori di rischio principali).

Le cause più frequenti del distacco retinico possono essere:

  • lesioni regmatogene, ovvero piccole lesioni o fori della retina che provoca il progressivo distacco ed accartocciamento della neuro-retina,
  • rotture spontanee,
  • trauma oculare,
  • retrazione vitreo-retinica,
  • effetti collaterali di alcuni farmaci.

I sintomi compaiono improvvisamente sotto forma di:

  • “tenda” o “velo” che copre una parte del campo visivo,
  • flash luminosi o lampi di luce (fotopsie),
  • miodesopsie (“mosche volanti”),
  • rapida perdita dell’acuità visiva.

Se diagnosticato in tempo, il distacco di retina risente positivamente di un trattamento laser o al limiti di un intervento chirurgico. La ripresa della corretta visione dipende dalla durata del distacco e dall’eventuale coinvolgimento della zona maculare della retina.

Ametropie

Si tratta di un gruppo di patologie oculari anche conosciute come difetti di rifrazione. Fanno parte di questo gruppo:

  • Astigmatismo: le immagini vengono viste deformate (un punto ad esempio verrà visto come un’immagine non puntiforme), ed è dovuto alla mancanza di un unico punto focale.
  • Ipermetropia: bulbo oculare più corto del normale che porta alla proiezione dell’immagine oltre il piano retinico, il che si traduce con una difficoltà nella visione degli oggetti da vicino.
  • Miopia: bulbo oculare di lunghezza eccessiva rispetto al normale con le immagini che vengono messe a fuoco al davanti della retina, con difficoltà alla messa a fuoco degli oggetti lontani.

Sono una delle patologie oculari più frequenti e risentono di un trattamento a base di lenti correttive (occhiali o lenti a contatto); nei casi più gravi esistono metodiche trattamento più moderne a base di laser o intervento chirurgico standard.

Presbiopia

Consiste nella fisiologica perdita di elasticità del cristallino che si presenta in età avanzata, cui consegue una progressiva difficoltà nella messa di oggetti ravvicinati. Il malfunzionamento del cristallino col suo irrigidimento e sclerosi, inficia la sua capacità di accomodazione, ovvero della messa a fuoco degli oggetti modificando la sua struttura anatomica tridimensionale.
Il soggetto presenta difficoltà soprattutto nella lettura, nella visione della TV o nell’utilizzo di un PC.

Il trattamento consiste di uso di lenti correttive (occhiali o lenti a contatto) nelle prime fasi, seguite poi da un trattamento risolutivo a base di tecnica di chirurgia refrattiva laser, o di impianto di un cristallino multifocale che sostituisce quello ormai difettoso.

Daltonismo

Consiste nell’incapacità di distinguere correttamente i colori con la loro percezione alterata, per un’alterazione genetica e quindi ereditaria a carico di alcuni fotorecettori. Esistono diverse sfaccettature di questo disturbo:

  • acromatopsia: si ha una visione in bianco e nero poiché non si percepisce nessuno dei 3 colori primari,
  • protanopia: mancata percezione del rosso,
  • deuteranopia: mancata percezione del verde,
  • tritanopia: mancata percezione del blu, del violetto e del giallo.

La diagnosi avviene con test specifici come quello di Farnsworth o tramite le tavole di Ishihara.
Essendo una malattia genetica, al momento non esiste una cura risolutiva per il daltonismo.

Come avere cura dei propri occhi?

Gli occhi sono una parte essenziale della salute di un individuo, perché la maggior parte di noi si affida a questi sofisticati organi di senso per dare un senso al mondo che ci circonda; alcune malattie possono portare a gravi complicazioni, fino a una totale perdita della vista, per questa ragione è importante averne cura e rivolgersi immediatamente al medico/oculista in caso di problemi.

Il NIH statunitense, al fine di fare il possible per prevenire possibili problemi, consiglia di:

  1. Attenersi ad una dieta sana ed equilibrata, che includa in abbondanza frutta e verdura, in particolare per la visione sono importanti le verdure a foglia verde e giallo intenso. Consumare regolarmente alimenti ad alto contenuto di acidi grassi omega-3, come il pesce azzurro e la frutta secca a guscio, è poi di grande importanza per gli occhi.
  2. Mantenere un peso sano, perché sovrappeso ed obesità aumentano il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, una delle più comuni casi di patologie oculistiche (come retinopatia e glaucoma diabetico).
  3. Praticare regolare attività fisica, che è la strategia più efficace per prevenire malattie cardiovascolari e metaboliche come pressione alta, ipercolesterolemia e diabete.
  4. Indossare occhiali da sole, in quanto un’esposizione alla luce diretta del sole può aumentare il rischio di cataratta e maculopatia senile.
  5. Evitare di fumare, perché il fumo aumenta il rischio di sviluppare malattie degli occhi legate all’età, come la degenerazione maculare e la cataratta.
  6. Segnalare al medico eventuale famigliarità per patologie oculistiche.
  7. In caso di utilizzo di lenti a contatto attenersi scrupolosamente alle indicazioni del produttore per evitare rischi d’infezione.
  8. Far riposare regolarmente gli occhi, evitando sessioni di lunghezza eccessiva di fronte al PC.

Fonti e bibliografia

  • Kanski – Oftalmologia clinica. Brad Bowling, C. Azzolini, S. Donati (a cura di). Ed. EDRA
  • Harrison – Principi Di Medicina Interna Vol. 1 (17 Ed. McGraw Hill)
  • Anatomia umana. Trattato vol. 1-3, di Giuseppe Anastasi

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