Non sento più! Ipoacusia improvvisa: cause e cura

Ultima modifica 18.09.2019

Introduzione

La perdita improvvisa dell’udito, che interessa generalmente 1 persona ogni 5000-10000 l’anno (variabili in base alla fonte consultata, in quanto si ritiene che la condizione sia sottodiagnosticata), si presenta come un episodio di sordità improvvisa che riguarda generalmente un solo orecchio; questa condizione clinica si sviluppa solitamente in poche ore o può essere presente al risveglio.

A seconda della causa sottostante può essere accompagnata da altri sintomi, tra cui:

  • acufeni (si manifestano come una percezione uditiva fastidiosa di fischi, ronzii, fruscii o pulsazioni),
  • capogiri (sensazione di svenimento, stordimento, instabilità e testa fluttuante),
  • vertigini (sensazione di movimento di sé stessi o dell’ambiente circostante).

Tra le cause più comuni ricordiamo la formazione di un tappo di cerume, ma è molto importante distinguere una sordità che si sviluppa gradualmente nel corso del tempo da una perdita improvvisa dell’udito perché, in quest’ultimo caso, può essere necessario agire tempestivamente, curando la condizione clinica alle prime avvisaglie e ridurre così il rischio di conseguenze permanenti.

Donna visitata all'orecchio da un medico

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Cause

È possibile suddividere le cause che determinano una sordità improvvisa monolaterale in tre categorie principali:

  • Cause idiopatiche (sconosciute): Molto spesso non è possibile identificare chiaramente il fattore alla base della riduzione o della perdita di udito monolaterale (ma che può riguardare anche entrambe le orecchie). Nonostante questo sono state elaborate diverse teorie che potrebbero spiegare la sordità improvvisa, tra cui:
    • Infezioni virali (principalmente da parte dell’herpes simplex);
    • Reazioni autoimmuni (attacco all’orecchio interno o ai suoi nervi da parte del sistema immunitario);
    • Occlusione microvascolare acuta (ostruzione dei piccoli vasi dell’orecchio interno o dei vasi sanguigni dei suoi nervi).
  • Chiara causa scatenante: In questi casi, è possibile attribuire la perdita dell’udito ad un evento ovvio, come ad esempio:
    • Traumi cranici (principalmente fratture dell’osso temporale o commozioni coinvolgenti la coclea) : possono danneggiare l’orecchio interno e determinare sordità improvvisa.
    • Attività che abbiano determinato una variazione nella pressione ambientale (come immersioni) o attività impegnative e faticose (come il sollevamento pesi): possono favorire la formazione di un orifizio (fistola) tra orecchio medio e interno che può compromettere la percezione uditiva. In alcuni casi questa fistola può essere presente fin dalla nascita e rendere il soggetto più suscettibile alla perdita di udito che si sviluppa dopo farmaci o variazioni pressorie.
    • Farmaci ototossici: possono determinare effetti collaterali sulle orecchie e causare ipoacusia anche entro un giorno (soprattutto se in sovradosaggio); nel caso di assunzione di antibiotici appartenenti alla classe degli aminoglicosidi , è importante monitorare la funzionalità renale e assicurarsi della possibile escrezione del farmaco, in quanto livelli tossici del farmaco nel sangue potrebbero determinare perdita di udito (soprattutto in soggetti affetti da una patologia genetica rara che li rende più suscettibili all’effetto collaterale del farmaco).
    • Infezioni, in cui la perdita di udito si instaura durante o immediatamente dopo la fase acuta, come la malattia di Lyme, infezioni da herpes simplex, morbillo.
    • Tappi di cerume.
  • Malattie di base: In alcuni casi la perdita o la riduzione dell’udito che riguarda un solo orecchio (e in rari casi entrambe le orecchie) può essere il primo sintomo di altre condizioni cliniche, come:

Sintomi

La perdita improvvisa dell’udito è essa stessa un sintomo, che nella maggior parte dei casi coinvolge un un unico orecchio.

Viene definita come una perdita inspiegabile e rapida dell’udito, improvvisa o progressiva nell’arco di alcuni giorni; i pazienti interessati se ne rendono spesso conto al mattino al risveglio, mentre altri lo percepiscono per esempio provando a parlare al telefono.

Viene in alcuni casi descritto un rumore forte (come un POP) appena prima della scomparsa dell’udito.

Tra i possibili sintomi associati ricordiamo

  • sensazione di pienezza dell’orecchio,
  • vertigini e capogiri,
  • acufene (sensazione di sibilo e/o ronzio).

Diagnosi

Nel caso di una perdita improvvisa dell’udito è importante agire tempestivamente, recandosi il prima possibile da un medico (meglio se specialista in otorinolaringoiatria) o in Pronto soccorso.

La diagnosi prevede la raccolta dell’anamnesi (con particolare attenzione alla storia recente del paziente, tenendo anche conto di eventuali viaggi aerei, immersioni, traumi o infezioni recenti) e lo svolgimento di un accurato esame obiettivo con l’esecuzione di due test:

  • Prova di Rinne: viene svolta attraverso un diapason che viene fatto vibrare a circa 2 cm dall’orecchio e poi appoggiato dietro l’orecchio del paziente. In base alla percezione del suono, se il paziente sente il suono con il diapason appoggiato, ma non quando è semplicemente vicino, è possibile parlare di ipoacusia trasmissiva e il problema si localizza all’orecchio esterno o medio. Se invece non c’è percezione di entrambi gli stimoli, il problema è localizzato ai recettori o alle vie uditive e si parla di ipoacusia percettiva (il danno è a carico dell’orecchio interno).
  • Prova di Weber: il medico colloca il diapason al vertice del cranio o sulla fronte del soggetto in esame, mettendolo in vibrazione. Il paziente sano, localizza il suono in entrambe le orecchie o al centro della testa. Se l’ipoacusia è unilaterale, il suono sarà percepito nel lato malato se si tratta di un’ipoacusia trasmissiva, nel lato sano o meno malato se invece si tratta di un’ipoacusia percettiva.

Potranno poi essere effettuati altri esami, come:

  • Impedenzinometria acustica (esame svolto ambulatorialmente mediante l’inserimento di una sonda all’interno dell’orecchio; serve a verificare se esistono lesioni o disturbi che possono determinare un’anomala percezione uditiva);
  • Audiometria tonale e vocale (esame dell’udito che viene svolto isolando il paziente dai rumori di fondo, collocandolo generalmente in una cabina audiometrica e valutando la sua capacità di percepire i suoni in campo libero o attraverso le cuffie);
  • RM con gadolinio o TC (specialmente in soggetti che abbiano subito dei traumi);
  • Esami del sangue (per escludere infezioni, come, per esempio, HIV o sifilide).

Cura

Nella maggioranza dei casi di sordità improvvisa monolaterale e idiopatica questa tende a regredire in maniera spontanea.

Un trattamento tempestivo, attuato entro 72 ore dalla comparsa dei sintomi, è raccomandato per ridurre il rischio di danni permanenti, per questo è sempre opportuno fare ricorso alla valutazione di uno specialista.

Quando la causa non è nota e non è possibile fare ricorso a terapie specifiche, di solito è comunque attuato un trattamento che preveda la somministrazione di corticosteroidi (somministrati per bocca, in vena o instillati in cavità timpanica) insieme a farmaci antivirali, efficaci contro l’herpes simplex (anche se non esistono evidenze degli effettivi benefici che derivino dalla somministrazione empirica degli antivirali).

Ci sono evidenze che l’inalazione di carbogeno (ossigeno più anidride carbonica al 5%) invece potenzi l’azione dei farmaci.

Il miglioramento della sordità si ottiene generalmente dopo 10-14 giorni di terapia e circa la metà dei soggetti recupera completamente l’udito, mentre la restante parte lo recupera parzialmente.

Il recupero da un farmaco ototossico, invece, varia in base alla funzione e alla dose del farmaco ed è fortemente consigliato non superare mai i dosaggi di sicurezza.

Fonti e bibliografia