Noduli al seno: cause, sintomi e quando preoccuparsi

Ultima modifica 17.07.2019

Introduzione

La mammella, anche definita “ghiandola mammaria”, è un organo complesso deputato nella donna principalmente alla produzione di latte. Per la sua particolare conformazione appare come un rilievo cutaneo e simmetrico situato al di sopra delle coste della parete toracica, che poggia su due strutture muscolari, il muscolo grande pettorale e il muscolo dentato anteriore.

Lo sviluppo delle mammelle femminili raggiunge il suo massimo durante la pubertà quando, sotto l’influenza degli estrogeni, la componente adiposa e ghiandolare subiscono parallelamente una notevole crescita, mentre con il progredire dell’età si ha un calo di volume dell’organo, per riduzione della sua componente ghiandolare ed aumento della sola quota di tessuto adiposo.

I noduli al seno sono masse di dimensioni e consistenza variabili che si sviluppano nella mammella; la maggior parte sono innocui, ma alcuni possono essere indicativi di malattie più serie.

Da un punto di vista medico consistono in ispessimenti o protuberanze che al tatto si presentano diverse dal tessuto mammario circostante; possono essere un reperto indicativo di numerose patologie che interessano la mammella.

Vengono suddivisi in:

  • Noduli benigni o tumori maligni, in base alla natura istologica e all’evoluzione clinica di malattia;
  • Monolaterali o bilaterali, a seconda del fatto che interessino solo una o entrambe le ghiandole mammarie.

La loro presenza può inoltre essere accompagnata da:

  • dolore,
  • cute arrossata o retratta,
  • perdite ematiche dal capezzolo.

I noduli sono generalmente riscontrabili attraverso l’autopalpazione della mammella, ma eventuali ulteriori accertamenti medici (agoaspirato) e/o diagnostici (mammografia, ecografia) sono spesso indispensabili per chiarirne la natura al fine d’impostare un’adeguata strategia di trattamento quando necessario.

Nodulo al seno visto a seguito di mammografia

iStock.com/imv

Cenni di anatomia

La mammella è un organo pari e simmetrico, posto nella regione anteriore del torace, ai lati della linea mediana.

È rivestita da cute ed ha una struttura ghiandolare di consistenza nodulare; più nel dettaglio, il tessuto mammario risulta essere costituito da:

  • una componente ghiandolare, formata da 15 o 20 lobi, i quali sboccano nel capezzolo, attraverso un dotto galattoforo;
  • una componente adiposa, in cui risultano immerse le strutture ghiandolari;
  • una componente fibrosa, con funzione di sostegno.

Presso l’apice della mammella si trova il capezzolo, una sporgenza di forma conica, che consente l’eventuale fuoriuscita di latte durante l’allattamento materno.

La mammella femminile è sottoposta ad una continua trasformazione della sua struttura nodulare:

  • ogni mese, in rapporto al ciclo ormonale estro-progestinico,
  • nell’arco degli anni, in virtù della fecondità e della maternità, risultando essere più spessa durante la gravidanza e a seguito del parto;

si presenta più turgida nel periodo mestruale e costituita prevalentemente da tessuto adiposo durante l’invecchiamento.

Cosa sono i noduli al seno?

I noduli al seno consistono in un ispessimento o in una protuberanza che al tatto si presenta diversa dal tessuto mammario circostante e, nonostante siano relativamente comuni e spesso di natura benigna, possono talvolta essere un reperto indicativo di numerose patologie che interessano la mammella.

Nella maggior parte dei casi vengono scoperti in maniera casuale durante un’autopalpazione del seno, oppure attraverso un esame obiettivo medico di routine, ma quasi sempre è necessario svolgere ulteriori esami per poter differenziare noduli benigni da eventuali tumori maligni.

Noduli benigni e noduli maligni: sintomi e caratteristiche

I noduli benigni, si distinguono già al semplice esame obiettivo, per caratteristiche quali:

  • contorni netti, mobili,
  • forma tondeggiante od ovoidale,
  • dimensione e consistenza (solidi o molli) variabile in rapporto al momento della scoperta .

Le cause più comunemente implicate nella formazione di questi noduli sono:

  • fibroadenomi: si presentano generalmente nelle donne in età fertile e solo in alcuni casi possono presentare un eventuale rischio di trasformazione maligna. Appaiono come:
    • noduli lisci,
    • di forma arrotondata,
    • mobili,
    • non dolorosi.
  • alterazioni fibrocistiche: sono generalmente correlate alle oscillazioni mensili dei livelli ormonali femminili, estrogeni e progesterone, che stimolano il tessuto mammario. Non aumentano il rischio di tumore al seno, ma possono provocare:
    • dolore,
    • cisti a contenuto liquido, o a costituzione adiposa,
    • formazione di noduli singoli, o che interessano le mammelle bilateralmente.

I noduli maligni hanno caratteristiche, per la maggior parte, opposte ai noduli benigni:

  • I contorni non sono generalmente netti, poiché questi noduli infiltrano la ghiandola circostante.
  • Non sono mobili, ad eccezione di persone molto anziane con notevole prevalenza di tessuto adiposo in luogo del tessuto ghiandolare.
  • Determinano quasi sempre una retrazione della pelle, con una variabile modificazione della forma della mammella stessa.

Questi noduli potrebbero essere la spia di un eventuale tumore al seno e vengono spesso analizzati attraverso l’esecuzione di un agoaspirato, a cui potrà seguire una biopsia per porre diagnosi di certezza e confermare la natura maligna della lesione.

Altre cause

Talvolta i noduli possono avere origine da condizioni patologiche che tuttavia non determinano un aumentato rischio di cancro della mammella, quali:

  • Infezioni mammarie, fra cui raccolte di pus e ascessi.
  • Galattocele: ostruzione di ghiandola mammaria, solitamente a distanza di circa 6 mesi dall’interruzione dell’allattamento.
  • Lesioni, con conseguente formazione di tessuto cicatriziale.
  • Mastite: infiammazione della ghiandola mammaria, spesso correlata all’allattamento.
  • Ectasia duttale: dilatazione dei dotti galattofori nella regione sotto-areolare, frequente soprattutto in premenopausa.

Quando preoccuparsi?

È importante rivolgersi il prima possibile ad un medico nel caso siano presenti, all’autopalpazione del seno, questi sintomi o una di queste caratteristiche:

  • nodulo attaccato alla cute o alla parete toracica, non mobile,
  • nodulo di consistenza irregolare,
  • nodulo duro,
  • cute a buccia d’arancia accanto al nodulo,
  • linfonodi delle ascelle aumentati di volume, aderenti ai piani sottostanti,
  • perdita ematica dal capezzolo,
  • cute spessa o arrossata sul seno.

Diagnosi

Il medico, dopo accurata visita del seno, potrà avvalersi dei seguenti esami strumentali:

  • Ecografia: permette di distinguere in prima istanza i noduli solidi dalle cisti, che raramente sono maligne. Queste lesioni possono essere caratterizzate attraverso un esame condotto con agoaspirato, che consente di valutare il contenuto della lesione cistica e di evidenziare l’eventuale presenza di cellule tumorali.
  • Mammografia: viene utilizzata nei programmi di screening per la diagnosi precoce di cancro al seno e permette di distinguere la natura dei noduli solidi.

A questi esami, in caso di sospetta malignità, può seguire una biopsia che consentirà di campionare il tessuto del nodulo ed esaminarlo al microscopio per porre diagnosi di certezza.

Cosa fare?

Se il nodulo mammario non è canceroso il ginecologo/senologo deciderà se sia necessario un monitoraggio a breve/medio termine attraverso la ripetizione di uno o più esami di imaging, per rilevare eventuali cambiamenti.

Eventuali strategie terapeutiche dipendono invece dalla causa dei noduli e dai sintomi riferiti dalla paziente.

  • Sport, analgesici (paracetamolo) o antinfiammatori (FANS), insieme all’utilizzo di reggiseni morbidi e confortevoli, possono ridurre l’intensità dei sintomi nella paziente con cambiamenti fibrocistici della mammella.
  • Nel caso di cisti o fibroadenomi può esserne consigliata la rimozione chirurgica.
  • Nei casi gravi di cancro alla mammella il trattamento può variare ed avvalersi a seconda dei casi di

Fonti e bibliografia

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