Nicturia (necessità di urinare di notte): cause e rimedi

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 12 agosto 2019

Cos’è la nicturia

Per nicturia si intende il prevalere della quantità di urina emessa durante la notte rispetto a quella emessa durante il giorno. Inoltre è intesa come disturbo che porta alla necessità di interrompere il riposo notturno, alzandosi anche più di una volta per l’urgenza di urinare.

L’urina rappresenta il prodotto terminale del lavoro di filtrazione e secrezione del rene. Grazie al rene infatti il sangue viene “depurato” da diverse sostanze di scarto e sostanze tossiche prodotte dall’organismo, che insieme all’acqua andranno a formare l’urina.

In condizioni fisiologiche la massima quantità di urine è emessa durante le ore del giorno e non accade quasi mai che una persona sana si svegli durante la notte con il bisogno di urinare; rappresenta un disturbo alquanto fastidioso che nei casi più gravi riduce notevolmente la qualità del sonno e del riposo notturno e di conseguenza anche la qualità della vita. È tuttavia una condizione relativamente frequente che può coinvolgere il 20% della popolazione, soprattutto a partire dai 40-50 anni.

Le cause si dividono in due grandi gruppi:

La diagnosi avviene sulla base di anamnesi ed esame obiettivo coadiuvato da altre indagini di I e II livello, come

  • gli esami del sangue,
  • urinocoltura ed esame standard delle urine,
  • ecografia e TC.

La rimozione di questo fastidioso sintomo è basata sulla risoluzione della causa sottostante, che può prevedere un approccio farmacologico o chirurgico (ad esempio una TURP in caso di ipertrofia prostatica benigna).

Le cause fisiologiche possono invece richiedere semplici modifiche dietetiche e abitudinarie come la sospensione di alcol e caffeina, o l’evitare di assumere bevande subito prima di coricarsi.

Uomo che necessità di urinare di notte, interrompendo così il riposo notturno

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Cause

Le cause alla base dell’esigenza di urinare durante la notte possono essere in prima istanza suddivise in base al fatto che siano legate a uno stato di malattia o meno; le condizioni non patologiche (non legate cioè ad alcuna patologia) sono numerose, ma la più frequente è sicuramente un’eccessiva assunzione di bevande prima di coricarsi. In tal caso è possibile che ci si debba alzare diverse volte dal letto per poter urinare, ma in ogni caso essa non rappresenta una condizione allarmante: si parla in tal caso di nicturia transitoria.

Altre cause di nicturia transitoria possono essere:

  • stato di gravidanza, con l’utero ingrossato che può comprimere la vescica e portare a sintomi urinari come la nicturia,
  • assunzione di alcuni farmaci, soprattutto i diuretici o altri antipertensivi, che favoriscono la produzione di urina (in molti casi, quando possibile, ne si programma l’assunzione al mattino per ridurre questo fastidioso effetto collaterale),
  • ansia e stress psico-fisico,
  • alimentazione ricca di proteine,
  • assunzione di alcol e caffeina.

Per quanto riguarda invece le cause patologiche, possiamo avere:

  • Diabete mellito: il glucosio in eccesso presente nel sangue (iperglicemia) viene filtrato nel rene ed oltre una certa soglia non riesce ad essere riassorbito a livello tubulare, finendo nelle urine; nell’urina il glucosio risulta essere osmoticamente attivo il che lo porta a richiamare dall’interstizio renale abbondanti quantità di acqua, la quale aumenta notevolmente la quantità di urine emesse (poliuria, oltre 2 litri di urina al giorno). Questo si può tradurre ovviamente oltre che nella poliuria anche nella comparsa di nicturia.
  • Diabete insipido: disturbo caratterizzato da imponente poliuria dovuto all’incapacità del rene di concentrare le urine. È causato da
    • un deficit dell’ormone antidiuretico ADH (anche detto vasopressina) prodotto dall’ipotalamo (diabete insipido centrale)
    • o da una mutazione dei recettori di questo ormone che non riescono ad elaborare il segnale a livello renale (diabete insipido nefrogenico).
  • Polidipsia organica o psicogena: stato di sete intensa che porta ad una sproporzionata assunzione di acqua o di altri liquidi. La forma organica può essere dovuta a svariate cause,  come il diabete, mentre la forma psicogena (anche detta potomania) di questo disturbo è una variante con alla base un disturbo psicologico-comportamentale e non una patologia organica.
  • Ipercalcemia (eccessiva quantità di calcio nel sangue): può essere primitiva, ad esempio provocata da un quadro di iperparatiroidismo, o secondaria da svariate cause (neoplasie).
  • Insufficienza cardiaca congestizia o scompenso cardiaco: la nicturia può rappresentare un sintomo importante e precoce di tale condizione. Nel soggetto cardiopatico accade che il flusso ematico renale si contrae durante il lavoro o la stazione eretta; viceversa durante il riposo notturno la portata ematica renale aumenta e con essa il filtrato glomerulare e ciò porta ad un’abbondante escrezione urinaria durante la notte.
  • Cistite: processo infiammatorio o infettivo di origine per lo più batterica che interessa la vescica, ed è maggiormente frequente nelle donne. Tra i sintomi di una cistite, oltre al dolore durante la minzione, al prurito e al bruciore, compare anche la nicturia (caratterizzata in genere dall’emissione di piccole quantità di urina).
  • Patologia a carico della prostata, che può trattarsi rispettivamente di:
    • Prostatite: infiammazione della prostata tipica dell’età adulta-anziana.
    • Iperplasia prostatica benigna: anche per questa patologia la nicturia rappresenta un sintomo precoce e significativo. È intesa come ingrossamento della ghiandola prostatica che si verifica in oltre il 60% degli uomini over 60. Tale ingrossamento, soprattutto a livello del suo lobo medio porta alla creazione di un’impronta vescicale; la vescica diviene incapace di accumulare una normale riserva urinaria e ciò porta a sintomi molto tipici come
      • urgenza minzionale (urgenza dello stimolo),
      • pollachiuria (aumento della frequenza di minzione),
      • stranguria (minzione intermittente),
      • disuria (difficoltà ad urinare),
      • nicturia.
  • Insufficienza renale cronica: la nicturia presente nelle prime fasi viene poi sostituita da oliguria (ridotta produzione d’urina) e infine anuria (blocco della produzione d’urina).
  • Patologie neurologiche centrali o periferiche, che portano alla perdita del controllo della vescica. Le principali patologie di tale gruppo sono

Diagnosi

Una volta riscontrata la presenza di nicturia è necessario risalire alla causa, differenziando innanzitutto le cause fisiologiche da quelle patologiche.

Rivolgendosi al proprio medico di fiducia ed eventualmente espletando una visita presso uno specialista urologo è possibile indagare sulle possibili cause di nicturia.

L’iter diagnostico non può prescindere da un’attenta anamnesi, che valuterà in particolare

  • frequenza delle minzioni diurne e degli episodi di nicturia,
  • quantità di urine emesse,
  • stile di vita con regime alimentari,
  • presenza di patologie sottostanti,
  • assunzione di farmaci,
  • esecuzione di interventi chirurgici.

Il medico, oltre all’anamnesi e all’esame obiettivo (la visita vera e propria), può richiedere lo svolgimento alcuni esami diagnostici specifici come:

  • analisi del sedimento urinario,
  • urinocoltura con antibiogramma,
  • esame standard delle urine.

Il risultato di queste analisi permette di orientarsi sulla possibile causa di nicturia e continuare il percorso diagnostico con esami di secondo livello:

Può essere utile iniziare a tenere di un “diario minzionale” per registrare sia la modalità di assunzione e il volume dei liquidi introdotti, sia della frequenza delle minzioni e la diuresi delle 24 ore; il diario ha lo scopo di valutare

  • le abitudini del paziente circa l’assunzione di liquidi,
  • la capacità funzionale della vescica che può risultare ridotta,
  • se il disturbo è associato a poliuria e se quest’ultima è solo notturna oppure è presente nelle 24 ore.

Rimedi e cura

Non appena giunge all’evidenza la possibile causa di nicturia, è possibile porre in atto una terapia adeguata ed efficace che, a seconda dei casi, potrà essere di tipo

  • medico-farmacologico,
  • prettamente chirurgico.

Stile di vita e rimedi naturali

Soprattutto quando la nicturia è conseguente a condizioni fisiologiche o parafisiologiche, è possibile introdurre alcuni accorgimenti e modificare le proprie abitudini per migliorare e spesso risolvere il disturbo:

  • Ridurre la quantità di liquidi consumati dalle 18:00 in poi (con l’avvertenza di bere almeno 1.5-2 L al giorno di acqua); può essere utile pianificare anche alcune modifiche alla dieta, spostando per esempio il consumo di alimenti liquidi (minestre, passati di verdure, zuppe, … ma anche le verdure a più alto contenuto di liquidi, come i pomodori) a pranzo.
  • Ridurre il consumo di bevande e cibi contenenti caffeina (, caffè, cioccolato e cola, per esempio), che può esercitare un effetto diuretico.
  • Ridurre il consumo di alcolici, soprattutto alla sera.
  • In caso di presenza di caviglie gonfie è utile sedersi o sdraiarsi per circa un’ora durante, così da contrastare la ritenzione idrica presente. Anche l’uso di calze a compressione graduata può aiutare.
  • Valutare con il medico se alcuni dei farmaci assunti (per esempio per il trattamento della pressione alta) possano essere causa di nicturia e sia magari possibile spostarne l’assunzione al mattino.
  • Ridurre le possibili cause di disturbo del riposo, in modo da favorire un sonno più profondo.
  • Limitare il consumo di sale nella dieta.

Fonti e bibliografia

  • Semeiotica medica. R. Muti. – ed. Minerva Medica.

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