Morbo della mucca pazza: cause, sintomi e cura

Ultima modifica 15.06.2019

Introduzione

La malattia di Creutzfeld-Jacob è una malattia neurologica molto rara caratterizzata dalla degenerazione progressiva ed inarrestabile dei neuroni; clinicamente questo si traduce in una forma di demenza progressiva che risulta fatale nel 100% dei casi a distanza di pochi mesi o anni dall’esordio.

Questa patologia è la forma più frequente delle cosiddette “encefalopatie spongiformi”, malattie così chiamate poiché a livello istologico il tessuto cerebrale affetto presenta dei vacuoli che lo fanno somigliare ad una struttura di tipo spugnoso. Questi vacuoli progressivamente aumentano di dimensioni e di numero, andando man mano a sostituire i neuroni.

La causa della malattia di Creutzfeld-Jacob è la presenza di una proteina alterata chiamata “prione”; questa proteina dimostra capacità “infettive”, ovvero può essere trasmesso all’uomo sia da animali che, più raramente, da un’altra persona affetta; nella maggior parte dei casi invece la malattia è sporadica.

Questa sindrome è diventata piuttosto conosciuta e di dominio pubblico alla fine degli anni ’90, quando nel Regno Unito sono scoppiati diversi casi di infezione nell’uomo la cui fonte è risultata essere la carne di manzo bovina; da qui è nato il nome popolare di “malattia della mucca pazza” per indicare l’encefalopatia spongiforme bovina la cui nuova variante era in grado di infettare l’uomo.

Dal punto di vista clinico la malattia di Creutzfeld-Jacob si manifesta con sintomi di tipo neurologico che prevedono principalmente:

  • demenza, ovvero deterioramento progressivo delle funzioni cognitive e della memoria,
  • allucinazioni e cambiamenti della personalità,
  • mioclono, ovvero contrazione involontaria e rapida dei muscoli,
  • cammino instabile con barcollamento,
  • convulsioni e crisi epilettiche.

La diagnosi non è agevole trattandosi di una malattia molto rara; ad oggi per diagnosticare la malattia di Creutzfeld-Jacob ci si serve di:

  • risonanza magnetica,
  • elettroencefalogramma (EEG),
  • analisi del liquido cerebrospinale (liquor).

Non esiste purtroppo terapia in grado di far guarire dalla malattia, né di ridurre la sua progressione, per questo la malattia di Creutzfeld-Jacob risulta sempre fatale nel giro di pochi mesi o anni. È unicamente possibile un trattamento sintomatico per ridurre il mioclono e gli episodi convulsivi, allo scopo di alleviare i sintomi e migliorare la qualità di vita.

Struttura 3D del prione umano

Prione umano (iStock.com/Molekuul)

Cause

La malattia di Creutzfeld-Jacob è molto rara, con una prevalenza di 1 caso ogni milione di persone all’anno. Si manifesta in età adulta-anziana a partire dai 40 anni, ma ci sono stati casi accertati anche in soggetti più giovani, soprattutto nella forma trasmissibile (morbo della mucca pazza).

Classificazione

La malattia di Creutzfeld-Jacob si presenta in diverse forme:

  • Forma sporadica: rappresenta la forma più frequente (85% dei casi), che insorge spontaneamente dopo i 40 anni apparentemente senza una causa specifica.
  • Forma familiare: forma rara, che può presentarsi in più membri di una stessa famiglia; è causata dalla mutazione del gene che codifica per la proteina PrPc, la quale in forma alterata prende il nome di prione. Rappresenta il 5-15% dei casi, con insorgenza precoce rispetto alla forma sporadica.
  • Forma acquisita: rappresenta un altro 5-10% dei casi e può a sua volta essere dovuta a:
    • trasmissione da carne di manzo contaminata (malattia della mucca pazza).
    • cause iatrogene, ossia per procedure mediche che hanno portato inconsapevolmente all’utilizzo di materiali o strumenti contaminati. Ad oggi con le nuove misure di prevenzione non si riscontrano casi di natura iatrogena da oltre 30 anni. La trasmissione si pensa possa essere dovuta a trapianti della dura madre, della cornea, o per l’utilizzo di ormone della crescita (GH) da cellule ipofisarie di persone affette. Recentemente è stato dimostrato che anche le trasfusioni di sangue possono trasmettere la proteina prionica e ad oggi nessun test riesce a determinare se un potenziale donatore possa essere o meno affetto.

Oltre alla malattia di Creutzfeld-Jacob esistono altre patologie legate alla presenza di prioni (ovvero proteine anomale), come:

  • malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker (GSS),
  • insonnia familiare fatale (ISS),
  • Kuru: rappresenta una forma molto rara di malattia prionica riscontrata nelle popolazioni della Papua Nuova Guinea che praticano cannibalismo, con trasmissione quindi da uomo a uomo,
  • encefalopatia spongiforme bovina, conosciuta anche come malattia della mucca pazza,
  • scrapie, che si manifesta negli ovini.

Si è detto di come questa malattia risulti infettiva pur non essendo causata da nessun germe patogeno, ma semplicemente dalla presenza di una proteina anomala, ovvero che assume una struttura tridimensionale alterata (struttura quaternaria).

Il meccanismo alla base della comparsa della malattia consiste nella capacità di questa proteina prionica PrPc mal ripiegata di avvicinarsi ad un’altra proteina a lei similare e provocarle un cambiamento di conformazione in modo da trasformare anch’essa in una forma anomala di tipo PrPc. Questo processo di “ripiegamento scorretto delle proteine” aumenta esponenzialmente formando grandi ammassi di proteine insolubili (placche amiloidi) che finiscono con l’uccidere e sostituire le cellule nervose. La degenerazione dei neuroni porta alla formazione di vacuoli a livello istologico, che portano l’encefalo a somigliare ad una struttura spugnosa (da qui il nome di encefalopatia spongiforme).

Sintomi

La malattia di Creutzfeld-Jacob, anche nella forma trasmessa dai bovini (morbo della mucca pazza), è caratterizzata dalla presenza di sintomi neurologici piuttosto eterogenei legati alla degenerazione progressiva ed inarrestabile dei neuroni cerebrali.

Si presenta con:

Diagnosi

Il percorso diagnostico comincia con l’anamnesi per mezzo della quale il medico ricostruisce la storia clinica del paziente e verifica la presenza di possibili fattori di rischio e fattori causali.

L’esame obiettivo evidenzia i segni clinici oggettivi e la sintomatologia clinica soggettiva del paziente. Una patologia prionica come la malattia di Creutzfeld-Jacob può essere sospettata in caso di comparsa improvvisa e progressiva di demenza con perdita di memoria, associata al mioclono e a crisi epilettiche.

Dal punto di vista strumentale ci si può avvalere di:

  • Elettroencefalogramma (EEG), che mostra un tracciato anomalo.
  • Risonanza magnetica con segnale iper-intenso a livello della corteccia o di alcuni nuclei della base.
  • Analisi del liquido cerebro-spinale (liquor) con presenza ad alti livelli di alcune proteine come la Tau o la proteina 14.3.3.

La diagnosi istologica con micro-vacuoli ed aspetto spugnoso del tessuto cerebrale non sempre è dirimente, potendosi trovare quadri simili in altre cerebropatie come l’Alzheimer; inoltre la diagnosi istologica di malattia di Creutzfeld-Jacob quasi sempre è di tipo autoptico (effettuata cioè a seguito del decesso, durante l’autopsia).

Va sempre eseguita un’accurata diagnosi differenziale con le altre forme di demenza (anche ad esordio giovanile) e varie malattie neurologiche che condividono il quadro clinico con la malattia di Creutzfeld-Jacob.

Cura

Ad oggi non è purtroppo disponibile alcuna terapia che permetta la guarigione dalla malattia, né l’arresto della sua progressione. La prognosi è assolutamente infausta con exitus che si verifica nel giro di pochi mesi o anni.

A solo scopo sintomatico (ovvero per alleviare i sintomi) possono intraprendersi trattamenti farmacologici per il mioclono e per gli episodi convulsivi.

Fonti e bibliografia

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