Mollusco contagioso: sintomi, foto, bambini e cura

Ultima modifica 05.04.2020

Introduzione

Il mollusco contagioso (o Molluscum contagiosum) è un’infezione virale causata da un poxvirus (molluscum contagiosum virus); il risultato dell’infezione è una malattia benigna della pelle caratterizzata dalla comparsa di piccole lesioni (escrescenze) che possono manifestarsi in qualsiasi zona del corpo.

Può colpire adulti e bambini e il contagio avviene per contatto con la cute infetta; negli adulti le lesioni si manifestano soprattutto su

  • cosce,
  • natiche,
  • inguine,
  • basso ventre

ma in alcuni casi possono interessare anche i genitali esterni e la zona anale.

I bambini di norma presentano invece lesioni su volto, tronco, gambe e/o braccia, ma può venire interessato anche qualsiasi altro distretto corporeo.

L’infezione non comporta particolari rischi di salute, ma è oggettivamente fastidiosa ed in grado di creare disagio psicologico soprattutto nei bambini, che possono vergognarsi delle papule in contesti scolastici o sportivi.

Fotografia di un bambino affetto da mollusco contagioso in viso

iStock.com/kickstand

Cause

La malattia è causata dal molluscum contagiosum virus.

Chiunque può venire contagiato, ma sono più a rischio:

Trasmissione

Il virus che causa il mollusco contagioso si diffonde per contatto diretto della pelle o attraverso fomiti contaminati: i fomiti sono tutti quegli oggetti che possono venire a contatto con il virus, per esempio biancheria, abbigliamento, asciugamani, spugne da bagno, piscina e giocattoli.

Si sospetta che il contagio possa avvenire anche in caso di condivisione di ambienti caldi e umidi come piscine e saune, ma questa via di trasmissione al momento manca ancora di conferme definitive.

È invece stata dimostrata la possibilità di autoinoculazione (autocontagio): toccando o graffiando una lesione e poi portando le mani in un altro punto del corpo il virus può diffondersi in altre zone, anche per esempio in caso di depilazione e rasatura (in questo caso il rasoio agisce da fomite).

Il mollusco contagioso negli adulti è considerato una malattia a trasmissione sessuale, anche se in realtà non tutti i pazienti vengono contagiati in seguito ad un contatto sessuale.

Resta ancora da chiarire se il contagio possa avvenire per contatto con la papula integra, o se debba in qualche modo danneggiarsi per permettere la fuoriuscita del virus; si sa invece con certezza che il microrganismo rimane confinato negli strati più superficiali della cute e non passa in circolo, quindi il contagio NON può avvenire attraverso tosse o starnuti, né tanto meno per scambio di sangue.

A differenza del virus che causa l’herpes simplex o zoster, questo virus non può entrare in stato latente per poi comparire nuovamente in seguito; in caso di ricomparsa si tratta quindi di un nuovo contagio o di episodio mai superato completamente.

Non si sa con certezza per quanto si rimanga contagiosi, ma i ricercatori ritengono che il virus, finché non viene eliminato, possa sempre essere trasmesso ad altri.

Sintomi

Mollusco contagioso sul braccio (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Mollusca1klein.jpg)

Foto del mollusco contagioso sul braccio (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Mollusca1klein.jpg)

Il periodo di incubazione in media dura generalmente 2 o 3 mesi, ma in letteratura l’intervallo riportato prevede un’arco di tempo che va da una settimana a sei mesi.

Le lesioni, spesso chiamate molluschi (anche se ovviamente non hanno legami con i frutti di mare o altri animali appartenenti al phylum mollusca), si presentano come piccole papule in rilevo e di colore bianco, rosa o color carne, con una piccola fossetta al centro. Spesso hanno un aspetto perlaceo e al tatto si presentano lisce.

Le dimensioni possono variare da una punta di spillo a  quella di una gomma da matita (da 2 a 5 mm di diametro) e tipicamente tendono ad ingrandirsi con il passare delle settimane.

Generalmente asintomatiche, possono talvolta causare prurito, fastidio, rossore e gonfiore. Non provocano invece dolore.

Mollusco contagioso, papule (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Molluscaklein.jpg)

Mollusco contagioso, papule (https://it.wikipedia.org/wiki/File:Molluscaklein.jpg)

L’infezione può colpire praticamente ogni zona del corpo, compreso volto, collo, braccia, gambe, addome e la zona genitale; possono comparire singole papule o manifestarsi in forma multipla. Solo raramente si trovano sui palmi delle mani e le piante dei piedi.

Se molto grosse e infiammate le papule possono lasciare cicatrici quando rimosse in modo traumatico.

In genere si va incontro a risoluzione spontanea in 6-18 mesi senza alcuna cicatrice residua, ma in casi particolari la manifestazione può durare fino a 4 anni.

I malati di AIDS e tutti coloro con sistema immunitario compromesso potrebbero avere eruzioni cutanee più gravi.

Pericoli

A seguito della guarigione dall’infezione non rimane alcuna traccia del virus dell’organismo, anche se ovviamente non si possono escludere nuovi episodi di contagio (non si acquisisce immunità).

A meno di rimozione traumatica delle papule in genere la malattia non è causa di cicatrici né di altre complicazioni.

È in teoria possibile un’infezione batterica secondaria, ma è un rischio più che altro circoscritto a pazienti HIV-positivi.

Diagnosi

La diagnosi di solito è resa possibile dall’aspetto caratteristico delle lesioni. Il mollusco contagioso può essere diagnosticato prelevando un piccolo campione di pelle, collocandolo quindi su un vetrino ed effettuando la cosiddetta colorazione di Gram: a seconda del colore ottenuto si capisce se le cellule siano infette o meno.

La diagnosi può essere effettuata anche raccogliendo un campione dalla lesione ed esaminandolo con un microscopio elettronico.

Cura e terapia

Poiché il mollusco contagioso è una malattia autolimitante nessuna terapia è indispensabile, basta solo un po’ di tempo e pazienza; d’altra parte le manifestazioni cutanee sono fastidiose, possono causare disagio psicologico e soprattutto possono diventare causa di contagio per i famigliari, quindi in genere di procede con una qualche forma di cura.

Rimozione delle papule

La rimozione fisica delle papule può avvenire con curettage o attraverso la crioterapia con azoto liquido, due tecniche rapide e comunemente a disposizione del dermatologo; in alcuni casi può essere fatto ricorso alla laserterapia.

Possono essere praticate con una leggera anestesia in modo da ridurre il disagio per il paziente, anche se in genere si procede facilmente anche senza (soprattutto in considerazione del fatto che spesso le lesioni da rimuovere sono molto numerose).

Nel caso dei bambini il procedimento può essere purtroppo doloroso.

Assolutamente controindicato procedere personalmente alla rimozione delle papule, il rischio è di causare infezioni e autoinoculazioni, peggiorando così la situazione.

Le lesioni possono ripresentarsi, ma non è chiaro se le ricadute siano dovute alla reinfezione, al peggioramento di un’infezione subclinica o alla riattivazione di un’infezione latente.

Terapia topica

Esistono diverse preparazioni topiche (liquide e semisolide) per il trattamento delle papule, ma nel caso di presenza particolarmente diffusa e numerosa possono essere poco agevoli; sono state usate con successo diverse sostanze, come l’idrossido di potassio (ad esempio Molluskin®), la podofillotossina (Condyline®), l’iniquimod (Aldara®) e altri.

Terapia orale

Sono disponibili alcuni farmaci e integratori da assumere per via orale, ma senza sufficienti evidenze di efficacia.

Prevenzione

  1. Lavarsi le mani è la miglior strategia per difendersi dalla gran parte della malattie infettive e il mollusco contagioso non fa eccezione.
  2. Non toccare né grattare le lesioni, né le proprie, né quelle di un altro paziente; venire a contatto con le papule presenta infatti alto rischio di (auto)contagio.
  3. Coprire con vestiti, bende o cerotti le manifestazioni dell’infezione, in modo da prevenire il contatto accidentale con altre persone e il relativo contagio. Prestare particolare attenzione in caso di rapporti sessuali, dove il contatto può essere particolarmente ravvicinato, prolungato e in grado di irritare la superficie delle papule a seguito di sfregamento.
  4. Non condividere asciugamani, saponi, spugne, biancheria e altri oggetti che possano essere venuti a contatto con le papule causate dal mollusco.
  5. Evitare di rasarsi le zone di pelle colpite.
  6. In caso di lesioni sulle zone genitali evitare rapporti e contattare un dermatologo.

Fonte principale: CDC

Domande e risposte

Cosa sono i molluschi contagiosi della pelle?
Si tratta di piccole escrescenze dovuto al contagio con un virus; particolarmente comuni nei bambini per contatto durante il gioco, negli adulti il contagio avviene invece spesso a causa di rapporti sessuali.
Come si prende?
Il contagio avviene in genere per contatto diretto con le papule, ad esempio durante il gioco nel caso dei bambini e durante i rapporti sessuali per gli adulti.

È possibile che il contagio avvenga attraverso oggetti contaminati (asciugamani, vestiti, ...) ed anche per auto-contagio (ci si tocca una papula e poi si tocca un'altra parte del corpo, che ne viene contagiata).
Come eliminarli?
Per la rimozione delle papule è necessario rivolgersi al dermatologo, che valuterà se procedere manualmente o attraverso la prescrizione di specifiche creme. Va detto che è una malattia destinata a risolversi spontaneamente, anche se con tempi talvolta molto lunghi.
Quanto dura l'infezione?
In assenza di terapia (rimozione) in genere si va incontro a risoluzione spontanea in 6-18 mesi senza alcuna cicatrice residua, ma in casi particolari la manifestazione può durare fino a 4 anni.
La periodica rimozione delle papule non necessariamente velocizza il decorso dell'infezione, ma permette un sollievo dal punto di vista psicologico.

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