Ultima modifica 05.12.2019

Cosa significa essere meteoropatici?

La meteoropatia è un disturbo molto comune, che secondo alcune stime potrebbe interessare in qualche misura almeno il 25% della popolazione italiana; come suggerisce il nome si tratta di un disturbo (“patia”) legato al “meteo” (dal greco μετέωρον=meteoron, che si traduce con “cosa che avviene in alto”).

La meteoropatia è quindi una condizione di disturbo psico-fisico legata a particolari variazioni climatiche, quali:

  • pioggia,
  • vento,
  • pressione atmosferica,
  • freddo o caldo improvviso,
  • umidità.

Il clima può dunque essere la causa di una nostra giornata storta, ma il cattivo umore non è l’unico sintomo di cui soffre un meteoropatico; anche disturbi di natura organica come

  • mal di testa,
  • mal di stomaco,
  • nausea,
  • palpitazioni,

possono riconoscere, sovente in modo insospettabile, una causa “climatica” e colpire quelle persone che subiscono negativamente i repentini cambiamenti climatici.

Cielo di una giornata uggiosa

iStock.com/sankai

Cause

Sappiamo che i giorni di pioggia, di forte vento, di cielo nuvoloso e grigio possono impattare negativamente sul nostro fisico e/o sul nostro umore e quindi sulla nostra vita quotidiana, ma il motivo per cui ciò accade non è ad oggi conosciuto.

Dall’analisi dei soggetti predisposti e più a rischio di sviluppare meteoropatia è possibile fare delle ipotesi del perché solo alcune persone soffrano di meteoropatia ed altre no.

In molti casi il profilo del soggetto meteoropatico è tendenzialmente una persona che mal si adatta ad eventi nuovi, una sorta di “depresso dell’inverno”, dato che il suo calo d’umore e gli altri disturbi correlati sono strettamente connessi alla vista di un cielo grigio, ventoso e poco luminoso tipicamente invernale.

Il cervello ha probabilmente un ruolo di primo piano nella fisiopatogenesi della meteoropatia, in particolare una zona dell’encefalo chiamata adenoipofisi: si tratta di una ghiandola contenuta all’interno di un’escavazione ossea, detta sella turcica, e addetta alla produzione dell’ormone ACTH (che a sua volta stimola la produzione di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”).

Se normalmente l’ACTH è prodotto in quantità maggiori al mattino (diminuendo invece nelle ore serali), nel soggetto meteoropatico con l’arrivo improvviso del freddo e di un mutamento delle condizioni climatiche se ne producono quantità maggiori, inducendo così nervosismo ed irritabilità.

Sempre nel cervello dei meteoropatici, in concomitanza con il passaggio alla stagione fredda o ad una perturbazione climatica, altre sostanze chiamate endorfine potrebbe subire un calo della loro produzione con conseguente riduzione delle difese immunitarie e della capacità di tolleranza al dolore.

Altri organi coinvolti potrebbero essere la tiroide e le ghiandole surrenali.

Fluttuazioni degli estrogeni e forti riduzioni di progesterone, invece, potrebbero spiegare la meteoropatia che frequentemente si rileva nelle donne nel periodo pre-menopausale.

Alcune ricerche hanno infine dimostrato l’esistenza di uno stretto legame tra quantità di luce solare cui si viene esposti e lo stato dell’umore, così come grandi quantità di luce naturale migliorino il nostro umore: non è un caso, ad esempio, che i paesi del Nord Europa, soggetti a scarsità di luce solare in buona parte dell’anno, registrino il maggior tasso di soggetti affetti da depressione maggiore.

Sebbene il freddo sia il fattore climatico più stressante per la maggior parte delle persone, talvolta anche il caldo improvviso ed eccessivo, così come elevati livelli di umidità, possono instaurare in alcune persone meteoropatiche una condizione di stress e renderle prive di energia o facilmente irritabili.

Fattori di rischio

A soffrire di meteoropatia sono soprattutto

  • donne,
  • bambini/adolescenti,
  • ed anziani.

È poi noto ad esempio che chi soffre di alcune patologie, come asma o dolori cronici, può essere soggetto ad una esacerbazione dei disturbi della malattia se fuori c’è un temporale o se c’è una giornata di forte vento, così come le persone affette da:

Tra gli altri soggetti che potrebbero essere a rischio di fastidi legati al tempo atmosferico e alle sue variazioni sono:

  • chi ha subito un trauma muscolare e/o osseo,
  • gli alcolisti,
  • chi assume farmaci cronicamente,
  • chi vive condizioni di forte stress emotivo (come un lutto, un divorzio, disoccupazione, …),
  • le donne in premenopausa/menopausa,
  • i soggetti allergici.

Ci sono dunque alcune condizioni mediche che possono renderci più sensibili alle variazioni del clima e, in questo caso, parleremo di meteoropatia secondaria.

La meteoropatia primaria, invece, è quella che può colpire qualsiasi persona, indipendentemente dal soffrire o meno di qualche malattia; la forma primaria in genere causa disturbi più lievi e tollerabili.

Sintomi

Una persona meteoropatica non ama molto i cambiamenti climatici, in particolare il suo corpo e la sua mente risentono fortemente del passaggio dalla calda stagione estiva a quella fredda e piovosa dell’autunno e dell’inverno.

La meteoropatia è una sindrome che può manifestarsi con vari sintomi, associati ai cambi di tempo e profondamente variabili tra un soggetto e l’altro; tra i possibili disturbi si annoverano:

Questi sintomi possono manifestarsi già uno o due giorni prima che le condizioni del tempo cambino, per poi attenuarsi gradualmente fino a risolversi in modo spontaneo una volta passata la perturbazione climatica.

Diagnosi

La diagnosi di meteoropatia è clinica e si basa sul racconto del paziente che riferirà al proprio medico di famiglia i disturbi di cui soffre.

Sarà compito del medico, una volta escluse patologie organiche, stabilire una possibile connessione tra i disturbi raccontati dal paziente e le variazioni climatiche, condizione essenziale per fare diagnosi di meteoropatia.

Rimedi

Non esistono farmaci in grado di curare la meteoropatia in senso stretto, è possibile però intervenire sui sintomi:

  • Si raccomanda di non provare ad alleviare i disturbi ricorrendo all’uso indiscriminato di ansiolitici, antidepressivi o sonniferi senza prescrizione medica: si tratta infatti di farmaci utili solo a seguito di una diagnosi certa di uno stato depressivo e/o nel caso in cui i sintomi lamentati dal paziente siano gravi e di lunga durata.
  • Analgesici o altri farmaci per alleviare i sintomi più fastidiosi (come ad esempio il mal di testa o la nausea) possono essere assunti, ma preferibilmente dietro prescrizione o consiglio del medico curante.

Cosa fare dunque quando il brutto tempo ci butta giù? Di seguito riportiamo alcuni suggerimenti per affrontare nel modo migliore i cambi di tempo:

  • praticare regolare attività fisica (anche delle semplici passeggiate a passo svelto ed all’aria aperta possono aiutare),
  • dedicarsi ad un hobby, meglio se all’aperto,
  • praticare yoga o di meditazione per rilassare la mente ed acquisire tecniche di rilassamento e di respirazione,
  • evitare luoghi bui e al chiuso,
  • allontanare per quanto possibile tutte le fonti di stress.

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