Leucoplachia e lingua bianca: cause, sintomi, pericoli e cura

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

Per leucoplachia si intende una lesione tipica del cavo orale caratterizzata dalla formazione di una placca biancastra ispessita, che si forma a causa di un’eccessiva ed anomala cheratinizzazione dell’epitelio.

La leucoplachia si localizza:

  • a livello della mucosa del cavo orale nel 98% dei casi;
  • più raramente a livello dei genitali, del faringe e della laringe (gola).

La leucoplachia è considerata una condizione pre-neoplastica, questo significa che se non viene individuata e curata prontamente potrebbe evolvere verso una forma tumorale maligna, ovvero il carcinoma squamoso del cavo orale, con prognosi infausta.

Macchia bianca della leucoplachia

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Cause

La principale causa della leucoplachia è il fumo, con consumo di tabacco sotto forma di sigarette e soprattutto di sigari o pipa; la correlazione fumo-leucoplachia è stata ampiamente dimostrata con diversi studi, e come ulteriore prova di tale nesso di casualità si è visto che l’astinenza dal fumo può addirittura portare alla regressione della lesione.

La leucoplachia si presenta con un’incidenza leggermente aumentata nel sesso maschile, legata al maggior consumo di tabacco e alcol in questa categoria, con picco di insorgenza della malattia a partire dai 50 anni.

Fattori di rischio

Accanto al fumo sono stati poi individuati una serie di fattori di rischio che possono predisporre all’insorgenza della leucoplachia:

  • abuso di alcol,
  • patologie sistemiche:
  • infezioni del cavo orale,
  • irritazione meccanica del cavo orale in modo continuativo da
    • protesi dentarie non perfettamente adese,
    • denti scheggiati,
    • traumi da masticazione,
    • apparecchio ortodontico,
  • inalazione di polveri sottili,
  • esposizione tossica a metalli pesanti,
  • ingestione di sostanze caustiche,
  • reazione a farmaci (rara).

Sintomi

La leucoplachia può localizzarsi a livello di:

  • cavo orale nel 98% dei casi, potendo interessare:
    • lingua,
    • mucosa interna delle labbra,
    • gengive,
    • pavimento,
    • mucosa interna delle guance,
    • palato duro e molle;
  • genitali esterni:
    • glande e prepuzio nel maschio;
    • labbra interne ed esterne, vulva, clitoride e vagina nella donna;
  • faringe e laringe (gola).

A livello della mucosa del cavo orale la leucoplachia può dare sintomi come:

  • alterazione del gusto,
  • prurito, difficoltà alla masticazione e disfagia (deglutizione difficoltosa),
  • dolore nelle forme ulcerate,
  • problemi estetici.

Dal punto di vista morfologico la leucoplachia può essere classificata come:

  • Leucoplachia piana: la lesione cutanea è caratterizzata da una iper-cheratinizzazione con formazione di una placca piana biancastra con diverse increspature rossastre. Il rischio di trasformazione maligna per questa forma di leucoplachia è relativamente basso.
  • Leucoplachia verrucosa: la lesione si fa rilevata, non più piana, con l’aspetto che ricorda quello di una verruca, con superficie irregolare. Il rischio di trasformazione è di media entità.
  • Leucoplachia fissurata: ha un elevato rischio di trasformazione neoplastico, molto maggiore rispetto alle due precedenti forme. È caratterizzata una lesione rilevata di tipo nodulare in cui si alternano zone ipercheratosiche biancastre a zone ulcerate rossastre.

Circa il 10% delle leucoplachie sono a rischio per trasformazione maligna, con un tempo medio di evoluzione di circa 10 anni.

Diagnosi

La diagnosi di leucoplachia è una diagnosi per esclusione, cioè prima di poter parlare di leucoplachia è necessario escludere ogni altra patologia o causa che possa aver portato alla formazione di tale placca biancastra.

In caso di lesione sospetta è opportuno rivolgersi ad un medico il quale sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo cercherà di inquadrare la lesione e le sue caratteristiche principali, valutando per esempio:

  • se è piana, rilevata, o nodulare con ulcerazioni/fissurazioni;
  • le sue dimensioni e la sua evoluzione nel tempo;
  • se provoca prurito, dolore o altri disturbi;

La sua localizzazione in una o più sedi.

Per una diagnosi definitiva è necessaria la biopsia e lo studio anatomopatologico della lesione. Questa fase di studio è fondamentale nel differenziare le forme ancora benigne da quelle già maligne, che richiedono un ulteriore trattamento.

Cura

Essendo una lesione potenzialmente neoplastica, la leucoplachia va riconosciuta e trattata con tempestività. C’è la possibilità di una regressione in caso di sospensione totale del fumo, ma solo per le forme iniziali con dimensioni ridotte.

In tutti gli altri casi si effettua un intervento chirurgico con rimozione in toto della lesione. Qualora nel successivo esame istologico sia risultata la presenza di cellule neoplastiche, allora il percorso terapeutico continua, mettendo in atto tutte quelle cure necessarie alla radicalità oncologica.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

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