Legionella pneumophila: sintomi, trasmissione e cura

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Introduzione

Il termine legionellosi si riferisce a due diverse sindromi causate dal batterio legionella (più correttamente si tratta di una famiglia di batteri):

  • febbre di Pontiac,
  • malattia dei legionari.

Normalmente quando si sente parlare di legionellosi si tratta del secondo caso, che si configura come una polmonite causata da questa specie batterica, responsabile tra l’altro di un’elevatissima percentuale di tutte le polmoniti nosocomiali, ovvero contratte in ospedale.

I sintomi più comuni dell’infezione da legionella in forma di febbre di Pontiac sono:

La malattia del legionario è grave e può essere pericolosa per la vita, ma fortunatamente la maggior parte dei pazienti va incontro a guarigione quando una diagnosi tempestiva consente l’inizio del necessario trattamento antibiotico.

Ricostruzione grafica del batterio Legionella

iStock.com/Bet_Noire

Cause

L’ambiente in cui è più facile individuare la presenza di L. pneumophila è l’acqua, come per esempio nei laghi e più in generale nei corsi d’acqua; la sua resistenza ambientale è molto elevata, tanto che alcuni microrganismi sono stati rinvenuti vitali dopo anni di conservazione in acqua refrigerata.

Se in natura è comunque raro imbattersi in concentrazioni sufficientemente elevate da poter causare un possibile contagio, quando il batterio riesce a colonizzare serbatoi artificiali (per esempio per la distribuzione di acqua potabile) la proliferazione rende più probabile la manifestazione della malattia nell’uomo. Per questo motivo molto spesso i casi rilevati sono inquadrati in piccole comunità, servite da un unico serbatoio o da tubature comuni (alberghi, ospedali, navi da crociera, …).

In passato si riteneva che gli impianti di raffreddamento fossero la causa più frequente di contagio, ma in realtà negli ultimi anni questa ipotesi ha perso parte della sua importanza, soprattutto da quando si è scoperto che la colonizzazione poteva avvenire negli impianti dell’acqua potabile.

Fattori di rischio

È possibile individuare alcuni fattori che rendono il soggetto più esposto al rischio di contagio e di sviluppo dei sintomi:

La diffusione dell’infezione aumenta tra l’estate e l’inizio dell’autunno, ma si verificano casi anche in altri periodi dell’anno.

Come si prende? Il contagio

La trasmissione della Legionella NON avviene in forma diretta tra persone, quindi il contatto con un paziente che ne è affetto non rappresenta un rischio.

Il contagio dell’uomo può avvenire in almeno due diversi modi:

  • respirazione dei batteri,
  • instillazione diretta nei polmoni (per esempio durante manovre chirurgiche).

Meno comunemente è possibile infettarsi attraverso l’aspirazione di acqua potabile contenente Legionella, ciò accade quando l’acqua entra accidentalmente nei polmoni mentre si beve; si tratta quindi di una modalità di contagio in cui le persone a maggior rischio comprendono tutti coloro con con difficoltà di deglutizione.

La maggior parte delle persone s’infetta attraverso la prima modalità, inalando goccioline di acqua microscopiche contenenti batteri della legionella. Queste potrebbero essere veicolate da una doccia, rubinetto o vasca idromassaggio, o attraverso l’acqua dispersa dal sistema di ventilazione in un grande edificio.

I focolai storicamente più rilevanti sono stati collegati a una serie di fonti, tra cui:

  • vasche idromassaggio su navi da crociera,
  • torri di raffreddamento in impianti di condizionamento,
  • fontane decorative,
  • piscine,
  • apparecchi aerosol ed umidificatori,
  • tubature in hotel, ospedali e case di cura.

Anche se i batteri si sviluppano principalmente attraverso le goccioline d’acqua aerosolizzate, l’infezione può essere trasmessa in altri modi, tra cui:

  • Aspirazione. Ciò si verifica quando i liquidi accidentalmente entrano i polmoni, per esempio quando una bevanda “va per traverso”.
  • Suolo. Alcune persone hanno contratto la malattia del legionario dopo aver lavorato in giardino o con terriccio contaminato.

Sintomi

Febbre di Pontiac

Si tratta di una malattia acuta che tende a risolversi spontaneamente e il cui periodo di incubazione è di 1-2 giorni; in questo caso NON si sviluppa polmonite, ma è caratterizzata dalla presenza di sintomi simil-influenzali:

  • malessere generale,
  • stanchezza,
  • dolori muscolari diffusi,
  • febbre (80-90% dei casi),
  • mal di testa (80% dei casi).

In alcuni casi compaiono anche

Alcuni pazienti possono manifestare astenia per qualche settimana dopo la guarigione.

Polmonite da Legionella

La malattia dei legionari fa parte delle cosiddette polmoniti atipiche, ovvero che hanno in comune una tosse non produttiva (senza catarro), e ne rappresenta una delle varianti più pericolose e debilitanti.

Il periodo di incubazione è di 2-10 giorni (sono stati osservati anche periodi più lunghi).

I sintomi sono molto variabili per intensità e gravità: si passa da forme che si presentano con solo una leggera tosse con febbre non elevata, a forme più gravi che coinvolgono diversi organi interni.

I sintomi meno specifici (malessere, stanchezza, calo appetito, mal di testa) si presentano fin dai primi giorni di malattia, mentre sono rari i sintomi tipici del raffreddore.

La tosse è di norma modesta e poco produttiva (cioè c’è poco catarro, raramente con sangue); tra il 30% ed il 50% dei pazienti manifesta un aumento del ritmo del respiro (una sorta di respiro affannato).

Abbastanza frequenti sono i sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale:

Spesso sono invece presenti sintomi come:

La febbre è presente nella quasi totalità dei pazienti colpiti, spesso con temperature particolarmente elevate fino a 40 °C ed oltre (nel 20% dei pazienti).

Quando chiamare il medico

È indispensabile rivolgersi con urgenza ad un medico se si pensa di essere venuti a contatto con acqua contaminata.

Pericoli

In alcuni pazienti colpiti dalla malattia dei legionari possono sorgere complicazioni extrapolmonari, a causa della diffusione del batterio a partire dalla porta d’ingresso (polmoni); le segnalazioni più comuni riguardano

La mortalità varia a seconda dello stato di salute iniziale del paziente e può raggiungere l’80% nei soggetti immunocompromessi non riconosciuti e quindi trattati precocemente.

Nei pazienti altrimenti sani la mortalità varia tra lo 0 e il 10% circa in caso di trattamento, per raggiungere punte del 30% in assenza di terapia antibiotica.

Diagnosi

A causa dei sintomi poco specifici e l’elevata mortalità della malattia, si raccomanda di eseguire i test specifici in tutti i casi dubbi.

La diagnosi viene posta in caso di isolamento del microrganismo da campioni di espettorato (catarro) e con il dosaggio degli specifici anticorpi nel sangue; sono disponibili anche esami per le urine, ma presenza vantaggi (possibilità di rilevamento anche dopo terapia antibiotica) e svantaggi (persistenza per settimane).

Cura e terapia

La guarigione dalla malattia di Pontiac è spontanea e non richiede il ricorso ad antibiotici.

Nelle polmoniti da Legionella macrolidi e chinoloni sono gli antibiotici di prima scelta, rappresentando una terapia essenziale alla luce dell’elevato numero dei casi fatali.

Prevenzione

Il principale approccio preventivo consiste nella verifica periodica di campioni delle riserve di acqua; in casi di emergenza è stato dimostrato che un riscaldamento dell’acqua tale che a livello dello sbocco di uscita la temperatura sia di 70-80 °C per almeno 30 minuti è sufficiente a disinfettare la riserva.

A livello personale evitare di fumare è la strategia più importante che si possa attuare per ridurre il rischio di infezione; il fumo aumenta infatti le probabilità di sviluppare la malattia in caso di esposizione alla Legionella pneumophila.

Fonte Principale

Principi di Medicina Interna (Harrison, XVIII edizione)

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Cos’è il periodo di incubazione?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Il periodo di tempo che passa dal contagio alla comparsa dei primi sintomi; nel caso della legionellosi è di circa 5-6 giorni (con estremi di 2-10); nel caso della febbre di Pontiac è più breve, 1-2 giorni.

  2. Anonimo

    Ho letto solo ora del caso di Legionella in piscina a Monza… Io vivo da tutt’altra parte e frequento la piscina della mia città 5-6 giorni alla settimana (sono agonista), ma adesso sono molto preoccupata, dice che è pericoloso andare così spesso?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Assolutamente no, i controlli sono rigorosi e oltretutto è esperienza comune che i casi in Italia siano estremamente rari e circoscritti.

  3. Anonimo

    L’acqua contaminata ha un odore particolare? Stamattina facendo la doccia mi è sembrato di sentire puzza di marcio e adesso temo di aver inalato qualcosa di pericoloso…

    1. Dr. Roberto Gindro

      Che io sappia no, l’acqua contaminata dalla legionella non ha odori particolari.

  4. Anonimo

    Quali sono i primi sintomi a cui dobbiamo fare attenzione?

    1. Dr. Roberto Gindro

      Una tosse severa, che tende a non risolversi e che anzi diventa causa di difficoltà di respirazione, dolori al petto e comparsa di febbre e altri sintomi simil-influenzali particolarmente incisivi.