Laringite in bambini e adulti: sintomi, pericoli, cura e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 8 giorni

Cos’è la laringite

Per laringite si intende l’infiammazione della laringe, un organo facente parte delle prime vie respiratorie che si trova subito al di sopra della trachea.

La laringe è costituita da uno scheletro cartilagineo con diversi muscoli e legamenti che permettono il movimento delle corde vocali.

La laringe svolge 2 principali funzioni:

  • fonazione (produzione della voce), facendo passare attraverso un breve condotto l’aria espirata che mette in vibrazione le corde vocali,
  • deglutizione, tramite l’epiglottide che impedisce al cibo di imboccare la via aerea e di prendere invece correttamente la via dell’esofago.

In base alla durata del processo la laringite potrà essere:

  • acuta,
  • cronica.

La laringite acuta è spesso secondaria ad un processo infettivo che interessa le alte vie respiratorie associandosi a quadri di rinite (raffreddore, per esempio) o mal di gola (tipicamente faringite o tracheite).

Gli agenti causali responsabili sono:

  • virus (soprattutto quelli influenzali),
  • batteri,
  • funghi (molto raramente).

La laringite cronica invece è frequentemente dovuta ad irritazione meccanica della laringe con processo infiammatorio che si sviluppa a causa di:

I sintomi principali della laringite sono:

  • tosse secca persistente,
  • bruciore alla gola,
  • disfonia (alterazione della voce che diventa debole e rauca),
  • febbre e astenia.

La diagnosi è piuttosto agevole sulla base dei sintomi presenti e la terapia è di tipo eziologico, mirata alla rimozione della causa sottostante.

Se l’eziologia è virale la guarigione sopravviene nel giro di 7-10 giorni, utilizzando semplici antinfiammatori.

In caso di laringite acuta o cronica che non si risolva dopo 10 giorni, si rendono in genere necessari ulteriori accertamenti da parte del medico, per risalire alla causa precisa del problema e impostare una terapia più adeguata ed efficace.

Ricostruzione grafica della posizione anatomica della laringe

iStock.com/janulla

Cause

In base al decorso si parla di laringite:

  • Acuta: se dura meno di 20 giorni e non si verifica nessuna alterazione anatomica;
  • Cronica: se il processo infiammatorio dura più di 20 giorni e si verifica una alterazione anatomica delle strutture laringee.

Laringite acuta

Ha un esordio improvviso, tende a peggiorare nei giorni successivi per poi risolversi nel giro di una settimana.

La forma acuta è quasi sempre secondaria ad un processo infettivo di natura:

  • Virale: è la forma più comune ed è causata essenzialmente da virus influenzali, rinovirus (agente eziologico del comune raffreddore), adenovirus, paramyxovirus, …
  • Batterica: stafilococchi, streptococchi, batterio della difterite, …
  • Fungina: candida albicans ed aspergillus, soprattutto nei soggetti immunodepressi (malati di AIDS, soggetti sottoposti a chemioterapia o a trapianto).

Queste forme infettive sono spesso secondarie a quadri di

  • rinite (congestione nasale),
  • mal di gola (faringite, tracheite),
  • bronchite.

Le forme di laringite acuta non secondarie ad un processo infettivo sono dovute invece a:

  • Sforzo vocale: si intende uno sforzo fonatorio intenso che supera i limiti funzionali della laringe. Compare dopo aver gridato o aver usato molto la voce. È tipica dei soggetti che per via della loro attività lavorativa utilizzano molto la voce: cantanti, insegnanti, avvocati, …
  • Trauma laringeo per un colpo subito a livello del collo durante una colluttazione, un incidente o un’attività sportiva.
  • Tosse secca prolungata dovuta a causa extra-laringea.

Laringite cronica

Colpisce soprattutto i soggetti maschi di età avanzata, con processo infiammatorio cronico che si sviluppa a causa di:

  • Fumo di sigaretta: la causa più frequente di laringite cronica che colpisce i soggetti che fumano costantemente da almeno 15-20 anni.
  • Malattia da reflusso gastro-esofageo: la risalita del contenuto acido dello stomaco attraverso l’esofago arriva ad irritare la mucosa laringea.
  • Inalazione di sostanze irritanti tossiche, allergeni o diversi tipi di polveri.
  • Sinusite cronica: infiammazione dei seni paranasali.
  • Susseguirsi di episodi di laringite acuta che col tempo cronicizzano.

Sintomi

  • I sintomi della laringite acuta compaiono bruscamente e peggiorano nei giorni immediatamente successivi.
  • I sintomi della laringite cronica invece mostrano un esordio più graduale e peggiorano lentamente, anche nel giro di diverse settimane.

I sintomi principali della laringite sono:

  • tosse secca persistente e ingravescente,
  • mal di gola con sensazione di bruciore e prurito,
  • disfonia: alterazione della voce che diventa debole e rauca (raucedine),
  • quadro pseudo-influenzale con
  • continuo bisogno di schiarire la gola,
  • dispnea (difficoltà respiratoria con sensazione di fame d’aria): può presentarsi soprattutto nei bambini per via del lume aereo più ristretto; rappresenta un’urgenza medica che richiede immediato ricovero ospedaliero per fornire adeguato supporto ventilatorio.

In caso di laringite cronica il processo infiammatorio può portare allo sviluppo di alterazioni anatomiche vere e proprie con la comparsa di noduli o polipi. Queste lesioni si formano a livello delle corde vocali e il loro trattamento prevede la rimozione chirurgica e logopedia.

Diagnosi

La diagnosi è piuttosto agevole sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo. Il percorso diagnostico potrà poi essere completato da esami di laboratorio e strumentali.

L’anamnesi consiste nella formulazione da parte del medico di alcune domande rivolte al paziente che descrivano la sua storia clinica remota e prossima:

  • da quanto tempo sono presenti i sintomi e con quali caratteristiche,
  • se il paziente è fumatore o presenta altri fattori di rischio,
  • se tende ad abusare della voce e a sforzarla per via del suo lavoro,
  • se assume farmaci,
  • se ci sono patologie sottostanti,

Gli esami di laboratorio possono mostrare un quadro infettivo con innalzamento degli indici infiammatori come la VES o la PCR; molto utile può essere l’esecuzione di un tampone faringeo per risalire ad un’eventuale causa batterica, associato al relativo antibiogramma al fine di determinare il tipo di antibiotico più efficace.

Dal punto di vista strumentale è fondamentale la laringoscopia, sempre necessaria in caso di disfonia che persiste per più di 2 settimane; prevede l’utilizzo di un sottile tubicino metallico dotato di fonte luminosa e di microcamera che dal naso viene fatto scivolare in faringe fino a raggiungere la laringe, così da poterne visualizzare le strutture principali.

Insieme alla laringoscopia è possibile eseguire una biopsia, con analisi istologica delle cellule prelevate. Questo esame è importante quando, in presenza di una lesione laringea, si voglia escludere una origine neoplastica.

Rimedi e cura

Nella maggior parte dei casi le laringiti sono di tipo virale e non destano preoccupazioni, perché destinate a risolversi spontaneamente senza bisogno di trattamenti e quindi dell’intervento del medico.

Qualora i sintomi persistano per più di 10 giorni senza miglioramenti, o in caso di comparsa di problemi respiratori, diventa necessario rivolgersi ad un medico per la formulazione di una diagnosi e relativo trattamento mirato.

Gli accorgimenti terapeutici più importanti sono:

  • riposo vocale, evitando di parlare troppo e ad alta voce,
  • assunzione di grandi quantità di liquidi per evitare la disidratazione delle mucose,
  • astensione totale dal fumo, evitando anche il fumo passivo,
  • farmaci antibiotici in caso di laringite batterica,
  • farmaci antinfiammatori e antidolorifici,
  • farmaci anti-acidi in caso di reflusso gastro-esofageo.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

Fonti principali:

  • Otorinolaringoiatria – Roberto Albera, Giovanni Rossi. Editore: Minerva Medica.

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