Lacrimazione eccessiva e continua agli occhi

Ultima modifica 17.09.2019

Introduzione

Un aumento della secrezione lacrimale, evento noto come lacrimazione, può essere dovuto a molteplici fattori, che variano da insulti meccanici oculari (traumi), a diverse patologie (che non riguardano esclusivamente gli occhi), oltre che, naturalmente, specifici stati emotivi.

Quando le lacrime sono di consistenza liquida e non appiccicosa in medicina si parla talvolta più correttamente di epifora, termine che significa letteralmente “porto in aggiunta”, e che indica un’eccessiva produzione lacrimale che arriva a riversarsi sulle guance.

A seconda della causa che è alla base della lacrimazione, questo fenomeno può interessare uno o entrambi gli occhi ed essere eventualmente accompagnato da

Pur essendo un sintomo di frequente riscontro, occasionale e spesso risolvibile, qualora la lacrimazione diventasse un disturbo persistente e non se ne riconoscesse la causa che ne è alla base, è opportuno rivolgersi ad un medico, più precisamente ad un oculista, in grado di fornire indicazioni specifiche.

La prognosi dipende dalla gravità delle cause che sono alla base dell’eccessiva lacrimazione: maggiore è l’entità del disturbo, maggiore sarà il tempo richiesto per risolvere la sintomatologia e più difficile diventerà trovare una cura definitiva.

Occhio che piange

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Cause

Le lacrime sono secrezioni liquide che rivestono le superfici congiuntivali e creano una pellicola protettiva che svolge funzioni di

  • difesa,
  • lubrificazione,
  • nutrizione
  • e pulizia

a livello dell’occhio.

Sono prodotte dall’apparato lacrimale, costituito da

  • una porzione secretoria (ghiandole e dotti secretori) che secerne la lacrima,
  • una porzione escretoria, rappresentata dalle vie lacrimali, formate da punti lacrimali, sacco lacrimale e canale lacrimale, che drenano la lacrima verso il naso.
Semplificazione dell'apparato lacrimale

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Il sistema lacrimale è alla base del mantenimento di un delicato equilibrio tra produzione e smaltimento di lacrime, con margini di tolleranza particolarmente ridotti; la gestione dell’equilibrio è complicata dal fatto che il sistema è esposto ad una costante perturbazione innescata e sostenuta da fattori

  • ambientali,
  • fisici
  • e biologici.

Semplificando il sistema, si può individuare

  • una produzione di lacrime da parte delle ghiandole lacrimali,
  • uno smaltimento dei liquidi da parte dei punti lacrimali, che attraverso i dotti li riversano nel naso.

Uno squilibrio nel sistema può facilmente portare all’eccessiva produzione lacrimale, fenomeno che può essere ricondotto principalmente a tre cause:

  • occlusione o stenosi (restringimento) del sistema di scarico delle lacrime (parliamo in tal caso di dacriostenosi);
  • produzione eccessiva di lacrime da parte delle ghiandole lacrimali;
  • mancata o insufficiente battuta delle palpebre.

Dacriostenosi

Si verifica quando le lacrime, una volta riempito il sacco lacrimale e i canalicoli, fuoriescono dal sistema di scarico e traboccano al di fuori dell’occhio.

In alcuni casi la permanenza delle lacrime all’interno del sacco lacrimale può essere gravata dal sopraggiungere di infezioni batteriche e accumulo di muco, che possono complicare notevolmente i fastidi legati all’eccessiva lacrimazione.

La dacriostenosi riconosce diverse cause, tra le principali:

  • invecchiamento del soggetto (con l’avanzare dell’età i dotti lacrimali tendono a restringersi, più o meno lievemente, fino a determinare stenosi delle vie lacrimali),
  • processi infiammatori (principalmente a carico della sclera oppure dell’uvea, lo strato compreso tra sclera e retina),
  • traumi a carico dell’occhio (con compressione dall’esterno dei dotti lacrimali),
  • ectropion o entropion palpebrale (palpebra rivolta rispettivamente verso l’esterno o l’interno, di frequente riscontro nelle persone più anziane),
  • processi virali,
  • ustioni o tumori che interessano il sistema di drenaggio lacrimale,
  • dacriostenosi congenita (determinata da un insufficiente sviluppo del dotto nasolacrimale, con aumento della produzione lacrimale e formazione di croste; diventa evidente dopo alcune settimane di vita e tende a risolversi spontaneamente verso i 6-10 mesi e solo in alcuni casi è richiesto l’intervento di uno specialista per riaprire il dotto ostruito),
  • altre condizioni che ostacolano il deflusso delle lacrime, tra cui malattie infiammatorie sistemiche, quali:
  • farmaci:
  • chirurgia di occhi e naso.

Neonati

Nei neonati la persistente presenza di un’eccessiva produzione lacrimale, spesso con presenza di materiale solido, è generalmente da ricondurre all’ostruzione dei dotti lacrimali, incapaci di smaltire le lacrime prodotte.

Il dotto lacrimale potrebbe non essere completamente aperto e funzionante nei primi mesi di vita, condizione che tende in genere a risolversi spontaneamente entro 6-10 mesi.

Anziani

Nei pazienti anziani è comune osservare la presenza di lacrime sulle guance, la cui presenza è segno di una progressiva separazione delle palpebre dal bulbo oculare, con il conseguente accumulo di liquidi che poi strabordano.

Produzione eccessiva di lacrime

In molti casi la produzione di lacrime può essere così aumentata da rendere inadeguata la capacità del sistema di drenaggio.

L’iperproduzione lacrimale è di comune riscontro e spesso riconducibile a fattori a carattere transitorio, come:

Una lacrimazione abbondante, con alterazione del film lacrimale, può essere scatenata e talvolta presente anche in corso di una blefarite (infiammazione del margine della palpebra, con arrossamento gonfiore e detriti untuosi).

Mancata o insufficiente chiusura delle palpebre

La battuta delle palpebre è fondamentale per indirizzare le lacrime verso il canale lacrimale.

Le condizioni che possono comportare una mancata o insufficiente chiusura delle palpebre, con aumento della lacrimazione, sono, per esempio:

  • malformazioni congenite,
  • paralisi del nervo faciale (paralisi di Bell),
  • lesioni del muscolo orbicolare dell’occhio.

Sintomi e segni

La lacrimazione può essere isolata o associata ad altri segni e sintomi; in particolar modo, a seconda della patologia che è alla base del disturbo, è possibile riscontrare:

  • arrossamento oculare,
  • gonfiore palpebrale,
  • prurito oculare,
  • fotofobia (aumentata sensibilità alla luce),
  • bruciore oculare,
  • dolore,
  • aumento delle secrezioni mucose.

Diagnosi

Se la lacrimazione non è semplicemente isolata ed occasionale e non si riconosce una causa apparente, è sempre opportuno fare ricorso ad un oculista in grado di svolgere un esame accurato dell’occhio, elaborare una diagnosi e impostare una terapia appropriata.

Cura e rimedi

Il trattamento di questa condizione clinica dipende dall’entità e dalle cause rintracciabili alla base del disturbo.

Molto spesso la lacrimazione è un fenomeno transitorio, che si risolve spontaneamente in un arco temporale rapido o dopo rimozione dello stimolo irritativo.

L’uso di lacrime artificiali riduce la lacrimazione quando secchezza degli occhi o difetti epiteliali corneali ne sono la causa.

Potrà essere necessario, in alcuni casi, impostare un trattamento farmacologico (su consiglio di un medico), che preveda:

  • antibiotici (principalmente nel caso di infezioni batteriche),
  • antistaminici e cortisonici (nel caso in cui si sospetti un’eziologia allergica).

In caso di stenosi, ostruzione dei dotti nasolacrimali, ectropion o entropion, qualora la lacrimazione non sia risolvibile farmacologicamente, può essere presa in considerazione la possibilità di intervenire mediante un intervento chirurgico. L’intervento chirurgico è noto come “dacriocistorinostomia” e consiste nel creare una via accessoria per mettere in comunicazione il sacco lacrimale con il naso.

Se fino a poco tempo fa l’intervento veniva eseguito necessariamente in anestesia generale, mediante l’apposizione di tubi di silicone lungo il tragitto creato, che poi venivano asportati in ambulatorio senza dolore e senza anestesia, ad oggi è possibile intervenire tramite laser, in anestesia locale o sotto sedazione, mediante l’introduzione di sonde attraverso la via lacrimale, sotto il controllo visivo di un sinuscopio, che garantiscono una maggiore sicurezza del risultato e grande precisione operatoria.

La chirurgia può essere necessaria anche in caso di grave penetrazione di corpi estranei nell’occhio.

Fonti e bibliografia