Ittero neonatale: sintomi, cause, cura, conseguenze

Ultima modifica 25.08.2020

Introduzione

L’ittero è una condizione comune e solitamente innocua dei neonati, che causa l’ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi (sclera). Il termine medico per l’ittero nei bambini appena nati è ittero neonatale.

Si stima che colpisca il 60% dei bambini e fino a 8 bambini su 10 in caso di parto prematuro; è una condizione facile da riconoscere, perché la pelle del bambino assume una colorazione giallastra e così anche la sclera (la parte bianca dell’occhio), ma tra gli altri possibili sintomi ricordiamo anche:

  • ingiallimento dei palmi delle mani e/o delle piante dei piedi,
  • emissione di urine giallo-scure (l’urina di un neonato dovrebbe essere incolore),
  • emissione di feci di colore molto pallido (dovrebbero essere giallo-arancione).

La causa consiste in un eccesso di bilirubina in circolo, una sostanza di rifiuto prodotta in seguito allo smaltimento dei globuli rossi che normalmente viene processata dal fegato ed eliminata con le feci. La comparsa di ittero è segno che la produzione di bilirubina eccede la capacità di smaltimento del fegato.

L’alimentazione, soprattutto in caso di allattamento al seno, nelle prime ore e nei primi giorni a seguito del parto riduce il rischio di comparsa, perché aumenta la produzione di feci e il latte fornisce l’energia necessaria al neonato per smaltire la sostanza di rifiuto.

Nella maggior parte dei casi l’ittero non rappresenta un pericolo per il bimbo, si manifesta entro i primi 2-5 giorni di vita, per poi sparire definitivamente e spontaneamente nell’arco di un paio di settimane circa. Si raccomanda di procedere a un trattamento attivo del sintomo quando gli esami del sangue mostrano valori particolarmente elevati di bilirubina nel sangue; in questi casi è possibile intervenire essenzialmente con due modalità:

  • fototerapia (esposizione del neonato a speciali lampade),
  • trasfusione con scambio di sangue.

In alcune situazioni (circa 1 caso su 20) l’accumulo può essere così elevato da diventare pericoloso (la bilirubina può accumularsi a livello cerebrale): il bambino apparirà poco attivo e se non curato in alcuni casi potrebbe manifestare convulsioni e altre gravi complicazioni come

  • sordità,
  • paralisi cerebrale,
  • altri tipi di lesione cerebrale.

Fortunatamente il disturbo si può prevenire e curare con efficacia.

Cause

L’ittero neonatale è causato da un accumulo di bilirubina in circolo.

La bilirubina è una sostanza di colore giallo prodotta dalla fisiologica sostituzione dei vecchi globuli rossi, che vengono distrutti per lasciare spazio a quelli nuovi. La bilirubina così prodotta viene trasportata al fegato, che si occupa di trasformarla ed eliminarla con le feci.

In alcune condizioni il fegato potrebbe non riuscire a smaltire in modo sufficientemente rapido la bilirubina prodotta, per esempio perché:

  • I neonati producono più bilirubina rispetto agli adulti (il ricambio dei globuli rossi è più rapido).
  • Il fegato dei neonati si sta ancora sviluppando, quindi può non essere ancora in grado di rimuovere la giusta quantità di bilirubina dal sangue.
  • L’intestino riassorbe troppa bilirubina prima che l’organismo del neonato riesca ad espellerla con le feci.

Tipi di ittero

Ittero fisiologico (normale)

Questa lieve forma di ittero si verifica nella maggior parte dei neonati, perché il fegato non è ancora maturo e quindi lo smaltimento della bile è più lento. Di solito compare da 2 a 4 giorni dopo la nascita e scompare entro la prima o la seconda settimana di vita.

Ittero dei nati prematuri

Si verifica frequentemente nei neonati prematuri, perché l’intestino non è ancora in grado di trattare efficacemente la bilirubina.

Ittero da allattamento

L’allattamento al seno ha un duplice effetto sul rischio di sviluppo di ittero neonatale:

  • Ne riduce il rischio perché aumenta la quantità di feci da espellere e quindi si riduce il riassorbimento di bilirubina,
  • ma di fatto sembra statisticamente aumentare il rischio di manifestarlo per cause non ancora del tutto chiarite.

In ogni caso i benefici dell’allattamento al seno superano di gran lunga i rischi legati all’ittero, quindi TUTTE le associazioni di medicina pediatrica sono concordi nel consigliare di procedere tutte le volte che è possibile.

Le ipotesi proposte sono numerose:

  • Il bimbo potrebbe non ricevere abbastanza latte (a causa di difficoltà nei primi giorni di avvio dell’allattamento al seno),
  • secondo altri ricercatori il latte potrebbe invece contenere sostanze in grado di rallentare il fegato nel trattamento della bilirubina,

Incompatibilità del gruppo sanguigno (problemi di Rh o di ABO)

In caso di emolisi indotta dalla presenza di anticorpi presenti nel sangue della mamma potrebbe comparire una grave forma di ittero, ma fortunatamente questa possibilità è attualmente sempre meno comune grazie al miglioramento e alla diffusione degli esami durante la gestazione.

Altro

Potrebbe infine verificarsi a causa di altre patologie sottostanti, come ipotiroidismo, infezione delle vie urinarie, disturbi legati ai dotti biliari, …

Sintomi

I sintomi compaiono in genere verso i 3 giorni di vita, mentre nel caso dei bimbi pre-termine potrebbero manifestarsi dopo 5-7 giorni.

Il sintomo caratteristico è il colorito giallo della pelle, che inizia dal viso per poi diffondersi verso petto e pancia e raggiungere in alcuni neonati anche le estremità (braccia e gambe); il colorito può accentuarsi in caso di pressione della pelle.

Con maggiore attenzione si può osservare il colore giallo anche a livello di

  • sclera degli occhi (parte bianca),
  • mucosa orale (bocca),
  • pianta dei piedi e palmo delle mani.

Possono infine comparire altri piccoli disturbi e segni:

  • ridotta capacità di suzione durante l’alimentazione,
  • sonnolenza,
  • pianto,
  • urina di colore scuro (normalmente è trasparente e chiara),
  • feci di colore giallo-arancione.

In genere il fenomeno tende a risolversi nelle prime due settimane di vita, pochi giorni dopo nel caso di bimbi nati prematuri e solo raramente durare più a lungo.

Nel caso in cui comparisse ittero dopo la dimissione dall’ospedale si raccomanda di verificare immediatamente con il pediatra.

Diagnosi

Nei primi giorni dopo la nascita il bimbo verrà attentamente visitato in ospedale alla ricerca, tra l’altro, di eventuali sintomi dell’ittero neonatale, attraverso tra l’altro

  • un esame visivo (colore della pelle, degli occhi e di feci/urine),
  • un esame del sangue per il dosaggio della bilirubina (oppure con uno strumento apposito che permette una stima ragionevolmente affidabile per mezzo di una misurazione cutanea con l’uso di una luce specifica).

Complicazioni

I fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare complicazioni sono:

  • bambini pretermine (nati prima di 37 settimane),
  • bambini che pesano meno di 2500 g alla nascita,
  • bambini il cui gruppo sanguigno è incompatibile con il gruppo sanguigno delle loro madri,
  • bambini che sviluppano l’ittero durante le prime 24 ore di vita,
  • bambini il cui ittero si è spostato nelle braccia e nelle gambe,
  • bambini interessati da un’infezione,
  • bambini che presentano lividi a causa di un parto difficile,
  • bambini i cui fratelli presentavano ittero con necessità di terapia alla nascita.

In caso di assenza di trattamento per livelli molto elevati di bilirubina, la sostanza di rifiuto potrebbe raggiungere il cervello e il midollo spinale (kernittero) causando danni anche molto gravi, ma fortunatamente nei Paesi occidentali è ormai un’evenienza rarissima, in quanto i controlli e le terapie disponibili hanno pressoché azzerato i casi (mentre può rappresentare purtroppo ancora un pericolo reale in Paesi dotati di un livello sanitario insufficiente).

I sintomi legati alla comparsa di queste terribili complicazioni consistono in:

  • riduzione delle reazioni del bimbo nei confronti dell’ambiente,
  • eccessiva rilassatezza dei muscoli,
  • drastica riduzione di appetito.

Con il progredire della situazione, se non trattata, possono comparire convulsioni e disturbi alla muscolatura di collo e colonna vertebrale.

La condizione può essere causa di danni permanenti, quali ad esempio:

  • paralisi cerebrale,
  • perdita dell’udito,
  • ritardo mentale,
  • contrazioni muscolari involontarie,
  • disturbi dello sviluppo della dentatura.

Cura

Il trattamento è in genere necessario solo in caso di livelli molto elevati di bilirubina, mentre nella maggior parte dei neonati con un leggero ittero il fenomeno andrà a risolversi spontaneamente in due settimane circa.

L’allattamento dovrà proseguire regolarmente e, come unica avvertenza, si consiglia di contattare il pediatra in caso di comparsa di sintomi anomali o peggioramento.

In assenza di miglioramento il bimbo potrebbe avere bisogno di un aiuto esterno per smaltire la bilirubina accumulata e questo può essere fatto attraverso la fototerapia o, più raramente, attraverso una trasfusione.

Fototerapia

La fototerapia è un trattamento non invasivo che sfrutta l’esposizione a specifiche lampade in grado di ridurre la concentrazione di bilirubina nel sangue attraverso un processo di fotossidazione.

  1. Il neonato viene posto sotto la/le luce/i in un’apposita culla,
  2. sarà vestito del solo pannolino per esporre quanta più pelle possibile alla luce (ovviamente la temperatura verrà garantita da sistemi di controllo del calore).
  3. Verranno protetti gli occhietti, che non dovranno essere esposti alla lampada.
  4. Quando possibile verrà garantita la prosecuzione dell’allattamento al seno con necessarie pause.
  5. In caso di disidratazione verrà somministrata una flebo di liquidi.
Neonato sottoposto a fototerapia

iStock.com/jaqy

Durante il trattamento vengono attentamente monitorati diversi parametri (temperatura, disidratazione, …) e corretti eventualmente di conseguenza; la bilirubina verrà verificata ogni poche ore e in genere nel giro di 1-2 giorni il problema viene risolto.

In genere non si manifestano effetti collaterali, se non un leggero rash cutaneo.

Trasfusione

In caso di ittero particolarmente severo, o quando non rispondente alla fototerapia, può essere necessario ricorrere alle trasfusioni; una piccola quantità di sangue del bimbo viene rimossa per fare spazio a una pari quantità proveniente da un donatore compatibile. In questo modo l’effetto è quello di rimuovere parte della bilirubina in circolo.

Altri trattamenti

In caso di patologia sottostante verrà ovviamente prima di tutto affrontata la causa primaria.

Fonti e bibliografia

Domande e risposte
Cos'è l'ittero dei neonati?
Si tratta di una condizione tipicamente innocua caratterizzata dalla colorazione giallastra di occhi e pelle.
Quanto dura?
In sintomi compaiono in genere 2-3 giorni dopo il parto e tendono a risolversi spontaneamente nell'arco di 2 settimane circa; nei bambini allattati al seno può occasionalmente durare per alcuni mesi.

Nei bambini prematuri, più inclini allo sviluppo di ittero neonatale, possono essere necessari dai 5 ai 7 giorni prima che compaia, ma può in seguito durare fino a 3 settimane circa.
Quando preoccuparsi?
Finché mamma e bimbo rimangono in ospedale il neonato verrà periodicamente visitato alla ricerca dei sintomi da ittero neonatale, ma in caso di sintomi lievi non è necessaria alcuna terapia.
Si raccomanda invece di contattare il pediatra o l'ospedale se, una volta tornati a casa, i sintomi dovessero peggiorare:
  • aumento del colore giallo di occhi e pelle,
  • rifiuto del cibo, 
  • urine gialle (dovrebbero essere trasparenti)
  • feci pallide (dovrebbero essere gialle o arancioni).
Come abbassare la bilirubina nei neonati?
Se i valori sono solo moderatamente aumentati non c'è alcuna necessità di trattamento; in caso di valori elevati gli approcci possibili sono la fototerapia e le trasfusioni.
Si raccomanda di NON sospendere l'allattamento al seno.
Perché viene l'ittero neonatale?
L'ittero è causato da un eccesso di bilirubina nel sangue, una sostanza che deriva dallo smaltimento dei globuli rossi; i neonati sono particolrmente esposti allo sviluppo di iperbiliubinemia perché possiedono un elevato numero di globuli rossi ed un altrettanto elevato tasso di ricambio, associato ad un fegato non ancora in grado di smaltire i residui in modo sufficientemente rapido.

Più raramente può essere la conseguenza di condizioni di salute, quali ad esempio
  • ipotiroidismo
  • incompatibilità del gruppo sanguigno con quello della madre
  • infezioni del tratto urinario.

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