Ipoglicemia post-prandiale (o reattiva): cause, sintomi e rimedi

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Cos’è l’ipoglicemia post-prandiale?

L’ipoglicemia post-prandiale è una condizione che si verifica entro qualche ora da un pasto e che consiste in un abbassamento eccessivo della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia).

  • Ipoglicemia: il prefisso ipo- indica un valore più basso della norma, glicemia indica la quantità di glucosio nel sangue.
  • post-prandiale: il prefisso post- si traduce come “dopo”, mentre prandiale è un aggettivo che indica il pranzo.

Viene talvolta indicata anche come ipoglicemia reattiva perché è una reazione esagerata alla produzione di insulina stimolata dall’introduzione di cibo.

È molto importante distinguerla dal concetto di ipoglicemia a digiuno, che si può verificare ad esempio nei neonati che saltano una poppata e, negli adulti, a condizioni di salute generalmente più preoccupanti.

Da quali sintomi si riconosce?

L’ipoglicemia reattiva condivide i sintomi con l’ipoglicemia a digiuno, anche se improbabile che possa diventare altrettanto grave:

I sintomi si verificano in genere entro 4 ore dal pasto.

Donna con vertigini da ipoglicemia reattiva

Getty/AsiaVision

Cause

La glicemia viene mantenuta in livelli di normalità ben precisi soprattutto grazie all’azione dell’insulina, un ormone che viene prodotto dopo un pasto e che stimola le cellule dell’organismo ad estrarre lo zucchero circolante, in rapido aumento in seguito all’assorbimento intestinale del cibo.

È possibile immaginare la glicemia come la quantità di acqua presente dentro una vasca:

  • mangiando lo zucchero viene assorbito ed è come aprire il rubinetto, la vasca tenderà a riempirsi velocemente;
  • per evitare l’acqua in aumento strabordi è possibile aprire il tappo sul fondo, quel tanto che basta per controbilanciare l’aumento (l’apertura del tappo viene favorita dall’insulina).

Una volta terminato l’assorbimento del cibo viene meno l’aggiunta di zucchero nel sangue, come se si chiudesse il rubinetto, ed in condizioni normali l’organismo se ne accorge e provvede rapidamente alla chiusura del tappo, così da impedire che l’acqua fluisca interamente via.

Nel caso di ipoglicemia reattiva la reazione di chiusura del tappo è più lenta del normale, causando così un’eccessiva diminuzione dei livelli contenuti; da un diverso punto di vista, quindi, è possibile dire che l’ipoglicemia post-prandiale sia dovuta ad un eccessivo rilascio di insulina.

Nel paziente diabetico la causa dell’ipoglicemia reattiva è in genere un sovradosaggio dei farmaci, almeno in relazione al singolo pasto (se si mangia meno del solito, ad esempio, la dose di insulina dovrà essere rimodulata verso una diminuzione).

In tutti gli altri casi individuare la causa esatta è invece più difficile, spesso impossibile; secondo gli autori della clinica Mayo può essere una reazione alla tipologia ed alla quantità di cibo consumata durante il pasto, ma sono noti alcuni fattori in grado di aumentare la il rischio che si verifichi, ad esempio:

  • consumo di alcolici
  • condizione di pre-diabete, in cui si verifica un eccesso di produzione di insulina in risposta ad un aumento della resistenza,
  • interventi chirurgici sullo stomaco, come il bypass gastrico, che velocizza il transito del cibo nello stomaco
  • disturbi metabolici ereditari (ad esempio ipoglicemia autoimmune)
  • alcuni tumori (come l’insulinoma).

È pericolosa?

Di per sé è raro che l’ipoglicemia reattiva sia pericolosa, tuttavia alcuni dei sintomi possono esporre a rischi di salute il paziente che stia guidando o manovrando macchinari pericolosi.

Diagnosi

La glicemia è considerata bassa se inferiore a 70 mg/dL e la sua valutazione rappresenta l’approccio più adatto ad una diagnosi certa, per distinguere l’ipoglicemia reattiva da altre condizioni che potrebbero avere sintomi in parte sovrapponibili.

Spesso risulta ancora più difficile individuare la causa esatta che conduce allo sviluppo del sintomo.

Cura

L’ipoglicemia reattiva di solito non richiede alcun tipo di terapia di per sé, essendo un fenomeno che tende ad autolimitarsi (fa eccezione il caso del paziente diabetico, in cui il sovradosaggio d’insulina può diventare pericoloso e richiedere un’immediata assunzione di zucchero o l’iniezione di glucagone), mentre è necessario provvedere alla cura dell’eventuale malattia scatenante.

Nei pazienti più soggetti al disturbo, soprattutto quando non si individui una causa esatta, può essere di grande aiuto migliorare la qualità della propria dieta:

  • Adottare un regime alimentare equilibrato, ricco di cereali integrali, frutta e verdura.
  • Evitare lo zucchero ed i cibi raffinati (pane bianco o pasta bianca), soprattutto a stomaco vuoto.
  • Associare sempre proteine e grassi al consumo di carboidrati, così da rallentarne l’assorbimento.
  • Limitare il consumo di alcolici ed evitarlo a stomaco vuoto
  • Preferire diversi piccoli pasti durante la giornata, al posto dei 2-3 grandi pasti, non lasciando più di 3 ore tra uno spuntino e il successivo.

I pazienti sensibili allo sviluppo di ipoglicemia reattiva traggono grandi benefici anche dall’attività fisica, con l’avvertenza di non praticarla mai a stomaco vuoto e di scegliere esercizi che siano moderati e mai eccessivamente intensi (l’attività fisica aumenta la sensibilità all’insulina, riducendo quindi nel tempo la necessità di rilasciarne in circolo grandi quantità).