Ipertrofia dei turbinati nasali: sintomi e rimedi

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 9 agosto 2019

Cosa sono i turbinati?

I turbinati (anche chiamati “cornetti” o “conche”) sono 3 formazioni ossee ricoperte da mucosa nasale respiratoria presenti in ognuna delle 2 fosse nasali. Si descrivono:

  • turbinato superiore, che origina dall’etmoide,
  • turbinato medio, che origina assieme al superiore dall’etmoide,
  • turbinato inferiore, che è invece un osso indipendente.
Anatomia semplificata del Tratto Respiratorio Superiore

By BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). “Medical gallery of Blausen Medical 2014“. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. – Own work, CC BY 3.0, Link

A cosa servono i turbinati?

La mucosa nasale che li riveste assolve a diverse funzioni fondamentali:

  • La funzione del muco fisiologicamente prodotto permette di umidificare l’aria, qualora quell’ambiente sia troppo secca.
  • La presenza delle ciglia della mucosa permette di bloccare le particelle di polvere evitandone la respirazione, in modo da purificare il più possibile l’aria inspirata.
  • La cospicua vascolarizzazione della mucosa permette di riscaldare l’aria inspirata sino ad una temperatura adeguata per il suo passaggio a livello polmonare.

Riassumendo si può affermare che le funzioni dei turbinati nasali sono quelle di riscaldare, umidificare e purificare l’aria inspirata, regolandone anche il flusso in entrata verso i polmoni.

Cos’è l’ipertrofia dei turbinati?

Per ipertrofia dei turbinati s’intende una patologia caratterizzata dall’aumento di dimensioni della mucosa nasale che riveste i turbinati, le formazioni ossee presenti all’interno della cavità nasali, il cui rigonfiamento provoca ostruzione nasale con sensazione di naso chiuso.

Le principali cause che possono portare allo sviluppo di ipertrofia dei turbinati sono:

  • rinite allergica, infettiva o vasomotoria,
  • inquinanti atmosferici, inalazione di polveri, fumo di sigaretta,
  • anomalie del sistema nervoso autonomo.

Il quadro clinico ed i sintomi più significativi che si presentano in caso di ipertrofia dei turbinati sono:

La diagnosi si avvale di anamnesi ed esame obiettivo coadiuvati da alcune indagini strumentali eseguite dallo specialista otorinolaringoiatra come una rino-fibro-laringo-scopia o una manometria nasale.

Il trattamento prevede un approccio farmacologico per le forme iniziali che rispondono positivamente alla terapia medica, con l’utilizzo di farmaci

  • antibiotici ad azione locale,
  • antistaminici
  • e spray decongestionanti.

Nelle forme ormai consolidate di ipertrofia si rende necessario un trattamento chirurgico tradizionale o basato sull’utilizzo di tecnologia laser.

Cause

In risposta a diversi fattori, la mucosa che riveste i turbinati nasali va incontro a rigonfiamento aumentando di volume. Normalmente questa condizione è solo temporanea e, terminato lo stimolo, la mucosa torna a dimensioni normali. Tuttavia in alcuni casi l’aumento di volume della mucosa dei turbinati si rende stabile nel tempo andando incontro ad una vera propria ipertrofia permanente.

Una volta instauratasi l’ipertrofia si creano modificazioni a livello degli spazi respiratori nasali, con la conseguenza che il flusso dell’aria può diventare turbolento e difficoltoso: questo si traduce clinicamente in una forma di ostruzione nasale con sensazione di naso chiuso.

Le principali cause che possono portare allo sviluppo di ipertrofia dei turbinati sono:

  • Rinite, ovvero infiammazione della mucosa nasale, a suo volta può essere di tipo:
    • Allergica, da polline, acari della polvere, pelo di animali come cane e gatto, muffe;
    • Vasomotoria, con cui si intende una iper-reattività della mucosa nasale a stimoli teoricamente innocui, come aria fredda o calda, variazione di umidità, fumo di sigaretta, stress. In questo disturbo si viene a liberare istamina provocando modificazioni simile a quelle che si verificano in caso di rinite allergica;
    • Infettiva da microrganismi di tipo batterico o virale;
  • anomalie del sistema nervoso autonomo,
  • inalazione di inquinanti atmosferici o fumi e vapori irritanti e tossici,
  • utilizzo cronico di spray nasali vasocostrittori: se da un lato essi vengono utilizzati per “liberarsi” dalla sensazione di naso chiuso, di contro il loro abuso porta a modifiche della mucosa nasale con un’ostruzione nasale paradossa cronica (rinite medicamentosa).

Sintomi

Nelle fasi iniziali del suo decorso, l’ipertrofia dei turbinati è pressoché asintomatica e non si hanno ripercussioni degne di note sulla funzionalità respiratoria. A lungo andare tuttavia l’ipertrofia tende ad aumentare con la graduale comparsa dei tipici sintomi:

  • ostruzione nasale a una od entrambe le narici con sensazione di naso chiuso,
  • accentuazione dell’ostruzione soprattutto di notte con l’assunzione della posizione supina che contribuisce alla congestione dei turbinati, e aumenta il rischio anche di apnee notturne,
  • rinorrea, ovvero produzione di secrezione siero-mucosa che viene liberata all’esterno con “naso che cola”,
  • prurito nasale,
  • starnutazione ripetuta,
  • iposmia, ovvero riduzione della percezione degli odori,
  • epistassi, ovvero fuoriuscita di sangue dal naso (raramente),
  • alitosi (alito cattivo),
  • rinolalia, ovvero voce con timbro nasale che tipicamente si manifesta in caso di naso chiuso,
  • ipoacusia, riduzione dell’udito con sensazione di ovattamento,
  • tendenza alla respirazione con la bocca, che a sua volta porta alla secchezza della cavità orale e allo sviluppo di cefalea (mal di testa).

A distanza di tempo è possibile che tale quadro clinico venga ulteriormente peggiorato dalla presenza di alcune complicanze come:

Diagnosi

La diagnosi di ipertrofia dei turbinati deve partire da un’accurata anamnesi ed un dettagliato esame obiettivo.

L’anamnesi consiste in una sorta di intervista medico-paziente in cui si ricostruisce l’intera storia clinica dell’ammalato, sia remota che recente. In questo caso sarà importante per il medico indagare sulla presenza di:

  • Storia di rinite allergica o vasomotoria che predispone a distanza di tempo all’ipertrofia dei turbinati.
  • Familiarità, ovvero presenza del disturbo anche in altri individui della stessa famiglia del paziente.
  • Uso ed abuso di decongestionanti nasali vasocostrittori.
  • Patologie sottostanti.

Con l’esame obiettivo il medico individua i sintomi soggettivi riferiti dal paziente e i segni oggettivi che discriminano la presenza di un’ipertrofia dei turbinati.

Terminata questa fase iniziale, il percorso diagnostico prosegue con l’esecuzione di alcune indagini strumentali. Lo specialista otorinolaringoiatra può richiedere l’esecuzione di:

  • Rino-fibro-laringo-scopia: è un esame endoscopico effettuato con l’utilizzo di un tubo flessibile dotato di telecamera e di una fonte luminosa alla sua estremità. Permette la visione diretta di diverse strutture: naso, cavità orale, faringe e laringe. A livello nasale mette in evidenza il rigonfiamento della mucosa nasale e la riduzione dello spazio respiratorio consensuale.
  • Esame citologico e colturale del secreto nasale: permette la diagnosi un’eventuale rinite allergica o infettiva alla base del disturbo
  • Rinomanometria: indagine di secondo livello che permette di misurare con precisione le caratteristiche del flusso aereo che si forma a livello delle cavità nasale, descrivendone le eventuali alterazioni.
  • Prove allergologiche.
  • Altre indagini radiologiche come una TC del massiccio facciale o una risonanza sono indagini di secondo livello che vengono richieste solo in alcuni casi, quando c’è il sospetto che l’ostruzione nasale possa essere provocata da altre patologie differenti da una semplice ipertrofia dei turbinati (come una sinusite cronica, una poliposi nasale o un tumore che origina a livello della cavità nasale)

Come sgonfiare i turbinati?

Rimedi naturali

Per dare sollievo ai turbinati gonfi ed infiammati è possibile procedere a:

  • uso di cerottini nasali per dilatare le cavità e favorire la respirazione,
  • lavaggi nasali frequenti con soluzione salina,
  • uso di un umidificatore in casa (soprattutto nella stagione fredda),
  • terapia termale,
  • in caso di allergia ridurre il rischio di esposizione all’allergene specifico, con eventuali specifiche azioni domestiche (uso di presidi antiacaro, tenere le finestre chiuse di giorno in caso di allergia al polline, …).

Farmaci per curare l’ipertrofia dei turbinati

Nelle fasi iniziali l’ipertrofia dei turbinati può risentire positivamente di un trattamento medico, con la possibilità che il rigonfiamento della mucosa vada incontro a regressione. Dal punto di vista farmacologico si possono utilizzare:

  • Farmaci antibiotici, per la cura di una rinite infettiva cronica sottostante.
  • Antistaminici o cortisonici, per ridurre la sintomatologia allergica, riducendo la reattività della mucosa nasale.
  • Spray decongestionanti vasocostrittori che riducono l’ostruzione nasale con solo scopo sintomatico (ovvero per alleviare i sintomi senza rimuoverne la causa). In questo caso è bene evitarne l’uso cronico e inappropriato di tali farmaci, poiché il loro abuso porta allo sviluppo di un’ostruzione nasale paradossa (rinite medicamentosa). Nello specifico questi decongestionanti vasocostrittori portano nel tempo all’atrofia della mucosa nasale che allo stesso modo dell’ipertrofia, modificano il flusso aereo dell’aria inspirata portando alla sensazione di naso chiuso.

Chirurgia

Qualora il quadro clinico non dovesse risolversi con la terapia medica e quando l’ipertrofia sia tale da non poter essere corretta con i farmaci precedentemente elencati, tale patologia necessita di un trattamento chirurgico risolutivo. Ad oggi è possibile intraprendere due tipi di percorsi chirurgici:

  • Chirurgia tradizionale, con interventi di asportazione parziale dei turbinati ipertrofici (turbinectomia parziale o mucotomia).
  • Chirurgia moderna mini-invasiva, basata sull’utilizzo di laser o radiofrequenze.

Fonti e bibliografia

  • Manuale di Otorinolaringoiatria. A.Quaranta – R.Fiorella. Ed. McGraw-Hill srl.

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